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Noceto

«Quei ladri potevano ucciderci»

«Quei ladri potevano ucciderci»
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Tre ladri slavi scoperti aggrediscono i titolari della ditta Folchini di Noceto: il racconto

Mariagrazia Manghi

Tre banditi a volto scoperto, uomini pronti a tutto, armati di un’accetta, un manganello, un coltello e un cacciavite hanno cercato di far razzia al magazzino edile Folchini, nella zona artigianale di Noceto. I malviventi hanno aggredito i titolari, hanno preso a manganellate in testa uno di loro, che è finito all'ospedale, ma non è in gravi condizioni. Le vittime non si sono scoraggiate, hanno reagito e hanno affrontato i ladri. Il loro coraggio ha avuto partita vinta: alla fine i banditi hanno abbandonato il bottino e sono scappati in macchina a tutta velocità. Nella fuga, hanno cercato di investire una delle loro vittime. «Eravamo in ufficio e stavamo programmando il lavoro per il giorno seguente – racconta il titolare che al momento era con il figlio, la sorella e il cognato – quando abbiamo sentito dei rumori che provenivano dal vano scale che conduce alle abitazioni al piano superiore. Ci siamo affacciati e i tre erano già in strada con la nostra cassaforte» (Il titolare dell'azienda racconta quei terribili momenti - VIDEO). I malviventi, che erano riusciti a salire al piano superiore, dopo aver svuotato qualche cassetto e rovistato negli armadi hanno trovato l’armadio blindato, lo hanno smurato e trascinato fino alla macchina che aspettava nei pressi, una Opel scura familiare. «Il baule era aperto ma li abbiamo affrontati – continua il titolare – noi tre eravamo a mani nude, loro invece erano armati e ci minacciavano con le armi e urlando che ci avrebbero uccisi». La lotta è durata qualche minuto, che è sembrato infinito. «Gridavano di allontanarci. Erano disposti a ucciderci per assicurarsi la cassaforte di cui non conoscevano il contenuto – continua il figlio, che è stato una colonna portante della Rugby Noceto – abbiamo affrontato gente cattiva, decisa a fare del male. Potevano immaginare di trovarci al lavoro a quell’ora, ma non hanno desistito. Se ci avessero incontrato sulle scale ci avrebbero fatti fuori».

Tre contro tre, la zona artigianale è stata teatro di un vero e proprio combattimento. Per farsi strada i banditi urlavano e facevano volteggiare il manganello e i coltelli. Il titolare è stato colpito alla testa e, più tardi, al Pronto soccorso è stato medicato con otto punti di sutura. Ha 15 giorni di prognosi. Il figlio ha schivato di poco un fendente alla pancia. «Non ci sono riusciti, hanno dovuto lasciare la cassaforte – dice il titolare ancora scosso, ma orgoglioso di non aver ceduto alla violenza – in quel momento non ho pensato e non ho provato paura, ero determinato. Loro urlavano in italiano con accento dell’est. Ci intimavano di allontanarci. Ma siamo stai più determinati. Nell’andarsene hanno anche cercato di investire mio cognato con la macchina». L’azienda era già stata stata nel mirino dai malviventi qualche mese fa. Qualcuno si era avvicinato e aveva cercato di entrare, ma prontamente era stato avvistato e messo in fuga. «Allora siamo arrivati prima che entrassero, questa volta abbiamo dovuto sostenere un vero e proprio corpo a corpo – dicono le vittime – mai avremmo pensato di dover affrontare tanta violenza, lucida e spietata. Un’esperienza che non sarà facile dimenticare». Sul posto è arrivata nel giro di pochi minuti una pattuglia dei carabinieri. È scattata una denuncia per aggressione a mano armata.

Il titolare dell'azienda racconta quei terribili momenti (VIDEO)

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  • Francesco

    30 Dicembre @ 19.15

    brundofrancesco@libero.it

    " È scattata una denuncia per aggressione a mano armata " la denuncia chi la presa i ladri o i derubati? una domanda che mi faccio, oggi difendersi è considerato reato. Ecco le risorse della Boldrini.

    Rispondi

    • Maurizio

      30 Dicembre @ 21.22

      La domanda invece è un'latra perchè la denuncia è stata presa dai ladri quindi difendersi non è da considerarsi reato anche se a qualcuno piacerebbe farlo credere per fini elettorali, il problema è il motivo per cui c'è solo una denuncia e non una custodia cautelare, vallo a chiedere ad un avvocato però prima digli che la denuncia l'hai presa te, ti sei trovato nei guai e vedi cosa ti spiega per non farti andare dentro.... Sottile la differenza tra la flagranza del reato e non...

      Rispondi

  • Vercingetorige

    30 Dicembre @ 11.09

    PURTROPPO , VISTA QUESTA NOTIZIA ED ALTRE CHE TROVIAMO NEL "SITO", C' E' IL RISCHIO CHE VENGA A CADERE IL PATTO SOCIALE TRA CITTADINI E STATO , per cui i Cittadini rinunciano a farsi giustizia da soli e delegano allo Stato questa funzione. SE LO STATO VIEN MENO AL SUO IMPEGNO , IL PATTO CADE , e si rischia che i Cittadini si riprendano la facoltà di farsi giustizia con le proprie mani ! Polizia , Carabinieri , Magistratura devono capire che ogni giorno cresce il dubbio che riescano a tutelare l' Ordine , la Legalità , la Sicurezza , ed , allora , non resterebbe che la "legge di Lynch" .

    Rispondi

    • stefano

      30 Dicembre @ 12.27

      Non succederà mai, lo stato è quello che diminuisce sempre le pene per i delinquenti e che colpevolizza le forze dell'ordine quando fanno il loro dovere, lo stato che stipendia i diretti dipendenti con centinaia di migliaia di euro e che se ne sbatte della gente comune. Tanto loro mica ci vivono in mezzo alla gente comune.....

      Rispondi

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