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Parma, 3 gol e nuova fuga

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Il Parma batte a Rovigo il Delta 3-0 e torna a 6 punti di vantaggio sulla seconda, il Forlì. Si sblocca Guazzo che si sfoga contro i tifosi e a fine partita...

Paolo Grossi

Vittoria rotonda e importante quella di ieri a Rovigo, che permette al Parma di allungare nuovamente in testa alla classifica e toglie del tutto di mezzo un'avversaria sulla carta insidiosa ma alla resa dei conti pasticciona. E' bastato infatti, ai crociati, sfruttare un paio dei tanti errori del Delta per mettere al sicuro il risultato già nel primo tempo. Di gioco il Parma ne ha fatto davvero poco. S'è difeso con ordine senza neanche ripartire quando avrebbe potuto. E' bastato l'equilibrio e il mestiere per portare a casa tre punti pesantissimi. Questo anche per dire quanta differenza ci sia tra questo Parma e la altre squadre. Apolloni, consapevole delle difficoltà che sulla carta proponeva il match, ha schierato inizialmente la squadra più abbottonata mai vista in stagione: quattro stopper lungo la linea difensiva e Corapi trequartista al posto di Baraye. Anche il rientro di Ricci, rispetto alle caratteristiche di Melandri o Sereni era garanzia di più lavoro in fase di non possesso. Primo non prenderle: potrebbe riassumersi così il motto di Apolloni se non fosse invece che le variazioni apportate puntavano a trovare un diverso equilibrio tattico in un particolare momento fisico e psicologico del gruppo.

Si comincia e i primi timidi tentativi sono di Pera (colpo di testa fuori) e Lauria che calcia da venticinque metri ma anche lui a lato. Al 10' invece è ghiotta la palla gol che Busetto, con un colpo di testa all'indietro, serve sui piedi di Guazzo, il quale tutto solo davanti al portiere è incerto se colpire la palla mentre è in alto e scavalcare il portiere o lasciarla scendere e calciare di potenza. Alla fine l'ex Entella sceglie la soluzione 1 ma il suo pallonetto è moscio è termina tra le mani del portiere sloveno Radikon. Altro giro, altro regalo, dicevano sulle giostre. E al 27' Guazzo in effetti ne riceve un altro, ma stavolta fa centro. Acka al limite dell'area cicca un rinvio, la palla si impenna con un po' di effetto e cade dentro i sedici metri dove Radikon esce per tentare la presa ma molla lì la sfera com'era successo a De Angelis del Lentigione a Brescello. Là era stato Longobardi, stavolta è Guazzo che, di testa, appoggia nella porta sguarnita. E proprio come là, il portiere protesta per un presunto fallo, senza commuovere l'arbitro. Guazzo poi si abbandona a una rabbiosa esultanza. Fa segno ai tifosi di stare zitti, prende a calci la recinzione. E questo dopo aver appoggiato la palla nella porta vuota come avrebbe potuto fare persino Platinette... non vogliamo pensare a cosa sarebbe successo se avesse segnato con una rovesciata dal limite dell'area. Va detto poi che Radikon con una papera identica aveva causato il gol del definitivo 1-0 otto giorni fa sul campo del Mezzolara.

Non fa in tempo a riprendersi, il Delta, che con un altro regalo chiude virtualmente il match. Un improbabile fraseggio difensivo viene infatti interrotto da Guazzo che in area dribbla il portiere ma viene atterrato. Giallo a Radikon e palla sul dischetto, da dove Lauria di sinistro segna nell'angolino il 2-0 e poi, pur essendo un fresco ex (14 reti lo scorso anno nel Delta) esulta alla grande.

Sull'altro fronte la difesa del Parma non è scalfita dal capocannoniere Pera, un tipo agile e scattante che, astutamente, evita la coppia centrale e si posiziona spesso sulla destra dove gioca Saporetti, il quale però non molla un centimetro.

Si riparte e al 9' rischia il Parma quando Gattoni crossa da sinistra e Pera a centro area tocca velenosamente di testa mandando la palla fuori di pochi centimetri. Al 13' esce il centrocampista Zane, entra la punta Baldrocco e il Delta passa al 4-2-3-1. I crociati si attestano sulla trequarti difensiva e si limitano a contenere la ritrovata verve dei locali. Arriva in questo modo il 3-0 al 37' quando Corapi pesca magistralmente, con un lancio arcuato sulla corsa, il subentrato Baraye che, eluso in velocità il portiere, appoggia nella porta vuota. Al 39' bell'azione di Baldrocco e girata dal limite di Castellani che centra la traversa. Si è già nel recupero poi quando Rodriguez sfiora il gol con un diagonale rasoterra deviato dal portiere.

Finisce con i gialloblù a far festa sotto il settore dei loro tifosi, ma anche con un lungo conciliabolo tra i Boys e Guazzo, chiamato probabilmente a spiegare quella esultanza così polemica dopo il suo primo golletto in maglia crociata. Alla vigilia avevamo detto che ci saremmo accontentati dei tre punti, disposti a pazientare per vedere giocare bene. Gioco in effetti se ne è visto poco, ma è giusto divertirsi e godere anche così, nella certezza però che non sempre gli assist ce li faranno gli altri.

LE PAGELLE DI PAOLO GROSSI

ZOMMERS 5,5

Insufficienza a uno che non prende mai gol? Sì, ieri è stato troppo approssimativo, scivolando due volte sui rinvii, calciandone male altri due, trascinandosi un pallone innocuo in corner e regalando una palla gol a Pera, che per fortuna era stato fermato per fuorigioco. Unica parata su una punizione telefonata, ma l'inattività non deve stemperare la concentrazione.

BENASSI 6

Non gioca quasi mai, il terzino non è il suo ruolo e in
certi frangenti è stato in difficoltà, però ha esperienza e mezzi fisici, e se l'è sempre cavata.

CACIOLI 6,5

Dietro il migliore, sempre autoritario e duro il giusto: Pera, che l'anno scorso era con lui al Rimini, gli ha girato al largo.

LUCARELLI 6

Nessun problema per il capitano. Il doppio vantaggio dopo mezz'oretta lo ha anche esonerato dall'impostazione della manovra, per cui la fatica più grossa è stata calmare Guazzo dopo il faccia a faccia con i tifosi.

SAPORETTI 6,5

Nel primo tempo era lui a dover fronteggiare Pera, ma lo ha fatto senza timori né cedimenti. Qualche sbavatura in più nella ripresa, ma anche lui se non è richiesto l'apporto in avanti è avvantaggiato.

LAURIA 6,5

E' stato diligentissimo come esterno di centrocampo, chiudendo con grande efficacia un paio di diagonali delicate. Ha corso e lottato e in quelle condizioni arriva di rado a concludere. S'è rifatto con il rigore.

GIORGINO 6

Apolloni l'ha gettato nella mischia dopo due settimane di cure e allenamenti differenziati e lui ha fatto la sua parte, anche se con eccessivo nervosismo.

RODRIGUEZ s.v.

SIMONETTI 7

Era al debutto e ha certamente convinto per senso della posizione, semplici geometrie in costruzione e atteggiamento determinato in interdizione. Era dato tra i partenti alla riapertura di mercato, questa prova potrebbe indurre una riflessione in più.

RICCI 6

Rientrava dopo un mesetto di assenza e non è certo tornato quello dei primi due mesi di campionato. Meno corsa, meno lotta, ma è giusto aspettarlo: quando è al top e l'under più forte visto quest'anno.

SERENI 6

Entra a metà ripresa e tenta con scarsi esiti di andare tre o quattro volte in contropiede.

CORAPI 6,5

Tra luci e ombre gioca dietro la punta. Non conclude mai, e lo splendido assist a Baraye lo fa dalla sua posizione solita. Però pur essendo meno nel vivo del gioco sa recuperare palloni e rompere le uova nel paniere degli avversari.

IL MIGLIORE: GUAZZO 7,5

Qui non giudichiamo le sue reazioni al gol o le discussioni, ma solo la prestazione e allora va detto che, ben servito dalla difesa avversaria, la partita l'ha vinta lui. Fumata la prima occasione ne ha sfruttate altre due da opportunista. Quanto basta per rilanciarsi e regalare tre punti pesanti ai crociati. Dopo di che sappia che i tifosi del Parma hanno visto esultare in vari modi, in questi anni, giocatori di altra pasta, e stanno ora cercando di adattarsi a un altro livello.

BARAYE 6

La sufficienza gliela dà un gol difficile da non segnare, perché prima aveva sbagliato tutto quanto era possibile in poco più di venti minuti.

ALL.APOLLONI 7

E' stato molto bravo ieri a riarrangiare la squadra tenendo anche conto del potenziale, forse sopravvalutato, degli avversari. Difesa solida, dentro un centrocampista in più e fuori una mezza punta. Gli under fisicamente pagano alla distanza e per fortuna ce ne sono tanti da ruotare. Gioco se ne vede obiettivamente poco ma adesso che si inizia a prendere il largo speriamo ci si possa concentrare anche su quello.

L'ANALISI DI PAOLO EMILIO PACCIANI

Quando Matteo Guazzo ha sbagliato a tu per tu con il portiere dopo appena 10' di gioco c'è chi ha pensato: «Ecco, ci risiamo». E invece l'attaccante crociato ha saputo trasformare quella che avrebbe potuto essere la partita della bocciatura (definitiva?) nella giornata del riscatto. Se il Parma ha vinto anche a Rovigo, infatti, buona parte del merito è sua: ha segnato il gol del vantaggio, ha propiziato il secondo (procurandosi il rigore) ed ha fatto sempre reparto da solo. Proprio il lavoro per il quale era stato preso in estate e per il quale aveva accettato di scendere di ben due categorie.

Tutto questo ci è piaciuto, e anche molto, e speriamo vivamente che sia solo l'antipasto di quello che Guazzo farà con la crociata addosso.

Quello che invece non ci è piaciuto è stata quell'esultanza rabbiosa, quel dito indice sulle labbra a voler zittire tutti, quella scarpa scalciata sulla recinzione. Una reazione rabbiosa in un momento difficile è comprensibile per un ragazzino alle prime armi, non per un veterano smaliziato come lui. Soprattutto perché, se permette, a Parma di attaccanti ne abbiamo visti, negli ultimi 25 anni, un pelino più bravi di lui. Semplicemente patetiche, poi, le scuse ai tifosi («non ce l'avevo con loro»). Certo, come no. La colpa, ovviamente, è sempre dei giornalisti. Ce la prendiamo volentieri, abbiamo spalle sufficientemente larghe per addossarci anche le responsabilità dei gol sbagliati, e delle prestazioni incolori di Guazzo fino a ieri. Purché questo serva a ricucire lo strappo fra il giocatore e i tifosi crociati. Perché il Parma deve vincere il campionato e per farlo ha bisogno della massima unità all'interno dello spogliatoio e fra squadra e tifosi.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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  • DAVIDE

    30 Novembre @ 12.53

    Mi associo anch'io con @Franco. Soprattutto quando Baraye non "gira" giochiamo in 10. Guazzo poi chiacchiera un pochino troppo. Ci vuole un pò più di serenità. In fin dei conti navighiamo tutti (e sottolineo TUTTI) in un unica direzione !!

    Rispondi

  • Valter

    30 Novembre @ 10.03

    D'accordissimo con il sig. Franco. La squadra prima di tutto e di tutti! I "fenomeni" lasciamoli agli altri.

    Rispondi

  • Franco

    30 Novembre @ 08.09

    Bene la vittoria, ma vedo dei segnali di spogliatoio che non vanno bene; Guazzo continua a dire nelle interviste che deve giocare con più continuità (cioè pretende il posto), perchè se non gioca non entra in forma, Baraye entra dalla panchina, segna e non esulta con la faccia torva ( mi ha ricordato molto Balotelli). NON CI SIAMO... questi due fanno i capricci, pretendono il posto da titolare alla faccia dei compagni e dello spirito di squadra. Urge un intervento della società che faccia capire che conta solo la squadra non i singoli. Guazzo ha segnato ma è lento come un camion in manovra, Baraye invece si crede un fenomeno, ma allora cosa ci fa in serie D ? Perchè non l'hanno preso in serie A o B ? Ci sarà pure un motivo...

    Rispondi

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