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Ti-Bre, a marzo al via il cantiere

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È iniziato il conto alla rovescia per l'avvio del cantiere del primo lotto della Ti-Bre autostradale, quello fra Fontevivo e Trecasali. È atteso a giorni l'ultimo via libera dal ministero dell'Ambiente, dopodiché a marzo le ruspe dovrebbero entrare in azione.

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  • Enrico

    26 Febbraio @ 18.18

    Come Vercingetorige, anch'io sono un fan di Nicola Martini! Poco da aggiungere alla sua analisi, se non il rammarico che tante buone idee (e anche meno buone, come quelle di Vercingetorige...) trovino occasione di confronto solo in questi spazi di commenti ad articoli che annunciano una decisione già presa. Una decisione che non ha mai trovato un momento reale di dibattito quando serviva e cioè tra il 2003 ed il 2010, quando furono approvati il progetto preliminare e poi quello definitivo. Si è perso molto tempo, ma se ne perderà ancora di più, insieme a tante risorse economiche ed ambientali, se questo cantiere partirà.

    Rispondi

  • Nicola Martini

    25 Gennaio @ 08.14

    Egr. Sig. Vercingetorige, innanzitutto la ringrazio per i complimenti che mi fa, anche se sono perlopiù immeritati. Comprendo la sua posizione ma non mi sento di condividerla. E' vero, alle volte si dovrebbe essere pratici e disillusi per ottenere un qualche risultato apprezzabile. Andando al nocciolo della questione ammetto che il Ti-Bre ferroviario sia un'opera impegnativa su cui però la politica non ha mai veramente puntato, altrimenti sarebbe già attiva da una quindicina d'anni, anziché risultare monca delle tratte più problematiche sotto il profilo ingegneristico (valico in primis). Le Istituzioni per il Ti-Bre hanno preferito in maniera tipicamente italica di optare per finanziamenti, insufficienti, un po' al settore ferroviario e un po' a quello stradale. Non a caso ricordiamo tutti cantieri infiniti sull'A15 tra gli anni '80 e '90 del Sec. scorso, culminati ultimamente con la ricostruzione in altra sede del ponte presso Roccaprebalza, a causa di frane. Se si cantierasse l'autostrada domani, comunque, il corridoio stradale (molto costoso) sarebbe collegato all'A22 fra decenni e non in un paio d'anni. In prospettiva pertanto resta preferibile, anche per i motivi precedentemente citati, dirottare i finanziamenti sul versante ferroviario. Per quanto riguarda i collegamenti a nord di Parma, l'unico tratto raddoppiato è quello dell'interconnessione. Indipendentemente che si scelga il tracciato via Piadena o meno, come capitato per i tratti della Pontremolese, il tracciato andrà per buona parte costruito ex novo, raddoppiato ed elettrificato (come da piani regionali già esistenti quantomeno per le catenarie). Qui si parla di opere prioritarie e non ci si può più permettere il lusso di lasciar fare, in assenza di strategie specifiche. Senza operare con criteri rigorosi non si riesce a perseguire adeguatamente l'interesse pubblico. Il caso AV è sotto gli occhi di tutti. Un asset fondamentale risulta inutilizzabile a molti in Valpadana per scelte errate. In nessun Paese normale con un network AV sviluppato si sarebbero lasciate città di 100/200.000 ab. sulla linea AV senza stazione con la pretesa che ci si serva di una fermata a oltre 35 km di distanza. Grazie a scelte simili l'AV è pesantemente sottoutilizzata e questo è un danno per le nostre Città e per il Paese. Per il Ti-Bre ferroviario vale lo stesso concetto: per una volta si facciano le cose con criterio e non si continui a produrre inquinanti in una regione che è già al suo limite. Cordialmente.

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  • Vercingetorige

    24 Gennaio @ 12.01

    IO HO UNA GRANDE AMMIRAZIONE PER NICOLA MARTINI , che scrive di rado , ma con una prosa impeccabile e con un rigore logico disarmante. Mi ricorda Augusto Guerriero , indimenticabile Editorialista di "Epoca" col "nick name" di "Ricciardetto" ( e , chi ha orecchie per intendere , intenda......). Devo dire che la sua appassionata perorazione a favore del collegamento ferroviario Tirreno - Brennero , in luogo di quello autostradale , mi sembra una strategia , a lungo termine , condivisibile , ma , allo stato attuale delle cose , non realistica. Il raddoppio della Pontremolese andrà alle Calende Greche , e , comunque , è una linea che risale a più di 120 anni fa, con pezze e rattoppi . Il tracciato è quello che è , la massicciata è quella che è , in parte su terreno franoso. Non è solo questione di raddoppio dei binari . E' una linea che andrebbe rifatta da capo. Poi , una volta che fosse arrivata a Parma , come proseguirebbe per Verona ? Sulla linea di Piadena ? Su quella di Suzzara ? Sono ferrovie da Far West per i cow boys ! Binario unico , non elettrificato , con un tracciato che segue i confini dei poderi agricoli ! Io mi diverto un mondo quando viaggio su quelle linee ( i pendolari meno.....) . Mi sembra di essere nel Paese delle Bambole ! In un contesto di questo genere non mi meraviglia che gli ambienti economici , industriali , commerciali di Parma ( e non solo) spingano a favore dell' autostrada.

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  • Uccio

    23 Gennaio @ 18.11

    Cara Gazzetta, diffamazione a chi? A voi non credo perché ho detto solo la verità e cioè che in alcune occasioni (poche a dire il vero), non mi avete pubblicato. Diffamazione ad altre città e relativi sindaci? Non credo perché io ho solo copiato e incollato notizie di altri giornali e che, anche la Gazzetta, come ha detto giustamente lei, aveva già pubblicato. Diffamazione a Michelotto? Non credo perché se qui c'è qualcuno da querelare, questo è proprio lui; io mi limito a palleggiargli indietro alcune sue affermazioni non solo veramente opinabili ma al limite della querela; come ho gia detto in altra occasione, se fossi il sindaco lo avrei già querelato...non per niente io lo chiamo Michelotto come lui chiama il sindaco, pizzarotto o pizzanulla. Io non critico i pensieri diversi dai miei ma le persone non rispettose delle altre persone e che usano termini offensivi. Pur essendo a volte stupito che la Gazzetta pubblichi alcune lettere di Michelotto, verrò a conoscerla personalmente.

    Rispondi

    • 23 Gennaio @ 18.35

      REDAZIONE GAZZETTADIPARMA.IT - Mi sembrava fosse chiaro, ma ribadisco: qui di "censura" ce n'è assai poca. Se un commento finisce nel cestino è perchè non rispetta la legge o insulta o usa termini volgari o non risponde ad altre regole di correttezza che seguiamo dal 5-5-2008. Se non è così, un commento viene regolarmente pubblicato, così come è accaduto dal 5-5-2008 per decine di migliaia di vostri (corretti) interventi. Quindi l'utilizzo della parola censura è ridicolo, e se ci viene fatto da un anonimo è ancora più ridicolo.

      Rispondi

  • Uccio

    23 Gennaio @ 14.11

    Michel otto ti copio e incollo da altri giornali quello che fanno i compagni di merende e tuoi pupilli in altre città (se la Gazzetta non mi censura come, a volte, fa; nel qual caso la farò pubblicare sui social e citerò anche te, Michel otto). REGGIO EMILIA Il sindaco di Reggio Emilia Luca Vecchi vive in una casa acquistata da uno degli arrestati dell'operazione Aemilia e ora imputato. La compravendita è stata fatta dalla moglie Maria Sergio, ex dirigente del servizio pianificazione e qualità urbana del Comune di Reggio dal 2004 al settembre 2014 e attuale dirigente del settore pianificazione territoriale e trasformazioni edilizie del Comune di Modena, con atto notarile del 17 maggio 2012. CASO BRESCELLO - Coffrini si dimette L'immobile è stato acquistato dall'aziends M&F General Service srl, con amministratore unico e legale rappresentante al momento della compravendita Francesco Macrì, nato a Crotone 44 anni fa. È la stessa persona che all'alba del 28 gennaio 2015 è finito nel blitz dell'operazione Aemilia: arresti domiciliari per concorso in reimpiego di beni illeciti in attività lecite con l'aggravante di aver favorito l'associazione mafiosa Grande Aracri.

    Rispondi

    • 23 Gennaio @ 16.53

      REDAZIONE GAZZETTADIPARMA.IT - Solo un paio di cosette, che all'anonimo e saputello lettore meritano di essere sottolineate. 1) La Gazzetta non "censura": se è finito nel cestino qualche suo commento, o non rispettava la legge (es. diffamazione) o non rispettava le regole. 2) La notizia che lei fornisce è stata pubblicata sul sito circa mezzora prima del suo commento 3) Il giorno che vuole venire a impartirci lezioni, inizi ad avere il coraggio di firmarsi con nome e cognome, altrimenti si limiti a parlare di sè e non di chi fa il proprio lavoro senza bisogno che lei venga ad insegnarlo

      Rispondi

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