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«Oltretorrente, vespasiano a cielo aperto»

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La testimonianza di chi vive in Oltretorrente: «Accerchiati dall'inciviltà»

Cristina Pelagatti

«Chi te l’ha fatto fare di andare a vivere in Oltretorrente?»: è la domanda che più spesso mi sento fare quando dico dove abito, perché l’Oltretorrente è percepito universalmente come un caos inabitabile se si è passata la fase della vita da studente universitario. Io stessa dicevo «mai in Oltretorrente»: ma, complice una mansarda di cui mi sono innamorata, la vigilia di Natale ho festeggiato il terzo anniversario da abitante di borgo Cocconi. Sono bastati pochi mesi a rendermi conto del fatto che lo sbandierato tentativo di trasformare l’Oltretorrente nella vivace Rive Gauche della Piccola Parigi sia miseramente abortito.

Al momento l’Oltretorrente è il vespasiano a cielo aperto della città. Il familiare profumo dei tigli di via Costituente è stato surclassato dall’odore di piscio e girare in bici nei fine settimana primaverili in alcuni borghi caratteristici equivale a farsi un aerosol di urina. La minzione dei selvaggi avviene preferibilmente contro i portoni: evidentemente impregnare per bene vecchi portoni di legno fa sì che il tentativo di marcare il territorio sia più incisivo. E guai a lamentarsi: si rischia di venire attaccati al muro, come accaduto al residente reo di aver redarguito un «italianissimo piscione». E dire che il civilissimo Oste del borgo ha appeso cartelli con i quali invita la gente ad usufruire della toilette del suo locale, anche senza consumare. Ma niente da fare.

E’ meglio liberarsi all’aria aperta, dei liquidi ed anche dei solidi, visti i ricordini tra cui è necessario fare gimkane mentre si cammina sul marciapiede, da non imputare agli amici a quattro zampe, probabilmente più adatti a vivere in società di certi bipedi.

L’inciviltà fa il paio con alcune scelte scellerate, come quella della raccolta differenziata notturna. Quando si espone il bidoncino dell’indifferenziata al venerdì sera lo si riprende il sabato mattina svuotato del proprio «rudo» e ripieno dei rifiuti della nottata e anche di vomito. Se si ha il piacere di vivere in un palazzo abitato al 90% da studenti si ha modo di capire come il concetto della raccolta differenziata porta a porta sia stato recepito bene da mio nonno all’età di 90 anni, ma ancora non sia entrato in testa ai 20enni coi risvoltini nelle braghe.

Vivere in Oltretorrente significa riempire il palazzo di cartelli sarcastici in cui si spiega il corretto utilizzo dei bidoni condominiali per sentirsi a 30 anni una vecchia brontolona, tenere da parte la frutta andata a male in previsione di lanci dalla finestra sugli idioti che alle 5 del mattino dei giorni feriali si piazzano sotto le finestre a berciare come scimmie urlatrici, smettere dopo un paio di mesi di chiamare le forze dell’ordine per le risse in strada, ormai di prassi, sentire lamentele sul presunto «ghetto» dalle stesse persone che, affittando ex garage a dei poveracci che ci vivono in 8 hanno contribuito a crearlo, assistere allo scambio di eroina aprendo la finestra in pieno giorno, dormire con indosso scomodissime cuffie antirumore da saldatore, passare preventivamente la notte altrove in caso di impegni di lavoro mattutini e infine calcolare gli orari di rientro in base alla possibile disponibilità dei parcheggi.

Il «chi te l’ha fatto fare di vivere in Oltretorrente?» è un quesito sbagliato. Parte dal presupposto che si tratti di un quartiere di serie D. Non lo è: è un quartiere del centro con un grande capitale umano e storico, con un parco monumentale e le torri dei Paolotti a vegliare sulle sue strade, pieno di gente che lo ama e che ha bisogno che chi lo frequenta usi rispetto e civiltà.

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  • Grillo Parlante

    31 Dicembre @ 18.57

    Bla, bla, bla... Sempre e solo parole.... Proviamo tutti insieme a votare in modo diverso nell'urna elettorale..... Via Pizzarotti da Parma... Il PD ovviamente via da tutta Italia .... Proviamo a Parma la "nuova" Lega e vediamo cosa succede: male che vada non riuscirà a fare peggio !!!!!!

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  • jeffroy

    31 Dicembre @ 15.01

    Beh non c'era da lavorare molto di fantasia; io qualche tempo fa dissi che l'Italia, per le prospettive che ha e andavano configurandosi dall'ingresso in Europa e nell'euro, non poteva che diventare un pisciatoio per immigrati. Non mi sono sbagliato di molto, senza avere doti divinatorie ma basandomi semplicemente sulla perdita di sovranità, e orientamento al declino trasversalmente a economia, perdita di lavoro, capestri commerciali, schengen, lassismo giudiziario, tolleranza, campagne subliminali o meno pro islamizzazione... e via dicendo. Ecco dove ci hanno portato; l'importante però è che siamo democratici, aperti, politicamente corretti e islamicamente corretti. Amen

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  • PARMIGIANO DEL SASSO

    30 Dicembre @ 22.47

    Oggi dalla Gazzetta l'assessore Casa ci ha fatto conoscere il suo programma per contrastare i delinquenti e gli sporcaccioni che infestano i nostri quartieri. Il programma si concretizza, in buona sostanza, nell'aumento delle multe. Mi sono messo a ridere (per non piangere) ed ho ricordato la barzelletta di quell'inquilino moroso che. a fronte della minaccia di sfratto, prega il padrone di non buttarlo fuori di casa, ma di aumentargli l'affitto. Non è la stessa cosa? Questi invasori non li buttiamo fuori dalla città (o in galera) ma gli aumentiamo le multe, che nessuno paga e pagherà mai! Una domanda, all'assessore: chi eleva le contravvenzioni? Parmigiano del sasso.

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    • Biffo

      31 Dicembre @ 12.08

      Le contravvenzioni verranno elevate da eroici agenti PM, accorsi con decine di patùlie a contrastare, con forza e determinazione, qualche suonatore di chitarra o di fisarmonica per strada.

      Rispondi

  • Roberto19

    30 Dicembre @ 22.27

    Appena portato il cane fuori e come non detto, uno stava pisciando su un albero in piazzale Inzani alle proteste da parte mia e all'invito di andare in un bar a fare i suoi bisogni la risposta come sempre puntuale ed indisponente: A me scappa e non ho un euro per andare in un bar .....certo i soldi per la birra li aveva , probabilmente vista la giovane età ( i problemi alla prostata incominciano presto) e la cultura del chi se ne frega a tutti i costi fanno sì che questo paese sia ridotto ad una LATRINA a cielo aperto il mio cane si è vergognato nel vedere un suo simile a due zampe pisciare contro il suo albero preferito. E' deprimente vivere in una discarica e in un cesso . Una volta uscire era un piacere ora è una tortura .

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    • antonio

      31 Dicembre @ 16.24

      Sei arrabbiato perché ha pisciato prima del tuo cane? Io mi arrabbio spesso con chi fa pisciare il cane, quando va bene solo pisciare, davanti alla porta di casa mia ma spesso mi mandano a quel paese in dialetto parmigiano.

      Rispondi

      • Alpino Italiano 66

        31 Dicembre @ 18.23

        Ma sì hai ragione, il vero problema della nostra città sono i cani dei parmigiani...

        Rispondi

  • paolo

    30 Dicembre @ 22.08

    Non certo per giustificare gente che sbatterei al loro paese...ma bagni pubblici ce ne sono? In tante metropoli sì a Parma non credo.

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