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Natale a Parma, scuola per scuola

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Tra presepi, alberi, canti sacri e adozioni a distanza: Parma si prepara alle feste, lontana da Rozzano e dalle sue polemiche. Ecco come accoglieranno il Natale i nostri alunni, scuola per scuola.

Che sia la riproduzione di un bambino che sorride da una mangiatoia o di un adulto sofferente, inchiodato ad una croce, poco importa. Gesù fa discutere. Tanto più in questo periodo quando, chi crede, si accinge a festeggiarne il ritorno alla luce per la 2015ª volta.

A Rozzano, località di cui tutti parlano senza magari sapere dove si trovi (è un paesone di 40 mila abitanti appena fuori Milano, verso Pavia), un dirigente scolastico ha deciso di cancellare i canti religiosi in una scuola con notevole concentrazione di bambini stranieri e proporre in alternativa la festa d'inverno per il 21 gennaio. Una scelta laica, che ha sollevato proteste e appoggi. Sorrisi e mugugni. E in una società dove solo in apparenza tutti sembrano caldeggiare il dialogo, si è cominciato ad innalzare barricate. Ideologiche, è vero, ma pur sempre barricate: steccati che diventa poi molto difficile superare. Sia andando avanti, sia anche accettando di fare un passo indietro. Il dirigente scolastico ha annunciato di aver rimesso il mandato di reggente della primaria. Ma le polemiche non si sono placate.

A Parma, le celebrazioni del Natale nelle scuole non cambieranno rispetto al passato. Ma sono diverse da un istituto all'altro. Scopriamo i programmi.

Nell'istituto di via Puccini, la vicaria Paola Orlandini, che è anche coordinatrice della primaria Pezzani, annuncia iniziative di solidarietà, mercatini e adozioni a distanza. «Collaboriamo con l'associazione Il filo di juta - dice - e realizzeremo oggetti per i regali. In ogni caso avremo un Natale secondo tradizione, con poesie e canti. Pur avendo avviato un progetto interreligioso che coinvolge i ragazzi a partire dalla terza classe, non mancheranno i simboli del periodo: presepe e albero».

Dal comprensivo di via Montebello, la maestra Marzia Colonna sottolinea che «non si tratta di tradizioni. Natale è un momento di festa per tutti, nel rispetto di ciascuno. Faremo le normali attività di sempre con l'abete nell'ingresso e ogni classe preparerà iniziative autonome, d'accordo con i genitori. Non mancherà il regalino realizzato dai bambini da portare a casa».

Andrea Grossi, dirigente della Parmigianino, spiega: «Da tre anni, il nostro istituto ha attivato nelle scuole primarie un progetto intitolato “A scuola con le religioni”, in cui l’insegnamento della religione cattolica è interpretato con una particolare attenzione al contesto interculturale, mirando a fornire strumenti di interpretazione dei simboli, delle tradizioni e dei fenomeni religiosi, una competenza che i fatti di questi giorni ci confermano fondamentale per la nostra società. Anche le iniziative legate al periodo di Natale si iscrivono in questa logica, in cui tutti i bambini vengono accolti nella ricchezza delle loro esperienze».

«La scuola - aggiunge - si offre come spazio ospitale in cui anche la dimensione religiosa può trovare espressione secondo la sensibilità e i linguaggi dei bambini. Così il presepe, come la scoperta di altre tradizioni religiose, diventa occasione di crescita culturale, di apertura alle differenze, di serena convivenza».

La dirigente scolastica dell'istituto comprensivo Verdi-Corcagnano, Laura Domiano svela i dettagli delle iniziative in programma, come la rappresentazione animata alla scuola dell’Infanzia Andersen, i canti tradizionali del Natale alla primaria di Corcagnano e (anche in inglese) a Vigatto e Carignano. Alla primaria di Carignano ci sarà anche il presepio.

Maria Teresa Pastorelli, dirigente dell'istituto Micheli, spiega che le maestre sono libere di proporre canti e feste, nel filo della tradizione. «Nel frattempo - dice - stiamo decorando le porte delle aule con anelli di carta verdi che simulano alberi di Natale. E presto porteremo su dallo scantinato il presepe».

Alla scuola per l'Europa, il direttore Carlo Cipollone afferma: «La nostra è una scuola dove convivono molte nazionalità. Proporremo concerti e canti natalizi sacri e laici il 9 e il 16 dicembre alla Casa della musica e il mercatino con i genitori il 10 e 12 dicembre. La sera del 9 avremo la festa di Natale per docenti e personale».

Molto articolate le considerazioni di Pier Paolo Eramo, dirigente scolastico dell'istituto Sanvitale-Fra Salimbene. «Io - dice - trovo che le discussioni di questi giorni siano solo una perdita di tempo. Come quella sul crocifisso a scuola. Regi decreti del 1924 e del 1927 ne impongono l'esposizione. Fine. La mia impressione è che ci si concentra su cose non essenziali, che servono a scatenare guerre ideologiche, di bandiera. Se ci si sposta dalle persone, le famiglie, i bambini, alle culture - come se le culture esistessero -, si fa un errore. Abbiamo bambini di fede sikh e musulmani che frequentano l'ora di religione perché si divertono a fare dei disegnini. Se c'è il rispetto per le persone, automaticamente si rispetta ciò in cui credono. Io non sono credente, ma assolutamente laico. C'è però una tradizione e la si osserva. Per cui, come sempre avremo un alberino di Natale all'ingresso, realizzato dalle collaboratrici scolastiche e anche un presepietto. Nelle classi si realizzeranno magari alberi di plastica riciclata, poi avremo il concerto della scuola media. La maestra di pianoforte ha stilato il programma e sulla copertina c'è un abete, solo che al posto della stella, sulla punta si vede una tour Eiffel».

La situazione dell'istituto Toscanini è illustrata dalla maestra Vittoria Praier Galletti: «Noi faremo spettacoli di canto corale il 16 e il 17 dicembre dedicati al tema della gentilezza. Punteremo sulle parole gentili, non sui cori natalizi. La maestra Francesca Carra, dirigerà i bambini delle classi terze, quarte e quinte. Non ci saranno un presepe o un albero comune: tutto dipenderà dalle singole classi. In ogni caso, i collaboratori scolastici prepareranno un piccolo presepe all'ingresso. Riteniamo giusto il rispetto nei confronti di tutti. E qualche decorazione natalizia la facciamo. Anni fa avevamo realizzato un albero con al posto delle ghirlande i volti dei bambini».

All'istituto comprensivo di via Bocchi è la maestra Maristella Tassi a spiegare i progetti in vista delle festività: «All'ingresso di solito facciamo l'albero e addobbiamo le classi con oggetti solitamente fatti dai bambini. Sul presepio non ci siamo mai posti problemi più di tanto: abbiamo sempre avuto solo l'abete; per il presepio non ci sarebbe nemmeno spazio a sufficienza. Saranno proposti canti e recitate poesie sui valori dell'umanità: brani imperniati sulla fratellanza e la generosità. Nelle quinte è stato analizzato un testo di Gandhi. Ci saranno anche canzoni della tradizione cristiana: i valori del cristianesimo sono umanamente apprezzabili come quelli di culture orientali».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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  • WParma

    01 Dicembre @ 17.31

    Nella mia scuola elementare Racagni dal 1979 c'erano sia il presepe che l'albero più tutte le decorazioni di Natale nelle aule.

    Rispondi

  • Biffo

    01 Dicembre @ 10.28

    Io ho iniziato le Elementari nel 1951, ho terminato le Medie nel 1958; a scuola non si facevano Presepi ed alberi di natale. Tali allestimenti erano destinati alle famiglie, e non sono cresciuto ateo o agnostico.

    Rispondi

    • RENZ

      01 Dicembre @ 11.28

      R E N Z

      Questo è vero, mai visto un presepio a scuola negli anni '60. Mi sembra che neanche al S.Benedetto facessero il presepio nella scuola, bensì nell'oratorio. ma forse mi sbaglio...

      Rispondi

  • Aloe

    01 Dicembre @ 06.44

    Sono abbonato ma non leggo

    Rispondi

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