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Maestra indagata, parlano i genitori

Il Gilda: "All'Anna Frank era stimata"

Maestra indagata, parlano i genitori
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Commenti che rimbalzano. All'uscita di scuola, parlano i genitori dell’Anna Frank, l’indomani della decisione dell’Ufficio scolastico provinciale che sta vagliando la posizione della docente indagata per presunti maltrattamenti. Ma il sindacato Gilda evidenzia: "All'Anna Frank era stimata" (leggi)

Chiara Pozzati

«Come mamma avrei paura di lasciare mio figlio nelle mani di una maestra indagata per maltrattamenti». O ancora: «Non dovrebbe nemmeno entrare a scuola, fintanto che la giustizia non ha fatto il suo corso». Commenti che rimbalzano, in coro, all'uscita di scuola, dopo aver spedito i bimbi in auto per evitare di turbarli.

Ecco le reazioni dei genitori dell’Anna Frank, all’indomani della decisione dell’Ufficio scolastico provinciale che sta vagliando la posizione della docente 49enne sotto il profilo disciplinare. Più morbidi i (potenziali) «colleghi» che invitano alla cautela: «Prima di esprimere giudizi in merito occorre conoscere la verità fino in fondo».

La donna, di origini partenopee, è indagata per presunti maltrattamenti, con l’aggravante della discriminazione razziale, nei confronti di alcuni bimbi di una prima elementare di Traversetolo. E attualmente ancora senza cattedra, nonostante il provvedimento del Tribunale del Riesame, abbia disposto la revoca dell’interdizione all’insegnamento.

Siamo di fronte all’istituto di via Pini, che accoglie i figli della Crocetta e non solo. Tra sgomento e cautela, l’esercito di mamme e papà non solo plaude alla decisione dell’ex Provveditorato agli studi – che non esclude la sospensione cautelare – ma invoca, senza tentennamenti: «uno stop forzato all’insegnamento, finché non verrà appurato fino in fondo il suo eventuale coinvolgimento in una vicenda giudiziaria così pesante». Al di là delle “carte”, «occorre pensare ai bambini. Qui non si tratta di capire se sia qualificata, ma confesso che da madre avrei paura a lasciare in classe mio figlio con lei».

Ecco il commento di Sabina Buttò, mamma di un piccolo di nove anni che incroci all’una di fronte all’istituto di via Pini. Dello stesso avviso anche Cinzia Grezzo e Francesca Donadei: «Finché non si chiariscono fino in fondo le eventuali responsabilità, questa maestra non dovrebbe insegnare. Una volta appurata la sua posizione ed estraneità dai fatti, sarà liberissima di rientrare».

Convinta della necessità della sospensione cautelare dal servizio «fin tanto che la verità non verrà a galla» è anche Debora Bedini, mamma di un bimbo di prima elementare con uno zaino di spider-man nuovo di zecca più grande di lui. E aggiunge: «D’altronde i suoi diritti sono già garantiti dalla presunzione d’innocenza e infatti le generalità sono sconosciute. Occorre garantire la medesima tutela anche ai nostri figli».

A mettere i puntini sulle “i” sono anche Sabrina Delbono e Zusanna Juhasz: «A prescindere da quelli che saranno i capi di imputazione, fintanto che le cose non sono chiare, cristalline, non crediamo che quest’insegnante sia idonea a prendere servizio».

«Occhio però: non bisogna ingaggiare una caccia alle streghe - chiosa invece un papà, Vincenzo Santoro, suscitando peraltro la reazione immediata delle mamme che lo circondano -. «Si tratta comunque di una persona che non è ancora stata giudicata colpevole e che potrebbe essere anche vittima di un equivoco – si lascia sfuggire timidamente. «Chiaro che occorre appurare fino in fondo cosa sia accaduto e in che termini», conclude.

A chiudere il cerchio, invitando alla calma è un docente, un supplente di musica: «Sono convinto che prima di esprimere giudizi o attuare provvedimenti, si dovrebbe conoscere fino in fondo la realtà - spiega Giordano Olivieri - E solo il corso della giustizia potrà mettere la parola fine a questa storia».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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  • sabcarrera

    26 Novembre @ 14.26

    Sarebbe ora di mettere in mettere in riga molti alunni che creano caos in classe. Il modo sarebbe di rendere responsabili i genitori delle azioni dei loro figli a scuola.

    Rispondi

  • bila

    26 Novembre @ 10.50

    Ma c'erano prove certe o no? Altrimenti decade tutto e noi siamo dei pecoroni che crediamo a tutto quanto viene urlato dalla stampa.

    Rispondi

  • Massimo

    26 Novembre @ 06.11

    Se fosse la maestra di mio figlio è probabile che non la vorrei in classe.è ovvio che dal presunto al certo c'è tanta differenza però il timore che sia una persona poco affidabile rimane.

    Rispondi

    • Vercingetorige

      26 Novembre @ 11.30

      VISTI I RISULTATI DELLA "SOCIETA' DEI MEDIA" , di cui parlavamo ieri ? Certo , i Giornalisti devono dare le notizie . Son lì apposta ! Però , poi, dovrebbe subentrare la maturità dei lettori . Su queste cose io ci litigo tutti i giorni con mio figlio , che ha una Laurea Magistrale in Giornalismo e Scienza Editoriale ed un Master in Editoria Cartacea e Digitale ( e tende a stare dalla parte vostra ........) .

      Rispondi

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