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Le scuole disertano i presepi

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L'Associazione italiana amici del presepio denuncia la scarsissima adesione di scuole e asili alla tradizionale rassegna nel chiostro dell'Annunziata. «Alle visite guidate gratuite, soltanto classi di scuole private o parificate» lamentano gli organizzatori. Leggi gli orari e scopri le caratteristiche dell'iniziativa.

Luca Molinari

La Mostra dei presepi? Snobbata da scuole e asili. E’ quanto emerge da una lettera inviata alla Gazzetta dall’Associazione Italiana Amici del Presepio, che ogni anno allestisce una mostra di natività nel chiostro dell’Annunziata e offre visite guidate gratuite alle scuole, al momento andate quasi deserte.

«Come ogni anno – si legge nella lettera - invitiamo le scuole di Parma, a partire dagli asili e dalle elementari, a partecipare alle visite guidate gratuite alla mostra: ad oggi rispetto alle precedenti edizioni, le prenotazioni delle classi sono diminuite sensibilmente, tanto che potremmo dire che si limitano a quelle degli istituti privati e parificati». «E’ come se la tradizione del presepe - proseguono gli Amici del Presepio - fosse riservata a chi frequenta scuole di stampo cattolico».

Secondo i rappresentanti dell’associazione portare classi di bambini a visitare la mostra «è quantomeno un modo per contestualizzare un periodo dell’anno, quello natalizio, che porta con sé diverse tradizioni culturali e anche religiose». All’interno della mostra sono presenti una quarantina di presepi provenienti da tutta Italia. Oltre alle classiche ambientazioni contadine, orientali e ai diorami, quest’anno la Natività è stata ambientata anche in una suggestiva cascina della pianura lombarda, realizzata dalla sezione di Casalmorano (Cremona).

Si tratta di veri e propri capolavori che formano una rassegna di alto livello pensata per favorire la diffusione del presepio, soprattutto all’interno delle famiglie e tra i giovani. «Quello che sta accadendo è molto triste – aggiungono gli Amici del Presepio - un luogo educativo come la scuola non trasmette più i valori con cui la nostra società è cresciuta». «Le precedenti non saranno generazioni perfette, ma possiamo pensare a generazioni future che siano prive di valori morali, sociali, culturali?» si domandano i rappresentanti dell’associazione.

E aggiungono: «A scuola si studia la storia delle religioni e allora perché non possiamo parlare di Natale, di presepe, del Bambino che viene». Lo scorso anno la sezione di casa nostra dell’Associazione Amici del Presepio ha festeggiato i trentacinque anni di fondazione e i vent’anni di mostre. «Mai come quest’anno –prosegue la lettera - ci siamo trovati di fronte ad un panorama di quasi completo disinteresse da parte di scuole dell’infanzia e primarie. Mai come oggi il nostro compito di diffusione della tradizione del presepio è difficile». «Confidiamo nel fatto - concludono - che le nuove generazioni che stanno crescendo possano essere più attente alle nostre belle tradizioni e tornino sulla buona strada, la stessa che avevano tracciato i nostri nonni e che adesso sembriamo aver perso di vista». La Mostra dei Presepi è stata inaugurata nei giorni scorsi e rimarrà aperta fino al 6 gennaio, quando l’iniziativa «Natale all’Annunziata» si concluderà con il suggestivo Corteo dei Magi. La mostra in questi giorni è aperta al mattino solo per le scuole e osserverà il seguente orario: giorni feriali dalle 15.30 alle 18.30.

Domenica e festivi dalle 10 alle 12.30 e dalle 15 alle 19. Per le scuole sono previste visite guidate gratuite su prenotazione 0521-239267 (telefonare orari negozio).

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  • RENZ

    13 Dicembre @ 08.32

    R E N Z

    Alla scuola media S. Benedetto, anni '70, attesto che i SALESIANI non ci hanno MAI ma proprio MAI portati a vedere i presepi. Ci portavano a Vigo di Fassa per la settimana bianca, ma non ci hanno mai portati a vedere i presepi. Parola di ex allievo.

    Rispondi

  • LaoTzu

    12 Dicembre @ 07.09

    I fatti: alla gente, del presepio, interessa sempre meno, ai cattolici benpensanti questo dà sempre più fastidio.

    Rispondi

    • Federica

      12 Dicembre @ 18.02

      I FATTI: l'ignoranza dilaga e gli islamici faranno meno fatica a conquistarci. Ti piaccia o no è così.

      Rispondi

      • LaoTzu

        13 Dicembre @ 07.39

        Xenofobia mascherata da "difesa delle tradizioni"... all'estremo del suo modo di pensare ci sono le farneticazioni paranoidi dei Nazisti e le macchine di sterminio di tutti coloro che sono "diversi"...

        Rispondi

  • cambogiano

    11 Dicembre @ 22.29

    scusate, ma il valore aggiunto di questa mostra per una scolaresta qual'è? perdere 3 ore di lezione per vedere 40 presepi che senso ha? perchè non possono andare singolarmente i ragazzi nel tempo libero a vedere i presepi?

    Rispondi

    • LaoTzu

      15 Dicembre @ 14.17

      Premesso che il presepe come lo concepiamo oggi è una rappresentazione di culto cristiano-cattolico, c'è chi ancora pretende che la scuola pubblica (che deve essere laica e neutrale) si faccia strumento di condizionamento religioso? Non portare gli scolari a vedere il presepe non limita in alcun modo le libertà individuali in materia di religione e non impedisce certo agli scolari di andare a vederseli in privato.

      Rispondi

  • Zagor

    11 Dicembre @ 18.27

    Gli insegnanti non accompagnano più gli studenti ad ammirare i presepi semplicemente perché la scuola non sa più cosa dire, non riesce a far capire il senso di quel bambinello semivestito, non sa dargli un'identità, un fine, una simbologia....negli anni la scuola ha sostituito il crocifisso con le bandiere delle pace, ha trasformato la "laicità" in " laicismo", ha proibito i riti natalizi, si è auto-censurata per evitare di urtare la sensibilità religiosa altrui, ha annullato la propria identità culturale nel nome di un multiculturalismo fallimentare....Cosa possiamo pretendere da questa scuola? Avanti così e tanti auguri...

    Rispondi

    • LaoTzu

      13 Dicembre @ 07.47

      La scuola dovrebbe essere laica, e non l'ennesima occasione per fare propaganda confessionale alla chiesa cattolica. Strano però, che siano sempre i cattolici a stracciarsi le vesti per primi contro qualunque manifestazione di diversità che percepiscono come minaccia al loro sistema di pensiero rigido, bigotto e preconcetto.

      Rispondi

    • Federica

      12 Dicembre @ 18.06

      Meno male che non ho figli da mandare a scuola. Non ce l'avrei potuta fare. Avrei preso a schiaffoni fisicamente tutti quanti, dal preside fino all'ultimo degli insegnanti, o comunque me la sarei presa sia con chi decide queste cose, sia con gli esecutori. E' uno schifo. Invece per fortuna figli non ne ho, e non mi devo andare a litigare con nessuno sulle cose ovvie su cui non si doveva nemmeno discutere, e invece si permettono di spazzare via così.

      Rispondi

  • Daniela

    11 Dicembre @ 13.00

    E' la nostra cultura e negare la nostra cultura è un errore. Non è rispetto, solo ignoranza e l'ignoranza alimenta le differenze. Il rispetto per gli stranieri si ha facendo conoscere loro tutti gli aspetti di un paese in cui sono arrivati per vivere. così come fanno negli altri paesi. Se io vado in un paese musulmano devo portare rispetto ponendo attenzione al mio abbigliamento e coprendo il capo in certi casi. Altrimenti se la via è quella di negare il Natale allora tutte le scuole dovrebbero rimanere aperte. Anzi, di più, dovrebbero essere aperte 7 giorni su 7 e sono gli studenti a mancare la domenica (per i cristiani) il venerdi per i musulmani e il sabato per gli ebrei. Forse così gli insegnanti sarebbero più contenti. In fondo hanno dato il via loro a questa idiozia!

    Rispondi

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