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«Scuola Corazza invasa dai pidocchi»

«Scuola Corazza invasa dai pidocchi»
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Lo sfogo del padre: «Nessuno ha segnalato il problema»

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  • Miky

    05 Maggio @ 19.45

    Gentile redazione, il titolo dell' articolo non mi pare appropriato. Basta una breve analisi per comprendere che e' problema e' comune in molte scuole. Quindi forse -a mio avviso- era meglio parlare del problema e non di una scuola, perché cosi invece si pone l' attenzione del lettore sul punto errato, e conseguentemente ogni soluzione adottata non e' risolutiva. Magari si poteva anche sentire il parere dell' ausl e chiedere il perche' certe avvisi del pediatra di comunita' non vengono piu' effettuati a tutti i genitori, quando si ha una potenziale infezione in una classe. Ad esempio lo scorso anno nella classe elementare di mio figlio 8 bimbi su 19 contrassero la broncopolmonite (alcuni con ricovero ospedaliero), e nessun avviso fu inviato alle famiglie. Ritenni invece che un avviso andasse divulgato per porre maggiore attenzione ad eventuali sintomi che potevano manifestare i bambini. Perché l' USL non interviene e non avvisa ? Perché i pediatri non avvisano l'ausl di ogni caso di cui sono a conoscenza? Perché l' AUSL non verifica che le condizioni (dimensioni) dell' aula e dell' unica finestra erano insufficienti rispetto alla normativa, ed invia una segnalazione alla scuola e alle famiglie ? In questo caso le dimensioni e i ricambi d'aria potevano essere importanti per limitare il contagio... Per questo la Corazza e i pidocchi sono solo una parte di un problema ben piu' ampio che potrebbe portare ad un'accurata analisi giornalistica ben piu' amplia e completa. Grazie.

    Rispondi

    • 05 Maggio @ 20.29

      Il titolo si riferisce a quanto denuncia il padre di un'alunna (infatti è fra virgolette) di questa scuola. Redazione Gazzettadiparma.it

      Rispondi

      • Miky

        06 Maggio @ 10.46

        Infatti nell' articolo si legge "lo sfogo di un padre: nessuno mi ha avvisato". Forse era meglio un titolo del tipo "Scuole: per malattie contagiose i genitori non vengono piu' avvisati" A seguire l'analisi della situazione, intervista con Pediatra AUSL, opinione di un legale sulla Privacy. Io l'avrei letto con interesse. Forse solo io... oppure ... provate a rifletterci sopra ... un giornale e' fatto dal magico legame fra chi lo scrive e chi lo legge...

        Rispondi

        • 06 Maggio @ 10.53

          REDAZIONE - Visto che le ho appena risposto in un altro commenti dai toni simili, sto iniziando a chiedermi come mai esista ancora la Gazzetta di Parma quando la città è piena di professori del giornalismo che ogni giorno ci spiegano perchè siamo balordi...? A MIlano dicono sempre: Ofelè, fa el to mestè. Infatti lei non leggerà mai un mio articolo nel quale spiego come si aggiusta un'auto o come si cucina un piatto o come si costruisce un edificio.

          Rispondi

  • Michele

    05 Maggio @ 19.11

    mandra_sala@libero.it

    Una invasione di pidocchi di queste dimensioni.... mai successo a Parma. La Rossi cosa dice ? Igene e sanità. .. quale piano prevede ? C'è prevenzione ? Assessore.... risponda....

    Rispondi

  • roberto

    05 Maggio @ 11.19

    Ringrazio la Gazzetta e la sua redazione per avere dato spazio e tempo in modo adeguato al problema.

    Rispondi

  • Dino Pampari

    05 Maggio @ 09.52

    parmigianoreggiano

    La causa di questo problema annoso e diffuso è l'ignoranza di tanti genitori associata all'impotenza delle istituzioni scolastiche e sanitarie, bloccate dalla famigerata "tutela della privacy" che ancora una volta lede la collettività.

    Rispondi

    • Bastet

      05 Maggio @ 12.53

      la privacy non centra! Non si dice quale bambino ha dato il via,non serve! ma serve invece che,la scuola contatti l'asl! ma è un obbligo! una nota scuola (e me ne asusmo la responsabilità) ,ad esempio ,lo tace!!!! ricordo quando vi fu un caso di peducolosi.....la mamma lo fece presente alle maestre....ma venne invitata a tacere! perché per certe scuole è una vergogna!!!! per me la vergogna è aver mandato mio figlio un anno di materna in quella scuola! ...dannate graduatorie e dannati pasticci fatti in fase di graduatoria.

      Rispondi

      • Dino Pampari

        05 Maggio @ 14.10

        parmigianoreggiano

        Eccome se c'entra: da quando è in vigore l'attuale normativa sulla "tutela dei dati personali" né la scuola né l'ausl può più disporre la tradizionale ispezione dei bambini della classe da parte dei sanitari dell'igiene pubblica, cosa che fino a qualche anno fa avveniva regolarmente con la sospensione in contumacia del bambino infestato fino alla sua guarigione clinica.

        Rispondi

        • federicot

          05 Maggio @ 16.53

          federicot

          e i pidocchi c'erano tanto quanto.

          Rispondi

        • Dino Pampari

          06 Maggio @ 12.02

          parmigianoreggiano

          La normativa sulla tutela dei dati sensibili e la diffusione dell'infestazione di pidocchi nelle scuole sono strettamente correlate: oggi infatti non è più possibile disporre l'allontanamento coatto di un bambino dalla comunità scolastica dopo un'ispezione d'ufficio poiché tale provvedimento renderebbe pubblico lo stato di malattia del soggetto in questione.

          Rispondi

  • victoria

    05 Maggio @ 07.03

    ma che bella idea spidocchiare accanto alla tavola apparecchiata!!!

    Rispondi

    • federicot

      05 Maggio @ 11.01

      federicot

      Perchè invece scrivere che la scuola è invasa dai pidocchi e basta???? Qual è il livello minimo di pidocchi per decretare l'invasione? I soliti giornalisti professionisti della Gazzetta ( ovviamente voi replicherete...io non leggerò la risposta).

      Rispondi

      • 05 Maggio @ 11.10

        REDAZIONE - Perchè perdere troppo tempo a replicare? Uno che non legge le risposte si qualifica da solo

        Rispondi

        • jumbler

          05 Maggio @ 13.11

          Veramente non è la scuola ad essere invasa dai pidocchi, ma la testa di alcuni alunni, che a loro volta trasmettono il parassita per contatto. Titolare «Scuola Corazza invasa dai pidocchi» fa pensare che che gli alunni prendano i pidocchi a causa della scuola.

          Rispondi

        • 05 Maggio @ 13.19

          REDAZIONE - No: significa che nella scuola Corazza ci sono casi di pidocchi, che si sono anche ripetuti a distanza di alcuni mesi

          Rispondi

        • jumbler

          05 Maggio @ 15.37

          In ogni caso i pidocchi stazionano sulla testa degli alunni, non nella scuola. Gli stessi alunni che poi possono disseminarli per contatto tanto a scuola quanto in altri luoghi di aggregazione comune.

          Rispondi

        • 05 Maggio @ 15.41

          REDAZIONE - Basterebbe la foto per risponderle

          Rispondi

        • jumbler

          05 Maggio @ 17.12

          Davvero ? Allora forse non era il caso di titolare «Scuola Corazza invasa dai pidocchi».........

          Rispondi

        • 05 Maggio @ 17.14

          REDAZIONE - Già: dovevamo scrivere Teste invase dai pidocchi in zona non identificata di Parma? Eppure lo ripeto spesso il proverbio milanese: ofelè fa el to mesté...

          Rispondi

        • federicot

          05 Maggio @ 14.08

          federicot

          avete notizie di scuole in cui non si sia mai verificata la pediculosi? sarebbe davvero UNA INFORMAZIONE PREZIOSA , così almeno una volta fareste il vostro lavoro ( e io trasferirei subito mia figlia...).

          Rispondi

        • roberto

          05 Maggio @ 19.22

          Gent.le Federicot, che vuol trasferire con così tanto solerzia sua figlia, allora riconosce, quind,i che nelle scuole, o in alcune, c'e' questo problema. La gazzetta ha fatto il suo lavoro parlandone, portando in risalto il porblema che fino a ieri sembrava non esistere. Se per lei problema è citare la scuola "Ulisse Corazza" non ha letto l'articolo o non lo ha capito, perchè il tema è stato trattato in modo costruttivo e l'intento era quello di fare formazione e informazione magari ai genitori. Lei riesce solo a fare polemica come il suo collega, il sig. Jumbler che parla senza conoscere la normativa e purtroppo anche lui aver ben letto l'articolo e come lei averlo capito. Se volete scrivere pubblicamente, informatevi, perchè per ora avete detto solo chiacchere da bar.

          Rispondi

        • federicot

          05 Maggio @ 21.40

          federicot

          le cose per te esistono solo se sono scritte sulla gazzetta vero?? se no non esistono. C'è un sacco di roba che esiste nonostante non venga "pubblicata". In tutto questo magari aggiungo che mia figlia frequenta la scuola Corazza da 4 anni....sono "leggermente" informato, frequento regolarmente il piazzale antistante la scuola e i locali stessi della scuola e conosco le vigenti norme sulla pediculosi ( su cui francamente non mi addentrerei) Ribadisco: dopo quanti pidocchi si può decretare l'invasione? Magari scandalizzarsi perchè le scuole a Parma, pare, non siano a norma? pare , ribadisco , pare, che le norme antisismiche non siano proprio rispettate... ma sono foci di alcuni genitori , chissà...boh??? nessuno ha scritto alla Gazzetta evidentemente non è così. Pare addirittura che i maestri facciano le capriole con salto mortale carpiato per coprire tutte le classi a tutte le ore perchè la coperta è un po' corta....pare. Tutto ciò non esiste, eh non l'han pubblicato.

          Rispondi

        • 06 Maggio @ 07.22

          REDAZIONE - Forse è colpa anche tua. Se invece di perdere tutti questi anni a impartirci lezioncine ridicole tu ogni tanto ci dessi qualche notizia, noi la svilupperemmo. Proprio come è accaduto con il genitore dei pidocchi. O credi che un giornalista si svegli il mattino e si inventi un titolo "La scuola Tal dei Tali invasa dai pidocchi..."?

          Rispondi

        • Stefania

          05 Maggio @ 21.33

          Sig. Roberto, ma lei davvero pensa che con un titolo sensazionalistico sul giornale si possa risolvere un problema che si trascina dalla notte dei tempi ? Il preside afferma di non essere al corrente della cosa e che nella scuola Corazza non esiste nessuna invasione. Anzi, rincarando la dose, si lamenta del fatto che nessun genitore lo abbia avvisato del problema e che nessun genitore si sia mai premurato di portare un certificato medico che rimane obbligatorio in caso di infezione da pediculosi.

          Rispondi

        • 05 Maggio @ 15.18

          REDAZIONE - Vista la frase "così almeno una volta fareste il vostro lavoro" ti vale una risposta di pochi secondi (ovvero che noi diamo le notizie quando e dove sono) e il resto della giornata libero, perchè non perderei altro tempo con i commenti di un simile arrogante maleducato. Anonimo.

          Rispondi

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