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ABUSO D'UFFICIO

Nomine al Regio, indagati il sindaco e la Ferraris

Nomine al Regio, indagati il sindaco e la Ferraris
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Svolta nell'inchiesta sul caso Teatro Regio. Il sindaco, l'assessora alla Cultura Laura Ferraris e gli altri tre membri del consiglio d'amministrazione che, nel gennaio 2015, nominarono Anna Maria Meo alla guida del teatro e Barbara Minghetti consulente per lo sviluppo e i progetti speciali sono indagati per abuso d'ufficio. Al centro dell'indagine la procedura che ha portato alla scelta.

Georgia Azzali

Polemiche di fuoco, quando arrivò il doppio «battesimo»: nel gennaio 2015 Anna Maria Meo fu nominata direttore generale del Regio e Barbara Minghetti consulente per lo sviluppo e i progetti speciali. Poi, lo scorso autunno, l'apertura di un'inchiesta su quegli incarichi, coordinata dal pm Giuseppe Amara. E ora si scopre che il sindaco, presidente della Fondazione Teatro Regio, l'assessora alla Cultura Laura Ferraris, anche lei nel board, e gli altri tre membri del consiglio d'amministrazione (Giuseppe Albenzio, Silvio Grimaldeschi e Marco Alberto Valenti) che decretarono le nomine sono iscritti nel registro degli indagati per abuso d'ufficio. Pizzarotti guida la Fondazione, ne è il legale rappresentante, ma presiede anche il cda, di cui fanno tuttora parte Grimaldeschi e Valenti, oltre alla Ferraris. Albenzio, invece, si è dimesso poco meno di un mese dopo le nomine, ma con una giustificazione ufficiale che nulla ha a che vedere con quegli incarichi: «Come risulta anche dal verbale - aveva commentato allora Albenzio alla Gazzetta - ho spiegato al cda di aver accettato l'incarico per dare un contributo, in virtù delle mie specifiche competenze, nella fase di cambiamento della governance e della modifica dello Statuto della Fondazione Teatro Regio. Il mio percorso è concluso».

Ma come si arriva alla scelta di Anna Maria Meo e contemporaneamente all'incarico per la Minghetti? Bisogna fare un passo indietro, ai mesi tra l'estate del 2014 e l'inizio del 2015. L'amministratore esecutivo Carlo Fontana e il direttore artistico Paolo Arcà si dimettono a luglio, ma portano avanti l'attività fino al 31 dicembre. A settembre si apre il «bando per la ricognizione esplorativa» per l'incarico di direttore generale, che si chiude il 4 ottobre: 30 le domande arrivate. La valutazione spetta a a una commissione di tre esperti: Cristiano Chiarot, sovrintendente della Fenice di Venezia, Antonello Zangrandi, ordinario di Economia delle aziende pubbliche dell'Università di Parma, e Alberto Nodolini, per oltre trent'anni direttore artistico della Galassia di Vogue Italia.

Ancora prima che la commissione finisca di lavorare, il clima comincia ad arroventarsi: il senatore del Pd, Giorgio Pagliari, denuncia pubblicamente «interferenze» dell'assessora alla Cultura. E poco dopo sarà sempre l'esponente dem ad andare in procura per segnalare il caso. Comincia il botta e risposta politico, ma intanto la commissione seleziona una rosa di sette nomi da sottoporre al consiglio d'amministrazione: Carmelo Di Gennaro, Angela Spocci, Giuseppe Morassi, Emanuele Masi, Marco Tutino, Alessandro Borchini e Angelo Curtolo. Il 19 gennaio, però, la Fondazione Teatro Regio, seguendo le deliberazioni del cda, fa sapere ai candidati che la «ricognizione esplorativa» si è chiusa senza esito. E una settimana dopo, il cda nomina la Meo, fino a quel momento direttrice organizzativa e amministrativa del Teatro Del Carretto di Lucca, e allo stesso tempo dà l'incarico di consulente alla Minghetti, alla guida del Teatro Sociale di Como e presidente dell'Associazione lirica concertistica italiana.

Ma perché la rosa dei sette (tra cui alcuni con ottimi requisiti) viene totalmente scartata dal cda e la scelta ricade sulla Meo, che non figurava tra i candidati? E poi, come si spiega l'incarico contestuale alla Minghetti, che peraltro i rumors davano come la papabile nuova direttrice? Insomma, perché fare un bando e poi mettere in atto tutt'altra scelta, di fatto chiamando direttamente la Meo? Sono queste le domande al centro dell'inchiesta. Lo scorso dicembre Pizzarotti precisò che si trattava di «una manifestazione d'interesse» non di un bando per la selezione, ma gli inquirenti non sembrano sulla stessa lunghezza d'onda. Ci sarebbero grosse anomalie in quella procedura, tanto da ipotizzare il reato di abuso d'ufficio, previsto per chi «procura a sé o ad altri un ingiusto vantaggio patrimoniale ovvero arreca ad altri un danno ingiusto». Dalla procura non trapelano dettagli sull'inchiesta, tuttavia certo è che l'intero cda in carica allora, a partire dal sindaco, è finito sul registro degli indagati. Ma il sindaco commenta: «Sono tranquillo perché è un atto dovuto, che rispetto pienamente. Era già emerso ci fossero indagini in corso in ragione degli esposti del senatore Pd Pagliari. Sarà utile per chiarire la vicenda, con la procura consueto atteggiamento collaborativo. Il mio impegno continua senza esitazione».

L'indagine, portata avanti dalla Finanza, è a uno stadio avanzato. E ora si passerà alla seconda fase: è probabile che vengano sentite alcune persone informate sui fatti ma anche gli stessi indagati. Che, a quel punto, dovranno presentarsi con tanto di avvocato al seguito.

Potranno tentare di spiegare qual è stato l'iter che ha portato a quelle nomine. L'avviso di conclusione dell'inchiesta dovrebbe arrivare nei prossimi mesi. E da quel momento gli indagati - il cui numero potrebbe anche cambiare - avranno 20 giorni di tempo per presentare atti, memorie o decidere di farsi interrogare. Solo dopo, il pm sceglierà se chiedere il rinvio a giudizio oppure archiviare il caso.

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  • LaoTzu

    13 Maggio @ 17.14

    Dal Curriculum Vitae dell'assessore della Cultura del Comune di Parma, Laura Maria Ferraris: - Project Leader, Studio di fattibilità e linee strategiche approntamento Programma Volontari, Biblioteca Civico 17, Mortara, Pavia - Project Leader, Sviluppo tecnologia RFID presso Biblioteca Civica Villa Amoretti, Torino - Content Editor, progetto editoriale “I comuni di Italia”, NdR Servizi Redazionali, Torino - Responsabile ICT (Information & Communication Services, per i comuni mortali) e progetti socio culturali Processo informatizzazione servizi. Creazione area gioco e lettura. Nati per leggere. Servizio sostegno migranti e famiglie in difficoltà. Gestione ricerche socio sanitarie. Studio pediatrico dott.ssa Liatti, Torino - Export Consultant Consulente per avvio attività di export Middle East e Far East, Cioccolato Stroppiana, Torino - Project Manager (parola grossa) Corsi di Guida Sicura, Road Show, Incentives,Test Drive, Referente Volkswagen Mobility; Guida Sicura Volkswagen - Guida Sportiva Seat Ciriotti S.rl. Verona - Collaboratore sviluppo attività Dierre; Partner Store; Formazione personale, Revelli Porte S.r.l., Torino E con queste credenziali uno fa l’assessore alla cultura?! Boh...

    Rispondi

  • Knockout

    13 Maggio @ 16.20

    A Torino per un caso analogo, se non peggiore, non si è mossa foglia. La commissione per la scelta del nuovo direttore del Museo arti Orientali aveva fatto una graduatoria, ma Fassino non nominò il primo bensì il terzo classificato. Denuncia pubblica della cons. Appendino, ora candidata sindaco m5s, ma in procura, dove certamente la notizia criminis era arrivata tramite giornali, nulla. La cons. M5s non fece denuncia formale, credo. Chissà perché ? Tanto sapeva che sarebbe stata archiviata subito. L 'inerzia della procura fatto grave, che testimonia il doppiopesismo della banda Anm. I 5s imparino a non avere fiducia nella magistratura e non leghino il destino loro e di tanti altri alle decisioni interlocutorie delle toghe.

    Rispondi

  • Maurizio

    13 Maggio @ 08.56

    X FILIPPO BERTOZZI: Mah non lo so, bisogna sempre ripartire a ragionare da dove eravate partiti, dal fatto che nessuna banca volesse aiutare il comune di parma e dal fatto che si fosse sfiorato il predissesto nonostante il buon Buzzi continui a negare i debiti del comune e delle partecipate. C’è un sito di iotti che non stimo personalmente anche per come si è comportato a sorbolo ma che elenca in tempi di campagna elettorale tutti i problemi di parma dell’epoca e quindi ciò che ha ereditato pizzarotti http://massimoiotti.altervista.org/le-100-opere-incompiute-bloccate-mai-avviate/?doing_wp_cron=1463041006

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    • Filippo Bertozzi

      13 Maggio @ 13.31

      Non ho mai scritto che la situazione ereditata fosse ottimale, ma che chiunque, ereditandola, sicuramente non avrebbe fatto peggio: è un po' diverso.

      Rispondi

      • LaoTzu

        13 Maggio @ 17.01

        Ma è lui o non è lui?! E' lui, è lui: “Filippo Bertozzi”, che altro non è che uno pseudonimo dietro al quale si nasconde un noto esponente del PD cittadino, arrampicatore sugli specchi e teorizzatore di teorie sul nulla e di complotti inesistenti, che infesta i quotidiani on-line della Gazzetta di Parma e de La Repubblica di Parma con i suoi interventi molesti, pettegoli, grevi, scomposti e qualunquisti.

        Rispondi

        • Maurizio

          13 Maggio @ 21.18

          Quindi vuoi dire che il signor filippo bertozzi, noto esponente del pd cittadino si traveste pure mettendoci la faccia su tv parma? Io 9 volte su 10 litigo con il signor bertozzi, la penso diversamente da lui ma guarda che quì è uno dei pochi che ci mette nome e cognome quindi se avevi una possibilità su 100 di toppare, l'hai presa...

          Rispondi

        • Filippo Bertozzi

          14 Maggio @ 03.35

          È bello veder riconosciuta la propria correttezza, anche quando le opinioni spesso divergono. Ricambio e ringrazio.

          Rispondi

        • Maurizio

          14 Maggio @ 09.10

          Dovrebbero farlo tutti, il problema è che ormai non si può più scrivere nulla che sia in forma anonima o firmata non importa, ogni pensiero che esprimi viene etichettato come politico, sei un troll, sei un politico, non si accetta che una persona normale esprima il propio pensiero liberamente, a me hanno detto di tutto, sono grillino, comunista e fascista....

          Rispondi

        • Filippo Bertozzi

          14 Maggio @ 12.36

          Quindi alla fine ti hanno fatto un complimento: sei un libero pensatore, come spero di essere riconosciuto io...

          Rispondi

        • Maurizio

          14 Maggio @ 15.34

          O anche diciamo senza superbia un pò meno ignoranti....

          Rispondi

        • Filippo Bertozzi

          13 Maggio @ 18.51

          La mia firma è completa e non si nasconde nessuno dietro il mio nome vero: caro copia&incolla, tu non puoi dire lo stesso, mi pare... Ma se continui, potrei ritenere che ci siano gli estremi per la diffamazione e pretendere che la Gazzetta mi fornisca i tuoi dati completi per la querela...

          Rispondi

        • 13 Maggio @ 18.02

          REDAZIONE - I commenti lasciali giudicare ai lettori, signor "Lao Tzu"

          Rispondi

  • Michele

    12 Maggio @ 21.39

    mandra_sala@libero.it

    Quindi.... @Uccio può chiamare Renzi Fonzie. .... e io non posso chiamare pizzarotti pizzarotto ? Tanti dicono che io sono un troll. .... e io non posso dirlo degli altri ? Per la GdP online di Balestrazzi uno non vale uno ?

    Rispondi

    • Maurizio

      13 Maggio @ 07.58

      Mi tocca dare parzialmente ragione a Michele o meglio dare torto ad entrambi, magari se si rispettassero di più le persone anche se eventualmente politici discutibili sarebbe meglio, parole come ebetino o peggio ancora nano danno davvero fastidio, dimostrano poi la pochezza di gran parte dei politici italiani e a sua volta di noi cittadini italiani, senza contare poi che parole come nano sono anche una mancanza di rispetto anche per chi nano lo è davvero.

      Rispondi

    • 13 Maggio @ 06.56

      REDAZIONE - Alla GdP online tu puoi dire solo due cose: 1) grazie per la pazienza e 2) cercate ancora di sopportarmi. Io invece te ne dico solo una: non sono pagato per sopportare te, quindi scegli con che toni proseguire il nostro dialogo, vedi di non rendere ridicolo uno che ha il record dei commenti pubblicati e di non tirare la corda. Il cestino aspetta solo un bulimico arrogante come te (Gabriele Balestrazzi: nome vero e non nickname)

      Rispondi

  • Michele

    12 Maggio @ 19.25

    mandra_sala@libero.it

    @uccio ? Racconta le stesse fantasie !!!! Gli stessi MANTRA !!! A cui non crede nemmeno Bosi. Caro uccio.... il debito è stato CANCELLATO dal tribunale. Non sanato. Pizzarotti doveva ritrattarlo e NON lo ha fatto. La raccolta differenziata.... un FALLIMENTO EPOCALE !!!! Il resto è merito di Vignali, oppure aria fritta. Una giunta vuota a ZERO risultati attivi. Ma di risultati PASSIVI ne han portati tanti..... MA TANTI !!!!

    Rispondi

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