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EDITORIALE

Il partito dell'odio è sempre in servizio

Silvio Berlusconi

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Non avrei aggiunto una parola sugli ottant'anni di Silvio Berlusconi se in questi giorni non avessi assistito, non senza stupore, a certi servizi televisivi su di lui. Blob in cui sono stati ossessivamente ripetuti filmati che lo mettevano alla berlina, e invettive di giornalisti che continuano a dipingerlo come il Male assoluto.

Silvio Berlusconi è stato per vent'anni il protagonista della vita pubblica italiana. Mezza Italia lo ha amato, mezza lo ha odiato. I "pro" e i "contro" Berlusconi sono stati il vero bipolarismo della cosiddetta Seconda Repubblica. Non spetta al sottoscritto dare giudizi. Ma mi ha sinceramente colpito, anzi un po' "indignato" (per usare un verbo caro al popolo degli anti-Cav) l'accanimento, la cattiveria reiterata contro un uomo che ha compiuto ottant'anni, che è reduce da una grave malattia e che è da tempo fuori dai giochi decisivi della politica. Un uomo che - sarebbe il caso di ricordare - non ha comunque ammazzato nessuno, non ha instaurato una dittatura (checché se ne dica) e non ha trascinato l'Italia in una guerra mondiale.

Credevo, anzi mi illudevo, che fosse arrivato il momento di parlare con serenità e un minimo di distacco di Berlusconi. Credevo si potesse dire, sintetizzando, che molti italiani hanno sperato in lui, che gran parte dei suoi stessi elettori è rimasta delusa, anche perché lui ha commesso molti errori: dal non aver fatto le riforme che aveva promesso all'essersi via via attorniato di collaboratori sempre più mediocri, bravi solo a dirgli sempre di "sì". L'ultimo Berlusconi è pure quello delle squalificanti compagnie notturne. Ma credevo si potesse pure dar atto a Berlusconi di aver sollevato problemi che oggi anche la sinistra riconosce; di essere stato un grande imprenditore che ha inventato un nuovo modo di fare edilizia, di fare televisione e (purtroppo, detto da un interista) anche di fare calcio; di essere stato, in questi campi, non solo un vincente, ma anche un uomo che ha creato decine di migliaia di posti di lavoro; un uomo che non ha mai licenziato nessuno, neppure quelli che si sono approfittati di lui. Credevo che gli si potesse dar atto che, come editore, avrà fatto qualche danno (il peggioramento della televisione è anche colpa sua) ma ha pure dato prova di essere molto più liberale di tanti sedicenti progressisti. Berlusconi viene ancora in questi giorni ricordato come «quello dell'editto bulgaro», ma onestà vorrebbe che gli si riconoscesse di aver lasciato lavorare, nelle reti Mediaset, legioni di autori di sinistra, ai quali è stata affidata tutta la satira e gran parte dell'informazione. Troppo comodo ricordare solo il Tg4 di Emilio Fede.

A scanso di equivoci preciserò che, in quasi quattro decenni di giornalismo, solo per due anni e mezzo ho lavorato in una sua azienda, come vicedirettore del Giornale. Per quel che mi riguarda, lui si è sempre comportato da gran signore. Quando volle cambiare linea al Giornale per renderlo aggressivo, mi dimisi e me ne andai a La Stampa (giornale che ringrazierò sempre per avermi assunto) andando a guadagnare la metà. Non sono uno dei suoi, quindi. Ma debbo dire che certi rigurgiti di odio mi fanno temere che, purtroppo, nel nostro Paese l'abitudine di vedere sempre tutto bianco o tutto nero non finirà mai.

michele.brambilla@gazzettadiparma.it

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  • Biffo

    03 Ottobre @ 17.31

    Direttore, Lei sembra dimenticare, di Berlusconi, Primo Ministro del nostro paese, parecchie dichiarazioni, battute di spirito e comportamenti irrituali, come, ad esempio, l'etichettatura di Martin Schulz quale Kapò. Poi dichiarò che in Italia «girano da anni storielle sull'Olocausto» perché «gli italiani sanno scherzare su tragedie come quella, nel tentativo di superarle», provocando le proteste della Comunità ebraica di Roma e dell'ANED. Secondo lui, Mussolini, a differenza di Saddam Hussein, non aveva «mai ammazzato nessuno» e si era limitato a mandare «la gente a fare vacanza al confino». In Finlandia, aveva «rispolverato tutte le arti da playboy» con il Primo Ministro Tarja Halonen, per fare sì che ritirasse la candidatura di Helsinki a sede dell'EFSA, in favore di Parma. Nel 2006 dichiarò che, nella Cina di Mao, i comunisti non mangiavano i bambini, ma li bollivano per concimare i campi. Nel febbraio 2009, affermò che Pinochet faceva fuori i suoi oppositori caricandoli su un aereo con un pallone, poi apriva lo sportello e diceva: “C'è una bella giornata, andate fuori un po' a giocare”. Sempre nel 2009, durante un vertice di Capi di governo dell'UE a Bruxelles per discutere le questioni del cambiamento climatico, aveva scarabocchiato disegnini di slips femminili, con il titolo "Mutandine da donna attraverso i secoli", passandoli agli altri premiers, imbarazzatissimi. Nel 2002, per la foto di gruppo dei Ministri degli Esteri riuniti a Càceres, fece il gesto delle corna, alle spalle del suo omologo spagnolo. Nel 2008, durante una conferenza stampa con Putin, dopo che una giornalista aveva posto a quest'ultimo una domanda sgradita, mimò un mitra che le sparava. L'anno successivo, durante la riunione del G20 a Londra, dopo la foto di rito, chiamò, a gran voce, il presidente Obama, innestando la reazione irritata della Regina Elisabetta. Il 13 luglio 2011, definiva l'Italia un "paese di merda” e. in un'altra intercettazione, dichiarava che la Merkel era una «culona inchiavabile». In occasione della Giornata della Memoria, il 27 gennaio 2013, dichiarò: «Il fatto delle leggi razziali è la peggior colpa di un leader, Mussolini, che, per tanti altri versi, invece, aveva fatto bene”.

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  • Ivo

    03 Ottobre @ 17.20

    Anche saper come si è diventati imprenditori , e da persone intelligenti .., e che hanno voglia di informarsi , e non tutti lo vogliono !

    Rispondi

  • Bastet

    03 Ottobre @ 11.28

    beh....sul fatto che sia stato un grande imprenditore lo ammettono anche le persone come me, che di certo non hanno mai votato Silvio! Ammettere le cose ,però, è da persone intelligenti......e non tutti lo sono!

    Rispondi

  • Ivo

    02 Ottobre @ 17.23

    Berlusconi c e ancora , Forse si s leggermente defilato, ma c e un altro personaggio , che continua a fare e distruggere , ciò che lo stesso Berlusconi non è riuscito a fare in questa Italia devastata . Sono scomparsi i sinistroidi accusatori , i girotondi , i radical chic , quei comunisti , professori che parlano dopo a disastro avvenuto .ll Berlusca 2.0 , che ha cambiato direttori in Rai , giornali e poltrone , a suo ed unico piacimento , e per i suoi scopi .. La tradizione continua ..,

    Rispondi

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