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Il caso

Urtò una moto 18 anni fa: bidella licenziata

Urtò una moto 18 anni fa: bidella licenziata
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La 60enne aveva firmato un'autocertificazione dove attestava di non avere precedenti penali. Lei: «Non sapevo fosse un reato». Tutti i particolari dell'incredibile vicenda

Chiara Pozzati

Licenziata in tronco per un incidente stradale di quasi vent’anni fa. «Proprio quand’ero riuscita finalmente a passare di ruolo come bidella. Ho un mutuo da pagare, mio marito è in cassa integrazione e non ho idea di come farò. Ho anche pensato di farla finita…».

E’ un appello disperato quello di Carmela Platani, 60 anni, storica bidella parmigiana, la cui carriera è arrivata al capolinea ormai un anno fa. Ha perso il lavoro al Convitto Maria Luigia, lo scorso febbraio, «a causa di un equivoco surreale». Dall’istituto in questione arriva un’unica dichiarazione: «Pur non entrando nel merito della vicenda, per tutela della privacy, chiariamo che all’atto dell’assunzione dichiarare il falso nell’autocertificazione comporta il licenziamento. Così stabilisce la legge».

Insomma, ancora una volta la scure della giustizia - che non di rado grazia colpevoli di ben più gravi reati - si abbatte sulla scuola. Quest’episodio ricorda un po’ quello del professore bergamasco la cui «testa» rotolò per aver fatto pipì in un cespuglio undici anni fa. Ma torniamo a noi. L’«equivoco», così come l’ha definito la diretta interessata, ruota attorno a un incidente che ha visto protagonista la donna nel 1998. «Mi sono fermata alla posta in viale dei Mille - scava nella memoria -. Ero in auto e, facendo manovra per immettermi di nuovo sulla strada, ho urtato una moto che finì a terra. Il motociclista non si fece nulla e di questo mi accertai angosciata per giorni. In compenso mi ritirarono la patente per dieci giorni e mi diedero una multa di trecentomila lire, che pagai regolarmente. Non avevo idea dell’accusa di lesioni colpose che mi ha “macchiata”. Questo è un reato penale, ma che gode del diritto della non menzione sul Casellario giudiziale. In altre parole se richiedo al Tribunale i miei carichi pendenti risulto pulita, se lo fa l’amministrazione pubblica risulto una criminale». E arriva al dunque: «Sull’autocertificazione ho “barrato” di non aver mai avuto condanne penali. Non avendo mai ucciso nessuno ed essendo una persona a modo, mai finita in galera, perché mai avrei dovuto sospettare il contrario?».

Però quell’incidente, fortunatamente non grave, non fu così marginale come pensava Carmela. L’aspetto più curioso è che la 60enne, per tutti gli anni a venire, si «mise in coda» tra bandi pubblici, rifiuti e graduatorie per avere un posto (fisso) da bidella. Problemi? Zero. «Non certo all’istituto comprensivo Fratelli Bandiera, al Romagnosi, alla Fra’ Salimbene o in tutte le altre scuole dove ho prestato servizio». Ironia della sorte i guai sono arrivati «quando sono riuscita a passare di ruolo come personale Ata all’istituto Maria Luigia - dice con amarezza -. Proprio quando iniziavo a pensare di poter far fronte a un mutuo da 900 euro, di non preoccuparmi se mio marito è un operaio edile in cassa integrazione e di mia figlia non trova lavoro». E conclude: «A nulla è valso fare causa: il giudice ritiene che io abbia dichiarato il falso e per questo debba essere punita. Ditemi voi se questa è giustizia?».

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  • Oberto

    12 Febbraio @ 18.15

    perché la sessantenne non si chiamava Albughj Sofhangovic, altrimenti riceveva una promozione.

    Rispondi

  • Massimiliano

    12 Febbraio @ 15.23

    Beh, urtare una moto è diventato reato penale??? Se così fosse, allora saremmo tutti pregiudicati..... Mah....

    Rispondi

  • Francesco

    12 Febbraio @ 12.52

    brundofrancesco@libero.it

    Un terzo dei nostri parlamentari, ha pendenze giuridiche e continuano a ladrare. lo Stato è forte con i deboli e deboli con i forti, ma il vero scandalo sono gli italiani che non ribellano, questa è la vera vergogna !

    Rispondi

  • Maria

    12 Febbraio @ 11.12

    Nemmeno io sapevo che urtare una moto fosse reato e anch'io come la signora avrei firmato un autocertificazione di non avere precedenti penali. Se è stata licenziata per questo credo che abbiano commesso una grande ingiustizia.

    Rispondi

    • Vercingetorige

      12 Febbraio @ 12.25

      MAH ! Se ho ben capito il licenziamento di questa donna non è stato dovuto alla piccola condanna , eventualmente avuta per l' incidente di diciotto anni fa , ma per avere falsamente autocertificato di non avere precedenti penali.

      Rispondi

  • cambogiano

    12 Febbraio @ 11.06

    urtò una moto, ma l'incidente è regolato dal codice civile non da quello penale, lo si evince dal fatto che non ha fatto che non ha condanne pregresse e l'inequivocabile affermazione "non sapevo fosse reato", se fosse stata condannata lo avrebbe saputo. >Trovare questo escamotage per licenziare un'inserviente che a breve andrà in pensionamento mi lascia la sensazione che fosse solo una dei tanti tentativi di mobbing attuati verso la sua persona, vincerà facilmente il ricorso con i sindacati

    Rispondi

    • Gianni Cesari

      12 Febbraio @ 19.11

      giannicesari

      Se nell'incidente ci fu un ferito con una prognosi oltre un certo numero di giorni (nn ricordo il numero esatto, saranno una 40ntina) è possibile che ci sia stata qualche piccola conseguenza penale. A me personalmente, per una mia asinata, era capitata un grana simile (però nel 1987, con le leggi in vigore al momento), ma poichè la controparte non avendo avuto una prognosi cosi lunga, rimase il tutto trattato nel procedimento civile.

      Rispondi

    • Vercingetorige

      12 Febbraio @ 17.20

      NO ! Gli incidenti stradali comportano responsabilità sia civili che penali . Nel caso di questa donna , dev' esserci stata una , pur piccola , condanna penale , perché , le condanne civili , non vengono riportate sul Certificato Penale , quindi non si vede come i controllori avrebbero potuto accorgersi dell' autocertificazione inesatta. Che , poi , licenziarla dopo diciotto anni , sia un' esagerazione , forse strumentale , può essere possibile.

      Rispondi

    • Vercingetorige

      12 Febbraio @ 12.33

      NO ! Un incidente stradale comporta responsabilità sia civili che penali . Nel caso di questa donna suppongo che ci fosse una , sia pur piccola , condanna penale , perché , le condanne civili , non vengono riportate nel Certificato Penale , quindi non vedo come i controllori avrebbero potuto accorgersi dell' omissione autocertificativa. Che , il licenziamento dopo diciott' anni , sia un' esagerazione , forse pretestuosa , è comunque probabile.

      Rispondi

    • salamandra

      12 Febbraio @ 12.01

      Dipende. Non escluderei ci fosse di mezzo una denuncia per danneggiamento.

      Rispondi

    • silviococconi

      12 Febbraio @ 11.28

      Giusto !

      Rispondi

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