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Ospedale, «cacciata» assenteista

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Una donna, dipendente dell'Ospedale Maggiore, si fa curare in orario di servizio: «cacciata». Un'ausiliaria ultracinquantenne si assentava senza permesso dal posto di lavoro per sottoporsi a trattamenti fisiatrici: è stata licenziata senza preavviso.

Davide Barilli

Si assentava dal posto di lavoro per sottoporsi a trattamenti fisiatrici. Dipendente dell'Ospedale Maggiore si fa curare in orario di servizio: «cacciata» ausiliaria.

Non molto tempo fa Matteo Renzi aveva annunciato una stretta sugli statali fannulloni, dichiarando che sarebbero stati licenziati nel giro di 48 ore. L’Ausl di Parma sembra averlo preso alla lettera.

Il servizio sanitario parmigiano ha infatti «cacciato» in tronco una sua dipendente, colta in flagrante mentre si assentava dal lavoro senza timbrare il cartellino di uscita. La donna, un'ausiliaria ultracinquantenne, è stata licenziata senza preavviso con una decisione presa dall'organo competente sui procedimenti disciplinari dopo che la commissione ha accertato il comportamento proibito reiterato dell'ausiliaria.

Assenteista

Ma andiamo con ordine. Tutto comincia alcuni mesi fa. Esattamente lo scorso autunno. Siamo a settembre-ottobre quando la donna - operatrice tecnico assistenziale in un reparto dell'ospedale Maggiore - stando a quanto emersa dall'indagine dell'ufficio procedimenti disciplinari dell'azienda ospedaliera universitaria, inizia a fare la furba. Durante l'orario di lavoro, infatti, sarebbe uscita dalla struttura per andare a sottoporsi a sedute di fisioterapia. Massaggi terapeutici, non estetici. Niente di male. Se non fosse che la normativa non consente di lasciare il proprio lavoro senza permesso o autorizzazioni. E, a quanto pare, l'ausiliaria non le aveva.

Le uscite non autorizzate, tra settembre e ottobre, sarebbero state una ventina.

La scoperta era avvenuta grazie alla verifica del cartellino di servizio che aveva consentito di accertare come la dipendente abbandonasse il posto di lavoro per andare a farsi curare.

Vista la gravità del comportamento l'ufficio dei procedimenti disciplinari ha deciso di infliggere la sanzione più grave, quella del licenziamento.

Sospesa la caposala

Ora per l'ausiliaria si apre la possibilità di impugnare il licenziamento davanti al giudice del lavoro, sede in cui cercare di far valere le proprie ragioni.

Ma oltre all'ausiliaria, anche la caposala - ritenuta per certi aspetti complice della dipendente assenteista - è andata nelle grane. Per lei, infatti, è stata decisa la misura della sospensione dal lavoro per cinque mesi. La sua colpa? Non aver sanzionato o quanto meno informato chi di dovere del comportamento reiterato tenuto dall'ausiliaria. Non è escluso che, con la segnalazione alla procura della Repubblica, la vicenda possa avere anche conseguenze penali.

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  • inside

    29 Febbraio @ 19.36

    mi sembra giusto non tanto perché si assentava , il motivo di questo comportamento è sinonimo che il suo lavoro non gli piaceva quindi molto probabilmente lo eseguiva con noncuranza.

    Rispondi

  • Nàno

    29 Febbraio @ 17.56

    Spero solo che sia la prima di una lunga serie.......perche' di dipendenti pubblici "furbetti" ce ne sono ancora, purtroppo........che si stia invertendo la rotta? Beh, non mi faccio troppe illusioni ma intanto continuate cosi!

    Rispondi

  • MrBarnaby

    29 Febbraio @ 11.34

    @la camola ma per favore! Quando mai uno che ne ha diritto non va in malattia? Non scarichiamo le cause sul personale carente, il non pesare sui colleghi e cantieri edili vari. Quindi molto meglio fare i furbetti, risultare in servizio (e qui si che pesi sui colleghi) ed essere altrove.

    Rispondi

  • la camola

    28 Febbraio @ 21.30

    Vedremo l'epilogo, la dipendente sicuramente se non è andata come suo diritto in malattia, chiedetevi il perchè ? visti gli organici striminziti del personale probabilmente si è comportata così per non pesare sui colleghi di lavoro !!, ha solo commesso un errore di formalità, esistono i permessi e nel suo caso retribuiti, ma la sostanza è che non voleva far pesare giorni di malattia su alcuno!! Invece di fare tutto questo inutile caos intorno ad una dipendente ammalata, i dirigenti aziendali spieghino IL PERCHE' DENTRO L'OSPEDALE VI E' UN CANTIERE EDILE DALL'INIZIO DEGLI ANNI 90 E NON TERMINANO MAI I LAVORI ?? Quanti lavori inutili sono stati fatti ?? e quanti locali lasciati a marcire ( vedi ex scuola infermieri ?). Si leggano almeno lo statuto dei lavoratori e si informino, prima di gettare un dipendente nella melma !!!

    Rispondi

    • The Jolly Joker

      29 Febbraio @ 12.52

      ragionamento del tutto sbagliato, perchè se risulti in servizio ma di fatto assente, lì sì che gravi sul tuo collega, facendolo lavorare anche al posto tuo! piuttosto, invece, che c'entra il cantiere?? non è che parlare di un problema ne annulla un altro!! Ribadisco: fare una qualsiasi cosa in orario lavorativo che sia differente dal lavoro per il quale hai timbrato e vieni pagato, si chiama TRUFFA AI DANNI DELLO STATO... e poco importa se durante l'orario di lavoro vai a fare terapie mediche o la spesa al supermercato, il danno è sempre quello. Anzi, rattrista il fatto che la dipendente avrebbe potuto prendere i giorni di malattia che le sarebbero spettati per legge, invece no, molto più semplice evitare i giorni di malattia (che fino a 5gg consecutivi sono decurtati economicamente) ma anzi continuare a percepire stipendio pieno pur non lavorando (quindi ha guadagnato su due fronti, sull'incasso e sulla mancata decurtazione)... ora non può che piangere sul latte versato.

      Rispondi

  • MrBarnaby

    28 Febbraio @ 20.41

    @federicot forse non hai capito il comportamento dell'ausiliaria licenziata: arrivava al lavoro, timbrava e poi andava a farsi curare. Quindi nel lasso di tempo che era intenta a sottoporsi alle cure fisiatriche risultava essere al lavoro. Vogliamo difendere ancora questi comportamenti?

    Rispondi

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