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Via Imbriani

Rissa tra bande, serata di paura

Rissa tra bande, serata di paura
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Via Imbriani: scontro a colpi di mazze e bottiglie rotte. Il racconto dei testimoni

 

 

Giovanna Melli

Pugni e calci non sono bastati. Per massacrarsi di botte in uno degli angoli più «spinosi» dell'Oltretorrente, hanno sfoderato mazze da baseball e catene. Più che una rissa (quelle sono all'ordine del giorno), è stata quasi una battaglia, quella che si è scatenata ieri pomeriggio tra due gruppi l'un contro l'altro armati. Da una parte giovani dalla pelle color olivastro, di chiara provenienza nordafricana. Dall'altra, immigrati slavi. Gente che ogni giorno sembra non aver altro da fare che presidiare via Imbriani, tra borgo Parente e borgo Fiore. Ragazzi o poco più di solito impegnati a bere dal mattino alla sera. Annegato sotto quel fiume di birra, forse il motivo vero di tanta violenza nemmeno loro lo ricordavano. Ma di certo l'alcol avrà avuto il proprio peso nello scaldare gli animi. Comunque, visto come i gruppi si sono organizzati per farsi davvero male, viene da pensare che non si sia trattato di qualcosa nato per caso. Ci sono stati anche feriti: lo testimonia il sangue sparso a terra. Ma nessuno si è presentato al pronto soccorso, per chiedere di essere medicato.

La rissa è scoppiata in una strada tutt'altro che deserta. Erano da poco trascorse le 18,40: la via era ancora piena di gente che stava rientrando in casa, magari impegnata a svolgere le ultime commissioni o che, semplicemente, si stava concedendo una pausa per un aperitivo in un bar. Luogo e momento sbagliati, per chi fosse in cerca di tranquillità. All’improvviso, la gente ha cominciato a sentire delle grida e i rumori dei bidoni per la raccolta differenziata scaraventati sui marciapiedi o sulle auto in sosta.

«Abbiamo capito subito che non era la solita scazzottata - racconta un commerciante -. Il rumore dei bidoni buttati a terra ha segnalato il via all’inizio della rissa». Intanto, alcuni passanti, paralizzati dalla paura, quasi in modo automatico, hanno cominciato a filmare con il cellulare e a scattare foto. Altri, il telefono, lo hanno usato alla maniera antica: e cioè per chiamare le forze dell’ordine. I centralini del 112 e del 113 in pochi istanti sono stati subissati di chiamate.

Intanto, due gruppi, di una decina di persone in tutto, si stavano fronteggiando in mezzo alla strada: armati di mazze da baseball, bottiglie di vetro e catene, tutti con il cappuccio e i berretti calati in testa. Dalle urla si capiva la loro provenienza: Europa dell'est e Nordafrica. Secondo un cittadino, per come la rissa si è scatenata, si sarebbe trattato di una resa dei conti. «Si sono incontrati a metà della via - racconta il testimone - come se si fossero dati “appuntamento”, sono arrivati tutti all’improvviso e dopo dieci, interminabili, minuti circa di rissa sono scappati via, chi in sella alla bicicletta e chi a piedi».

«Abbiamo sentito urla, abbiamo visto che si sono picchiati con pugni, schiaffi e calci, ma anche con catene per motorini, mazze da baseball. Li abbiamo visti lanciarsi addosso i bidoni della raccolta differenziata di chi aveva già esposto. Sono stati veramente minuti terrificanti, sembrava di essere nel Bronx» queste sono le parole di chi ha visto la scena. Altri, gli occhi ancora pieni di terrore, si limitavano a ripetere: «Non ne possiamo più».

Sul posto sono intervenute due pattuglie della Squadra volante e due della Polizia municipale, ma nel frattempo i contendenti se l'erano data a gambe. Alcuni dopo aver lasciato vistose chiazze di sangue a terra. «Non è stata la solita rissa - conclude la gente in coro -. Si è capito subito che non era come quelle alle quali siamo ormai purtroppo abituati. E’ inconcepibile che possano accadere cose di questo tipo nel pieno centro di una città considerata civile, per di più in un orario nel quale la strada è tutt'altro che deserta».

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  • BETTA

    09 Gennaio @ 16.28

    Continuiamo pure a fare entrare cani e porci in Italia e, soprattutto, continuamo anche a tenerli tutti. Tutte 'risorse' per il nostro Paese.....

    Rispondi

  • Elisa

    06 Gennaio @ 07.36

    Perché scrivere serata di paura se la rissa é durata dieci minuti? Trovo che la gazzetta come questo articolo intimino alla paura, alimentino il senso di insicurezza nei cittadini.

    Rispondi

    • 06 Gennaio @ 08.42

      perché - raccontano i testimoni - la paura non è volata via allo scoccare del decimo minuti, ma sono rimasti dentro lo choc e l'angoscia. E' la Gazzetta che "intima" alla paura?

      Rispondi

  • positivo

    05 Gennaio @ 23.00

    dobbiamo ringraziare il nostro sindaco parmigiano che per dare le multe hai cittadini si è attrezzato bene ma per difendere il cittadino da questa feccia umana non fa niente prima o poi lo ringrazieremo se scoppia una guerra civile

    Rispondi

  • Vercingetorige

    05 Gennaio @ 20.36

    SECONDO I TRATTATI DI SCHENGEN E DI DUBLINO , gli extracomunitari che arrivano in Europa devono essere identificati , anche attraverso il rilevamento delle impronte digitali , nel primo Paese dell' Unione in cui entrano. Se cercano di andare in un altro Paese senza averne titolo , possono essere rinviati al Paese UE che per primo li ha identificati. Soltanto una piccola parte dei clandestini che arrivano in Italia vengono identificati con le impronte digitali . Gran parte di loro vuole raggiungere i Paradisi della loro fantasia , come Germania , Svezia , Inghilterra , senza correre il rischio di essere rimandata qui. Le altre Nazioni europee ci accusano di farlo apposta , per non consentir loro di mandarceli indietro . Noi abbiamo risposto che non preleviamo le impronte perché non vogliono darcele ( ! ) . Il CARA di Bari è sorvegliato dall' Esercito , ma fonti giornalistiche dicono che tutti entrano ed escono come vogliono. In queste ore è in corso a Lampedusa una manifestazione di protesta di circa duecento immigranti clandestini eritrei contro la richiesta di lasciare le impronte.

    Rispondi

    • stefano

      06 Gennaio @ 13.22

      Quando Berlusconi ha proposto l'identificazione mezza Italia è insorta dandogli del razzista. Direi mezza Italia di dementi considerata la situazione attuale.

      Rispondi

      • gianlucapasini

        06 Gennaio @ 19.51

        E' vero: quando si propose di prendere le impronte agli estra arrivati, la sinistra gridò al razzismo. Poi ci metti i giudici..buoni, quelli!

        Rispondi

        • BETTA

          10 Gennaio @ 11.25

          In fin dei conti, Parma e l'Italia hanno quello che si meritano.....il troppo (falso) 'buonismo' stroppia. In Italia, una persona viene additata come razzista o fascista alla velocità della luce. Se una tale 'celerità' venisse utilizzata anche per risolvere i problemi (ma quelli seri), forse in Italia le cose inizierebbero davvero a funzionare. Peccato che, nel nostro Paese, i problemi seri sono spiare Berlusconi per vedere cosa fà in casa sua.

          Rispondi

  • Vercingetorige

    05 Gennaio @ 20.30

    SECONDO I TRATTATI DI SCHENGEN E DI DUBLINO , gli extracomunitari che arrivano in Europa devono essere identificati , anche attraverso il rilevamento delle impronte digitali , nel primo Paese dell' Unione in cui entrano. Se cercano di andare in un altro Paese senza averne titolo , possono essere rinviati al Paese UE che per primo li ha identificati. Soltanto una piccola parte dei clandestini che arrivano in Italia sono identificati con le impronte digitali . Gran parte di loro vuole raggiungere i Paradisi della loro fantasia , come Germania , Svezia , Inghilterra , senza correre il rischio di essere rimandata qui. Le altre Nazioni europee ci accusano di farlo apposta , per non consentir loro di mandarceli indietro . Noi abbiamo risposto che non preleviamo le impronte perché non vogliono darcele ( ! ) . Il CARA di Bari è sorvegliato dall' Esercito , ma i giornalisti dell' "Espresso" dicono che tutti entrano ed escono come vogliono. In

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