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Parmigiani in trappola

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Raggiri in aumento. Lo dice Federconsumatori: «Le offerte commerciali sono sempre più rischiose». Tutti i consigli per non essere truffati.

AUTO USATE

Attenti al chilometraggio delle automobili usate, anche quando vengono acquistate in una concessionaria, perché può capitare di «inciampare» in qualche venditore scorretto. L’avvertimento arriva da Stefania Ugolotti, consulente Federconsumatori, reduce da un caso che poteva terminare con una denuncia per truffa.

Denuncia mai formalizzata vista la buona volontà dimostrata dal venditore, subito disposto a risolvere la situazione in modo bonario, attraverso la restituzione della somma versata dai compratori.

«Le persone che si sono rivolte all’associazione - spiega la Ugolotti - avevano acquistato un’auto usata da un concessionario. Il contachilometri segnava 50 mila chilometri, ma l’acquirente, mentre puliva il mezzo, scoprì un tagliando fatto alla stessa auto a 153 mila chilometri. In seguito ad un controllo con la casa produttrice è emersa l’esistenza di un altro controllo, eseguito due anni prima dell’acquisto, a 79 mila chilometri. A questo punto avevamo la possibilità di sporgere denuncia per truffa».

«Questo diritto - fa notare la Ugolotti - può essere esercitato dal truffato entro tre mesi dalla scoperta del presunto illecito». Come già anticipato, la denuncia non è stata sporta in quanto il venditore ha restituito l’importo (circa 10 mila euro) già versato dai clienti.

«Ricordo - lancia un ultimo avvertimento - che la garanzia sulle auto nuove è di minimo 24 mesi, mentre per i veicoli con più di dieci anni la garanzia di 12 mesi è stabilita per legge. A volte vengono proposte delle assicurazioni, al posto della garanzia, ma tali assicurazioni coprono solo certi tipi di danni, lasciando sguarnito l’acquirente su una gamma di altre problematiche».P.Dall.

CARTE DI CREDITO

E’ un mondo complesso quello dell’accesso al credito, popolato da sigle e meccanismi complicati che possono penalizzare il consumatore invece di aiutarlo, se lo stesso non presta particolare attenzione alle clausole contrattuali.

«Le carte di credito revolving possono avere un tasso soglia, per il trimestre in corso, del 24,44 per cento per classi di importo fino a 5mila euro», avverte Marcello Spaggiari di Federconsumatori, prima di tradurre il significato di questa percentuale per le tasche del possessore della revolving.

«Possono risultare spese particolarmente elevate, quindi è consigliabile un uso parsimonioso della carta», dichiara. Le revolving funzionano così: il titolare ha a disposizione una somma per le spese, che viene ricostituita attraverso il pagamento di rate. Un opuscolo prodotto da Adoc, Adusbef, Asso-Consum, Federconsumatori e Movimento consumatori spiega: «I tassi di interesse sui prestiti concessi con le carte di credito revolving sono generalmente più alti rispetto alle altre forme di credito ai consumatori».

Serve cautela anche quando si parla della cessione del quinto dello stipendio, che richiede la presentazione di polizza per il rischio di vita e per il rischio di impiego. «Il costo di tali polizze spesso è a carico del consumatore», si legge nell’opuscolo, «per questo motivo è necessario accertarsi che il costo effettivo del finanziamento (Taeg) che ingloba questi costi non sia troppo elevato».

Infine, il caso delle polizze vita: prima di sottoscriverle è consigliabile presentare dichiarazione medica circa il proprio stato di salute, perché alcune assicurazioni, in caso di prematura scomparsa del cliente, si sono rifiutate di pagare l’indennizzo.P.Dall.

OPERATORI TELEFONICI

La realtà dei fatti non conferma le promesse. Capita, con una certa frequenza, nel campo delle offerte telefoniche quando si tratta di siglare un nuovo contratto. E ciò succede tanto ai clienti business (tipo le aziende) quanto ai privati. «Bisogna fare moltissima attenzione, perché ciò che viene proposto dagli agenti raramente corrisponde al vero», avverte Daniela Raeli, consulente di Federconsumatori.

«Ho affrontato un caso in cui al cliente - racconta - veniva promessa una tariffa vantaggiosa su diverse linee telefoniche, più una postazione che funzionava come centralino. Purtroppo l’offerta non è stata applicabile ai numeri in essere, ed il cliente è stato costretto a cambiare tutta la numerazione, con evidenti costi per pubblicizzare i nuovi recapiti, pur di riuscire a far partire il servizio». Raeli mette in guardia su un altro problema: «Gli operatori attivano autonomamente servizi aggiuntivi a pagamento mai richiesti dall’utente». Come mettersi al riparo da questi grattacapi? «Non abbiate fretta - suggerisce - non firmate un contratto prima di aver letto le varie clausole. Prendetevi il tempo necessario».

Esiste poi un’ulteriore insidia. «A volte - spiega - un nuovo operatore chiede all’utente di entrare a far parte della propria clientela a pochi giorni dallo scadere del contratto col vecchio operatore. E’ capitato però che non venisse rispettata la scadenza contrattuale fissata dall’operatore uscente, tanto che il cliente è stato costretto a pagare 259 euro per recesso anticipato. In questo caso consigliamo di fare la migrazione dopo la scadenza del contratto, mai prima».P.Dall.

SOCIAL

Su Facebook gira un quiz che nasconde un abbonamento a servizi incomprensibili e non richiesti. «E’ un quiz simpatico, volto a testare le proprie conoscenze nel campo della moda», premette Silvia Dodi, legale che collabora con Federconsumatori, «peccato che dopo aver risposto a tutte le domande compaia una scritta relativa all’attivazione di un abbonamento per la fornitura di contenuti non ben specificati». «Per scoprire l’oggetto dell’abbonamento ho chiesto alla società di mandarmi le condizioni generali del contratto - prosegue - le quali non erano chiare, con pagine e pagine sulla normativa della privacy. Solo al termine del documento si parlava dell’attivazione di un costo mensile di 5 euro. In seguito ad una mail inviata alla società sono riuscita ad ottenere la restituzione dell’importo».

Anche se la somma è irrisoria, la Dodi difende un principio che tutela i consumatori: «Non puoi propinare un abbonamento solo perché qualcuno è finito incautamente in uno dei tuoi giochi. E’ giusto e corretto far pagare esclusivamente i contenuti effettivamente scaricati da internet». Passando dai «social» ai beni materiali, arriva l’ennesimo avvertimento. «State attenti - dichiara - a quei venditori che si presentano a domicilio e propongono l’acquisto di beni su misura, cioè con dimensioni diverse da quelle standard, in quanto è un modo per aggirare il diritto di recesso». Diritto che non vale quando il consumatore apre la confezione di un bene non più riutilizzabile per motivi igienici (tipo gli apparecchi acustici). «Se il dispositivo non funziona, bisogna ricordarsi di contestare il vizio di conformità». P.Dall.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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  • federicot

    06 Febbraio @ 11.00

    federicot

    ed è giusto così! Non vedo perchè la gente non debba cominciare a scantarsi.

    Rispondi

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