VIGATTO

Abitanti coraggiosi attaccano i ladri con urla e bastoni

Abitanti coraggiosi attaccano i ladri con urla e bastoni
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Ladri in un appartamento a Vigatto attaccati con urla e bastoni dagli abitanti. I malviventi fuggono col bottino ma l'auto è intercettata in via Martinella dalla polizia. Leggi le testimonianze di chi ha affrontato i banditi con coraggio.

Hanno urlato dalle finestre, sono scesi in strada armati di bastoni, hanno chiamato il 113. E' successo a Vigatto, nella serata di lunedì, in via Mutti: gli abitanti di una strada contro i ladri. La banda è riuscita a fuggire su una Ford con il bottino, ma in via Martinella ha incrociato una macchina della polizia. Gli agenti, che avevano ricevuto una generica segnalazione di una vettura grigia si sono insospettiti e li hanno inseguiti. Con il fiato sul collo, i malviventi hanno abbandonato l'auto e sono scappati nei campi. Dietro, gli agenti: ma inutilmente. I tre ladri si sono dileguati nel buio. Dentro alla Ford, i poliziotti hanno trovato attrezzi da scasso e il bottino di altri furti. Nessuna traccia invece del bottino di Vigatto.

Un altro furto nella zona sud est della città. Dopo i colpi dei giorni scorsi a Porporano e al Botteghino, continua l'emergenza. Almeno però i ladri hanno dovuto rinunciare a parte del bottino. L'altra sera, come è raccontato nelle testimonianze riportate sotto, i malviventi hanno preso di mira un'altra villetta dove hanno anche aperto la cassaforte. I vicini però si sono accorti di quanto stava accadendo e hanno allertato il 113. Una pattuglia della volanti è così accorsa verso Vigatto e in via Martinella ha incrociato una Ford grigia che viaggiava in direzione opposta. Era proprio la vettura dei ladri. La pattuglia ha invertito il senso di marcia e inseguito la Ford che dopo qualche centinaio di metri è stata abbandonata dagli occupanti. I tre a bordo sono fuggiti nei campi e i poliziotti hanno perquisito la macchina dove è stato trovato un piccolo tesoro. Il cui valore è ora da comprendere.

Sulla Ford, rubata a Correggio lo scorso dicembre durante un furto in un appartamento, i poliziotti i hanno trovato diversi grossi cacciavite e piedi di porco, guanti di gomme e un flessibile per tagliare il metallo. Ma anche ventotto orologi di gran marca e sedici penne marchiate Aurora e Montblanc. Si tratta, evidentemente, del bottino di qualche furto messo a segno dal terzetto nelle ultime ore e che i ladri in fuga hanno dovuto abbandonare. Mentre i gioielli predati a Vigatto pochi istanti prima non sono stati trovati. Ora sono in corso accertamenti da parte degli investigatori per risalire ai proprietari degli orologi. Tra questi Rolex, Panerai, Vacheron Costantin, Jaeger-LeCoultre: oggetti che, se originali e in buone condizioni, possono valere migliaia di euro ciascuno. «Questa è la riprova di come si possano ottenere risultati importati grazie alla collaborazione dei cittadini - ha commentato il dirigente della squadra mobile - Cosimo Romano. - Grazie alla tempestiva e precisa segnalazione dei testimoni del furto gli agenti hanno potuto agire in maniera efficace recuperando parte del bottino». E dimostrando che talvolta anche i ladri perdono.

r.c.

I vicini in strada: «Delinquenti». «Andate via»

Margherita Portelli

Non è bastata una decina di condomini urlanti alle finestre e sui balconi. I ladri – indifferenti del baccano del vicinato, che nel frattempo aveva allertato le forze dell’ordine – hanno continuato a ripulire l’appartamento senza scomporsi, penetrando la cassaforte e sfruttando fino all’ultimo quella manciata di minuti che – probabilmente sapevano – li separava dall’arrivo degli agenti.

Ore 19.30 di un lunedì qualsiasi, campagna. A Vigatto, paesino di periferia a due passi dalla città, c’è chi guarda la televisione e chi è ai fornelli. I residenti di via Pieretto Mutti, una stradina nel cuore della frazione, si stanno preparando per la cena quando iniziano a sentire dei rumori strani. Sono come dei picchiettii molto forti, continui. Istintivamente molti di loro si portano sul balcone. Uno sguardo, due parole con i dirimpettai ed è subito tutto chiaro: dei malviventi sono in azione nell’appartamento (vuoto, chi abita lì deve ancora rincasare) al secondo piano di una piccola palazzina. I vicini per prima cosa chiamano il 113, poi d’istinto iniziano ad urlare: «Cosa fate?», «Andate via!», «Delinquenti». Ma nulla distrae i ladri dalla loro missione e il picchiettio continua, incessante.

Evidentemente sanno bene che qualche minuto di libertà permetterà loro di concludere quello che hanno iniziato: stanno tentando di aprire la cassaforte. Non si fanno spaventare, i balordi, nemmeno quando uno dei vicini, esasperato dalla loro faccia tosta, con coraggio sale le scale e raggiunge il pianerottolo della casa sotto attacco: inizia a suonare il campanello e a battere i pugni sulla porta, nel tentativo di farli smettere, di spaventarli, di restituire loro parte del terrore che stanno seminando nel palazzo. Niente.

Passa qualche minuto e il rumore cessa: intanto altri vicini sono scesi, posizionandosi nel parchetto a fianco del palazzo, intuendo (a ragione) che di lì a poco i balordi si sarebbero calati dalla grondaia per scappare. È esattamente quello che fanno: tre corpi agili in un attimo scendono come gatti, scivolando dal muro del condominio e muovendosi in fretta nel buio. Sono veloci: i vicini, che nel frattempo si erano «armati» come potevano, una spranga e un bastone, tentano di affrontarli e gli rifilano qualche «mazzata», ma i ladri sgusciano via in un’automobile parcheggiata a pochi passi. Tutto nel giro di una decina di minuti: tutto così concitato e spaventoso da far pensare a un film d’azione. Pochi minuti e il proprietario di casa, avvisato di quello che sta accadendo, fa ritorno: l’appartamento è completamente sottosopra e i ladri sono riusciti anche a impossessarsi del contenuto della cassaforte, i gioielli. Sono andati a colpo sicuro, insomma. Sapevano dove cercare, avevano calcolato il tempo a loro disposizione e probabilmente avevano anche messo in conto le prevedibili complicanze: un intero vicinato che non rimane immobile e muto di fronte a tanta sfacciataggine.

L’auto utilizzata per il colpo, un’utilitaria scura, verrà ritrovata poco dopo in strada Martinella, la via che da Vigatto porta verso la città. Un’altra notte di ordinaria follia a sud delle tangenziali, insomma, quando erano passate poco più di dodici ore dai primi colpi che avevano terrorizzato domenica notte la zona di Porporano e strada Felice da Mareto. Ora la paura, comprensibile, è tanta. E prendere sonno in queste sere sarà più difficile del solito. Le forze dell’ordine hanno assicurato che batteranno a tappeto la zona in queste ore.

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  • filippo

    10 Febbraio @ 13.34

    speriamo che non si svegli il giudice di padova...quella che ha liquidato 325.000 euro alla famiglia di un ladro..questa è l'Italia....

    Rispondi

  • Oberto

    10 Febbraio @ 11.38

    mo son c___i loro, aver maltrattato così delle sublimi risorse, adesso li senti quelli che vanno in pellegrinaggio alle carceri a visitare i detenuti-

    Rispondi

  • RENZ

    10 Febbraio @ 11.01

    R E N Z

    Affrontare i banditi è una cosa da fare coi guanti di velluto ed a PROPRIO RISCHIO. Una sentenza di ieri, ha condannato un derubato che uccise il ladro a risarcire la famiglia con 350.000 Euro di indennizzo. E paghi pure se lo fai cadere e si rompe una gamba. Mentre il parlamento, LEGA compresa, si OCCUPANO della Legge CIRINNA' sui matrimoni gai.

    Rispondi

  • DAVIDE

    10 Febbraio @ 09.10

    E' una vergogna picchiare dei poveri ladri che stanno lavorando e faticando per portare a casa qualche oggettino. In prigione gli autori del misfatto !!!

    Rispondi

  • jeffroy

    10 Febbraio @ 08.43

    BRAVI, BRAVI, BRAVI !!! fate quello che questo stato ladro e lassista non fa. Speriamo che il fenomeno si allarghi ! MA tu guarda cosa tocca fare alla gente che già ha i problemi della vita quotidiana, tra lavoro, tasse, impegni.. vergogna di stato ! e i politici che se la godono a roma

    Rispondi

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