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Pizzarotti

«Parma ha risolto i suoi problemi»

«Ora l'emergenza è finita»
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«La fase dell'emergenza è terminata. Adesso è tempo di essere compatti. Come gli antichi Romani». Questo è quanto ha sostenuto il sindaco Pizzarotti durante il confronto con il direttore della «Gazzetta», Michele Brambilla ieri sera a Tv Parma (Guarda il servizio del TgParma dedicato alla puntata di Agorà). Il sindaco ha poi parlato dei suo rapporti con il M5s e del futuro: «Il Parlamento non mi interessa». E la sua ricandidatura? Per ora è «no comment».

Francesco Bandini

«Abbiamo impiegato tanto tempo a risolvere i problemi del passato. Ora la fase emergenziale è finita». Ma per poter andare avanti con la forza necessaria per fare progressi concreti, è necessaria una condizione: «Essere compatti, come lo era la testuggine degli antichi soldati romani». Il sindaco Federico Pizzarotti pensa che la città e il suo territorio ce la possano fare, che possano davvero «ripartire». L'ha detto ieri sera a Tv Parma ospite di Agorà, dialogando con il direttore della Gazzetta di Parma Michele Brambilla, nel corso della trasmissione condotta da Giuseppe Milano e incentrata proprio sul tema del dibattito pubblico di questi giorni in città: quello della possibile «ripartenza» di Parma, ovviamente dopo aver abbandonato quel pessimismo che sembra calato sulla città dopo gli scandali e le crisi del recente passato.

Di sicuro, ha spiegato Pizzarotti, non si può pretendere tutto dal Comune: «In passato – ha ricordato il primo cittadino – non tutte le realizzazioni sono state fatte dal solo Comune, ma da un tessuto più vasto, imprenditoriale, culturale, commerciale, che aveva la sua vivacità e i suoi obiettivi. Ciascuno deve essere corresponsabile, senza trovare alibi, ma cercando di fare in modo che ci si sostenga, andando avanti compatti. I romani, con la loro testuggine, hanno conquistato il mondo. Se Parma vuole tornare a conquistare il mondo, deve muoversi nello stesso modo. Quando ci mettiamo insieme e non litighiamo, si raggiungono risultati importanti». E ha lanciato una proposta: «Perché non riusciamo a creare un tavolo per coordinare poche ma incisive azioni? Forse dovremmo lavorare di più su questo tema».

Ha citato ad esempio la reazione dei parmigiani al disastro dell'alluvione: «Quando Parma ci si mette, le cose le fa e le fa meglio di altri. Forse certe volte ci manca la voglia e lo sprone. Occorre trovare la chiave di lettura per avere quel colpo di reni che serve per guardare più in là delle cose di tutti i giorni».

«Non è questione di essere ottimisti – ha osservato Brambilla – ma realisti. Questa città ha risorse straordinarie e se questo clima di “passatismo” è comprensibile, a un certo punto va abbandonato: bisogna avere il coraggio di fare le cose, non rassegnarsi a priori».

Prima di trovare la forza di cominciare a progettare, Pizzarotti ha ricordato che è stato necessario «stabilizzare» la situazione trovata in municipio: «Qualcuno ha la memoria corta: abbiamo ereditato 870 milioni di debito, una galassia di partecipate da sistemare e di opere da finire. Era necessario tempo. Adesso che tante cose sono finite o stanno per essere ultimate, possiamo permetterci di programmare». Una progettazione che deve tenere conto non solo della città, ma di tutto il territorio, superando quell'handicap del passato, quando «città e provincia erano scollegate, forse perché la città era così piena di se stessa da non dialogare con nessuno».

Il primo cittadino ha anche parlato dei propri rapporti con il Movimento 5 stelle, alla luce dei continui attriti con Grillo: «Non penso di essere fuori posto nel M5s – ha detto –. Io c'ero quando il movimento è nato e prima ancora che nascesse e credo di incarnare l'ideale iniziale». Sulla possibilità di ricandidarsi a sindaco non si è espresso, escludendo però una possibile candidatura a deputato o senatore: «Il parlamentare è una cosa che non mi interessa, per il ruolo che ha il Parlamento oggi in Italia». Ma ha aggiunto: «Diverso è fare il ministro», anche se subito dopo ha precisato: «Non parlo per me».

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  • Filippo Bertozzi

    03 Dicembre @ 18.23

    Ho seguito attentamente la recente puntata di Agorà a cui il nuovo direttore della Gazzetta ha partecipato insieme al sindaco, sul possibile rilancio di Parma. Come prima cosa devo confessare che, forse comprensibilmente visto il suo arrivo recente, ho trovato Brambilla piuttosto timido nei confronti di Pizzarotti, e in una trasmissione in cui non c'era alcun contraddittorio (quelle che piacciono tantissimo al nostro sindaco, se non le uniche a cui partecipa), sinceramente mi aspettavo un atteggiamento più di puntuale ed attento confronto su fatti concreti. Invece, si è lasciato a Pizzarotti lo spazio per un grande comizio, in cui lui s'e' dimostrato obiettivamente molto più bravo e "politico" di quanto non fosse in passato, parlando benissimo di massimi sistemi ed utilissimi incontri internazionali fra sindaci, senza venire incalzato davvero su temi specifici locali. Però avergli permesso di dichiarare impunemente che "non bisogna cercare alibi, dando le colpe a qualcun altro", quando è quello che lui ha fatto ininterrottamente per tre anni, oppure "stiamo sbloccando la Scuola Europea", quando la sua inerzia amministrativa è stata una delle cause principali del fatto che i lavori si siano bloccati quando erano ormai al 90% e solo gli interventi dei parlamentari parmigiani a Roma, sembrano far vedere finalmente la luce, per chi conosce e ha seguito le vicende della nostra città, grida veramente vendetta. Poi ha parlato anche per il 2016, di un "ricco palinsesto del Regio" ed adesso che è stato presentato è lì da vedere, per capire quanto possa essere attrattivo di investimenti e per il turismo melomane (tralasciando il fatto che le opere del 2015 erano rappresentate anche in altre città non troppo lontane dalla nostra, a prezzi ben inferiori). E per finire, ha voluto citare coltamente "l'analfabetismo funzionale di chi non collega fatti ed avvenimenti" e pochi minuti dopo, parlando della cancellazione del nome di Grillo dal logo, alla domanda sul successo del Movimento 5 Stelle a Parma, probabilmente per smarcarsene alle prossime amministrative, ha affermato che era essenzialmente una lista civica: dimenticandosi che senza Grillo, lui con i suoi illustri sconosciuti, non sarebbero mai stati eletti... Un'apoteosi.

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  • Jack

    02 Dicembre @ 19.01

    Allora, visto che l'emergenza è cessata e che è tutto magnifico, perché non riportate le rette degli asili a come erano 3 anni fa e non obbligate parmainfanzia a pagare le insegnanti come quelle comunali?

    Rispondi

  • PaoloUno

    02 Dicembre @ 18.54

    Quando il sindaco dice "...senza cercare un alibi dando la colpa a qualcun altro..." intende dire che, dopo tre anni e mezzo, non darà più la colpa agli altri?

    Rispondi

  • fortunato

    02 Dicembre @ 17.39

    sindaco, l' emergenza c'è e come, altro che terminata, basta uscire di casa per vedere il malessere che regna.

    Rispondi

  • Giancarlo

    02 Dicembre @ 14.16

    l'emergenza finira quando finalmente lui e la sua ciurma di incapaci levera del tende dal comune....

    Rispondi

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