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Nuovi orari, sanità nel caos

Nuovi orari, sanità nel caos
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Le nuove norme Ue mandano la sanità nel caos anche a Parma. Ma l'ospedale corre ai ripari e assume venti medici e 156 infermieri. Ecco cosa cambia.

Patrizia Celi

È entrata in vigore ieri la normativa europea sugli orari di lavoro in sanità. Una rivoluzione per gli ospedali e le Ausl, che si riverbera sull’organizzazione dei reparti e dei servizi ambulatoriali in nome del rispetto del diritto al riposo dei lavoratori (con introduzione del tetto massimo di orario lavorativo) e della sicurezza per gli assistiti.

I sindacati di categoria medica hanno cantato vittoria, ma allo stesso tempo hanno levato un grido di allarme sulla carenza di personale che potrebbe non garantire la quantità e qualità dei servizi attualmente erogati, soprattutto in aree delicate come l’emergenza-urgenza e la chirurgia. «In Italia servirebbero almeno 5.000 medici subito», ha sentenziato la Fp Cgil – Medici, mentre Anaao (Associazione dei medici dirigenti) ha quantificato il bisogno in «almeno 3.000 medici e 20.000 infermieri». In particolare la nuova normativa sancisce per medici, infermieri, tecnici sanitari e fisioterapisti il limite massimo di 48 ore di lavoro in media settimanali (da rilevare nell’arco di 4 mesi) e 11 ore di riposo consecutive ogni 24 ore (con decorrenza dall’inizio del turno).

Nel mosaico delle soluzioni adottate in extremis dalle Regioni, l’Emilia Romagna non ha ancora preso una posizione ufficiale, con atti deliberativi o linee di indirizzo, ma ha analizzato le possibili conseguenze in chiave locale e invitato le Aziende sanitarie del territorio a governare il cambiamento soprattutto attraverso nuovi assetti organizzativi. «Dalle valutazioni effettuate rileviamo solo qualche area problematica, a macchia di leopardo – ha spiegato il direttore amministrativo dell’Azienda ospedaliero universitaria di Parma Simona Giroldi – Lo risolveremo con modifiche organizzative e attraverso nuove assunzioni, che già stiamo facendo in quel percorso di eliminazione del lavoro interinale, con conseguente incremento del personale dipendente, che ha caratterizzato questa nuova direzione».

In particolare per l’area del comparto (infermieri, tecnici e fisioterapisti) al Maggiore sono attualmente 2900 i dipendenti, ma sono in arrivo molte nuove assunzioni: a tempo indeterminato saranno assunti 39 professionisti, più 7 prelevati dalle graduatorie e 15 dalle stabilizzazioni; per il tempo determinato saranno assunti 57 professionisti e 38 saranno attinti dalle graduatorie: 156 in tutto. «Non siamo di fronte ad una situazione drammatica: pochissime persone hanno superato il limite delle 48 ore settimanali e sempre in modo non continuativo - ha spiegato il direttore del Servizio assistenziale Tiziana Lavalle – Anche l’articolazione dei turni programmata non ostacola il rispetto delle 11 ore di riposo continuative». I medici del Maggiore attualmente sono 621, poi ci sono circa 100 contrattisti. Nel piano di assunzioni regionale sono previsti 20 nuovi medici per il parmense, troppo pochi secondo i sindacati di categoria e allora la risposta alla riduzione dell’orario di lavoro non potrà che essere cercare di fare le stesse cose in un modo diverso, ad esempio con l’introduzione della figura del medico di guardia «divisionale» e non del reparto.

«Analizzando il rapporto tra attività e bisogno degli utenti rimoduleremo i percorsi con semplici variazioni organizzative – ha spiegato il direttore amministrativo dell’Azienda Usl di Parma Marco Chiari – Con l’obiettivo di mantenere elevata la qualità dei servizi offerti ai cittadini». E poiché la prima verifica sarà fra 4 mesi, fondamentale sarà il piano delle assunzioni per il 2016 della Regione, i cui tavoli preparatori inizieranno tra circa un mese.

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  • Antonino

    26 Novembre @ 15.16

    Giusto assumere nuovi medici per alleviare i turni massacranti di lavoro attuali, ma mi risulta che specie per alcune specialita' manchino i medici stessi, ad un concorso per quttro sanitari se ne presentato uno solo... troppo e' il divario tra la retribuzione pubblico e privato, bisogna aumentare gli stipendi altrimenti ci troveremo nella sanita' pubblica senza medici o sanitari scadenti.

    Rispondi

    • Vercingetorige

      26 Novembre @ 18.21

      MAH , SA , ANTONINO , BISOGNA VEDERE CHE "CONCORSO" ERA ! Negli ultimi dieci-quindici anni , tra le edificanti sortite dei "manager" , ci sono anche quelle delle assunzioni a tempo determinato , ma questo sarebbe il meno ! SONO DILAGATI I CONTRATTI "LIBERO PROFESSIONALI ". I Medici "assunti" ( per modo di dire ) con questo tipo di contratto , non sono veri dipendenti nella Pianta Organica dell' Ospedale , ma figurano come consulenti libero professionali esterni . Devono aprire Partita IVA , e , alla fine del mese , devono "fatturare" il loro compenso all' Ospedale , mentre tutte le tasse e i contributi restano a loro carico e devono toglierseli dalla miseria che prendono , 1500 euro mensili o poco più . E NON BASTA ANCORA ! I Medici a contratto libero professionale non hanno nessuno dei diritti dei dipendenti , ma hanno gli stessi obblighi , come l' orario di lavoro e l' obbligo di esclusività , per cui non possono fare nient' altro. Proviamo a fare concorsi per assunzioni in Ruolo .

      Rispondi

  • Vercingetorige

    26 Novembre @ 11.21

    SANITA' NEL CAOS ? E PER COLPA DI CHI ? Magari di quei "manager" che , dopo aver fatto un "master full immersion" un sabato e una domenica alla Bocconi , hanno trasformato Ospedali ed AUSL in Ministeri pieni di Personale Burocratico - Amministrativo , mentre le assunzioni di Medici ed Infermieri erano "bloccate" , e "non si potevano fare" ? E così succedeva , e succede , che il Personale di Assistenza , che dovrebbe essere ( insieme ai Pazienti , naturalmente ) la colonna portante di una Struttura Sanitaria , sia costretto a fare doppi turni , a saltare i riposi , ad accumulare mesi di ferie per garantire il Servizio , ad andare col cappello in mano da una segretaria della Direzione , incapace di fare perfino un' iniezione intramuscolare , pregandola di avere qualche siringa o qualche guanto sterile ? E ci prendono pure l' "Oscar" ! Oggi ci sono Medici che , dopo aver lavorato in Reparto di giorno come i loro Colleghi , devono rimanere anche di notte a coprire la "guardia" . Ci sono Chirurghi che , dopo avere operato il giorno prima , devono ancora operare nel cuore della notte , magari eseguendo interventi difficili su pazienti in condizioni critiche , e , poi , forse , tornare pure ad operare il giorno dopo , e , se qualcosa va male , i Direttori e le loro Segretarie , che erano a letto a dormire , fanno l' inchiesta ! Per risparmiare sul costo delle "guardie" le hanno "accorpate" , per cui lo stesso Medico deve fare la guardia "a scavalco" anche per Reparti di Discipline diverse dalla sua. Gli Istituti Universitari si salvano facendo fare la "guardia" ai giovani specializzandi . ADESSO , FINALMENTE , L' UNIONE EUROPEA HA DISPOSTO CHE UN MEDICO NON POSSA LAVORARE PIU' DI 48 ORE ALLA SETTIMANA , E DEBBA AVERE ALMENO 12 ORE CONSECUTIVE DI RIPOSO OGNI 24 . UN MEDICO STANCO E' PERICOLOSO PER I PAZIENTI ! LA STANCHEZZA AUMENTA IL PERICOLO DI ERRORI ! E, adesso , assistiamo al penoso spettacolo dei "manager" nel panico , perchè si accorgono , folgorati sulla Strada di Damasco, di non avere abbastanza Medici , ed Infermieri .

    Rispondi

    • Michele E

      26 Novembre @ 18.37

      Disamina perfetta. Vercingetorige hai poi letto la mia risposta nell'articolo della Polizia? prima che sparisca dai più letti della settimana...

      Rispondi

    • salamandra

      26 Novembre @ 14.03

      Condivido in toto e sottolineo anche io la parte in maiuscolo. Grazie a Dio si è mossa l'unionme europea che se aspettavamo i nostri politici (perlomeno quelli del governo attuale e degli ultimi), campa cavallo!

      Rispondi

      • Pasquale

        26 Novembre @ 16.36

        Ha ragione Verci e aggiungo che fino a poco fa non c'erano risorse per assumere medici. Adesso di colpo......

        Rispondi

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