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Ospizio lager: ci sono altri abusi?

Denunciò tutto: "Nonna coraggio" ha 97 anni

Le intercettazioni
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Proseguono le indagini da parte della squadra mobile di Parma per fare definitivamente luce sulla vicenda degli abusi nella casa protetta per anziani Villa Alba di Parma. Ieri sono finite agli arresti domiciliari la titolare della struttura, Maria Teresa Neri di 31 anni, la madre Concetta Elia di 58 anni e la sorella Caterina Neri di 35, tutte e tre impiegate all’interno della casa di riposo.

Durante la trasmissione "Pomeriggio Cinque" s'è parlato della squallida vicenda: è emerso che la signora che ha fatto partire tutte le indagini ha 97 anni. (Leggi)

Questa mattina in Questura è stato ascoltato una ex dipendente della struttura che fino allo scorso mese di novembre aveva lavorato a Villa Alba prima di andarsene dopo l’ennesimo litigio legato ai soprusi commessi ai danni degli anziani. Agli inquirenti ha confermato le violenze continue, come anticipato dalla Gazzetta di Parma. 

«Le botte erano all’ordine del giorno - aveva dichiarato al quotidiano - E per tenere tranquilli gli ospiti, per non doversi preoccupare di loro, erano imbottiti di psicofarmaci. Bastava che si sporcassero durante la notte e venivano maltrattate, era sufficiente che si lamentassero di qualcosa per essere minacciate: finirai al cimitero». Una testimonianza che conferma quanto ascoltato nelle intercettazioni ambientali che riassumono mesi di crudeltà e minacce.
La vicenda di Villa Alba ha riportato al centro del dibattito il tema del controllo su questo tipo di strutture. "Ben venga una collaborazione tra pubblico e privato nell’erogazione dei servizi - scrive ad esempio la Cisl Pensionati - ma delegare non significa certo lasciare mano libera e far finta che nulla succeda o sia successo».
«'Il numero di case famiglia per anziani è più che raddoppiato dal 2007 ad oggi a Parma» sottolinea invece Paolo Bertoletti della Spi-Cgil che denuncia anche «il crescere di una attività assistenziale con scarse norme da seguire». Norme che chiede oggi anche l’assessore al welfare del comune di Parma Laura Rossi che denuncia: «il regolamento in materia approvato in consiglio comunale è bloccato da un ricorso al Tar».

Anche dopo i tre arresti, le indagini degli uomini della Squadra mobile proseguono per verificare se ci sono altri episodi di abusi oltre a quelli documentati dalle intercettazioni e altre persone maltrattate (Guarda il video)

 

Ingiurie

«Una maiala sei, proprio una maiala. Porca miseria, mamma mia, che schifo»

Schiaffi
Nelle intercettazioni si sentono il rumore degli schiaffi e le lamentele degli anziani.

Minacce
«Fai schifo come mangi, non sai nemmeno aprire la bocca. Guarda che ho il coltello in mano e posso tagliarti quando voglio!»

Fanno venire i brividi, ma bisogna leggerle, ascoltarle e diffonderle: sono le frasi che, sulla base delle intercettazioni, vengono attribuite alle persone coinvolte nell'inchiesta sui maltrattamenti. E partono dalle invocazioni di una degente:

Un'anziana
Una degente, costretta a letto, chiede aiuto: «C'è qualcuno per favore che mi venga a liberare, non sono mica una ladra. Venite, per favore, non sono una ladra!»

La morte
«Ti senti morire? E va beh muori dai, qual è il problema?»

118 in ritardo
Tra le accuse, quella di aver ritardato la chiamata al 118 per una paziente che stava male: «Se la mandiamo all'ospedale ci tolgono anche lei. Per questo non la sto mandando in ospedale, almeno fino a quando non ci entra qualcuno».

Solitudine
A un'anziana affezionatissima a sua sorella: «Stai morendo, secondo me. Così vai al cimitero e raggiungi tua sorella. Sì, eh, è morta. E adesso muori anche tu e vai insieme a lei al cimitero». Non era vero, la sorella era viva, nella stanza accanto.

Furti
Una arrestata è accusata di aver rubato materiale sanitario: «Un po' di roba l'ho presa comunque. Ho preso tre o quattro confezioni di guanti».

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  • Berta

    11 Febbraio @ 20.47

    Purtroppo dell'opera di Mario Tommasini non è rimasto NULLA già da troppi anni. Servizi dimezzati o drasticamente ridimensionati ma pagati a peso d'oro , non certo ai loro lavoratori a cottimo che sono quelli che si sporcano sul serio le mani. Un giro di soldi spaventoso... A quando un'inchiesta seria da parte di qualche giornalista?

    Rispondi

    • 12 Febbraio @ 06.55

      REDAZIONE - Un'inchiesta seria è l'opposto di quello che scrive lei: frasi buttate lì dietro un anonimo nickname, tanto che ne ho tolte la metà per evitare querele a lei e a noi. Lei ha ragione, ma inchieste del genere richiedono una struttura votata (Report o Presa diretta seguono un tema per mesi interi), non molto compatibile con le strutture di un giornale di provincia generalista. Ma sicuramente seguiremo il tema con attenzione

      Rispondi

  • Vercingetorige

    11 Febbraio @ 19.05

    FERMO RESTANDO CHE L' INDIGNAZIONE E LA CONDANNA SENZ' ALTRO CI STANNO TUTTE , per lavorare con vecchi e bambini ci vuole un' infinita pazienza .Ne fanno continuamente di tutti i colori. Li lavi , li cambi , li pulisci , ma , dieci minuti dopo , se la fanno addosso . Raccomandi di restare in poltrona e non alzarsi da soli , ché non stanno in piedi , e , dopo due minuti , te li trovi lunghi distesi per terra, sperando che non si siano fatti male. Dormono tutto il giorno , poi girano barcollando e berciando tutta la notte. Chi li assiste deve armarsi di una pazienza infinita , altrimenti succedono certe cose. Letti con le sbarre , calmanti in dosi da cavallo , cinghie di contenzione nel letto , vecchi dementi chiusi a chiave di notte. MA DA DOVE NASCE QUESTA SITUAZIONE ? IL SERVIZIO SANITARIO EX NAZIONALE , ORA REGIONALE , HA DI FATTO ABBANDONATO I VECCHI AMMALATI CRONICI . I posti-letto negli Ospedali continuano a venir falcidiati . In Italia abbiamo 3,7 posti-letto ospedalieri per mille abitanti . Nei Paesi europei più progrediti sono oltre il 5 . Ottenere il ricovero di un "cronico" è un' impresa , e , quando ci si riesce , spesso viene dimesso dopo pochi giorni nelle stesse condizioni in cui era entrato. I parenti non sanno più cosa fare. Non ci sono più le vecchie , grandi case patriarcali ( o matriarcali , se preferite ) di una volta. Oggi si vive in 60 metri quadrati . Un vecchio ammalato non autosufficiente dove lo volete mettere ? Le Case di Riposo pubbliche , gratuite per i più poveri , o con rette calmierate , sono poche , con pochi posti e liste d' attesa di anni , ed allora ecco che spuntano in ogni dove profittatori spregiudicati in cerca di arraffare soldi che improvvisano "Case di Riposo" e "Case Famiglia" dappertutto . Son venute su dovunque come i funghi . Ci sono stati alberghi che han fatto passare i ricoverati per "villeggianti" . Ci sono state "Case di Riposo" in appartamenti di condominio . Dicono di essere pensioni per autosufficienti , ma finiscono spesso per prendere anche non autosufficienti . I parenti , in cambio dei soldi che pagano , pretenderebbero che , questi posti , fossero come famiglie , ma l' amore di una famiglia certamente non lo danno . Le Leggi ci sarebbero , anche relativamente severe , ma chi pon mano ad esse ? FINISCE CHE VOLANO GLI STRACCI , MENTRE POLITICI E "MANAGERS" , all' origine di questa situazione , si defilano dicendo che la struttura non era convenzionata. Io non c' ero , e, se c' ero , dormivo !

    Rispondi

  • paolo

    11 Febbraio @ 18.55

    una citta' ferita ancora una volta,una ferita grave,difficile da rimarginare,penso a mario tommasini,quello che ha fatto per gli anziani vanificato da questa miserabile vicenda.eravamo il fiore all'occhiello per quanto riguarda l'assistenza ai piu' deboli e agli anziani proprio grazie a mario,non sarebbe il caso di rispolverare il progetto esperidi?

    Rispondi

  • Fra

    11 Febbraio @ 17.42

    Grazie per aver reso noti i nomi e cognomi di queste infami! È giusto che tutti sappiano! Altro che privacy.. Hanno rovinato la vita a delle persone deboli ed indifese.. Spero di non vedermele mai davanti, se no altro che insulti ..

    Rispondi

  • baclan

    11 Febbraio @ 14.38

    Non trovo le parole per definire queste piccole, piccole miserabili donne (?): Anche io non so come reagirei trovandomele di fronte.

    Rispondi

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