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Bernini: «Voglio occuparmi di malagiustizia»

Bernini: «Voglio occuparmi di malagiustizia»
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«Farò un esposto al Csm, perché in questa inchiesta sono molte le lacune, omissioni ed i dubbi che permangono». Giovanni Bernini, dopo il proscioglimento dalle accuse che lo hanno visto coinvolto nel caso «Aemilia», non esclude un rientro nella politica. «Adesso cerco un po' di serenità, devo ammettere che molti amici a livello nazionale mi hanno chiesto di impegnarmi per combattere la malagiustizia e di questo ho tutta l'intenzione di occuparmi».

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  • Grillo Parlante

    24 Aprile @ 15.47

    Per Massimiliano: hai studiato giurisprudenza alla scuola "Radio Elettra"? (I più grandicelli se la ricordano sicuramente!) Bernini non è stato assolto con formula piena: è intervenuta la prescrizione. E i tempi così brevi della prescrizione in Italia li dobbiamo al suo leader, Berlusconi, e compagnucci vari... Ma tu, Massimiliano, puoi continuare a votare Forza Italia, non preoccuparti: le specie in via di estinzione meritano protezione!

    Rispondi

    • Filippo Bertozzi

      24 Aprile @ 17.09

      Puoi avere ragione, ma anche torto: la prescrizione prevale sul giudizio, quindi non si può sapere se, per il reato derubricato e quindi prescritto, sarebbe stato condannato o assolto.

      Rispondi

      • Grillo Parlante

        25 Aprile @ 02.21

        In ogni caso Bernini non è stato assolto con formula piena...

        Rispondi

        • gigiprimo

          25 Aprile @ 13.27

          vignolipierluigi@alice.it

          E' stato assolto dal coinvolgimento mafioso, è rimasta la parte relativa ai voti di scambio, questo reato andrebbe rivisitato e rivisto, ci sono tanti modi per comperare i voti e scagli la prima pietra..................

          Rispondi

        • Filippo Bertozzi

          25 Aprile @ 07.10

          Continui? Non è stato neanche condannato, per il semplice fatto che la prescrizione del fatto contestato e' prevalente sul giudizio di merito. A me non frega niente di difendere Bernini, che dovrà rispondere di altre accuse in altri processi, ma non sopporto la faziosità e il facile populismo dei giustizialisti.

          Rispondi

        • LaoTzu

          25 Aprile @ 08.31

          No: la prescrizione del reato contestato determina la rinuncia a perseguire l'autore. La prescrizione non equivale ad un'assoluzione con formula piena, anche se gli effetti per l'imputato possono sembrare identici. Infatti affinché vi sia prescrizione occorre che il giudice, nel dispositivo della sentenza, individui un reato, nel frattempo estinto, attribuibile all'imputato. Diversamente l'imputato deve essere assolto per non aver commesso il fatto o perché il fatto non costituisce reato. D'altra parte la prescrizione è sempre espressamente rinunciabile dall'imputato (art. 157 c.p.) che può decidere di continuare nel procedimento giudiziale che lo riguarda al fine di vedere riconosciuta la propria innocenza.

          Rispondi

        • Filippo Bertozzi

          25 Aprile @ 13.46

          E quindi? Rimane il fatto che, data la prescrizione, non si può considerare ne' colpevole, ne' innocente. Propendere per una delle due ipotesi e' pura faziosità.

          Rispondi

      • LaoTzu

        24 Aprile @ 21.13

        Egregio sig. Bertozzi, capisco la sua "prudenza"… un po’ troppo frettolosa, ma la capisco… come si dice... oggi tocca a un politico del PDL, domani potrebbe toccare a un suo amico del PD… comunque... dai, lo ammetta... la "prescrizione breve" è proprio una bella cosa...

        Rispondi

        • Filippo Bertozzi

          24 Aprile @ 22.36

          Ci sono tante cose che tu non capisci, caro il mio anonimo filosofo orientale... Primo, che non me ne frega niente né del pdl né del PD, come di nessun partito o movimento di falsi e ignoranti. Secondo, che io tendo a cercare di capire quel che leggo, a differenza tua che commenti per partito preso a prescindere dalla realtà dei fatti. E per concludere, per dimostrarti la tua presunzione, ti dirò anche che la prescrizione non deve necessariamente essere breve, ma deve avere dei tempi ragionevoli a seconda del reato commesso.

          Rispondi

        • Filippo Bertozzi

          25 Aprile @ 07.20

          E la tua presunzione e' ..., perché con la tua frase sottintendi che io sia a favore della prescrizione breve, ossia che io parteggi per chi commette reati e trova in questa norma una facile via di fuga, cosa non vera e al limite della calunnia. Quindi la gazzetta dovrebbe censurare te, non me.

          Rispondi

        • 25 Aprile @ 07.30

          REDAZIONE - La Gazzetta "censurerà" prestissimo entrambi se non siete capaci di dialogare in modo più rispettoso. Grazie

          Rispondi

  • Oberto

    24 Aprile @ 13.25

    ma è stato assolto o è andato in prescrizione il reato ? non ho capito bene, ci sono voci contrastanti.

    Rispondi

    • 24 Aprile @ 16.09

      Qui c'è la risposta alla sua domanda: http://www.gazzettadiparma.it/video/tg-parma/349462/Aemilia--condannati-Grande-Aracri-e.html - Redazione Gazzettadiparma.it

      Rispondi

      • LaoTzu

        24 Aprile @ 21.37

        Egregio sig. Oberto, per rispondere alla sua domanda, la frase da leggere nell'articolo indicato dalla redazione della Gazzetta è la seguente: "Più in dettaglio, per Bernini il reato di scambio elettorale politico mafioso è stato derubricato in corruzione elettorale semplice e quest'ultimo è prescritto".

        Rispondi

        • Filippo Bertozzi

          25 Aprile @ 07.16

          La tua faziosità e' ributtante: nell'articolo si spiega anche che la prescrizione IMPEDISCE il giudizio di merito. Quindi per quanto riguarda il reato derubricato in corruzione elettorale semplice, non si può sapere se sia stato commesso o no, perché non si è potuto giudicare.

          Rispondi

        • Biffo

          25 Aprile @ 11.22

          Toglietemi e toccatemi tutto, ma non il mio Bernini.

          Rispondi

        • Filippo Bertozzi

          25 Aprile @ 13.48

          A me di Bernini sinceramente non può fregare di meno, ma trovo insopportabile la faziosità.

          Rispondi

  • Michele

    24 Aprile @ 12.45

    mandra_sala@libero.it

    @massimiliano: il reato è stato ridotto a "corruzione elettorale semplice" e poi e stata applicata la prescrizione. Così scrive la GDP. Quello che dici dici tu è una tua opinione. . O una tua fantasia... .. Bernini è stato SALVATO dalla prescrizione... leggi prima di parlare a vanvera. Dai aiutalo aiutalo !!!

    Rispondi

    • Filippo Bertozzi

      24 Aprile @ 17.11

      Dire che è stato SALVATO dalla prescrizione e' sbagliato: nel caso specifico, quest'ultima potrebbe anche avergli impedito il riconoscimento di un'assoluzione piena, semplicemente perché prevale sul giudizio di merito.

      Rispondi

  • paolo

    24 Aprile @ 12.10

    caro bernini,non cantare vittoria,ti aspettano altri processi,green money non ti sovviene nulla? facevi la cresta sulle merende dei bambini............

    Rispondi

    • Filippo Bertozzi

      24 Aprile @ 17.14

      Sicuramente è stato accusato di reati infamanti, ma io sarei un po' più prudente a giudicarlo, prima della fine dei processi: in Italia è già successo che alla gogna mediatica, siano seguite clamorose assoluzioni...

      Rispondi

  • Massimiliano

    24 Aprile @ 11.39

    @Michele, il Dottor Bernini è STATO PROSCIOLTO, nessuna prescrizione quindi..... PROSCIOGLIMENTO vuol dire ASSOLUZIONE CON FORMULA PIENA!!!!! Bravo Bernini. Se ti occuperai di mala giustizia ti aiuterò sicuramente!!!!!!

    Rispondi

    • Maurizio

      24 Aprile @ 12.35

      Non è stato assolto con formula piena, la sua accusa è stata derubricata e il reato secondo la nuova accusa è prescritto, bernini assolto per prescrizione questo dice la sentenza

      Rispondi

      • Filippo Bertozzi

        24 Aprile @ 17.05

        Da quel che spiega il suo avvocato, per legge un reato prescritto non avrebbe potuto essere giudicato: questo è il motivo per cui si legge prescritto. Se si fosse potuto giudicarlo per il reato derubricato (ma prescritto), avrebbe potuto essere assolto o condannato: non possiamo saperlo.

        Rispondi

        • Maurizio

          25 Aprile @ 17.35

          Nemmeno a me frega di difendere od accusare Bernini ma tantissime persone evidentemente innocenti sono stati assolti con formula piena anche se il reato era prescritto, ne deduco che nel caso abbia ragione l'avvocato di bernini una marea di giudici in italia hanno assolto con formula piena delle persone con reati prescritti quindi andando contro la legge. Anche Ghedini ha sempre parlato di assoluzione con formula piena per i suoi politici assistiti quando la sentenza recita altro

          Rispondi

        • Filippo Bertozzi

          25 Aprile @ 20.51

          Credo (ma mi si corregga, se sbaglio) che la questione sia sostanzialmente cambiata con l'introduzione della prescrizione breve: prima il giudice poteva comunque dare un giudizio di merito, che adesso non si può più dare per una questione di risparmio di tempo e oneri processuali.

          Rispondi

        • LaoTzu

          25 Aprile @ 06.49

          Il sig. Filippo Bertozzi si riferisce a quello che spiega l'avvocato del sig. Bernini?! Cioè l'avvocato pagato dal sig. Bernini per difenderlo in giudizio?! Ma per carità... se permette, mi fido molto di più (e molto meglio) di quello che dice il giudice.

          Rispondi

        • Filippo Bertozzi

          25 Aprile @ 07.02

          Sulla gazzetta, c'è l'intervista dell'avvocato, non del giudice, e viene spiegato tecnicamente il motivo perché prescrizione non vuol dire ne' assoluzione ne' condanna (per chiunque, non per Bernini in particolare). Non credo che un qualsiasi avvocato si sputtanerebbe dicendo delle cose facilmente sbugiardabili: ma il sig. Lao tzu, nascosto nell'anonimato, preferisce non perdere occasione per mostrare la sua infima parzialità di giudizio.

          Rispondi

        • LaoTzu

          25 Aprile @ 08.24

          Beh... affidare la valutazione di una sentenza solo ai commenti dell'avvocato difensore dell'imputato mi sembra un pochino di parte... non crede? E poi, come mai tutto questo suo accanimento nel voler precisare, così puntigliosamente a a tutti i costi, l'imprecisabile? Perché, come scrive lei, sig. Bertozzi, proprio per via del non luogo a procedere per prescrizione del reato (che non è la stessa cosa che un'assoluzione perché il fatto non sussite), non è dato sapere quale sarebbe stato l'esito se il reato non fosse andato prescritto... se assoluzione o condanna. Ma gli unici da ringraziare, o con cui prendersela, veda lei, sono proprio quelli del PDL di Berlusconi, che nel 2011 hanno voluto a tutti i costi la quella legge vergogna che è nota come "prescrizione breve".

          Rispondi

        • Filippo Bertozzi

          25 Aprile @ 13.54

          Non è di parte, perché io commento l'aspetto tecnico e oggettivo del giudizio. Non entro nel merito delle motivazioni, che non mi interessano ne' a favore, ne' contro Bernini. Io preciso i fatti, perché persone faziose come te fingono che non sussistano, per spacciare la loro visione politica della questione. Ma chi legge senza le fette di prosciutto sugli occhi, questo lo capisce: tu, no.

          Rispondi

        • LaoTzu

          25 Aprile @ 16.28

          Resta il fatto incontrovertibile che la prescrizione NON equivale a un'assoluzione con formula piena. Infatti affinché vi sia prescrizione occorre che il giudice, nel dispositivo della sentenza, individui un reato attribuibile all'imputato per il quale sono decorsi (appunto) i termini di prescrizione.

          Rispondi

        • Filippo Bertozzi

          25 Aprile @ 20.54

          Ma capisci, o no? L'assoluzione con formula piena, da quel che mi risulta, non ci può più essere, nel caso in cui il reato sia prescritto.

          Rispondi

        • LaoTzu

          26 Aprile @ 06.36

          Infatti: l'assoluzione con formula piena non c'è stata perché il giudice ha riconosciuto un reato attribuibile all'imputato, altrimenti lo avrebbe assolto per non aver commesso il fatto o perché il fatto non costituisce reato. Per cui Il non luogo a procedere per prescrizione non equivale a un'assoluzione.

          Rispondi

        • Filippo Bertozzi

          26 Aprile @ 12.53

          Ma neanche ad una colpevolezza, come lasci faziosamente intendere tu. Un reato attribuibile all'imputato non vuol dire che lo abbia commesso, cosa che non essendo possibile appurare, lascia insoluta la questione: solo dopo un giudizio (che non c'è stato) avrebbe potuto essere dichiarato colpevole o innocente.

          Rispondi

        • LaoTzu

          26 Aprile @ 14.41

          La faziosità è di chi vuole far passare per assoluzione il non luogo a procedere per prescrizione del reato.

          Rispondi

        • Filippo Bertozzi

          26 Aprile @ 21.02

          Bravo, ti sei incartato come una caramella: trovami una riga in cui io faccio passare il concetto che sia stato assolto! Non sei neanche capace di leggere, e hai il coraggio di darti lo pseudonimo di un filosofo e di commentare...

          Rispondi

        • LaoTzu

          27 Aprile @ 06.49

          La faziosità è di chi scrive che "la prescrizione impedisce il giudizio di merito". Il non luogo a procedere per prescrizione non equivale a un'assoluzione. Infatti, affinché vi sia prescrizione occorre che il giudice, nel dispositivo della sentenza, individui un reato attribuibile all'imputato per il quale sono decorsi (appunto) i termini di prescrizione. Diversamente l'imputato deve essere assolto per non aver commesso il fatto o perché il fatto non costituisce reato. D'altra parte la prescrizione è sempre espressamente rinunciabile dall'imputato (art. 157 c.p.) che può decidere di continuare il procedimento giudiziale che lo riguarda al fine di vedere riconosciuta la propria innocenza.

          Rispondi

        • Filippo Bertozzi

          27 Aprile @ 12.12

          Infatti: dove ho scritto che "la prescrizione equivale ad un'assoluzione"?! Il giudice ha individuato un reato in cui eventualmente poteva essere derubricato quello di cui era in precedenza accusato, ma non l'ha potuto giudicare, a causa della sua prescrizione: quindi di cosa stiamo parlando? Non è dato sapere se del reato prescritto, Bernini fosse colpevole o innocente. Sul fatto che abbia scelto di avvalersi della prescrizione e abbia preferito non farsi giudicare, e' una strategia processuale sulla quale io non mi sono espresso: chiedine conto a Bernini e al suo avvocato, non a me.

          Rispondi

        • Maurizio

          26 Aprile @ 23.38

          Tu no ma l'avvocato a quanto pare si.... è normale però che l'avvocato non scenda nei dettagli, le cose anomale però in italia sono tante a partire dal fatto che si voglia far passare come causa dei tempi lunghi della giustizia chi ha tutto l'interesse a mandare in galera una persona (nei limiti, comunque e infatti tanti pm ad un certo punto chiedono loro stessi l'assoluzione per gli indagati) e non si accusi chi ha tutto l'interesse a impedire che un imputato vada in carcere indipendentemente dal fatto che sia colpevole o meno. Filippo, questo è un discorso generale non è rivolto al tuo commento, al massimo può essere rivolto al bernini (che sicuramente avrà letto) e al suo avvocato

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