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Parma, mille euro a testa giocati alle slot machine

Parma, mille euro a testa giocati alle slot machine
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Mediamente ogni parmigiano gioca mille euro l'anno alle slot machine. Il dato emerge dall'Agenzia dei Monopoli. Tante anche le dipendenze. Scopri tutti i dati e leggi le considerazioni della direttrice del Sert.

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  • allucinante

    09 Marzo @ 12.18

    Dati non molto realistici.... io non inserico nemmeno una moneta in quelle macchinette....quindi consiglierei di ricontrollare i dati un paio di volte prima di pubblicarli.....

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    • 09 Marzo @ 14.57

      (Dalla redazione) Sono dati dell'Agenzia dei Monopoli, quindi dati ufficiali. Come è scritto anche nel brevissimo sommario di presentazione. Quindi il nostro consiglio è quello di leggere almeno una volta quello che abbiamo scritto prima di inviare un commento che ci consiglia maggior accuratezza.

      Rispondi

      • allucinante

        09 Marzo @ 18.01

        Grazie del gentile consiglio...... infatti come sempre faccio, ho letto un paio di volte l'aricolo e mi sono limitato nell'incredulità di quello che ho letto ad esprimere la mia opinione... come fanno ad essere passati come dati ufficiali se tanta gente come me non gioca nemmeno una moneta......

        Rispondi

        • 09 Marzo @ 18.25

          (dalla redazione) Si vede che qualcuno gioca più di una moneta...

          Rispondi

  • bruno

    15 Settembre @ 22.22

    Crepet: “Ludopatia? Altro che epidemia nazionale…” “Mi sembra che sia passato un po’ di moda parlare di ludopatia ed è anche un bene, perché ne abbiamo sentite di tutti i colori. Persone che contavano milioni di ludopatici, di una epidemia nazionale. Io ho fatto ricerca, sono uno psichiatra, è complicato sapere quanti sono perché è difficile definire una persona che dipende dal gioco. Se devo contare un fenomeno devo prima definirlo. L’unica possibilità è quella di riferirsi al numero di persone che si rivolgono ai servizi. Il risultato? 12mila ludopatici. Questa è la realtà” così il Dott. Paolo Crepet (psichiatra, scrittore e sociologo) intervenendo al convegno “Gioco legale: parliamone a carte scoperte” presso la Facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Brescia. Io mi sono chiesto il perché sia stata fatta tutta questa pressione sulle slot e ho sentito puzza di bruciato… Ci sono state persone che anche facendo figure poco nobili hanno avuto il coraggio di parlare a sproposito, tirando in ballo milioni di dipendenti dal gioco. Il problema è che non c’è una valutazione su quello che viene fatto da queste comunità terapeutiche generiche che dovrebbero occuparsi di tali persone, quindi il dubbio che mi sorge è semplice, possibile che tutto questo gran movimento sia stato fatto per giustificare appositi finanziamenti? La ludopatia? Non è una patologia” “Non c’è dietro una patologia di ordine sanitario, anche se la parola (ludopatia,ndr) lo lascerebbe pensare. L’unico effetto delle ludopatia è un effetto economico, perché eventualmente corrodo il mio patrimonio personale. Non c’è nulla di patologico”. Lo psichiatra ha quindi ricordato, ancora una volta che “una ricerca scientifica sul territorio nazionale, tramite i Sert, su quanti cittadini si rivolgono ai centri per chiedere aiuto rovinati dal gioco non c’è. La ludopatia è uno spauracchio: non credo si possa continuare ad andare avanti dicendo cose generiche pur di metter alcol sul fuoco su questo tema. Dentro questo problema c’è un problema di carattere economico e psichiatrico. Non capisco come mai si mantenga una certa indeterminatezza e non si intervenga una volta per tutte a chiarire i dati sul numero di giocatori. Forse questa situazione di incertezza fa comodo. Devono essere individuati i centri che possono curare il Gap e prevedere un modus operandi valido per tutti da seguire”.

    Rispondi

  • bruno

    14 Settembre @ 22.12

    Matteo Iori, presidente dell'Associazione 'Centro Sociale Papa Giovanni XXIII', a tutto campo sul tema del gioco responsabile. “Sembrerà paradossale detto da me, ma forse sul tema del gioco responsabile c'è fin troppa attenzione”. Lo afferma Matteo Iori, presidente dell’Associazione 'Centro Sociale Papa Giovanni XXIII', che ricorda: “Alcuni anni fa nessuno parlava del gioco d’azzardo; ricordo le facce stupite e i sorrisetti durante il mio primo convegno pubblico che organizzai nel 2000 su questo tema. Oggi invece siamo passati quasi dalla parte opposta: sembra che il gioco d'azzardo sia uno dei temi più pericolosi della nostra società e moltissimi politici e molte associazioni che fino a ieri non si curavano affatto del problema si 'stracciano le vesti' scandalizzati dal gioco d'azzardo. Il fatto che si sia alzata così tanto l’attenzione sul gioco d’azzardo non mi dispiace certo, ma ammetto che certe volte mi sembra piuttosto opportunistica; un esempio per tutti: fa riflettere ricordare l’onorevole Viviana Beccalossi che nel 2009 votava con tutto il PdL una pessima legge che liberalizzò tanti giochi d’azzardo particolarmente aggressivi e rivederla oggi come assessore della Lombardia ai convegni con la spilletta con scritto 'Azzardo Bastardo'. «Apparentemente con le vlt si perde meno – spiega Iori – ma non è così. Calcolando il rapporto tra macchinette e perdite, si scopre infatti che in ogni slot si sono persi 15.980 euro, mentre le perdite di ogni singola vlt salgono a 50.899 euro. Le perdite medie delle vlt sono molto più alte». Di qui le preoccupazioni del presidente Conagga: «Come saranno le nuove macchinette che, secondo la Legge di Stabilità, dovranno sostituire il 70% delle slot ora presenti in Italia? Il rischio è che saranno macchine molto più aggressive di quelle attuali, proprio perché più simili alle vlt». Non solo. Secondo Iori, un altro elemento di preoccupazione è il fatto che le nuove slot – nel caso in cui recepiranno le stesse direttive delle vlt – potrebbero trovare collocazione solo in sale giochi o in spazi riservati: «Quest’ultimo aspetto ha come risvolto positivo il fatto che le slot potrebbero essere tolte da quei bar che non hanno spazi dedicati. Ma si corre il rischio di sale da gioco in cui ci saranno solo giocatori abbandonati a se stessi, alimentando un fenomeno che diventerà invisibile, soprattutto se calerà la tensione sociale. Per questo credo che sia necessario aprire una riflessione il prima possibile: già nel 2017

    Rispondi

  • bruno

    14 Settembre @ 22.07

    Chi è più pericolososa la AWP o slot dei bar a 1 euro o i terminali VLT delle 4900 sale sparse in tutta ITALIA che accettano banconote fino a 500 euro e a rischio riciclaggio..... La media di perdita oraria per ogni giocatore sulle slot da bar è quindi di 60 euro. Al netto delle somme restituite. Mentre sulle vlt, installate nelle sale i giocatori arrivano a perdere anche 1500 euro. http://www.vita.it/it/article/2016/05/25/i-numeri-e-la-mappa-dellazzardo-in-italia/139538/ Quanto si perde mediamente su una slot da bar? Su una slot da bar (le cosiddette awp) il costo massimo di una partita è di 1 euro, mentre la vincita massima è di 100 e la durata minima di una giocata, stabilita per legge, è di 4 secondi, il che significa che mediamente ogni ora verranno introdotti 240euro, con un’erogazione in piccole vincite che mediamente dovrebbe essere di 180 euro: al netto quindi la perdita è di 60 euro ammesso che quelli precedenti non vengano riscossi e immediatamente rigiocati. E su una vlt da sala giochi? Qui le cose cambiano. Secondo i parametri di legge, qui il costo massimo di una partita è di 10 euro con una vincita massima di 5000, vincita alla quale bisogna però aggiungere il jackpot di sala da 100mila euro e un jackpot nazionale da 500mila con un tempo di partita che non è definito dalle norme. Chi ha studiato gli apparecchi sul mercato ritiene però che la partita duri mediamente 2 secondi con una media oraria di denaro introdotto nella macchina che va da 800euro a 18mila euro. In particolare, la UIF sottolinea di aver ricevuto “numerose segnalazioni riguardanti le forme di gioco su rete fisica risultano in aumento le segnalazioni di anomalie collegate all’utilizzo degli apparecchi Video Lottery Terminal (VLT). La maggior parte delle segnalazioni riguardano la presenza presso il medesimo gestore di vincitori ricorrenti: la frequenza delle vincite in capo agli stessi soggetti potrebbe sottendere un mercato occulto di tickets vincenti, nell’ambito del quale i riciclatori acquisterebbero i titoli dagli effettivi vincitori, in contropartita di un corrispettivo maggiorato. Altri casi riguardano il possibile utilizzo distorto delle apparecchiature VLT che consentono, dopo l’inserimento di banconote, l’erogazione di tickets di vincita anche in assenza di un’effettiva giocata, agevolando in tal modo condotte di riciclaggio di fondi di dubbia provenienza”.

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  • bruno

    14 Settembre @ 22.02

    Alcuni dati significativi contenuti nell’Year Book Rischi da Giocare • Lo studio campionario IPSAD®2013-2014 su stili di vita e comportamenti a rischio rileva che in Italia quasi 17 milioni di 15-64enni (equivalente ad una prevalenza del 42,9%) ha giocato d’azzardo almeno una volta e di questi oltre 5,5 milioni sono giovani adulti di 15-34 anni (pari al 42,7%). • Il test CPGI – Canadian Problem Gambling Index (Ferris & Wynne, 2001a; b), adattato e validato in Italia (Colasante et al., 2013), evidenzia che poco meno del 15% dei giocatori 15-64enni ha un comportamento di gioco definibile “a basso rischio”, il 4% è “a rischio moderato” e l’1,6% “problematico”, mostrando una percentuale superiore tra i giocatori di genere maschile (6% contro 4% delle donne). • Lo studio campionario ESPAD®Italia che si inserisce nel progetto europeo ESPAD – European School Survey Project on Alcohol and Other Drugs e realizzato dall’Istituto di Fisiologia Clinica del Consiglio Nazionale delle Ricerche (IFC-CNR) fin dal 1999 su un campione rappresentativo di studenti delle scuole secondarie di secondo grado, pubbliche e parificate, presenti sul territorio nazionale, coinvolgendo gli studenti dai 15 ai 19 anni realizzato nel 2015, ha evidenziato che poco meno della metà degli studenti di 15-19 anni (48,5%, pari a circa 1,2 milioni studenti) ha giocato d’azzardo almeno una volta nella vita e che il 41,7% (poco più di 1 milione) l’ha fatto nell’anno antecedente la rilevazione. • I Monopoli di Stato dicono che alle Slot sono stati persi 6.230 milioni di euro e alle VLT 2.779 milioni di euro; dividendo queste somme per il numero di apparecchi in Italia (380.000 slot e 50.000 VLT), vediamo che i soldi persi dai giocatori in una singola slot sono stati 16.394 euro, mentre i soldi persi in ogni Videolottery sono pari a 55.580 euro. • Nel solo 2014 in Italia sono stati venduti 1.902.937.618 tagliandi di Gratta e Vinci, pari a 60,3 biglietti per ogni secondo di ogni giorno e di ogni notte dell’anno, corrispondenti ad un totale di 5,2 milioni di Gratta e Vinci venduti in Italia ogni giorno.

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