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Anziana a tu per tu con i ladri: salva con il telesoccorso

Anziana a tu per tu con i ladri: salva con il telsoccorso
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Aggredita e terrorizzata da tre banditi che erano entrati in casa sua. È la brutta avventura capitata a una donna di 86 anni, da cui i malviventi hanno cercato di ottenere la combinazione della cassaforte, senza riuscirci. Alla fine l'anziana si è salvata premendo il pulsante del telesoccorso.

Francesco Bandini

Una strada di periferia appartata e silenziosa, un’anziana sola in casa, tre individui che entrano nell’appartamento e la aggrediscono, la donna che pur terrorizzata ha il coraggio di reagire e azionare il telesoccorso, i delinquenti che fuggono. Ancora una brutta storia di anziani vittime predestinate di delinquenti senza scrupoli: una storia che aveva tutti i presupposti per finire molto peggio di come invece, fortunatamente, si è conclusa, grazie al provvidenziale pulsante di un combinatore telefonico, che la donna è riuscita a premere, facendo così scattare i soccorsi e mettendo in fuga i rapinatori.

Teatro di questa scena allucinante, un appartamento al pian terreno di un condominio in via Battaglia di Fornovo, una strada senza uscita all’inizio di via Cremonese, alla Crocetta. Erano circa le 18.30 di sabato e la donna, un’anziana di 86 anni, era in soggiorno davanti alla televisione, quando ha sentito rumori sospetti provenire dalla camera da letto. Ma prima ancora che potesse andare a verificare di persona di cosa si trattasse, ha visto sbucare dalla porta tre giovani. Si trattava dei ladri che, poco prima, erano entrati in camera attraverso una finestra (forse lasciata aperta, visto che non sono stati trovati segni di effrazione). Lì i malviventi avevano frugato ovunque, ma senza trovare nulla di loro interesse. Però avevano notato la presenza di una cassaforte a muro, ovviamente chiusa. E così, per farsela aprire, hanno pensato bene di rivolgersi direttamente all’anziana padrona di casa, che stava guardando la tv nella stanza accanto.

Quando la donna se li è trovati di fronte, ha iniziato a gridare, spaventata a morte, ma quelli per tutta risposta le hanno ordinato – parlando con un marcato accento dell’est europeo – di rivelare la combinazione della cassaforte. Di fronte alle sue resistenze, l’hanno afferrata per un braccio e, strattonandola, l’hanno obbligata a seguirli in camera: una volta nella stanza, l’hanno fatta mettere in ginocchio sul letto, continuando a ordinarle di dire loro la combinazione. Ma lei, sebbene terrorizzata, ha continuato a rifiutarsi, cercando invece di chiedere aiuto. E mentre uno cercava di tapparle la bocca con una mano per impedirle di gridare, gli altri continuavano a frugare in giro.

Finché l’uomo che la teneva bloccata sul letto ha lasciato un momento la presa: è stato a quel punto che l’anziana, approfittando di un momento di distrazione del malvivente, si è ricordata che sul comodino, proprio lì a pochi centimetri da lei, c’era un combinatore telefonico, uno di quegli apparecchi che in caso di emergenza permettono, semplicemente premendo un pulsante, di far partire una serie di chiamate o sms a un gruppo di numeri telefonici di parenti e amici. È stato proprio quello che ha fatto la donna: appena ne ha avuto la possibilità, ha allungato una mano e ha premuto il pulsante. I tre malviventi se ne sono accorti subito e hanno capito che non era il caso di insistere oltre: in pochi istanti sono balzati fuori dalla finestra attraverso la quale erano entrati e si sono dileguati nell’oscurità, portandosi via solo una collana di perle e oro, unico oggetto di valore che erano riusciti ad arraffare frugando nei cassetti. Pochi minuti dopo, sul posto è arrivato il figlio della donna, che ha subito chiamato la polizia.

PARLA LA VITTIMA: «A UNO HO MORSO UNA MANO»

Le drammatiche sequenze del giorno prima le racconta dalla finestra: non si fida più a lasciar entrare qualcuno in casa. Ma quel grosso ematoma su un braccio non ha paura a mostrarlo. E spiega anche come se l'è procurato: «Mi stringevano forte il braccio e mi scuotevano per farmi dire la combinazione della cassaforte. Ma io non gliel'ho detta. No che non gliel'ho detta...». C'è ancora il terrore negli occhi dell'anziana vittima dei tre balordi che il giorno prima sono entrati in casa sua; ma c'è anche la determinazione di una donna che, a dispetto dell'età, conserva ancora una bella dose di coraggio e sangue freddo, quanto basta per tenere testa – sia pur nel comprensibile spavento – a una banda di tre malviventi disposti a tutto.

«Mentre gridavo, inginocchiata sul letto – racconta –, uno di loro cercava di tapparmi la bocca con una mano, ma io gliel'ho morsicata». Niente male per un'86enne. La violenza degli aggressori nei suoi confronti non è stata solo fisica, ma anche psicologica. Nella speranza di farli desistere, la donna ha provato a dire loro che di lì a poco sarebbe arrivato suo figlio. «Sa cosa mi hanno risposto? “Così ammazziamo anche lui”». Ma nonostante quella crudele minaccia, lei non ha ceduto. Alle insistenti richieste di rivelare la combinazione, ha risposto dicendo che non la ricordava e che dentro la cassaforte non c'era niente di valore. Finché si è ricordata dell'apparecchio del telesoccorso sul comodino, prezioso in casi di emergenza: «Mentre ero lì sul letto, quando si sono distratti un attimo, sono riuscita a schiacciare il bottone».

Ed è stata la sua salvezza, perché non si sa quanto a lungo quei delinquenti avrebbero insistito per ottenere ciò che volevano e, soprattutto, nessuno può dire in che modo l'avrebbero fatto. Una cosa è sicura: l'86enne, per quanto coraggiosa, è rimasta traumatizzata, nel fisico e nell'animo. «Questa notte non ho chiuso occhio per lo spavento. È stato bruttissimo. Qualcosa che non auguro a nessuno».f.ban.

IL COMMENTO - BASTARDI

Francesco Bandini

«Maledetti». Così qualche settimana fa Filiberto Molossi intitolava il proprio corsivo dedicato a quei disgustosi personaggi che telefonano o si presentano a casa delle persone anziane e, spacciandosi per qualcun altro, cercano di estorcere loro del denaro. Ma se quelli sono, giustamente, dei maledetti, come definire i tre delinquenti che l'altro giorno sono entrati in una casa per svaligiarla e, trovandovi dentro un'anziana, non si sono fatti scrupolo di terrorizzarla e aggredirla? Io una parola appropriata ce l'avrei: bastardi.

Questi criminali, che campano violando la pace e la proprietà altrui, per entrare in una casa non chiedono il permesso: loro, a differenza degli altri «maledetti», non lo fanno con l'inganno, ma con la violenza. E sono talmente vigliacchi che se si trovano faccia a faccia con un padrone di casa uomo, giovane e robusto, fuggono come conigli, ma se trovano degli anziani, si prendono ogni libertà: c'è chi li sbeffeggia, ma anche chi li picchia. Per costoro la giustizia non dovrebbe avere alcuna pietà.

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  • ombretta

    25 Gennaio @ 22.59

    Hai ragione federicot sei veramente peso come il piombo e sempre bastian contrario, una persona in casa sua può tenere in cassaforte anche un anello non costoso ma di grande valore affettivo come potrebbe essere il ricordo di un figlio o di un marito, di una sorella...ma tu da che parte stai? Sei per la legalità? Perché io non vado a rubare nelle case degli altri ma gradirei che nessuno di questi delinquenti venisse nella mia anche se non c'è niente. Fai una cosa, se li giustifichi tanto fagli visitare la tua di case!!!

    Rispondi

  • Vercingetorige

    25 Gennaio @ 18.36

    PERO' IL PULSANTINO DEL TELESOCCORSO VA TENUTO AL COLLO, GIORNO E NOTTE , non sul comodino , né , tanto meno , nel comodino o nel comò ! Ci sono stati casi di persone che , colte da gravi malori , non hanno attivato l' apparato , perché non sono riuscite a raggiungerlo.

    Rispondi

  • jeffroy

    25 Gennaio @ 17.31

    ed eccoli.. spavaldi criminali dell'est. ma stiamo ben attenti a quello che diciamo, cioè alla verità scomoda per tanti sinistri europeisti invasati di accoglienza e tolleranza.. potremmo risultare razzisti.

    Rispondi

    • marirhugo

      25 Gennaio @ 22.11

      dicci la verita' ciccio e se la gazzetta avesse,per sbaglio scritto " marcato accento di felegara, tu scrivevi " criminali di felegara"

      Rispondi

      • Michele E

        26 Gennaio @ 09.31

        Se esistesse l'accento di Felegara, oppure se i criminali di Felegara fossero noti alle cronache per la particolare spietatezza, forse sì. In caso contrario hai detto l'ennesima mamirugata!

        Rispondi

      • Bastet

        26 Gennaio @ 09.29

        non è ammissibile e nemmeno normale paragonare i criminali italiani e stranieri in italia! ...oltretutto sono di + quelli stranieri! è tutto dire! Direttore faccia qualcosa!!!

        Rispondi

        • 26 Gennaio @ 09.39

          REDAZIONE GAZZETTADIPARMA.IT - Non sono il direttore, ma intanto tolgo gli insulti

          Rispondi

  • bichouk

    25 Gennaio @ 16.35

    Proprio perché se non l'avesse avuta e se avesse tenuto le sue cose più care nel cassetto gliele avrebbero già rubate? Ma si sa ormai quando c'è un furto la colpa è del derubato perché "troppo ricco". Il bolscevismo da 4 soldi di quelli come federicot è ripugnante. Forse non sa quali sacrifici hanno fatto i nostri anziani per mettere da parte due soldi e farsi la casa dopo la guerra. Onestà e privazioni ..e ora tutto deve andare in mano a nullafacenti che spenderanno Buona parte del mal tolto in alcol e tabacco?

    Rispondi

    • Vercingetorige

      25 Gennaio @ 18.31

      E marijuana libera..................

      Rispondi

  • federicot

    25 Gennaio @ 14.18

    federicot

    io sarò anche peso come il tuono, vivo su Urano, sono un estremista della sobrietà e chi più ne ha più ne metta: posso sapere cosa ci fa una cassaforte a casa di una 86enne? Ditemi di tutto , tutto quello che volete, mna non trovo alcuna motivazione logica perchè una a 86 anni tenga una cassaforte in casa.

    Rispondi

    • Bastet

      26 Gennaio @ 09.26

      per tenere i gioielli di famiglia????...valute e preziosi vari?...o semplicemente un anellino da 40 euro neanche,,,,ma regalatole dal defunto marito?da un nipotino? tutte cose per cui qualche risorsa ammazza! ma a te,soprattutto che te ne frega?

      Rispondi

    • filippo

      25 Gennaio @ 19.36

      certo, immagino che tu sei uno di quelli che ha dato la colpa alle donne di Colonia per essere state violentate dagli arabi..del resto giravano da sole.....secondo me sei comunista...

      Rispondi

    • jeffroy

      25 Gennaio @ 18.24

      per fortuna che ti commenti da solo e ti si guarda dall'alto...

      Rispondi

    • jeffroy

      25 Gennaio @ 17.28

      se voglio, in casa mia, vivo con un elefante nel lavandino. Chiaro ? tu forse inorridisci per il fatto che qualcuno possa avere qualche risparmio da parte pretenda di proteggerlo.. nulla di strano, chiamasi invidia sociale, nel tuo caso comunista, pari a quella di chi ci ha invaso.

      Rispondi

    • Michele E

      25 Gennaio @ 17.25

      Innanzitutto complimenti e auguri alla signora, che si riprenda presto dallo spavento. federicot invece non sei peso come il tuono, ti definirei diversamente, ma verrei censurato. Ma possibile che trovi sempre da ridire su tutto quello che fanno/hanno/sono/pensano gli altri? Ma tutto quello che fai tu è perfetto e "logico"? Chi sei il dott. Spack dell'astronave Enterprise? No, perchè vivi in una palafitta senza pareti e viaggi scalzo, così non ti fregano né i quadri né le scarpe! Pensi che tre bastardi che entrano col padrone in casa, se non trovano cassaforti o Rolex se ne vanno? In quanti sono stati picchiati e anche uccisi durante una rapina per farsi rivelare dove avessero nascosto i soldi? Magari senza averne? Rispondimi sapientone!

      Rispondi

    • Nàno

      25 Gennaio @ 17.22

      ....ma si' "adessa la gha' colpa la siora"...... dai la'.......

      Rispondi

    • sabcarrera

      25 Gennaio @ 16.45

      E i ladri sapevano che avesse una cassaforte quando sono entrati? Forse i ladri gli hanno detto "Non trovo alcuna motivazione logica perchè una a 86 anni tenga una cassaforte in casa."

      Rispondi

    • Daniela

      25 Gennaio @ 14.47

      ecco, bravo una cosa corretta l'ha detta: è peso come il tuono. Sarà pure libertà della signora tenersi in casa una cassaforte se vuole? senza dover rendere conto a nessuno?

      Rispondi

      • fi_ma

        25 Gennaio @ 18.01

        tu hai 60 anni e passa adesso, metti su la casssaforte, tra venti ti rapinano....ne avrai ottanta e passa. cacchio, è la stessa situazione! o quando ne compi settanta la fai smurare...?

        Rispondi

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