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Prof hi-tech per smascherare chi copia con lo smartphone

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I docenti Olivieri e Arpiani utilizzano uno strumento che rileva la presenza di telefonini accesi

Enrico Gotti

Cambia il modo di copiare durante i compiti in classe: non più bigliettini, ma telefonini. E i professori passano al «controspionaggio». Al liceo Romagnosi due docenti, Maurizio Olivieri e Cristina Arpiani, si sono attrezzati per smascherare chi usa il cellulare durante le prove di latino. Hanno comprato di tasca propria due rilevatori per captare il segnale di qualsiasi smartphone acceso nei paraggi.

La scopiazzatura «hi-tech» è un fenomeno conosciuto in tutte le scuole: una volta c’erano i bigliettini, le scritte sulla mano e i libri nascosti sotto il banco. Ora basta un cellulare per sbirciare la versione tradotta e non sbagliare il compito. Il ritiro forzato è un’arma spuntata. I professori requisiscono i telefoni prima dell’inizio del compito in classe, ma non basta: qualche studente ne porta due, consegna quello vecchio e nasconde quello nuovo per guardare la versione su internet durante la prova. «Abbiamo comprato questi apparecchi per creare equità: non è mai bello quando uno ha risultati migliori degli altri truccando le regole. Non è per avere uno stato di polizia a scuola, ma per avere correttezza durante le prove», spiega Maurizio Olivieri.

L’idea è nata dopo una riunione fra i professori di latino. Invece di dire: «non possiamo più farci niente», i docenti sono passati al contrattacco. In riunione hanno visto dei prodotti, si sono informati e li hanno presi per provarli.

«Il fenomeno non è poi così pervasivo. In generale si riesce a gestire, anche se si perde troppo tempo: il controllo toglie la possibilità di seguire i ragazzi – dice Olivieri – gli strumenti comprati costano poco, sui 30 euro».

Per ora nessun studente è stato «sgamato»: ma già la voce dell’arrivo di questi rilevatori si è diffusa nel liceo classico e anche gli allievi delle altre classi temono il controspionaggio messo in atto dai professori.

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  • Miky

    30 Novembre @ 09.42

    Miei cari prof. una volta si usavano le tavole di pietra, poi arrivo' il papiro, la carta, la stampa a caratteri mobili ecc. Un papa scomunico' il treno! Questo per dire che il progresso va gestito -soprattutto come adulti- ma non negato perché si provocherebbe una reazione contraria... Anche mia moglie pure insegnante delle stesse materie in passato mi chiese uno scanner... poi un giorno mi disse che alcuni ragazzi non portavano neppure il materiale a lezione (libri e quaderni)... pensava di dare note... forse la anche fatto, ma con scarsi risultati (portavano il materiale perché erano obbligati...). Quando cambio' metodo, insegnando le stesse cose ma da punti di vista differenti che a lei nel suo passato non erano stati proposti, vide che i ragazzi la seguivano molto di piu'... non mi ha mai piu' chiesto info sullo scanner... e passa per una prof molto rigorosa che prepara bene i ragazzi (almeno cosi' dicono)... In altre parole potete proporre compiti innovativi che stimolino i ragazzi, che offrano soluzioni differenti e pertanto non sia possibile trovarli su internet, oggi non e' piu' possibile dare le vecchie versioni che avete avuto voi! Di Google, ecc. occorre giocoforza tenerne conto, io ho 50 anni ma avendo figli di 20 e 10 anni vedo direttamente la differenza di impostazione e soprattutto di approccio nelle varie fasce di eta'. Un ultima annotazione: se pensassimo realmente al valore della valutazione nel rapporto insegnante-alunno- potremmo pensare che non e' solo una misura delle performace del discente, ma anche -e forse soprattutto- di quanto il docente (inteso come adulto) ha saputo trasmettere verso colui che cresce ed utilizzare tale strumento per migliorare l'azione educativa laddove sembra essere stata carente. Penso che sia troppo semplicistico rovesciare il rapporto adulto-ragazzo e affermare come spesso capitava un tempo ma forse ancora oggi "non studia", o "non si concentra": ci sara' sicuramente un motivo ? piu' che curare l'effetto, come esperti educatori, perché nona analizzate la causa e proponete soluzioni ? In altre parole i ragazzi che "barano" (e si e' sempre barato) sono in cerca di un buon giudizio nella prestazione piu' che contenti di crescere... secondo me piu' che punizione (che tipicamente non rende "contenti") forse andrebbero aiutati! Ma per alcuni la scuola e' un luogo triste di sofferenza, disagio e sottomissione! Il calo di iscritti al vostro liceo potrebbe essere un termometro da valutare con attenzione!

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  • Maurizio

    29 Novembre @ 23.36

    Anche io concordo con Paolo! Ma sottolineo un passaggio «Il fenomeno non è poi così pervasivo. In generale si riesce a gestire, anche se si perde troppo tempo: il controllo toglie la possibilità di seguire i ragazzi». Cioè, appunto è solo un aiuto nel controllo, per usare il tempo per fare di meglio... anche meglio che controllare e basta! Per nessuno le ore di compito sono ore di relax! Maurizio Olivieri

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  • Oberto

    29 Novembre @ 11.30

    all'università il mio prof di microbiologia era stato molto chiaro: l'esame era scritto, e chi veniva beccato con il telefonino acceso, si prendeva 15 all'esame ( registrato sul libretto) e poi l'esame per quella persona sarebbe stato orale e solamente orale vita natural durante . Uno valuta poi il beneficio o il danno che deriva dal copiare! fatto sta che quando ho sostenuto l'esame io, a due ragazze è caduto il cellulare mentre copiavano......poi non so come sia finita ma per correttezza mi auguro che abbiano a dover passare ancora adesso, a distanza di anni, quell'esame. Sono gli incerti del mestiere !

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  • bichouk

    29 Novembre @ 11.01

    Anche io insegno,alla medie però, e concordo con Paolo. Io addirittura sono contraria anche all'uso del tablet da parte dei prof per la compilazione del registro elettronico. Piuttosto faccio tutto a casa. I ragazzi sono ciò che vedono per cui meno "smanettiamo" noi con questi mezzi meno si sentono autorizzati loro.

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  • paolo

    29 Novembre @ 10.25

    Sciocchezze. Per evitare copiature basta controllare , guardare. Se invece per il prof quelle sono due ore di relax in cui si mette a leggere o a correggere i compiti il problema è il prof . Non la tecnologia. Bisogna guardarlo il cellulare tanto quanto il foglietto. Io sono un prof.

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