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MONTICELLI

Due ragazzini rapinati al rientro da scuola

Due ragazzini rapinati al rientro da scuola
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Rientro a scuola di paura per un 14enne e un 15enne rapinati da due giovani con un coltello a Monticelli.

Ilaria Ferrari

Poco più che bambini le vittime, ragazzi cresciuti gli aggressori, per di più armati di coltellino. Sono due gli episodi di bullismo registrati a Monticelli Terme nel primo pomeriggio di lunedì, in pieno giorno e a pochi passi dal centro.

«Mio figlio era uscito da scuola e aveva deciso di fermarsi a Monticelli in compagnia di alcuni amici – racconta la madre di un 14enne residente a Montecchio –. Erano da poco passate le due del pomeriggio quando, rimasto solo con un compagno, è stato avvicinato da due ragazzi appena scesi dal bus».

La scena si svolge davanti alla chiesa parrocchiale a due passi dal Punto blu. «Uno dei due, tra i 18 e i 20 anni, forse magrebini – prosegue la madre – ha avvicinato mio figlio e gli ha chiesto che ore fossero. Lui ha tirato fuori dalla tasca il cellulare proprio per vedere l’orario ma qui è iniziata l’aggressione». Infatti la coppia di giovani malviventi chiede subito il telefono.

«Fai vedere a noi che ore sono» ordina uno, mentre il compagno estrae dalla tasca un coltellino e lo tiene impugnato in mano tanto per far capire che lui e il suo socio non hanno alcuna voglia di discutere. Il cellulare viene strappato di mano alla vittima che, quando tenta di riprenderlo, viene ripetutamente strattonata. «Se non lo lasci finisci nei guai, e non dir niente a nessuno» gli viene intimato.

«Non solo – aggiunge la madre – hanno anche voluto dei soldi. Hanno costretto mio figlio a tirar fuori il portafoglio, per prendergli dieci euro e la carta d’identità. Poi, sono fuggiti, perché nel frattempo era arrivata un’auto e probabilmente avevano paura di essere scoperti. Mio figlio ha avuto molta paura: è ancora piccolo e quei due erano armati». «Hanno minacciato anche il mio amico – racconta in prima persona il ragazzino – ma proprio l’arrivo di quell’auto li ha fatti desistere e a lui non è stato portato via nulla».

Il 14enne, sotto choc, va a casa dell’amico, da dove uno dei genitori dell'altro lo accompagna in caserma per sporgere denuncia. E qui entra in scena poco dopo la seconda vittima. Ai carabinieri di Monticelli Terme si presenta infatti un altro ragazzino, conoscente del primo, che racconta una disavventura analoga.

Questa volta lo scenario è via Montepelato, a due passi dalle Terme, ma le modalità sono le stesse. Un coltellino a convincere la vittima e due ragazzoni che si fanno consegnare il telefonino e un orologio. I carabinieri stanno indagando, ma secondo una prima ricostruzione appare del tutto probabile che gli aggressori siano gli stessi che avrebbero colpito due volte a poco tempo di distanza.

«Hanno puntato un coltello davanti a mio figlio – termina la madre del 14enne –. Come si fa a stare tranquilli? E’ intollerabile che neppure dei bambini possano giocare in strada, in pieno giorno, in un quartiere residenziale, a 200 metri da una caserma. E’ necessario che qualcuno intervenga, che si cerchi a livelli alti di fermare questa delinquenza dilagante. Servono risposte, serve una maggiore tutela».

LAMA ALLA GOLA

La vittima della seconda aggressione è un 15enne di Monticelli Terme. Quanto gli è accaduto lunedì pomeriggio è del tutto simile alla disavventura del 14enne di Montecchio anche se lo scenario appare anche più inquietante. In questo caso il ragazzo è stato seguito e minacciato con il coltellino puntato alla gola. Già sul bus si era accorto di quei due magrebini, uno con tuta nera e scarpe bianche, l’altro con un giubbotto di pelle (la descrizione è la stessa per entrambi gli episodi), che lo guardavano con insistenza.

I due sono scesi alla sua stessa fermata, vicino alle Terme. Lo hanno seguito per alcuni passi, prima di partire alla carica. Uno gli punta un coltellino alla gola e gli dice «ora mi dai tutto quello che hai». Il 15enne tenta di resistere, ma quella lama gli fa cambiare idea. Ha paura: quelli sono in due mentre lui è solo, non c’è nessuno intorno e ha un’arma puntata addosso. Alla fine consegna il telefonino e un orologio. I due lo lasciano lì, in mezzo alla strada, solo e spaventato. Lui torna a casa: e poco dopo viene accompagnato in caserma a sporgere denuncia. i. f.

I PRECEDENTI: VAL D'ENZA

Sempre più spesso la cronaca registra episodi di violenza con protagonisti bande di giovani. Scontri tra gruppi per il dominio del territorio, minacce soprattutto a minori per impossessarsi del loro telefono cellulare nonché del poco denaro che le vittime tengono in tasca, ed altre bravate o episodi di bullismo sempre nei confronti di ragazzini che per paura non si azzardano a reagire. Una di queste baby gang ha imperversato nella scorsa estate nel territorio della Val d’Enza reggiana, creando notevole allarmismo in particolare nelle aree di Montecchio e Sant’Ilario d’Enza. I sei componenti della gang avvicinavano le vittime e con pesanti minacce estorcevano loro denaro e telefonini. Le vittime spesso non trovavano il coraggio di denunciare le aggressioni per il timore di rappresaglie, ma ai carabinieri della stazione di Montecchio non sono sfuggite certe voci. E così, grazie all’intensificazione ddel controllo delle aree frequentate soprattutto dai giovani, i militari hanno identificato i componenti della gang. A completare il quadro delle indagini sono poi state alcune delle giovani vittime che, convinte dai genitori, hanno vinto la paura di ritorsioni e hanno fornito un concreto contributo al positivo esito delle indagini. u. s.

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  • Bastet

    26 Novembre @ 15.00

    @ federicot: io a luglio faccio 40 anni.....e queste cose non succedevano! a luglio faccio 40 anni....e all'università...il mio "ciao" della piaggio,era chiuso solo con il bloccasterzo!!! che nn so se ricordate.....ma bastava un calcio,su un ciao,per romperlo!

    Rispondi

  • Michele E

    25 Novembre @ 22.18

    federicot io ho più di 40 anni e so benissimo che episodi così e con questa frequenza 40 anni fa NON succedevano! Non tirar fuori il Federale e altri pochi casi... i tossici fregavano le autoradio, ma aggressioni fisiche a viso scoperto ben poche, a parte per motivi calcistici o politici ma è un altro discorso e a quelli ci potevi tranquillamente girare lontano. In ogni modo nei paesi sicuramente NO, i personaggi da evitare si conoscevano tutti, e mai sentito di gang, tantomeno baby.

    Rispondi

  • Vercingetorige

    25 Novembre @ 18.17

    Ma non avevano arrestato tutta la banda pochi giorni fa ?

    Rispondi

  • Ilaria

    25 Novembre @ 17.49

    non si sa chi sono delinquenti ?

    Rispondi

  • Grillo Parlante

    25 Novembre @ 16.38

    Invece di mandare i figli a giocare al pallone, con la speranza che facciano i soldi e si "fidanzino" con qualche velina, guardatevi intorno cari abitanti di Monticelli: a Basilicagoiano c'è un corso di Karate e Difesa Personale per ragazzi gestito da Maestri di livello europeo. Può darsi che, come è capitato a qualcuno dei ragazzi che già lo frequentano, i rapinatori abbandonino il coltello e tornino a casa sanguinanti... Ma se preferite insegnare ai vostri figli a chiamare i Carabinieri o a porgere l'altra guancia liberi di farlo ...

    Rispondi

    • antonio

      25 Novembre @ 23.23

      Bella pubblicità, quanto ti danno? o è per te?

      Rispondi

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