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Quattro ricette per la Traversetolo del futuro

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I candidati alla carica di sindaco di Traversetolo si sono confrontati nella redazione della Gazzetta di Parma. Hanno risposto alle domande dei giornalisti Gian Domenico Pedretti, Simone Dall'Orto, Gabriella Ghirardini e Silvia Montruccoli. Leggi le loro opinioni e i loro progetti.

Il conto alla rovescia è oramai iniziato. Fra poco più di due settimane gli elettori di Traversetolo saranno chiamati alle urne per scegliere il nuovo sindaco. Il clima è rovente. Il doveroso fair play lascia trapelare qualche frecciatina pungente tra gli sfidanti, che quest’anno si trovano ad affrontare una partita a quattro davvero insidiosa e di difficile previsione. Due donne e due uomini, due liste civiche che si proclamano apartitiche e due che uniscono partiti e civismo. La Gazzetta di Parma li ha invitati all’interno della redazione di via Mantova per un confronto aperto. I quattro candidati, Gian Domenico Pedretti, Simone Dall'Orto, Gabriella Ghirardini e Silvia Montruccoli, hanno risposto alle domande dei giornalisti Paolo Maria Amadasi e Bianca Maria Sarti. Ecco com'è andata.

Perché vi siete candidati?

Pedretti «È un momento di passaggio, la fine di una stagione amministrativa importante che ora richiede una proposta diversa, forte, di cambiamento. A livello personale, come tutti, ho ambizione di dare qualcosa al mio paese. Sul piano politico riteniamo che il cambiamento richieda un confronto con i cittadini e una partecipazione che i partiti non sono più in grado di raccogliere. La nostra è una lista di cittadinanza più che di appartenenza: l’apertura forte è il cardine della nostra scommessa».

Dall’Orto «Mi sono candidato su richiesta di diversi cittadini e forze politiche e civiche. Da anni sono consigliere comunale in mezzo alla gente, conosco bene il paese. La mia lista ha captato l’esigenza di un candidato vicino al territorio e non una persona che non si è mai vista e che non lo vive in prima persona. La squadra ha deciso di supportarmi: l’80% viene dalla società civile ma non nascondiamo dietro un dito il supporto dei partiti del centrodestra, che potranno offrire utile supporto dal piano provinciale a quello europeo».

Ghirardini «Ho accettato di mettermi in gioco dopo che un sondaggio promosso dal Pd aveva fatto emergere in modo netto il mio nome; la mia è una lista civica di centrosinistra. Mi candido per la mia passione amministrativa e per la cura del territorio, che conosco bene. Vorrei valorizzare la mia esperienza amministrativa in un progetto totalmente nuovo, con elementi giovani: il candidato vicesindaco Laura Monica ha 34 anni e l’età media della squadra è di 39. Ho le qualità e le conoscenze portare avanti il paese, facendo rete, anche a livello di area vasta, e garantendo tutela e coesione sociale che diano opportunità a tutti, specie ai giovani».

Montruccoli «Ho accettato la candidatura per la mia esperienza trentennale in amministrazione comunale e perché mi ha dato fiducia il mio gruppo, variegato per età e competenze. Ho accettato per il benessere del paese e per riportare l’attenzione sui cittadini. Vogliamo ascoltare loro e mettere al centro, in particolare, i giovani e la promozione delle eccellenze del paese. In caso di vittoria, mi metterò in aspettativa e sarò a disposizione dei cittadini a tempo pieno».

Cosa caratterizza il suo programma rispetto a quello degli avversari?

Dall’Orto «La sicurezza è certamente al primo posto: cittadini, commercianti e imprese la chiedono a gran voce. Vorremmo riportare sul territorio eccellenze svendute all’Unione, ad esempio il presidio locale della Polizia Municipale sul quale circolano voci di una possibile chiusura. Vorremmo contrastare anche l’abbandono estetico e strutturale della caserma dei Carabinieri e rilanciare a pieno il Controllo di Vicinato coinvolgendo tutte le associazioni e i cittadini interessati. Da potenziare anche l’illuminazione pubblica e le videocamere, anche per contrastare il bullismo».

Ghirardini «Il nostro programma è molto armonioso e attento a tutti gli aspetti: ambientale, produttivo, sociale e della sicurezza. Ci sono progetti già molto definiti nello sviluppo e nel finanziamento che porteranno progresso al territorio. Il cardine è la valorizzazione del territorio nel suo insieme con trasparenza, onestà e partecipazione, attraverso tavoli tematici e il coinvolgimento delle associazioni locali».

Montruccoli «Sicuramente la sicurezza, non solo nel capoluogo ma anche nelle frazioni, spesso dimenticate. Oltre a videocamere e illuminazione introdurremo anche il controllo dell’individuo da parte delle forze dell’ordine e la verifica delle residenze fittizie negli uffici comunali, che ben conosco grazie al mio lavoro. Poi valorizzazione del territorio, commercio, giovani, riqualificazione del Lido e, soprattutto, vogliamo riportare la gestione dell’acqua al nostro Comune, come ha fatto il sindaco Lucchi. Infine verificheremo la Tari per tentare di abbassarla».

Pedretti «Punteremo su una progettualità forte per valorizzare le eccellenze del nostro territorio e arrivare ad avere la sequenza “Agricoltura-Agroalimentare-cibo-cultura-paesaggio” che oggi è esistente ma non in relazione. Occorre un marchio territoriale che crei questa promozione attraverso una direzione di regia da parte dei Comuni che hanno ormai bilanci stretti e devono puntare a sfruttare competenze interne con agenzie progetti intercomunali».

Il futuro di Traversetolo è ancora all’interno dell’Unione Pedemontana o è tempo di pensare ad altri assi di sviluppo?

Ghirardini «L’Unione è stata una mossa vincente e lungimirante che ha portato i territori all’eccellenza. È anacronistico pensare di tornare ad amministrare da soli. Credo nelle fusioni, presto obbligatorie, che portano valore al territorio ma anche svincoli dal Patto di Stabilità e finanziamenti. Efficientare l’Unione non esclude il processo di fusione, ma l’armonizzazione richiede tempo. Ricordo che è grazie all’Unione che abbiamo potuto sostenere l’investimento sulle videocamere intelligenti e grazie all’Azienda Pedemontana Sociale abbiamo potenziato capacità manageriali che ci hanno reso all’avanguardia».

Montruccoli «La Pedemontana è uno spreco di soldi. La presenza dei Vigili prima era maggiormente sul territorio. Riguardo le fusioni sono d’accordo solo se portano benefici reali al territorio. Eventualmente sarei favorevole alla fusione non solo con Montechiarugolo ma anche con Neviano, sempre se porta benefici concreti».

Pedretti «Occorre mantenere un rango adeguato per attingere alle risorse. Se i servizi dell’Unione non funzionano in modo eccellente e si ha l’impressione di sprechi è perché siamo a metà del guado: la Pedemontana è avanzata troppo lentamente, come le strategie intercomunali. Occorre snellire le lentezze burocratiche e procedere con coraggio nel processo. Il non tornare indietro non esclude, però, l’apertura di nuovi fronti, guardando anche alla Val d’Enza dove esistono uniformità di tipo produttivo. La/le fusioni possono essere una tappa di questo passaggio».

Dall’Orto «L’Unione doveva essere migliorativa per offrire finanziamenti e per colmare le lacune locali, ma c’è stata una direzione contrapposta al disegno politico. Il comandante dell’Unione Pedemontana ha detto anche recentemente che occorre più personale, i vigili sul nostro territorio sono passati da 6-7 a quasi nessuno. Le videocamere intelligenti non servono se non abbiamo il personale in grado di intervenire. Anche la Protezione Civile, eccellenza di Traversetolo da 30 anni, rischia di essere snaturata dal progetto di Protezione Civile dell’Unione e stesso discorso può essere fatto sui servizi sociali, che prima erano gestiti da Ausl ma con la creazione dell’Asp si è ripartiti da zero: l’aumento delle tariffe non è sempre andato nella direzione del miglioramento della qualità dei servizi. Da anni, inoltre, è stata svenduta a Pilastro e Collecchio la possibilità dello sviluppo agroalimentare. Insomma l’Unione è stata peggiorativa e pensare alla fusione, con ciò che comporta, richiede piedi di piombo. Meglio andare con i piedi di piombo e prima sbloccare il paese dal punto di vista urbanistico e produttivo».

Pedretti «Con i piedi di piombo si resta fermi».

Ghirardini «L’Unione garantisce la copertura di pattuglie serali in accordo con i carabinieri e le videocamere intelligenti sono collegate con le forze dell’ordine. L’Asp è quella di Langhirano, noi abbiamo l’Azienda Consortile che ha un gradimento ottimo confermato da un sondaggio telefonico certificato».

Come ridare impulso al mercato e al commercio, fiore all’occhiello del paese?

Montruccoli «Vogliamo riqualificare il mercato puntando più su qualità e meno sulla quantità, su mercatini particolari che attirino turisti. Vorremmo anche fare un consorzio di commercianti e portare il Festival del Parmigiano Reggiano a Traversetolo (come il festival del prosciutto di Langhirano), per valorizzare il territorio. Il mercato deve tornare a essere una perla a livello regionale».

Pedretti «Il declino del mercato è legato all’incapacità del paese di rappresentare i propri valori, oltre che alle conseguenze della liberalizzazione. Serve una pianificazione per rilanciare il mercato e distinguerci dagli altri. L’eccellenza e la qualità devono diventare elemento identitario. Occorre investire di più in termini di idee e di risorse: eventi collaterali e mercatini particolari, ma anche eventi culturali, musicali per creare vivacità in luoghi attualmente estranei al mercato, come la Corte Agresti; serve una vetrina dei prodotti locali. Bene il consorzio tra commercianti, ma il Comune può fare solo da regia».

Dall’Orto «Il consorzio tra commercianti non è sostenibile, si può fare solo tra ambulanti per determinare le merci. Le precedenti amministrazioni non hanno colto per tempo l’opportunità dei finanziamenti regionali ai Centri Commerciali Naturali: oggi paghiamo il loro ritardo e contiamo solo su esigui finanziamenti provinciali. Sul mercato potremmo agire da subito facendo rispettare il Regolamento che riguarda la pulizia dell’area mercatale e le leggi nazionali sulla commercializzazione dell’usato. I mercatini tematici potrebbero rilanciare le piazzette interne in crisi; la Corte è da riaprire al pubblico così come il Museo Brozzi. Bisogna anche creare un ufficio di promozione turistica per rilanciare prodotti e commercio locali con proposte innovative».

Ghirardini «Traversetolo è un centro commerciale naturale all’aperto: da qui la creazione del tavolo tra commercianti e il Comune che con i fondi provinciali hanno realizzato iniziative, come la pista di pattinaggio. Non è possibile incidere direttamente sulle bancarelle e determinare le merci. Il bando con cui sono stati affidati i banchi scade alla fine del 2017 e allora vedremo se, in base ai nuovi criteri, potremo incidere. Secondo il sondaggio realizzato dall’Istituto Mainetti il mercato ha ancora una buona tenuta: la percezione negativa è più del cittadino di Traversetolo che del visitatore. Purtroppo è vero che diverse attività hanno chiuso, anche per mancanza di ricambio generazionale, ma il saldo tra chiusura e apertura è positivo: ci sono più aperture in generale nel sistema produttivo. “Vieni in piazzetta” è lo slogan con cui pensiamo di rilanciare le piazzette che soffrono di una progettazione a monte forse non lungimirante. Vogliamo fare riqualificazione urbana e investimenti per fare da vetrina ai produttori locali, specie sulla biodiversità che dà lavoro ai giovani. Fa sorridere pensare che basti un ufficio turistico a Traversetolo per fare arrivare i turisti: occorre ragionare in area vasta. La mancanza di risorse impedisce di aprire uffici dedicati o destinare personale al Brozzi, ecco perché è utile pensare alle fusioni».

Pedretti «Siamo tutti d’accordo. Si vede che è stato fatto molto poco in questi anni, siamo al punto zero del rilancio del territorio e della strategia intercomunale».

Dall’Orto «Non è vero che le aperture sono aumentate, chi gira il paese vede i 40 negozi vuoti, i negozi che hanno già chiuso e quelli che stanno per farlo. L’amministrazione in questi anni è rimasta un po’ sorda».

Ghirardini «L’amministrazione uscente ha fatto fronte a una grandissima crisi economica mantenendo tutti i servizi sociali e garantendo grande attenzione alla scuola e collocandoci al 35° posto dei borghi più felici. Come in famiglia, prima si dà da mangiare a tutti, poi si pensa alle vacanze».

Pedretti «Il Ministero dell’Interno sul sito “Open Civitas” mostra che gli indicatori economici in termini di spesa sono negativi, al di sotto della media: il Comune spende di più di quello che dovrebbe».

Ghirardini «Questa è polemica per giustificare la creazione di una seconda lista, ma i parametri di spesa ci sono e i bilanci sono trasparenti e in regola».

Pedretti «Nessuno ha parlato di irregolarità e sulla trasparenza del sito si può fare di più: oltre a quella formale (che può migliorare) si deve pensare di coinvolgere in modo bidirezionale i cittadini, anche tramite i Social».

Dall’Orto «La trasparenza è mancata, basta pensare ai bilanci per capitoli sempre negati alla minoranza. Noi li metteremo a disposizione della minoranza e dei cittadini che hanno diritto di capire come vengono spesi i soldi. Le classifiche non interessano i cittadini».

Montruccoli «Sul sito mancano i bilanci più recenti».

Ghirardini «Il sito del Comune è terzo in Italia: ha tutto quello che deve contenere».

Sul piano strutturale comunale, frutto di lungo e oneroso lavoro, grava la minaccia di ricorso da 2 milioni di un’azienda mamianese. Rimetterete mano al Psc o resterà com’è?

Dall’Orto «È in aumento la richiesta di ampliamento e di costruzione di nuove aree produttive: noi vogliamo rendere più flessibili e snelle le pratiche edilizie per dare in 6 mesi le risposte alle Aziende e applicare un forte sconto degli oneri per favorire gli interventi futuri. Finora si è privilegiato il residenziale, ma va incentivato il produttivo. Va colmato anche il ritardo nel piano di zonizzazione delle antenne e deve essere superato il protocollo provinciale che obbliga chi vuole fare agroalimentare a uscire dal territorio. Importante anche recuperare strutture fatiscenti e in disuso. Cercheremo infine di introdurre i cosiddetti “appalti a chilometro zero”, come a Fidenza, per mantenere le risorse sul territorio».

Pedretti «Non rimetteremo mano al Psc: 15 anni sono già eccessivi per una pianificazione. La riqualificazione è certamente l’asse su cui lavorare, ma occorre negoziare duramente con i privati creando interessi e vantaggi per trasformare e rendere efficienti le strutture. Il recupero di aree come Tek e Gres Parma richiede il drenaggio di risorse pubbliche tramite finanziamenti regionali ed europei e l’avvalersi di una finanza di progetto e/o di un partenariato pubblico/privato. Abbiamo avuto notizia del contenzioso: è una questione delicata su cui rischia di scivolare anche la prossima amministrazione».

Ghirardini «Confermo l’indirizzo di questi 4 anni, con riduzione di 400 mila metri quadri di consumo di suolo. Il Poc ha reso operativo solo il 5% del Psc. La Variante attività produttive è servita proprio per rispondere alle esigenze di chi vuole fare impresa, in modo sostenibile. È da implementare il recupero e il riuso del patrimonio esistente e dei molti alloggi sfitti. Sugli appalti dobbiamo attenerci alle norme. Riguardo il ricorso è stato presentato senza sospensiva: l’amministrazione ha una posizione sostenibile dal punto di vista legale e normativo».

Montruccoli «Intendiamo chiedere una verifica di Psc e Rue, per controllare quanto è stato fatto finora. Sulla Mamiano 2 non mi esprimo ora perché è una questione delicata e non essendo in amministrazione non conosco le carte. Vogliamo riqualificare il Termina, sistemare i bagni pubblici e i cimiteri, valorizzare anche le frazioni e recuperare gli immobili vecchi in disuso».

Dall’Orto (alla Montruccoli) «Chi lavora da 30 anni in Comune come dipendente non ha le competenze di un amministratore che fa politica».

Montruccoli «Non sono un politico ma un tecnico, so rispondere a tutte le domande che vuoi farmi. E tu che sei stato in consiglio 5 anni, spiegami cosa hai fatto».

Perché votare per voi?

Montruccoli «Perché sono determinata e arrivo in fondo, ho un gruppo competente e intendo mettermi al servizio dei cittadini con onestà e responsabilità».

Ghirardini «Per capacità, onestà, trasparenza e attenzione alla comunità nel suo insieme. Ho una bellissima squadra e intendo rappresentare al meglio il paese per farlo crescere».

Pedretti «Per costruire con i cittadini un rapporto nuovo, di partecipazione, che ci consenta di progettare qualcosa di innovativo che non è mai stato progettato e di cui abbiamo bisogno per il futuro».

Dall’Orto «Per cambiare Traversetolo. Ho compiuto un percorso al fianco della gente, specie tra i giovani, e fin da subito intendo esporre un cartello per dire che il sindaco riceve senza appuntamento; ho una squadra onesta, trasparente e con tanta voglia di fare».

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  • LaoTzu

    20 Maggio @ 11.30

    Il candidato Ghirardini afferma "Ho accettato di mettermi in gioco dopo che un sondaggio promosso dal PD aveva fatto emergere in modo netto il mio nome". Un "sondaggio"?! Quale "sondaggio"?! Deciso da chi e fatto quando?! E' possibile vedere i documenti, i verbali, se esistono, relativi a questo ipotetico sondaggio?! La verità è un'altra: per la lista del PD ancora una volta hanno prevalso le solite logore logiche di potere interne al partito in perfetto stile PCUS/MinCulPop. In verità non c’è stata nessuna effettiva e formale consultazione degli iscritti e tantomeno dei cittadini di Traversetolo, con delle sane e democratiche Primarie, che peraltro sono state ripetutamente richieste da alcuni, ma negate dal PD perché le decisioni per Traversetolo le prendono pochi esponenti nelle stanze chiuse del partito, non gli elettori, non i cittadini. E voi sareste il nuovo?! Ma per carità...

    Rispondi

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