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EDITORIALE

C'è un ricercato. Ma il latitante è lo Stato

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L'assassinio di Alessia Della Pia è destinato a diventare un caso politico. Il convivente accusato dell'omicidio è un tunisino che era stato espulso, ma il provvedimento non è mai stato eseguito. Leggi l'editoriale del direttore Michele Brambilla.

 

Michele Brambilla

L'assassinio di Alessia Della Pia, la donna di 39 anni massacrata di botte l'altro ieri nel quartiere Montanara, è destinato a diventare un caso politico. Ci sono fatti tremendi e antefatti inquietanti, anzi scandalosi. Andiamo con ordine.

I fatti tremendi. Alessia, come dicevo, è stata massacrata di botte. Un classico femminicidio. Chi ha letto il referto medico dice che fa accapponare la pelle. L'assassino l'ha picchiata con il mattarello, e poi finita a mani nude. Una violenza spaventosa.

E ora veniamo agli antefatti inquietanti anzi scandalosi. Mohamed Jella, il compagno tunisino di Alessia ora ricercato per omicidio volontario, non avrebbe dovuto essere in Italia. Contro di lui era stato emesso, dal questore di Ferrara, un decreto di espulsione. Però era ancora qui. La sua colpevolezza, ovviamente, deve essere ancora provata. Ma in ogni caso quest'uomo non doveva essere in Italia.

Mohamed Jella ha una lunga lista di precedenti penali: anche di condanne definitive. L'ultima pena detentiva - per rapina - l'aveva scontata nel carcere appunto di Ferrara, dal quale era uscito il 13 settembre scorso. Il giorno dopo il questore aveva firmato il decreto di espulsione dall'Italia. Mai eseguito da nessuno, però. D'altra parte: perché mai bisognerebbe prendersi la briga di accompagnarlo all'aeroporto? Metti che trovi traffico. Molto più semplice fare quello che si è fatto: hanno dato a Jella un foglio in cui c'era scritto che se ne doveva andare. Immaginatevi che paura s'è preso. Infatti qualche settimana fa era qui a Parma ed è stato fermato per spaccio e denunciato, ma naturalmente a piede libero. E il decreto di espulsione? Qui ci sarebbe da ridere, se non ci fosse da piangere. La prassi è che, se un espulso viene trovato ancora in Italia, gli si dà una bella multa. Come se avesse parcheggiato in sosta vietata. La Procura di Parma, ovviamente, è furibonda.

Ma il vero scandalo è che non stiamo parlando di un caso isolato. Ci informano che queste mancate espulsioni sono la norma. Chissà quanti Mohamed Jella ci sono in giro, con in tasca (o più facilmente nella spazzatura) il loro bravo decreto di espulsione.

Ecco perché l'omicidio di Alessia Della Pia è molto più che un fatto di cronaca nera.

michele.brambilla@gazzettadiparma.it

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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  • federicot

    10 Dicembre @ 21.25

    federicot

    cicco , scolta.....perchè non lo hai accompagnato te al confine? Lo Stato è latitante? si molto , almeno quanto i suoi cittadini. Come se lo Stato fosse chissà chi.

    Rispondi

  • Tenialunga

    08 Dicembre @ 22.22

    Questo omicidio, come ha scritto giustamente Brambilla, mette in luce per l'ennesima volta che il nostro governo con tutti i politicanti non sono in grado di fare leggi che tutelano la sicurezza degli italiani, però sanno bene come fare per tutelarsi loro stessi con buona scorta di poliziotti ai quali non manca certamente l'auto al top e relativa benzina, mentre noi se chiamiamo la polizia ci viene spesso risposto che manca il personale o non ci sono auto disponibili per poter intervenire nell'immediato. Però governo e politicanti gli affari sanno farli, eccome se lo sanno: non ultimo, dopo Montepaschi si continua con il salvabanche. In Italia i partiti sono la rovina di tutti gli italiani, sono tutti mangiasoldi e poco a poco, di tutte le tasse che paghiamo non rimarrà più niente per la sicurezza, per le cure mediche, per la scuola, per avere strade sicure ecc. ecc., e fra non molto non gli serviranno più nemmeno i nostri voti. Vorrei che tutti i giornali fossero liberi di scrivere sempre le verità come ha scritto il Direttore.

    Rispondi

  • paolo

    08 Dicembre @ 14.55

    vincerà la destra anche in italia.

    Rispondi

  • Vercingetorige

    08 Dicembre @ 12.37

    ABBIAMO LETTO L' EDITORIALE DEL DIRETTORE BRAMBILLA ( adesso si può dire il nome ? ) , e non possiamo non condividere la sua indignazione. Ma, censura permettendo , mi permetto di fare alcune puntualizzazioni . Usa ancora il grottesco termine di "femminicidio" . E' un neologismo di propaganda femminista : "Tremate ! Tremate ! Le streghe son tornate !" . Erano belle figliole , però , e , nel sessantotto , avevano la nostra simpatia. Il "femminicidio" non esiste , né nel Codice Penale , né nei Dieci Comandamenti . Sia l' uno che gli altri condannano la soppressione di un essere umano come "omicidio" , termine neutro che vale per maschi e femmine . Non ci sono il "femminicidio" ed il "maschicidio" . Come se ammazzare un maschio fosse un reato minore.........E lasciamo stare il riferimento al "referto medico" . Aspettiamo il rapporto autoptico del Medico Legale , che , chi è autorizzato , potrà "leggere" fra un paio di mesi . Non abbiamo , comunque , nessun dubbio che sia stato un crimine orrendo e bestiale. Tutti condividiamo l' indignazione del Direttore sul fatto che il sospettato fosse ancora in Italia , nonostante l' espulsione del Questore di Ferrara . Quest' espulsione , però , è avvenuta quando il soggetto è uscito dal carcere , ma , già prima , aveva una fedina penale come la Divina Commedia . Avrebbe dovuto essere espulso da un bel po' ! Io mi azzardo a sospettare che , prima di quello del Questore di Ferrara , potesse avere avuto altri decreti d' espulsione , tutti non eseguiti . Che , questi fogli delle Questure , servissero da carta igienica , già me lo diceva il mio papà , che , poverino , è morto nel 1983. Se si dovessero realmente eseguire bisognerebbe creare una "task force" apposta. Perchè non vengano eseguiti è difficile dire. Probabilmente per un complesso di ragioni . Sta di fatto che l' accompagnamento personale alla frontiera vien fatto solo per i sospetti fiancheggiatori del terrorismo . Finora , in Italia , una sessantina. Peraltro , ci vogliono i soldi , perchè le Compagnie aeree e marittime non li trasportano gratis , e , loro, il biglietto ,non se lo pagano di sicuro . Ma accompagnarli all' imbarco non basta . Bisognerebbe anche scortarli durante il viaggio , perchè se , durante il volo , "dan fuori da matti" , l' aereo sarebbe costretto a lanciare il "mayday" e ad effettuare un atterraggio d' emergenza. Un siffatto "passeggero" il Comandante potrebbe anche rifiutare di imbarcarlo , e , se il Comandante dice "no" , è "no" !

    Rispondi

    • la rivolta di atlante

      10 Dicembre @ 05.41

      la rivolta di atlante

      SONO SOLO COMPLICAZIONI DOVUTE A UN CALO DI LIBIDO DELLA PRATICITA' E SEMPLICITA'. PROCEDURA DA LEGALIZZARE : LO PRENDONO - LO CARCERANO - LO PORTANO IN AEREOPORTO - SE DA FUORI DI MATTO LO SEDANO FINO ALLA ANESTESIA - LO SCARICANO ALLE FORZE DELL'ORDINE DEL SUO PAESE D'ORIGINE ..... SE NON LO VOGLIONO , GLIELO BUTTIAMO GIU' DALL'AEREO ..... CON O SENZA PARACADUTE DIPENDE DAL REATO EFFETTUATO NELLE NOSTRE TERRE. FINE DEL PROBLEMA - BASTA FARLO PER 10 -50 VOLTE E L'ITALIA LA SCHIVANO COME LA RUSSIA .... AVETE MAI VISTO I CONFINI RUSSI INVASI ?? SI ... DA NAPOLEONE E DA HITLER E SONO SCAPPATI A CASA TUTTI E DUE. STUDIATE COME FARE LE LEGGI ADEGUATE , MA INTANTO INIZIATE O VE LI TROVATE IN CASA VOSTRA.

      Rispondi

  • hal

    08 Dicembre @ 10.04

    L ITALIA E' IL PAESE CON IL PIU ALTO NUMERO DI CLANDESTINI E GENTE SENZA DOCUMENTI O PERMESSO DI SOGGIORNO CHE CONTINUANO A SPACCIARE E FARE QUELLO CHE VOGLIONO QUESTO GRAZIE A GENTE COME RENZI ALFANO E LA BOLDRINI SE A VOI PIACE COSI' CONTINUATE A VOTARLI IN FRANCIA LO HANNO CAPITO

    Rispondi

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