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L'EX CAPO DEI VIGILI

Green money, Jacobazzi rinviato a giudizio

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Dovrà affrontare il processo, Giovanni Maria Jacobazzi. L'ex comandante della polizia municipale, coinvolto nell'inchiesta «Green money», è stato rinviato a giudizio. Vari i reati contestati, tra cui la truffa e la corruzione. Ma incombe il rischio prescrizione.

Corruzione, tentata concussione, peculato d'uso, ma anche abuso d'ufficio e truffa ai danni del Comune. Si presenterà a processo con tutti i capi d'imputazione contestati, Giovanni Maria Jacobazzi, coinvolto nell'inchiesta «Green money». L'ex comandante della polizia municipale è stato rinviato a giudizio, come chiesto dai pm Lucia Russo e Giuseppe Amara: il dibattimento prenderà il via il 16 maggio. Il Comune si è costituito parte civile. Ma alcune imputazioni sono già prescritte. E altre sono a rischio nel prossimo anno, visto che non è detto si riesca ad arrivare a una sentenza definitiva entro il 2017.

Le accuse? Una lunga serie. A partire dalla truffa ai danni del Comune, perché tra il marzo e il dicembre 2010 l'allora capo dei vigili avrebbe dichiarato di essere in servizio a Parma mentre in realtà si trovava a Milano. E l'avrebbe fatto per 107 giorni su 299, oltre il 35%. Ma per gli in inquirenti Jacobazzi sarebbe anche intervenuto il 23 novembre 2010 a favore del Caffè Garibaldi, in Piazza, facendo rientrare in sede i due vigili che quel giorno stavano contestando le violazioni amministrative di occupazione del suolo pubblico e quelle relative alla Cosap: in totale, 2.510 euro di multa. Per quanto riguarda l'accusa di corruzione, Jacobazzi è imputato di aver ricevuto alcune centinaia di euro da Giuseppe Romeo Lupacchini, investigatore privato di Monza, in cambio di alcune informazioni su precedenti e visure camerali relative ai clienti del detective.

C'è poi il capitolo multe. Non quelle che cancellò, su richiesta di amici, politici e uomini delle istituzioni, come dichiarò lui stesso subito dopo essere tornato in libertà, ma sue ammende. Sono dodici i verbali, compresi tra l'ottobre 2008 e il novembre 2009, che Jacobazzi avrebbe annullato personalmente o fatto annullare, ma il reato d'abuso d'ufficio è già prescritto.

Da parte sua, Jacobazzi - arrestato nel giugno 2011 e rimasto per 40 giorni dietro le sbarre - ha sempre respinto le accuse. E ieri l'ha ripetuto in aula, nell'interrogatorio davanti al giudice. Che, prima delle parole dell'ex comandante dei vigili, aveva respinto tutte le eccezioni presentate. In particolare, la difesa aveva chiesto l'inutilizzabilità di alcune intercettazioni e aveva sollevato un problema di incompetenza territoriale per il reato di corruzione.

Ha deciso, invece, di chiudere i suoi conti, Lupacchini, accusato di concorso in corruzione con Jacobazzi. L'investigatore aveva concordato con i pm un patteggiamento a 5 mesi e 10 giorni (pena sospesa). E il giudice ha dato il via libera.

G. Az.

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  • Angelina

    11 Febbraio @ 17.52

    Fatemi capire: se nelle procure l'organico è poco (cosa per Parma non vera visto che l'organico dei magistrati è al completo da anni!) l'imputato deve andarci di mezzo? Si organizzassero! Fino ad oggi, mi sembra, non c'è stato alcun processo. Quindi non ho capito cosa c'entri l'avvocato con la prescrizione. Quello che è chiaro e che la procura di Parma ha aspettato 5 anni prima di chiedere il giudizio di Jacobazzi. Tutto il resto è gossip giornalistico. Anzi, se non sbaglio il pm dal monte aveva pure qualche "piccolo" conflitto d'interessi im questa indagine.

    Rispondi

    • Maurizio

      11 Febbraio @ 21.59

      Procura e tribunale sono sotto organico da anni il contrario di quello che dice lei, poi vogliamo parlare delle grandi indagini che hanno interessato la procura di parma negli ultimi 15 anni? Per quello che possono fanno anche molto senza che lei venga a dire di organizzarsi, poi se lei è avvocato dovrebbe ben sapere che un avvocato ormai per il proprio imputato cerca la prescrizione in casi come questi.

      Rispondi

    • 11 Febbraio @ 18.23

      REDAZIONE - Non si capisce bene a cosa alluda il suo "gossip", quindi diventa difficile risponderle, se una risposta cercava

      Rispondi

  • Maurizio

    10 Febbraio @ 22.09

    SIGNO GIACOBAZZI: Io farei un discorso generale sulla prescrizione non legato al suo caso ma in generale sulla base dell'andamento di tanti processi E' difficile riassumere in poche righe una materia così complessa ma purtroppo occorre dire che in italia più che in altri paesi la complessità aiuta l'imputato (purtroppo però in quasi tutti i processi con assoluzione non gli rende giustizia piena), sappiamo benissimo che nelle procure il lavoro è tanto e gli organici ridotti al minimo (non parlo per sentito dire, ho lavorato da esterno nei tribunali e so quel che dico), l'obiettivo giustamente del difensore è far assolvere il proprio assistito e allora si ricorre a qualsiasi mezzo legale per raggiungere l'obiettivo, si utilizza tutto il tempo a disposizione per effettuare determinate mosse, si sollevano eccezioni spesso assurde col solo scopo di guadagnare tempo, ogni tanto si ricorre a certificati medici di malattia (emblematici quelli della famiglia M........ per i vari processi, malattie smentite dai paparazzi dove si vedevano imputati malati partecipare a serate mondane...), altre volte si cambia avvocato..... risultato alla fine prescrizione....Ripeto io non giudico lei perchè non è stato emesso il verdetto ma giudico altre persone coinvolte nei vari filoni di indagine che hanno patteggiato, bene capirà che per me cittadino comune è veramente avvilente vedere che dei ladri conclamati dove ci sono prove di colpevolezza, abbiano chiuso i conti con la giustizia ma abbiano ripreso la stessa vita di prima, magari lavorando ancora con il pubblico come prima.... In italia a pagare sono sempre e solo i comuni mortali, stia sicuro che se lei sarà colpevole non pagherà nulla e non passerà un solo giorno in carcere (lo scrissi anche al momento del suo arresto, al momento di tutti gli arresti anche precedenti), tornerà a nuova vita e questo non per colpa della piccola procura di parma ma anche grazie alle leggi a favore dei delinquenti e alla bravura dei suoi avvocati. Se lei sarà prosciolto da ogni accusa per non aver commesso il fatto beh, non avrà mai nessun risarcimento morale...

    Rispondi

  • Giovanni Maria Jacobazzi

    10 Febbraio @ 16.19

    Gentile direttore, uso questo spazio nella speranza di fare chiarezza su questa vicenda. Con i Suoi lettori e con qualche Suo collaboratore. Dunque, venni iscritto, a febbraio 2010, nel registro degli indagati della Procura di Parma; reato inizialmente ipotizzato, corruzione (per la cronaca, il fascicolo Green Money è del 2009). Nel luglio 2015 (dopo 5 anni!), come meticolosamente riportato dalla Sua giornalista, mi è stato notificato l'avviso di conclusione indagini. Nel frattempo sono stato arrestato (la mitologica retata di San Giovanni 2011) e rimesso in libertà. Ieri (capita nel 99,9% dei casi) il Gup ha disposto il mio rinvio a giudizio. Quasi impossibile, per motivi facilmente immaginabili, che il giudice dell'udienza preliminare disponga il non luogo a procedere per fatti reato di tale risonanza mediatica. Orbene: i reati che mi contestano si prescrivono in sette anni e mezzo. Quindi, visto che secondo gli inquirenti avrei commesso tali condotte criminose nel biennio 2008-10, l'anno prossimo saranno quasi tutte prescritte. Ricordo che la prescrizione è una norma di diritto sostanziale, non un benefit per l'imputato. Detto ciò, sono certo che verrò assolto al termine del processo che inizierà a maggio. Se la prescrizione dovesse intervenire prima (spero di no in quanto voglio una assoluzione nel merito per queste accuse infamanti), dipenderà solo dal fatto che la Procura in questi anni ha tenuto fermo il fascicolo Green Money. Non credo, infatti, ci sia qualcuno che arrivi a pensare che la responsabilità di ciò sia dell'indagato! Che, in questa fase dell'indagine, non ha potere alcuno, essendo il pubblico ministero dominus assoluto. Se la Procura era certa del quadro probatorio, nel 2011 poteva tranquillamente chiedere per me il giudizio immediato. Il codice lo prevede per i soggetti detenuti e quando la prova è evidente. Oggi saremmo già ad una sentenza definitiva. Cordialmente, Giovanni Maria Jacobazzi

    Rispondi

  • Oberto

    10 Febbraio @ 11.40

    ha ragione, MICHELE, con Pizzarotti non c'è più la bella gestione di una volta.

    Rispondi

  • gigiprimo

    10 Febbraio @ 08.56

    vignolipierluigi@alice.it

    Cioè? anni di investigazioni, calunnie (?), voci e alla fine tutto va in prescrizione! rimangono le voci, le calunnie (forse) e quelle inutili spese per investigare!? e l'imputato che fine ha fatto? come campa? e chi lo ha indagato dov'è e come campa? il paese dei quaquaraquà!

    Rispondi

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