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Pizzarotti e la cannabis: «No all'uso, sì a nuove regole»

Pizzarotti e la cannabis: «No all'uso, sì a nuove regole»
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«Vorrei che le droghe leggere fossero equiparate all'alcol. Il modello in vigore non funziona, è evidente. Va cambiato». Il sindaco Federico Pizzarotti, al centro della polemica per avere firmato a favore della proposta di legge per la legalizzazione delle droghe leggere, spiega il suo pensiero. Introdotto da un corsivo del nostro direttore Michele Brambilla

La democrazia e gli squadristi

(m. bra.)
Come ogni lettore può constatare, pubblichiamo qui un'ampia intervista al sindaco. Non condividiamo le sue opinioni in materia di liberalizzazione della droga, ma siamo ben contenti di lasciargliele illustrare sul nostro giornale. Lo riteniamo doveroso.
Di più. Fin da ieri mattina presto, sul nostro sito abbiamo pubblicato il testo del post che il sindaco ha messo sul suo profilo Facebook: un testo dove ci accusa di scorrettezza, di bigottismo, di essere retrogradi e così via. I parmigiani hanno potuto leggere quelle offese alla Gazzetta anche sul sito della Gazzetta.
Diversamente, sul profilo Facebook del sindaco ieri le nostre tesi non c'erano, mentre c'erano i soliti squadristi che sul Web sfogano, con insulti e menzogne, le proprie frustrazioni. Non me ne dolgo: come ha scritto l'altro giorno il mio amico Massimo Gramellini, con il quale ho lavorato gli ultimi sei anni alla Stampa, essere insultati da un cretino è consolatorio (a scanso di equivoci, non sto dando del cretino, né dello squadrista, al sindaco - non l'ho mai pensato - ma ai killer seriali della Rete). Si dirà che anche sul nostro sito appaiono commenti critici nei confronti del sindaco: è vero, ma non gli insulti; e poi appaiono anche le sue repliche, i suoi interventi, le sue interviste. Sul sito e sul giornale. La nostra è, molto semplicemente, un'elementare democrazia.

Pizzarotti e la cannabis: «No all'uso, sì a nuove regole»

intervista di Katia Golini

«Essere favorevoli alla legalizzazione delle droghe leggere non significa sostenerne l'uso. Non ho mai fumato nemmeno una sigaretta, quindi figuriamoci». Il sindaco Federico Pizzarotti si fa fotografare mentre sottoscrive la raccolta di firme promossa dal comitato «Legalizziamo.it», volta a sostenere la regolamentazione di produzione, consumo e commercio di cannabis. Dibattito e polemica si infiammano immediatamente. Il sindaco chiede quindi di parlare attraverso le colonne della Gazzetta perché «quando sono convinto di una cosa - dice - voglio che il mio pensiero non sia frainteso o travisato».

Quindi, cosa significa per lei essere a favore della legalizzazione della cannabis?

«E' sotto gli occhi di tutti che le regole attuali hanno fallito. E' evidente che il problema esiste e non ha senso ignorarlo. Certamente non sono favorevole all'uso di cannabis, non ne ho mai fatto uso e non ho mai pensato di farne. Tuttavia il modello repressivo va ripensato».

Come a dire: non è con i divieti che si risolvono i problemi?

«Non è vietando l'uso della droga che la gente smette di usarla. E poi c'è tutto il tema della criminalità organizzata che da questo traffico guadagna e parecchio. Se la vendita fosse legale questo non accadrebbe più».

A volte parla di liberalizzazione, altre di legalizzazione. Sono due concetti diversi.

«Per me significano la stessa cosa. Va controllata tutta la filiera dalla produzione alla vendita. Inoltre va avviato un programma di informazione e sensibilizzazione rivolto in particolare ai giovani per scoraggiare l'uso di sostanze rischiose e dannose per la salute».

Il problema è che se lei, sindaco di Parma, firma nella sala di rappresentanza del Comune, sembra che la sua sia una scelta a nome di tutti i cittadini, anche di chi la pensa diversamente.

«Sono un sindaco e sono anche un cittadino a mia volta. Ho firmato in quanto cittadino, ma è ovvio che la mia posizione attira l'attenzione. Ed è proprio quello che volevo. Ho firmato per appoggiare una proposta di legge in cui credo e per far conoscere questa possibilità a tutti. Non ho preso una posizione a nome della città, ma ho voluto sensibilizzare l'opinione pubblica su un argomento che ritengo importante».

....Articolo completo sulla Gazzetta di Parma inseieme ad altri interventi sulla questione

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  • fortunato

    02 Maggio @ 17.10

    aspettiamoci ancora dell'altro, questo è niente, poveri noi .....

    Rispondi

  • Simona

    01 Maggio @ 22.43

    Caro Federico, l'alcol è una droga legalizzata che causa tantissimi morti ogni anno e inoltre, è una malattia inguaribile, come riconosciuto dall' OMS se questo è un paragone corretto, mi dispiace ma hai pestato una bella c....prova per un attimo a pensare anche al futuro di tuo figlio /figli e non parlare a vanvera

    Rispondi

  • Michele

    01 Maggio @ 19.54

    mandra_sala@libero.it

    Se dice "no all'uso" ..... Cosa (Casa...) vuol dire "si a nuove regole" ????? Se è NO è NO. Se si dice NO all'uso si dice No. Quali nuove regole... NO è NO. Come sempre... dopo aver detto fanfanate galattiche il pizzanulla si arrampica sugli specchi e cerca di dare la colpa ad un altro.

    Rispondi

    • Natale

      02 Maggio @ 02.44

      Ma Lei è capace di fare un ragionamento con coerenza logica? La proibizione totale che vige adesso e che è stata in vigore fino ad oggi è mai riuscita ad impedire alle persone che volessero fumare una canna di farlo? Ovviamente no, questo è incontestabile. La criminalizzazione ha poi creato un mercato clandestino che soddisfa la domanda, e anche questo è incontestabile. Tale mercato è gestito dal crimine organizzato (anche dai terroristi, vedi la relazione della DDA), non chiede la carta d'identità agli acquirenti per verificarne l'età, non offre brochure con la spiegazione dei rischi che si incontrano fumando, e incoraggia persino i suoi clienti a passare a droghe pesanti. Per cui il sindaco, come molte altre persone nel mondo, si sta domandando se non sia più intelligente provare con un nuovo metodo a dissuadere dal consumo di cannabis. Il metodo proposto è: regolare, controllare la qualità (in modo che gli eventuali danni siano contenuti al minimo) e - soprattutto - informare.

      Rispondi

      • Luca

        02 Maggio @ 10.09

        E' vero che non si è riusciti a controllare il traffico clandestino di stupefacenti e la repressione, mal organizzata, non ha portato a risultati soddisfacenti ma io penso che il sindaco e le persone che la pensano come lui invece di domandarsi se non sia intelligente "provare con un nuovo metodo a dissuadere dal consumo di cannabis" non è meglio che costoro si mobilitino per far pressioni sulla politica e i Governi per cui si agisca con maggior efficacia, a livello mondiale,economicamente, e , se occorre, militarmente sui Paesi produttori di queste sostanze?A me pare che tutto il suo ragionamento porta ad una sola sintesi: caliamo le braghe!

        Rispondi

        • Natale

          02 Maggio @ 18.32

          La repressione poliziesca è impiegata sin dal 1935 a livello globale (fu la Società delle Nazioni a stendere il primo accordo in merito). Tutto questo ha enormi costi. Costi (sia umani - vittime civili e militari - che economici) che sono sostenuti per ottenere quale risultato? La crescita costante del consumo? Dopo aver fatto una cosa che non funziona per ottant'anni di fila, non si può continuare ancora sulla stessa strada fallimentare (o addirittura - come sostiene Lei - "premere l'acceleratore" ancora più forte). Una politica deve essere EFFICACE. Deve essere in grado di raggiungere il suo obiettivo, altrimenti è demagogia. Pensiamo solo al degrado che le politiche della proibizione totale hanno portato per le nostre strade; ora, proviamo ad immaginare se il mercato fosse gestito dalle farmacie. Sarebbe un approccio pragmatico, improntato all'efficacia. In questo modo otterremmo strade libere dagli spacciatori (solo che occorrono cittadini con la mente libera dai pregiudizi).

          Rispondi

        • Filippo Bertozzi

          02 Maggio @ 21.54

          Concordo: è quello che sostengo pari pari per la raccolta differenziata. Una politica deve essere efficace, altrimenti è demagogia.

          Rispondi

  • fabrizio

    01 Maggio @ 18.56

    Pizzarotti:poche idee ,ma confuse

    Rispondi

  • Uccio

    01 Maggio @ 18.37

    Fausto tu dici che non ha fatto nulla? Ti pare nulla togliere l'amianto da tutte le scuole di Parma mettendo in sicurezza i nostri e i tuoi figli, se ne hai? Ti pare nulla aver quasi dimezzato un bilancio da commissariamento per dissesto finanziario di 800 milioni? Ti pare nulla aver già portato a livelli molto alti la raccolta differenziata che, volenti o nolenti, l'Europa costringerà ad incrementare in tutti i paesi dell'Unione Europea dal 2020? Ti pare nulla essersi speso a 360 gradi per incrementare il turismo in città ed aver portato a Parma il riconoscimento Unesco (Parma credo che sia l'unica o una delle poche città ad aver incrementato sensibilmente il turismo)? Potrei dirtene molte altre ma sono a fine spazio. La cosa più importante però rimane l'onestà che, ricordando il passato ed il presente sia locale che nazionale, nei politici è una qualità rarissima, quasi introvabile.

    Rispondi

    • amnesys

      02 Maggio @ 12.17

      Togliere l'amianto dalle scuole era un obbligo imposto dalla legge. Ti pare nulla aver aumentato "a livelli molto alti" la tassa sui rifiuti nonostante quanto dichiarato? Basta con questi paraocchi tipici dei seguaci del M5S. Potete anche ragionare e lodare laddove va lodato e criticare laddove va criticato ma per fare questo dovete saper analizzare, valutare e soprattutto sapere di cosa state parlando.

      Rispondi

    • Filippo Bertozzi

      01 Maggio @ 21.11

      Non ho neanche più voglia di ribatterti punto su punto: ormai manca poco... Fra un anno vedremo quanti la penseranno come te, e quanti penseranno che, pur venendo da un periodo buio per la città, lui sia stato un sindaco pessimo, coadiuvato da una banda di incapaci.

      Rispondi

      • salamandra

        02 Maggio @ 08.33

        Le mosche preferiranno sempre la m....

        Rispondi

        • Filippo Bertozzi

          02 Maggio @ 12.14

          Quale suprema eleganza nell'esprimere chiaramente la vostra reale opinione sulla democrazia partecipata... È la democrazia, bellezza: se non avete fatto niente per convincere la città della vostra fantastica capacità, oltre che la stantia aria fritta sull'onesta', non lamentarti con chi vi ha dato voto e opportunità.

          Rispondi

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