LA MINORANZA

Coro di critiche: «Pizzarotti sa solo elogiarsi»

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«Il sindaco continua a dire di avere risanato il bilancio, quando tutti sanno che lo ha fatto il commissario Ciclosi. E' capace soltanto di elogiarsi e di rifiutare il confronto con gli altri. Tranne coloro che parlano solo per dargli ragione». Gli esponenti della minoranza in consiglio comunale sparano a zero sulle affermazioni fatte da Federico Pizzarotti al nostro direttore nell'intervista di fine anno. Bosi, invece, lo difende. Leggi tutte le dichiarazioni dei capigruppo di opposizione e del presidente del Club dei 27 e del presidente del circolo culturale «Il Borgo».

Paolo M. Amadasi

Dal Teatro Regio alla raccolta rifiuti passando per il Ponte Nord, la sicurezza e le opere pubbliche. Rispondendo alle domande del nostro direttore, il sindaco Federico Pizzarotti ha toccato i temi principali della città. Le sue dichiarazioni, però, hanno suscitato notevoli critiche da parte dei gruppi di minoranza in consiglio comunale. Ecco chi siamo riusciti a raggiungere nella giornata di festa.

Paolo Buzzi, capogruppo di Forza Italia, ha commentato: «Apprezzo l'invito a fare sistema, a guardare al bene della città e non agli interessi particolari. Ma sulle questioni fondamentali ho una conferma: Pizzarotti continua a millantare di aver messo in sicurezza il bilancio. Il debito del Comune si è ridotto di 20 milioni su 150 milioni e solo per il pagamento delle quote annuali di rimborso dei mutui. Nessun merito: solo il piano di ammortamento previsto. E nessun aumento perché non ci sono state nuove opere: zero investimenti. Del resto, già il commissario Ciclosi aveva detto di aver messo in sicurezza il bilancio in tre mesi. Non c'è progettualità per il futuro: non cultura, non infrastrutture, non incentivi alle attività produttive che possano dare nuovo impulso alla città. C'è assoluta mancanza di strategie per il futuro».

«Tralasciamo le soddisfazioni evidenti da parte dei cittadini di cui parla Pizzarotti - prosegue -. Parma ha un servizio di raccolta rifiuti che non funziona e ci sono continue lamentele per il ritardo e la rumorosità nei prelievi. Crediamo tutti nella raccolta differenziata ma è questo sistema che non va. Sulla sicurezza siamo stati derisi per anni per aver istituito la Carta di Parma. Era un sistema per consentire ai sindaci di sopperire a delle lacune. E' stata abolita e sostituita con il nulla. E vediamo ora come è la situazione della microcriminalità».

Buzzi tocca anche la questione del teatro dei dialetti: «E' un veicolo di integrazione perché non è detto che sia solo del dialetto parmigiano. Aiuterebbe anche chi viene da paesi lontani. Dire che non è una priorità vuol dire non riconoscere che è uno strumento importante per fare si che la cultura e la lingua servano all'integrazione. Lo ha detto anche il presidente Mattarella».

Maria Teresa Guarnieri, del gruppo Altra politica, esordisce ironicamente: «Se è convinto lui di quello che dice...?!?!. Pizzarotti racconta un film che ha visto soltanto lui. Il debito del Comune non è stato il sindaco a risanarlo, bensì il commissario Ciclosi nel 2012. Che ci piaccia o no. Tanto che quell'anno si chiuse con un avanzo. Furono tagliati servizi e personale e portate tutte le aliquote ai massimi. Non c'è nessun merito per Pizzarotti. Lui accusa che le precedenti amministrazioni promettevano e non facevano, dimenticando che le poche cose che ha fatto le aveva trovate già ad uno stadio avanzato. In realtà il sindaco ha spento una città che fino ad alcuni anni fa aveva voglia di fare. Era vitale e aveva voglia di rappresentare il meglio di sé».

«Quanto alla raccolta differenziata - aggiunge - siamo tutti d'accordo che è importante, ma siamo davvero sicuri che le scelte fatte siano le migliori? C'è bisogno ancora di tanto perfezionamento. Sono state ingenerate problematiche per i cittadini e non si favorisce certo il decoro urbano con sacchi della spazzatura ovunque. Dai 5 Stelle, così sensibili all'ambiente, mi sarei attesa maggiore sensibilità, invece per il piano mobilità non hanno fatto che adeguarsi ai piani regionali: niente di più e niente di meno. A un anno dalla fine del mandato, non si è visto nulla: le sue dichiarazioni sono solo l'annuncio di una lunga campagna elettorale. Tra l'altro, ha quasi ventilato da quale parte si schiererà. Visto che all'interno del movimento di Grillo non lo hanno molto in considerazione quindi è chiaro che sta cercando casa altrove. Non è che intenda candidarsi con il Pd? O a fianco del Pd. Non si capisce altrimenti cosa possano significare le sue considerazioni».

Roberto Ghiretti, del gruppo Parma Unita ha commentato: «Ho visto la solita autoelogiazione. In quattro anni Pizzarotti non ha mai detto di aver sbagliato o che avrebbe potuto fare in un modo diverso. Per il futuro serve un progetto condiviso dalle categorie politiche economiche e sociali e tutte queste fra di loro. Finora non si è visto nulla. Oltre a dire che il 2016 sarà l'anno della svolta non c'è nulla. Abbiamo avuto quattro anni di assolutismo e la condivisione è mancata. Colpa della minoranza? Siamo arrivati addirittura al sindaco che non risponde alla minoranza. Il problema è di accettare il confronto, invece per lui c'è chi ha ragione a priori e torto a priori. Se vuole, si può provare a cambiare, perché non credo che andare avanti così sia giusto per Parma. Ma condividere vuol dire accettare critica dialettica proposte alternative ascoltare la voce degli altri: tutte cose in cui Pizzarotti non ha certo brillato. ha ascoltato solo qualche adepto o chi gli dava ragione. E' questo il vero problema della città. Ci sono persone che sostengono l'operato del sindaco ma gli altri si sono convinti che con chiacchiere , Facebook e addetti stampa si va poco lontano».

Ettore Manno, del Pdci, fa quella che definisce «una considerazione semplice»: «Se sarà l'anno della ripresa e dell'assestamento politico faccio gli auguri al sindaco perché sono auguri alla città. Ma auspico una inversione di tendenza. Il sindaco deve essere più flessibile verso la città e più democratico rispetto alle richieste dell'opposizione. Gli vorrei poi chiedere un po' più di umiltà. La maggioranza c'è perché ha un mandato popolare, ma ci auguriamo un ascolto maggiore. Gli attriti di questi anni non devono più accadere perché non si può offendere la minoranza e non riconoscerne il contributo per la città. Se questo si avverasse sarebbe bene per tutti. Nel 2017 non ci si dovrà presentare con le rivendicazioni, ma con l'elenco delle buone pratiche. Invece avvertiamo un distacco totale fra le intelligenze, gli ordini professionali, il mondo imprenditoriale, la cultura. Abbiamo un assessorato alla coltura che non ha rapporto con chi fa cultura: serve ricomposizione delle fratture della città per ricostruire un tessuto che è frantumato».

Giuseppe Pellacini, dell'Udc sostiene che quello di Pizzarotti sia «un discorso da politico navigato, di colui che ha rinviato i progetti di anno in anno e li affronta a scadenza di mandato per farsi bello». «Si ricandida? Ma con chi? Con in 5 stelle non di certo. Si parla di accordi con altri, ma vedremo come andranno a finire. E poi, dopo quattro anni la solita storia del debito, che è invece calato per i normali ammortamenti dei mutui...».

Pellacini tocca il tema del bilancio preventivo: «Sono previsti pochi investimenti, inoltre, quello per via Mazzini non è un progetto suo, ma viene dal passato. L'arena shakespeariana era già stata annunciata da Ciclosi e rinviata da tre anni. Quanto al Parco Ducale, è stato abbandonato per 4 anni con una minima manutenzione ordinaria e ora si vuol fare vedere chissà cosa. E' solo un difetto di programmazione. La Rossi ha parlato di progetti per i disabili però non ce ne sono tracce nel bilancio. Se la cultura sono i motori del Teatro Regio è segno che non c'è nessuna progettazione. Anche quella, comunque, era un'opera già prevista da Ciclosi. Sulla sicurezza sarebbe meglio usare meglio le forze disponibili. Ad esempio invece di mettere i vigili urbani a fare attraversare i bambini per andare a scuola si potrebbero usare come un tempo i nonni vigile. Pizzarotti dice nessuno denuncia episodi di spaccio: si vede che non legge abitualmente la Gazzetta sulla situazione di San Leonardo e Oltretorrente. Se la gente tira fuori problemi, lui dice che serve una strategia di lungo termine. In realtà le denunce sono state fatte già da alcuni anni ma lui finora non ha mai dato risposte. Dice poi che la città avrebbe bisogno di politici con la testa, ma allora perché lui da tre anni non fa che pensare a questioni nazionali? Dei rifiuti, poi non voglio dire nulla - conclude - perché è il dramma della città».

Lorenzo Lavagetto, segretario cittadino del Pd, evidenzia: «Mi sembra che nelle parole del sindaco ci sia molta autocelebrazione e poca sostanza. Siccome si sta parlando tanto del rilancio della città, rilevo che non fa cenno al lavoro, ai problemi legati alla crisi del territorio, alla situazione delle aziende locali. Nessuno si preoccupa dei problemi legati alla povertà, alle persone che soffrono. Il Comune, invece, dovrebbe mettere i cittadini nelle condizioni di vivere bene. Secondo me nel suo discorso c'è solo tanta propaganda: molto fumo e poco arrosto. Manca un disegno di rilancio della città: vengono annunciati tanti interventini, ma non si capisce nel complesso dove vuole portare la città. Speriamo solo che mantenga i pochi propositi che ha esposto. Spenderei poi alcune parole sul Festival Verdi. Dice che fanno più rappresentazioni di prima, ma nel 2001 erano una dozzina. In realtà, il pubblico del Regio è rassegnato: il pubblico non fischia perché è ormai rassegnato alla cattiva qualità».

Marco Bosi, capogruppo della maggioranza a 5 Stelle ha invece apprezzato l'intervento del sindaco. «Ha detto le cose che diciamo da sempre. Condivido molto il discorso della pazienza nella vita amministrativa. Non bisogna farsi prendere dalla fretta solo per fare vedere qualcosa. Per questo mi sta bene, al di là dei paragoni con De Gasperi, quanto ha scritto il direttore Brambilla nel suo editoriale in cui evidenzia che “spesso la politica troppo spesso cerca il risultato immediato perché è schiava del consenso e non costruisce per il futuro”. La nostra amministrazione ha avuto il coraggio di fare scelte impopolari, fatte però nella convinzione che avrebbero portato frutti in futuro: abbiamo fatto tre anni di semina, sapendo che avremmo raccolto tempo dopo». «Pizzarotti - ha aggiunto - ha detto che è il primo primo anno che non sente critiche. E' un bel risultato per persone che non sono avvezze alla politica. Si parla di rilancio della città e messa in ordine i conti. E se la minoranza insiste nel negare l'evidenza, cioè la messa in sicurezza dei conti, sfocia nel ridicolo. Anche perché sono risultati messi neri su bianco dal collegio dei revisori, che è un organo tecnico imparziale».

«Noi pronti a dire: bravo»

Enzo Petrolini, melomane e presidente del Club dei 27, riconosce che i fondi nazionali per il Festival Verdi sono necessari. «Spero che il disegno di legge dei parlamentari parmigiani vada a buon fine. Mi rassicurano le dichiarazioni del ministro. Lo dico al di là delle appartenenze politiche: a me interessa che ”vinca” Parma».

Poi si sofferma sulle parole del sindaco: «Rispetto agli ultimi 15 anni non si può dire che adesso al Regio si facciano grandi spettacoli. Non ricordo tutti i fischi di cui parla. Ci sono state alcune recite sfortunate o le scenografie altrettanto sfortunate del Verdi festival 2001. Ma non mi tornano alla mente boiate nei tempi passati. Forse negli ultimi anni si. Dobbiamo ricordarci come era il Teatro nel '97 e quanto di bene è stato fatto. Quest'anno abbiamo avuto un Verdi festival veramente povero. Non si dica: “abbiamo fatto tanto” piuttosto “non ci sono soldi per fare di più”. Ma anche Fontana aveva un milione di euro e fece un buon Festiva, con buoni interpreti e nessuno fischiò. Quelle del sindaco mi sembrano considerazioni gratuite. Vuole fare? Faccia. Noi siamo pronti a dire: “bravo”. Ma l'amministrazione deve fare, non polemizzare di continuo». P.M.A.

«Serve una grande progettualità»

Paolo Scarpa, presidente del circolo Il Borgo fa una considerazione di principio: «La città ha bisogno di una grande progettualità. Purtroppo ne ho vista poca finora. E non solo in epoca pizzarottiana. Parma proviene da una crisi profonda. Fra il centrodestra smembrato e il centrosinistra incapace di fare una proposta credibile, è nata la giunta Pizzarotti, che io vedo come una fase di passaggio, per cancellare il passato. Il nuovo sindaco ha trovato una situazione terribile, ma mi ricorda molto Pietro Vignali nella misura in cui mostra una grande ansia della comunicazione a tutti i costi; con l'immagine prima della sostanza, una cosa che purtroppo contraddistingue in senso negativo la città. Parma ha grandi potenzialità, ma non riesce ad essere comunità. Ci sono personalismi e narcisismi che la bloccano. Invece c'è bisogno di ripartire. Se Parma dovesse sedersi, sarebbe la fine. Per uscire dalla crisi bisogna mettere insieme le parti migliori della città: ora c'è un vuoto assoluto di idee e di progettualità. Ci vuole chi mette le idee e chi le porta avanti, vincendo personalismi e narcisismi. Parma soffre soprattutto dal punto di vista culturale, che non vuol dire pochi fondi per gli spettacoli. Serve una visione culturale della città. Parma può ripartire solo se investe sulla cultura». P.M.A.

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  • paolo

    02 Gennaio @ 18.05

    quindi per risanare il bilancio bastavano tre mesi ? una sciocchezza di fatto. invece forse il risanamento passa attraverso una riduzione di disponibilità per il futuro e questo ha certamente intaccato la possibilità di investire in tutto. Forse è vero che sistemati i conti si potrà fare di più , staremo a vedere. Di certo leggendo le repliche di politici e intellettuali di idee non se ne vedono, ma forse non voglio dare suggerimenti al sindaco. E allora si critica a ruota libera e posso anche io dare il mio contributo di quello che si dovrebbe fare: investire in cultura (chi potremmo darmi torto); puntare sui giovani ( e vorrei vedere); trasporto pubblico gratis per tutti per lasciare a casa l'auto e non inquinare ( ma qualcuno pagherà) ; infrastrutture per auto elettriche comprate dal comune da noleggiare (ci vogliono i soldi però) ; ecc. ecc.

    Rispondi

  • Gigi

    02 Gennaio @ 15.43

    Ora che abbiamo letto i commenti di Lavagetto a cui ricordo che Pizzarotti piaccia o no è stato eletto dai cittadini, invece i compagni democratici? si sono messi al governo × ben 3 volte da soli continuando a fare danni non a una città, ma a una nazione e Lavagetto che ha rialzato la testa dopo averci affossato di debiti la città siamo a posto? A no, ci sono i fenomeni dell'UDC, PDCI, altra politica e altri che con 4 voti non faranno più un ..... per tutta la vita. Pizzarotti, a te' fat anca trop!!!....almeno tu ci costi poco....

    Rispondi

  • sabcarrera

    02 Gennaio @ 15.10

    Alzi la mano quello che ha fatto il ponte Nord, il ponte sulla tangenziale sul Parma, quartiere spip, tetto in Ghiaia ....... Spiegateli

    Rispondi

  • Parma

    02 Gennaio @ 12.08

    Vedo l'ologramma del Sindaco di Parma: è forse capitan Pizzaballa?

    Rispondi

  • Biffo

    02 Gennaio @ 11.47

    Mia nonna milanese diceva: La Süperbia la partiss a cavàl, e la turna indrè a pè!"

    Rispondi

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