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Bimbo scartato con una lettera dalla squadra di calcio

10 anni, scartato con una lettera
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Una lettera arrivata in redazione ha denunciato lo sconcertante atteggiamento della Juventus Club che ha deciso di non confermare un ragazzo di dieci anni nella formazione Pulcini e glielo ha comunicato con una lettera di poche righe. I genitori: «E' assurdo che una scuola calcio si comporti così. Ci siamo rivolti anche alla Figc e alla Juve di Torino». I dirigenti del club si difendono: «La lettera era preannunciata: non possiamo far giocare tutti quelli che ce lo chiedono»

Paolo Grossi

Oggi raccontiamo uno degli eccessi del calcio. Non di quello dei professionisti, da dove pure sono arrivati casi di doping, scommesse, violenza dentro e fuori gli stadi. Oggi parliamo di calcio giovanile, dove peraltro negli ultimi anni abbiamo registrato a volte risse tra genitori, tra genitori e allenatori, tra genitori e arbitri e tra allenatori e arbitri. Alla radice c'è forse un male, nemmeno troppo oscuro, che pervade l'ambiente e che è la dipendenza dal risultato.

La lettera

«Signor direttore, le scriviamo per raccontarle quanto è accaduto a nostro figlio alcuni giorni fa: è un bambino di 10 anni appena compiuti, e sino a poche settimane fa era iscritto a una società sportiva affiliata Figc».

Comincia così l'accorata lettera di due genitori (omettiamo i nomi per tutelare il bambino) arrivata in redazione.

«Da poco più di due anni - proseguono - giocava con passione e divertimento presso la società Juventus club che è Scuola Calcio Figc, patrocinata dal Comune di Parma. Ai primi di luglio però, troviamo nella cassetta della posta una lettera indirizzata a nostro figlio, da parte della Direzione Sportiva con tanto di logo Juventus club, Figc, Coni-Settore Giovanile e Scolastico».

La lettera, che riportiamo qui a fianco, comunica al bambino che per la prossima stagione non «rientrerà nei quadri tecnici della società». Tagliato, insomma.

«Essendo presente nostro figlio quando abbiamo letto la lettera - proseguono i genitori- lei può immaginare la reazione di un bambino che ha appena saputo d'essere stato separato dai propri compagni di squadra: ha pianto molto senza capire come mai e soprattutto si è sentito ingiustamente escluso e giudicato. Noi ci chiediamo, come si possa fare della macelleria sociale e pensare di mandare delle lettere a dei bambini (perché da informazioni che abbiamo da altri genitori, la lettera è stata mandata ad altri bambini più o meno della età di nostro figli) senza rispettare i diritti riportati e ribaditi dalla Figc e nella carta dei diritti del bambino allo sport dettato dall'Unicef. Amareggiati per l'ingiustizia che ha subito un bambino, abbiamo deciso di non fermarci qua, e scrivere contestualmente ai vertici della Figc provinciale e Regionale Emilia Romagna, all'Assessore allo sport del Comune di Parma, alla Juventus di Torino, per esporre quella ignobile lettera, e far sì che i fautori si vergognino un po' ogni volta che invieranno ancora lettere ai bambini».

La delusione

Da noi contattata, la mamma completa il suo sfogo: «Mi chiedo quale principio educativo stia alla base un comportamento del genere. Stiamo parlando di bambini di dieci anni. Come genitori abbiamo anche partecipato alle attività del club, aiutato a preparare le feste, mio marito ha svolto varie mansioni, insomma, non ci saremmo aspettati questo trattamento. E neanche mio figlio, il quale addirittura era convinto di essersi comportato bene sul campo. Dalla squadra dei Pulcini 2006 dello Juventus Club cinque ragazzi sono passati al Parma e sei, compreso mio figlio, non sono stati confermati. E questo per fare spazio a un gruppo di ragazzi nuovi. La società avrà anche diritto di fare le sue scelte ma credo ci debba essere più chiarezza quando si tesserano i bambini anche perché i genitori possano valutare i pro e i contro a fronte di certe strategie societarie. Invece si sente tanto parlare di progetti educativi, di valori, ma sono cose che restano sulla carta. E mi chiedo perché la Figc, e anche, in questo caso, la Juventus di Torino, non controllino l'attuazione dei buoni propositi. Attendo risposte».

Sarebbe un peccato adesso che il ragazzo non giocasse più.

«No, speriamo che questo non avvenga. I suoi cinque compagni hanno trovato un'altra squadra, lui, che fa anche judo, adesso è avvilito, ma probabilmente sceglierà di andare a giocare nella squadre del nostro paese.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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  • Massimiliano

    24 Luglio @ 13.40

    Quindi??? Anch'io da ragazzo avevo fatto un concorso come pilota dell'aeronautica militare, ma, causa un lieve disturbo del "visus" sono stato scartato. Ho incassato e me ne sono stato zitto. Voglio proprio vedere se i genitori di questo ragazzo scriveranno lettere di protesta ogni qual volta algiovane

    Rispondi

  • Fabio

    24 Luglio @ 12.33

    Mi permetto di intervenire, come educatore di professione e dirigente di società (se non altro un po' di esperienza in merito ce l'ho!); certo, ai "no" bisogna abituare i bambini! Ma è altrettanto vero, che la modalità scelta della lettera non è la più adatta e corretta per spiegare un rifiuto ad un bambino, pur comunque doloroso che sia dover rinunciare ad uno sport che si ama..., lo si poteva almeno fare in altro modo, per stessa ammissione successiva della società mi pare?!!? Come già sicuramente fu impegnativa la scelta dei genitori, che hanno iscritto il figlio ad un club che probabilmente già prevedeva una certa temuta selezione e richiesta di attitudini fisiche e tattiche. Comunque senza voler troppo entrare nella questione, che auspicabilmente dovrebbe prevedere un confronto pacato e costruttivo diretto con i dirigenti; speriamo il tutto serva almeno per non ripetere più alcuni errori carrieristici a cui i piccoli avranno tempo di dedicarsi in futuro...! Personalmente mi sento di fare un invito a questo ragazzo, così come a tutti quelli esclusi o che non si sentono del tutto a loro agio con gli sport praticati: "Provate un'altra esperienza; la mia associazione ad esempio organizza Laboratori ludico-sportivi di maneggio della Bandiera!" Un corso pù strutturato dovrebbe partire poi col nuovo anno scolastico-sportivo... "Si, avete capito proprio bene, le prime tecniche per diventare Sbandieratori, "S" come: Sport, Storia, Socializzazione"; con uno sguardo sempre attento alle esigenze educative ed alle sane pratiche di vita come prevede il C.S.I. a cui siamo affiliati. "Non avere alcun timore. Se vuoi io, noi..., TI ASPETTIAMO!!!" www.portasanfrancesco.org

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  • jep

    23 Luglio @ 20.29

    Premettendo che sono d'accordo sul fatto che di no ne riceverà probabilmente di più importanti non concordo però su chi dice che sia giusto. ma possibile che non ci si possa più divertire? nelle giovanili bisogna vincere, negli amatori bisogna vincere.... ma rilassatevi e divertitevi!!! (ve lo dice uno che ha fatto 10 anni di amatori!!!!!!!!!!!) PS per il bambino, impegnati diventa forte e cerca di farli rimpiangere della scelta!!! ma vai in una squadra con ambiente più divertente!!!

    Rispondi

  • Indiana

    23 Luglio @ 19.59

    Indiana

    Mandatelo a giocare a rugby che é molto più bello e più serio e sano del viziatissimo calcio

    Rispondi

  • nino

    23 Luglio @ 19.31

    Ma basta sto calcio,sempre calcio,che palle,il calcio è uno sport malsano che fa crescere i ragazzi con arroganza e cattiveria solo per sperare di diventare ricchi e famosi,bella minchiata,Genitori che se le danno sugli spalti,genitori che inseguono gli arbitri,ormai è follia,intanto i giocatori di seria a diventano ricchi alla vostra faccia. SCANTATEVI

    Rispondi

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