15°

OMICIDIO

Il tunisino in fuga? Doveva essere espulso

Editoriale: "C'è un ricercato. Ma il latitante è lo Stato"

Gettata nella vasca e uccisa di botte
Ricevi gratis le news
44

E' Mohamed Jella, tunisino, 27 anni, l'uomo ricercato per l'omicidio di Alessia Della Pia. Il compagno che si sarebbe trasformato nel suo aguzzino e su cui pendeva da quasi tre mesi un ordine di espulsione (mai eseguito) firmato dal questore di Ferrara. Questa la notizia sconcertante emersa ieri. Nuovi dettagli, inoltre, sulla dinamica e i retroscena del delitto.

 

Georgia Azzali

L'ha colpita senza pietà. Fino a farla morire. Era livido e gonfio, il corpo di Alessia Della Pia. Sfigurato dalle botte. Di quel compagno che sarebbe dovuto essere a migliaia di chilometri di distanza. Perché Mohamed Jella - questo il nome dell'uomo a cui i carabinieri stanno dando la caccia - quasi tre mesi fa avrebbe dovuto far ritorno in Tunisia: dal 14 settembre, infatti, su di lui pende un ordine di espulsione del questore di Ferrara. Un provvedimento firmato 24 ore dopo la sua scarcerazione dal penitenziario della città emiliana, dove aveva finito di scontare una condanna per rapina.

Ricercato per omicidio
Carta straccia, quell'atto. Perché il destinatario si è ben guardato dal lasciare spontaneamente il territorio nazionale (sette i giorni di solito previsti per fare le valigie). E i casi di accompagnamento coatto sono ancora piuttosto rari, anche se ora l'allarme terrorismo sta facendo aumentare i rimpatri. Non un jihadista, Jella, ma un tipo pericoloso. A 27 anni, ha già accumulato una marea di precedenti. Oltre che alcuni anni di galera. Ma è un uomo libero. «Indesiderato» in Italia, eppure di fatto senza alcuna restrizione. Anche se da domenica è ricercato per omicidio volontario.

Botte e colpi di mattarello
Per ore si è accanito su Alessia, in quel piccolo appartamento al primo piano di via dei Bersaglieri 7. Colpita con calci, pugni, ma anche con un mattarello. Il primissimo referto del medico legale, Antonio Banchini, è un distillato di brutalità: incisivi asportati, traumi al volto, al capo, alla schiena, ai glutei, alle cosce, alle ginocchia. L'autopsia non è ancora stata fissata, ma pochi dubbi rimangono sulla morte. Pare escluso, invece, che il compagno abbia tentato di affogarla; più probabile, secondo i primi riscontri, che la donna fosse bagnata, perché l'uomo le aveva gettato addosso dell'acqua nel tentativo estremo di rianimarla. Gli investigatori, coordinati dal pm Andrea Bianchi, non hanno dubbi: è Jella ad aver martoriato Alessia. L'uomo è stato visto da un vicino di casa mentre trasportava il corpo della compagna fuori dall'appartamento. E' lui che alle 12,38 di domenica chiama il 118 dicendo: «La mia compagna sta male, abbiamo bisticciato». Ed è sempre Jella che, all'arrivo dei soccorritori, indica il corpo della donna, adagiata nell'androne del palazzo. La donna è già morta. Pochi secondi, e poi lui scompare. Gira l'angolo del condominio e se ne va.

Il movente della gelosia
Lo stanno cercando in quel sottobosco di piccoli spacciatori nordafricani. E' probabile che qualcuno lo stia aiutando. Ma la droga potrebbe non avere nulla a che fare con l'omicidio. Gli inquirenti stanno scavando nel rapporto tra i due. Perché se è vero che Alessia si era trasferita in quell'appartamento da poco meno di un mese, i vicini non la vedevano così frequentemente tra quelle mura. Più spesso, invece, Jella entrava e usciva di casa con una ragazza. Una ventenne «bellissima e dai tratti esotici», così la descrivono gli abitanti della palazzina. La giovane è già stata rintracciata e sentita dagli investigatori, ma per ora sulla sua identità non emergono indicazioni. Sicuramente la ragazza non era presente domenica mattina nella casa di via dei Bersaglieri, però potrebbe essere stata lei al centro della nuova discussione tra i due conviventi.

Scontri, ma nessuna denuncia
Litigavano spesso. E forse ormai lei era esasperata da quel rapporto sempre più sfilacciato. Una gelosia comprensibile nei confronti di quella ragazza che andava e veniva da casa sua. Tuttavia, non aveva mai presentato alcuna querela per lesioni (o altri reati) nei confronti del compagno. Alessia, come tante. Con la speranza di poter «redimere» quegli uomini violenti. Donne incolpevoli, rese fragili da anni di sopraffazioni. Qualcuna trova la strada del coraggio. Altre (ancora troppe) vanno ad aggiungersi al lungo elenco di vite spezzate.

Gabriele Grasselli

Massimo ha parlato con l'assassino domenica mattina, il giorno del massacro. Lo ha fatto davanti al cadavere devastato di Alessia Della Pia, depositato come un sacco sanguinante sul pavimento dell'androne del palazzo. Gli ha fatto domande, gli ha chiesto spiegazioni, lo ha aiutato ad aprire il lucchetto che chiude la catena del passaggio al cortile per permettere l'arrivo dell'ambulanza. Poi lo ha visto allontanarsi mentre già l'ingresso del condominio Acer di via Bersaglieri si era riempito di soccorritori che però per Alessia non potevano fare più niente. Massimo Mercati, 40 anni, meccanico, inquilino dell'alloggio accanto a quello in cui la 39enne è stata ammazzata di botte, non sapeva domenica di avere di fronte un uomo senza pietà, Mohamed Jella, il pregiudicato che adesso tutti stanno cercando. «Li ho sentiti litigare, urlare fin dal mattino alle 7. Sentivo dei colpi, dei rumori, delle grida. Ma del resto era già successo tante volte, quasi sempre, da quando erano arrivati, in ottobre...». Massimo parla al plurale: in realtà, nel paio di occasioni in cui aveva osato bussare alla porta dell'alloggio di fianco al suo per chiedere di fare meno chiasso, aveva parlato solo con lui, Mohamed. «Solo una volta ho intravisto una donna, ma era seduta e mi dava le spalle». Anche lui, come quasi tutti gli altri residenti del palazzo (che hanno avvistato invece più e più volte la misteriosa ventenne, un'altra donna che Jella picchiava furiosamente con regolarità fra le stesse quattro mura), non aveva mai visto Alessia Della Pia. «L'ho vista in faccia per la prima volta soltanto l'altra mattina, quando lui l'ha appoggiata, seduta, contro il muro dell'androne, sotto le cassette della posta». L'ha vista cioè dopo che i colpi bestiali di Jella le avevano spaccato i denti, la testa, dopo che le aveva reso il corpo un grumo di lividi, dopo che aveva cercato persino di affogarla nella vasca. «Per tutta la mattina - racconta Mercati - avevo avvertito le solite urla e i soliti rumori. Poi a un certo punto più niente. Poi ancora. Quindi verso l'una ho sentito dei movimenti strani, diversi. E la porta che si apriva. Dico la verità, ho guardato dallo spioncino...». Massimo dal piccolo oblò riesce a distinguere la figura di un uomo che sta trascinando un corpo sul pianerottolo del loro piano, il primo, verso l'ascensore. «Ho capito che la faccenda era grave, che c'era qualcuno che stava male, ma non pensavo... Sono uscito, ho fatto le scale, sono arrivato giù quando l'uomo ha tirato fuori dall'ascensore la persona a terra e poi l'ha portata giù dai tre gradini che ci sono per arrivare all'uscita. E quindi l'ha appoggiata sotto le cassette delle lettere, L'ha messa seduta». Pochi secondi irreali.

Davanti a Massimo ci sono una donna massacrata, esanime e un uomo che piange disperato. «Gli ho chiesto “ma cosa stai facendo? Non vedi in che stato è?. Lui mi ha risposto: “Sta male, chiamo il 118”. Io gli ho detto: “Ma se sta male dovevi lasciarla in casa, perché l'hai portata fino qui?”». Lui piangeva, si disperava. E io, anche se non sono un medico, mi stavo rendendo conto che quella donna era morta. Era troppo bianca, poi quelle ferite, i denti rotti, non si muoveva...”. Mohamed Jella ritorna in casa. Mercati decide di chiamare il 113: «Ho telefonato tre volte. Non mi hanno mai risposto». Intanto il vicino, sempre piangente, torna giù («aveva il giaccone, le scarpe, era vestito come uno che doveva uscire di casa...»). Per fare arrivare l'ambulanza davanti al portone occorre togliere la catena che impedisce l'ingresso delle automobili nel cortile. «Mi ha chiesto se avevo la chiave perché stava arrivando il 118. Gli ho detto di sì, ho preso la chiave, l'ho accompagnato ad aprire il lucchetto della catena. Poi siamo tornati dentro». Arriva l'ambulanza: «La prima ad avvicinarsi alla donna è stata una dottoressa. Appena l'ha vista ha detto “qui bisogna chiamare le forze dell'ordine, è morta”. Intanto ho visto il mio vicino uscire dal palazzo e poi girare l'angolo. Poi non ne ho più saputo nulla». Massimo ora si tortura: «Potevo seguirlo, ma ero in ciabatte, poi non avevo ancora messo a fuoco bene la situazione. Soprattutto avrei potuto fare qualcosa prima per quella povera donna, forse avrei potuto evitare che morisse. L'ho detto anche ai carabinieri, forse se avessi bussato prima, se fossi andato anche domenica mattina a chiedere di smettere di fare tanto rumore... Ma avevo paura, devo dirlo. Il coraggio l'ho trovato solo quando ho visto quell'uomo che trascinava il corpo fuori dall'appartamento. L'avessi trovato un po' prima... I carabinieri mi hanno rincuorato dicendomi che invece di un cadavere probabilmente ce ne sarebbero stati due». Massimo dice che Jella parla bene l'italiano: «E le volte che ho bussato da loro è sempre stato molto pacato, tranquillo, persino gentile». La belva si scatenava appena chiusa la porta. Nel racconto di Massimo Mercati c'è un ultimo particolare da sottolineare. «Domenica mattina, sul presto, a un certo punto, ho visto uscire dall'alloggio un uomo sui 50 anni. Aveva in mano una valigetta. Ho pensato fosse un dottore». Chi era?

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Condividi
Clicca qui per leggere e commentare >>

Inviaci il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Gazzetta di Parma

Caratteri rimanenti: 2500

  • Antonella

    11 Dicembre @ 09.21

    vacche e buoi dei paesi tuoi... diceva un proverbio...finchè al governo ci saranno dei mentecatti , buonisti cosa pretendiamo? Cosa credeva questa ragazza italiana ,di cambiare le sue idee islamiche sulla donna? Povera illusa, ci sono esseri violenti, incapaci di rispettare le altre persone, sopratutto donne... che serva da monito a tutte le altre donne che pensano di iniziare una storia con certi animali....

    Rispondi

  • Bastet

    09 Dicembre @ 09.59

    ...a conferma che non siamo tutti uguali!!!! io non assomiglio minimamente a certi esseri! e come me,tanti altri.

    Rispondi

  • Vercingetorige

    08 Dicembre @ 20.36

    A ROMA , all' apertura del Giubileo , sono venuti a far Servizio di Sicurezza la "Policia" e la "Guardia Civil" spagnole. Considerato che , in Italia , abbiamo 456 Poliziotti ogni 100000 abitanti , il numero più alto d' Europa , non c' è male ! Mia figlia , in questi giorni , è a Madrid . Mi sento più sicuro !

    Rispondi

    • salamandra

      09 Dicembre @ 09.47

      Questo le insegna che votare PD alla prova dei fatti è pernicioso.

      Rispondi

  • brancaleone

    08 Dicembre @ 18.00

    Bene, ci risiamo. Ora non sarà il caso di controllare tutti gli extra comunitari che abitano nella MIA, NOSTRA città? Aspettiamo forse un altro omicidio? PS. Controllare, non vuol dire andare i giorni di mercato a verificare che non ci siano extacomunitari che vendono "borse tarocche". Intesi!

    Rispondi

  • luciolunch

    08 Dicembre @ 17.22

    Ragazzo tedesco prese a pugni riducendolo quasi in fin di vita un ragazzo cinese , fu identificato dalla polizia , portato in caserma e poi direttamente in aereoporto , fu avvisata la sua ambasciata per il pagamento del biglietto e espulso dal paese con timbro sul passaporto come "cittadino indesiderato nella Repubblica Popolare di China per i prossimi 15 anni"....furono i poliziotti cinesi ad accompagnare fino al suo posto in aereo il tedesco e piantonare il gate fino alla partenza dell'aereo ! Paese che vai usanze che trovi...Italia che vai usanza che vuoi !!!!

    Rispondi

Mostra altri commenti

Video

IL METEO NEL TUO COMUNE

Gossip, Fun, Spettacoli

Musica e balli anni '50 a Sorbolo Levante: ecco chi c'era Foto

FESTE

Musica e balli anni '50 a Sorbolo Levante: ecco chi c'era Foto

Panini & dintorni: scegli il meglio di Parma

GAZZAFUN

Il panino più buono: domani termina la seconda semifinale

Colorno: continua la mostra di Monika Bulaj sull'Afghanistan

FOTOGRAFIA

Colorno: continua la mostra di Monika Bulaj sull'Afghanistan Foto

Notiziepiùlette

Ultime notizie

La casa in classe energetica A o B? Va acquistata subito

L'ESPERTO

La casa in classe energetica A o B? Meglio acquistarla subito

di Arturo Dalla Tana*

1commento

Lealtrenotizie

Ragazza mette in fuga a schiaffi i suoi aggressori

La storia

Ragazza mette in fuga a schiaffi i suoi aggressori

FIDENZA

Non ha il biglietto del treno: aggredisce il controllore

LA MORTE DEL BOSS

Addio a Riina. E c'è chi gli rende omaggio

Adolescenti

Il bullo? Si combatte con l'ironia

A Lesignano

Nuovi lavori al centro dato alle fiamme

SISSA TRECASALI

Muore sulla pista da ballo

Cinema

Archibugi: «Ma i ragazzi non sono tutti sdraiati»

FORNOVO

Stazione in mano agli sbandati

ladri in azione

Furto alla mensa del Campus: niente pasti per studenti e dipendenti Video

protesta

Martedì anche a Parma sciopero dei taxisti (dalle 8 alle 22)

anteprima gazzetta

Il dopo terremoto a Fornovo: "Il peggio sarebbe passato"

dopo terremoto

Due torrini del Battistero danneggiati: area transennata Video

PARMA

Valigia abbandonata vicino al tribunale: arrivano i carabinieri

In seguito ai controlli sono stati trovati solo alcuni documenti

vigili del fuoco

Fiamme in un capannone industriale a Monticelli Foto

TERREMOTO

Continua lo sciame sismico: 19 scosse. Le più forti avvertite in tutta la provincia

A Fornovo la più forte (4.4). Non sono segnalati danni

6commenti

L'ESPERTO

Straser: «Ecco perché si è risvegliata la linea sismica del Taro»

Il giornale di oggi

sfoglia

abbonati

EDITORIALE

La sublime prova d'amore della mamma di Mattia

di Vittorio Testa

1commento

TRAFFICO

La mappa degli autovelox dal 20 al 24 novembre

ITALIA/MONDO

bologna

Giallo: donna morta accoltellata in casa nella zona di Igor. S'indaga a 360°

BRUXELLES

Ema ad Amsterdam, Milano beffata al sorteggio. Eba a Parigi (dopo sorteggio). Ema: cos'è (Video)

SPORT

CALCIO

Tavecchio si è dimesso con rabbia e con un "giallo": "Con un gol sarei stato un eroe". Lippi: "Scelse lui Ventura"

2commenti

Atlanta

Georgia Dome raso al suolo, in fumo 214 milioni di dollari Video

SOCIETA'

cecina

Giocatore lancia bottiglia d'acqua per stizza e colpisce una bimba. Tafferugli tra tifoserie

reali d'Inghilterra

Elisabetta e Filippo: 70 anni di matrimonio Video

MOTORI

IL NOSTRO TEST

Meglio ibrida o plug-in? La risposta è Hyundai Ioniq

MOTO

Energica Eva EsseEsse9, la special elettrica