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Qualità della vita, si torna a salire

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Parma, dopo due anni di «scivoloni», torna a recuperare posizioni nella classifica della qualità della vita. Leggi i dati dettagliati che riguardano la città e i commenti di amministratori pubblici e associazioni di categoria.

Monica Tiezzi

È arrivata l'inversione di tendenza: la tradizionale classifica di fine anno del «Sole 24 ore» sulla qualità di vita in 110 province italiane vede risalire Parma di sei posizioni rispetto all'anno scorso. Non tantissime, ma va bene così: nel 2013 c'era stato lo «scivolone» di 10 posizioni, e nel 2014 di tre.

La top ten all'orizzonte

Stavolta, piazzati alla tredicesima posizione della classifica generale, si torna a vedere all'orizzonte la top ten. E soprattutto si trova la conferma ad un clima che negli ultimi mesi è sembrato cambiare, con diversi segnali di rilancio. Per la cronaca: la città italiana dove si vive meglio è Bolzano, il fanalino di coda Reggio Calabria.

In estrema sintesi: buoni gli indicatori economici e l'offerta per il tempo libero, teniamo botta sui servizi e la popolazione, restiamo al palo - senza per ora segnali di miglioramento - per l'ordine pubblico. In Regione, fanno meglio di noi Ravenna e Bologna (ma entrambi sono in fase calante rispetto al 2014), mentre stacchiamo, e di molto, Forlì-Cesena, Reggio Emilia, Piacenza e Ferrara. Tutte città che perdono posizioni dall'anno scorso.

Trentasei parametri

Sei i macro-indicatori che hanno concorso alla classifica: tenore di vita (siamo sesti, con una rimonta di ben 11 posizioni); affari e lavoro (23esimi, nove posizioni perse); servizi e ambiente (19esimi quest'anno, 18esimi nel 2014); popolazione (quarti quest'anno, secondi l'anno scorso); ordine pubblico (posizione 96 contro la 95 del 2014), tempo libero (36esimi, quattro posizioni in più). I macro-indicatori sono stati elaborati in base a ben 36 classifiche che spaziano dagli asili ai furti, dalle pensioni al costo delle case, dai servizi sanitari a cinema e librerie.

Produzione, risparmi, beni

L'indagine sugli indicatori economici disegna una città in ripresa, che consolida la sua posizione nella produzione di beni, nella gestione dei risparmi, negli investimenti, nell'occupazione.

È in aumento il patrimonio medio della famiglia parmigiana (469 mila euro, cinquemila euro più del 2014), e il valore aggiunto pro capite sfiora i 31 mila euro. Cala leggermente il costo delle case (2.450 euro al metro quadro in semicentro, cifra che ci colloca comunque fra le città più care d'Italia) e cresce l'investimento in beni durevoli (2.400 euro all'anno per famiglia contro 2.260). Migliorano la propensione a investire ed il ricorso al credito, tengono occupazione (68,4%, quarti in Italia) e spirito di iniziativa. Si assottigliano invece, e non di poco, gli assegni medi dei pensionati (da 1.100 euro a 887 al mese), cala l'export, così come i giovani imprenditori.

I più bravi per i nidi

Restiamo bravi per la capacità degli asili nido di rispondere alle richieste delle famiglie, confermando la posizione dell'anno scorso: terzi dopo Bologna e Gorizia. Ci seguono a ruota Modena, Ravenna e Reggio Emilia, che fanno dell'Emilia-Romagna un modello per i servizi all'infanzia.

Legambiente ci promuove per l'ecosostenibilità: siamo la prima città dell'Emilia Romagna (12esimi nella classifica generale, due posizioni più dell'annoi scorso). Note positive anche dai tempi della giustizia, ossia il rapporto fra cause nuove e pendenti: un recupero di ben 18 posizioni (dal 51esimo al 33esimo posto). Sostanzialmente stabile il numero di parmigiani che scelgono di farsi curare in ospedali di altre città: 6,6% (cinquantesimi, quasi a metà classifica). Fanno meglio di noi le altre città della Regione.

Sempre più longevi

Siamo leggermente più longevi della media degli italiani (superiamo, se pur di poco, gli 82 anni di speranza di vita) e in linea con la media nazionale anche per l'indice di vecchiaia, ossia il rapporto fra over 64 e under 15. Il tasso migratorio ci vede al terzo posto della classifica: 7,7 immigrati ogni mille residenti.

Oltre 10 anni di studio

Ogni parmigiano ha alle spalle più di 10 anni di studio, sostiene sempre il «Sole 24 ore». Siamo undicesimi in questa particolare classifica, guadagnando due posizioni. Meglio di noi in Regione (ma di poco) fa solo Bologna. La media italiana è 9,98. Istruiti e appassionati lettori, con dieci librerie ogni 100 mila abitanti (la media italiana non arriva a otto). Mangiamo volentieri fuori (abbiamo 595 fra bar e ristoranti ogni 100 mila abitanti) ma poi bruciamo le calorie: l'«indice di sportività» della città è 626 contro una media nazionale di 400 (undicesimi in classifica).

Topi d'appartamento

Dati preoccupanti per l'ordine pubblico, con un'escalation di appartamenti svaligiati: 606 ogni 100 mila abitanti (la media nazionale è ferma a 400). Non si è più sicuri in strada che in casa: 329 fra scippi e borseggi (sempre ogni 100 mila abitanti), contro la media nazionale di 205.

Nel 2014 (ragionando per stime sui tassi riportati dal «Sole») abbiamo avuto poco meno di una novantina di rapine, numero che ci proietta nella parte bassa della classifica, e oltre 400 fra truffe e frodi. Ma sono dati che si possono leggere anche come indicatori di un tessuto «appetibile» per i malviventi perchè ricco. In cima alla classifica dell'ordine pubblico ci sono infatti piccoli centri poco sviluppati, in fondo le località economicamente più dinamiche.

«Siamo sulla strada giusta»

Luca Molinari

«Dalla classifica arrivano indicazioni positive che testimoniano il valore del nostro territorio. Soprattutto nel campo socio-economico sono presenti realtà che ci rendono protagonisti a livello nazionale»: è questo il commento del presidente della Provincia, Filippo Fritelli, sulla graduatoria stilata come ogni anno dal Sole. Molto soddisfatto anche il sindaco Federico Pizzarotti: «Abbiamo fatto un bel passo in avanti in classifica e ci avviciniamo alle prime dieci – dichiara il primo cittadino – il che fa indubbiamente piacere e rappresenta un riconoscimento del cammino intrapreso, anche se questo genere di graduatorie è legato a molte variabili e quindi non va preso come un posizionamento di valore assoluto, né quando si arriva in cima, né quando si segna il passo. Comunque è significativo che Parma resti sempre nella parte alta e segni una evoluzione positiva anche a livello regionale. Questo risultato ci aiuta a guardare al futuro con maggiore ottimismo». «Il risultato della classifica del Sole 24 Ore rappresenta un punto di partenza». E’ quanto afferma Alberto Figna, presidente dell’Unione Parmense degli Industriali, che commenta positivamente la risalita di Parma di sei posizioni in classifica rispetto all’anno passato. «Sei posizioni in più nell’arco di un anno non sono poche – osserva - E’ un bel risultato, dimostra che siamo sulla strada giusta, anche se rimane ancora molto da fare. Mi riferisco soprattutto al tema della sicurezza, fortemente sentito dai cittadini e dalle imprese, sul quale bisogna lavorare molto, nonostante gli strumenti a disposizione siano limitati». «Serve una riflessione profonda a livello legislativo – precisa Figna - per riuscire ad arginare questo problema di non facile soluzione, che coinvolge tante altre città che si trovano nei primi posti della classifica». Importante inoltre lavorare sull’attrattività del territorio. «Bisogna fare in modo che i turisti rimangano maggiormente sul nostro territorio – rimarca il presidente dell’Upi –. Il riconoscimento dell’Unesco ci potrà aiutare solo se lavoreremo a testa bassa per rendere maggiormente attrattiva la nostra realtà». L’invito di Figna è quello di fare squadra. «I risultati raggiunti – aggiunge il presidente dell’Upi – ci dimostrano l’importanza di lavorare assieme, con un unico obiettivo. E’ quindi importante creare una cabina di regia che possa unire gli sforzi di tutti».. Parla di luci e ombre Andrea Zanlari, presidente della Camera di Commercio. «Parma – rimarca - è ancora città di luci e ombre. Il nostro tenore di vita è alto, ma occorre rilanciare l’attività culturale e consolidare la ripresa economica. I tanti riconoscimenti ricevuti non ci esimono dall’impegnarci a migliorare costantemente il nostro lavoro e dal prendere esempio dalle migliori pratiche portate avanti dalle altre città». Fondamentale, inoltre, «vigilare sulla sicurezza – aggiunge Zanlari - che appare sempre più compromessa». Claudio Franchini, direttore Area Associativa Ascom, analizza gli aspetti positivi e negativi che emergono dai dati della classifica. «Risulta spesso difficile – dichiara - attribuire un reale valore a classifiche che si basano su decine e decine di parametri e i cui risultati, come ci insegna la storia recente, cambiano molto rapidamente di anno in anno. Tuttavia, fatte queste premesse, è sicuramente positivo per il nostro territorio provinciale scalare la classifica verso posizioni più alte. Da una prima sommaria analisi emerge però come il nostro territorio sia penalizzato dalla posizione che ricopre alla voce “ordine pubblico” che ci vede al 96° posto su 109 province; un problema non scontato, che più volte abbiamo sottolineato anche pubblicamente, non da ultimo proprio in occasione della recente giornata nazionale per la legalità promossa da Confcommercio». Per Luca Vedrini, direttore di Confesercenti, «la città ha imboccato la strada giusta». «Come evidenziano i dati del Sole 24 Ore – precisa – da qualche tempo emergono dei segnali positivi, trainati soprattutto dal settore dell’alimentare, come confermato dal recente riconoscimento dell’Unesco. Negli anni passati la città ha attraverso delle difficoltà e ora stanno emergendo le potenzialità di una realtà di provincia ricca di importanti risorse».

«Bocciati per il clima»

Il clima di Parma? Ottimo per far stagionare salumi e formaggi, un po' meno per gli umani. Lo sapevamo, ma l'indagine sulla qualità della vita è particolarmente «cattiva» e ci fa fare il fanalino di coda nella particolare classifica sul clima. L'indicatore preso in esame è la differenza tra il mese più caldo e quello più freddo, più alto nei climi continentali e meno marcato nelle località di mare. E infatti al vertice della classifica c'è Trapani con un valore di 15,8 (assieme a Sassari, Carbonia e Vibo Valentia) all'ultimo - appunto - Parma con 25,8, preceduta da Bolzano, Cremona e Ferrara. La media italiana è di 20,5.

Ma non c'è da strapparsi i capelli. I meteorologi fanno notare che qualsiasi classifica sul clima deve prendere in esame almeno un trentennio per essere scientificamente attendibile.

Comunque, per quel che può valere, ecco i dati sulle maggiori escursioni termiche del 2015: si è sudato molto il 22 luglio, con 38,2 gradi; abbiamo battuto i denti il 9 febbraio con meno 6,6. Nel 2014 la giornata più calda è stata è stata il 12 giugno con 36,4 gradi, la più fredda il 31 dicembre con meno 2,9. Storicamente, la temperatura più alta è stata registrata a Parma nell'estate 1983 con 40,2 gradi, la minima nel 1985 con meno 18. m.t.

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  • fortunato

    22 Dicembre @ 17.44

    pessima qualità della vita, salita, ma dove ???. Stiamo sprofondando sempre più, altro che ripresa.

    Rispondi

  • filippo

    22 Dicembre @ 09.28

    SI BASTA CREDERCI.......una città piena di rifiuti, insicura, assediata da bande di predoni e di spacciatori, .risale cosa?

    Rispondi

  • stefano

    22 Dicembre @ 09.20

    Centro irraggiungibile se non con 45 minuti tra parcheggio e bus, rifiuti esposti quotidianamente in strada, strade da terzo mondo, spacciatori, prostitute, furti a raffica, zone interdette per le persone comuni, stazione ferroviaria irraggiungibile se non tramite parcheggi costosissimi, lunghe code per poste enti pubblici, etc etc etc. Certamente se ci paragoniamo alla somalia qualche punto lo abbiamo recuperato, se ci paragoniamo alla svizzera facciamo piangere.

    Rispondi

    • sabcarrera

      22 Dicembre @ 14.38

      Fai un po' di pratica nel parcheggiare la macchina.

      Rispondi

    • sabcarrera

      22 Dicembre @ 14.33

      Fai un po' di pratica nel parcheggiare la macchina.

      Rispondi

    • alberto 1948

      22 Dicembre @ 13.08

      Prova a paragonarti con la vicina reggio, se parma piange , reggio emilia non ride , pur essendo retta dal pd.

      Rispondi

      • Filippo

        22 Dicembre @ 14.17

        Ma chissenefrega del PD... Voi grilloti ne siete ossessionati.

        Rispondi

        • alberto 1948

          22 Dicembre @ 15.23

          Noi "grillini"........! E' un dato di fatto che la qualità della vita a Parma è in risalita ,nonostante i tagli micidiali del governo renzi ,che non è un "grillino", poi se vogliamo fare un confronto serio sul metodo di amministrare una città come Parma rispetto alle altre della regione , non c'è paragone che tenga , siamo superiori e meglio governati .

          Rispondi

        • Filippo

          22 Dicembre @ 16.11

          I tagli micidiali del governo Renzi, senza menzionare le tasse locali al massimo da quattro anni, con avanzo di bilancio da usare come specchietto per le allodole per l'imminente campagna elettorale... Se non sei neanche in grado di comprendere che sulle singole voci che compongono la classifica, sono ben poche quelle su cui può incidere, in bene o in male, un'amministrazione cittadina (di qualsiasi colore), non vale neanche la pena di discutere: goditi la tua presunta superiorità fino al 2017, quando tornerete nella vostra aurea mediocrità.

          Rispondi

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