AUTOMOBILISMO

Le F1 storiche rivivono a Parma

Le F1 storiche rivivono a Parma
Ricevi gratis le news
1

La Ferrari 312B con cui Clay Regazzoni vinse a Monza, la Williams di Alan Jones, la March di Ronnie Peterson e altre splendide auto da corsa storiche rinascono a Parma grazie alle abili mani di Stefano Calzi per poi tornare a brillare in pista guidate dall'ex pilota di F1 Paolo Barilla.

Un'opera d'arte, splendida, illumina l'interno della sala. E' un «siluro» rosso e cromato, che dalle piste è volato direttamente nel mito e che ora splende, con tutto il suo carico di significati e ricordi, sulla pedana che lo sorregge.

Toglie il fiato guardare quel piccolo stemma giallo, con il cavallino rampante al centro, che nobilita il musetto. Stringe il cuore leggere sull'abitacolo il nome dell'uomo che quella meraviglia aveva fatto galoppare al massimo del suo fulgore, ai tempi: Clay Regazzoni. E chi ha abbastanza anni da aver conosciuto quei tempi, non può dimenticare quel sorriso beffardo sotto i baffoni neri, quello sguardo da viveur dello svizzero più italiano che ci sia mai stato. Le sue vittorie. Il drammatico incidente in gara che lo costrinse su una sedia a rotelle, quando già non cavalcava più un destriero rosso. Comunque mai domo, fino alla tragica fine in un banale incidente, stavolta in autostrada e proprio qui, sulla A1 a due passi da Parma. 10 anni fa.

Quel siluro rosso e cromato è una Ferrari 312 B. Formula 1 di inizio anni settanta. Mito e meraviglia, «regina senza corona» che non vinse mai il titolo mondiale ma spianò la strada alle successive Ferrari ipervittoriose, comunque un'auto che traghettò la scuderia di Maranello oltre le secche di un periodo avaro di soddisfazioni e si prese almeno qualche Gp, con il belga Jacky Ickx soprattutto.

Quella che illumina la sala parmigiana, in particolare, è la «rossa» che, con il baffuto Clay alla guida, sbancò Monza nel '70. Semplice, lunga, stretta. Bellissima. Spinta da quel 12 cilindri «piatto» e dal rombo inconfondibile, che per anni fu icona dell'automobilismo, simbolo della Ferrari stessa e unico vero rivale dell'imperante 8 cilindri Ford-Cosworth.

Ma la grande stanza in un angolo parmigiano ospita diverse meraviglie e altre due fantastiche e storiche F1, fanno compagnia alla 312 B: la pressoché coetanea March (qui nella livrea originale ma che divenne famosa con la più squillante sponsorizzazione STP) spinta dal 3000 Ford-Cosworth e che lanciò nell'empireo dell'automobilismo l'allora rampante svedese Ronnie Peterson. E la bianca e inconfondibile Williams che nel biennio '80-'81, conquistò due mondiali costruttori e uno piloti con l'australiano Alan Jones. Straordinarie entrambe. Come bellissime sono le due Formula 3 Chevron-Toyota/Nuova Motors, poco distanti.

Ma per tutte, inevitabilmente, non si può negare che il fascino sfumi leggermente, nel cono d'ombra creato da quella mitica Ferrari.

La cosa più bella, però, è che tutte queste auto non sono state trasformate in statue. Non sono oggetti da museo, cristallizzati sotto una teca di vetro. Al contrario: sono vive. Sono vetture da corsa ancora in grado di meravigliare. Sono splendide realtà, perfettamente restaurate e messe a punto, scalpitanti e pronte a mordere l'asfalto. Cavalli di razza su cui la polvere del tempo non è riuscita davvero a posarsi, cui gli anni non hanno tolto splendore e forza, fascino e capacità di entusiasmare chi ha la fortuna e la capacità di farle volare su una pista.

Ad avere la «fortuna», la competenza e la bravura per sedersi dentro quegli abitacoli e accenderne i motori, è soprattutto Paolo Barilla. Che le Formula 1 le ha guidate davvero, in gara (e la «sua» Minardi l'ha a casa «ma senza motore, da sistemare» come specifica lui stesso) che il Circus e le piste di tutto il mondo ha frequentato da protagonista, in svariate categorie, tanto da poter assaporare anche il gusto del trionfo in un mito come la 24 ore di Le Mans. E che i motori e le corse ama tuttora, cercando di ritagliarsi quando possibile, tra i mille impegni che il suo ruolo in azienda impone, un piccolo spazio per coltivare quella passione.

Chi invece ha il privilegio, la responsabilità e insieme l'abilità per curare i dettagli tecnici di questi gioielli e tenerli pronti per galoppare sui circuiti come un tempo, è un altro con il «made in Parma» stampato sul dna: Stefano Calzi, «dakariano» doc. «E' lì, in particolare in Mauritania, che ho conosciuto Paolo - racconta lui stesso - entrambi in gara con i camion in una Parigi-Dakar di inizio millennio. E' lì, tra i motori e le sabbie del deserto che è nata la nostra amicizia e la nostra collaborazione, quella che ci ha portati poi a correre, aiutandoci, altre Dakar con i rispettivi camion (ma anche l'auto, in un caso) che preparavo. E poi fino a qui».

Con la sua Motortecnica, di base a Berceto, Calzi è infatti l'uomo che cura i «gioielli» a motore di Barilla, che ha fatto rinascere dalle proprie ceneri prima le Formula 3 Chevron che lo stesso Paolo e il suo amico svedese Eje Elgh, a sua volta ex pilota, hanno portato a brillare sui circuiti dei moderni Gp per auto storiche (bellissima la vittoria di Paolo a Monte Carlo un paio d'anni fa) e poi le ancor più impegnative F1.

«Sulla Ferrari ho fatto tutto io - butta lì con un sorriso Paolo Barilla - lui guardava... Scherzo, naturalmente, a momenti non mi permetteva nemmeno di toccarla!». Calzi ride e nega l'ultima affermazione, mentre accarezza con uno sguardo amorevole la «rossa» che le sue mani hanno fatto rifiorire. Sul complesso restauro, tra l'altro, è in fase d'ultimazione un documentario, anche con testimonianze di piloti e tecnici dell'epoca. Poi Barilla aggiunge: «L'abbiamo trovata negli Usa, in cattivo stato. L'abbiamo rifatta tutta con il supporto e la consulenza dell'ingegner Mauro Forghieri». Cioè, tanto per capirsi, l'uomo che quella Ferrari aveva creato...

«E' tanto bella quanto fantastica da portare in pista - riprende a raccontare Barilla - velocissima ma guidabile, molto “morbida”, ancora lontana dalla rigidità che le successive F1 a fondo piatto avrebbero poi avuto».

Rigidità che avrebbe comportato grandi risultati dal punto di vista cronometrico, certo. Ma anche un po' di fascino in meno.

Come la vincente Williams che poco più in là staziona: bianca con i fregi verdi degli sponsor Tag e Saudia, dall'aereodinamica molto più avanzata. E da poco riportata in pista dal duo Calzi (nei box) Barilla (in pista) a Spa nella prova del «Masters Historic F1 Championship». Con inattesi risultati: «Paolo è stato grande - racconta Calzi - non avevamo provato la macchina prima, l'abbiamo messa a punto nelle prove, in griglia siamo partiti dietro. Ma poi, in gara, ha fatto il giro più veloce ed è risalito fino alla quarta posizione. Non siamo saliti sul podio, ma è stata come una vittoria».

«Diciamo pure che la macchina andava benissimo - spiega a sua volta Barilla - Stefano l'ha preparata alla perfezione e mi ha facilitato molto il compito. Non avendo avuto tempo prima, visto che queste cose sono solo un hobby cui posso dedicare pochissimo spazio, abbiamo fatto tutto lì, prove e messa a punto. E poi erano 25 anni che non correvo con una F1 a Spa. Però la pista la conosco bene e mi sono divertito. Ma senza esagerare. Perché queste gare devono essere un piacere, devi farle per il gusto di guidare auto meravigliose, senza l'assillo dei centesimi sul cronometro, senza andare oltre il limite. Si va forte, molto forte, naturalmente. Ma ho l'esperienza per capire fin dove posso arrivare senza farmi prendere dall'agonismo esasperato, senza disturbare la purezza della passione».

Occasioni che si presentano rare, purtroppo, perché l'intero campionato è impossibile farlo: «Assolutamente - aggiunge Barilla mentre con semplicità aiuta Calzi a rimontare il muso della Williams su cui era appena salito - sarebbe bello, certo, ma ho altre cose più importanti da fare, non posso dedicargli molto tempo. Ma quando ho un attimo sono sempre felice di venire qui a sistemare queste auto. E ancora di più quando ho l'occasione di farle tornare a vivere su una pista».

«La soddisfazione nel vederle rombare - aggiunge a sua volta Calzi - è enorme. Per me, che venivo dalle Dakar, dove la velocità è importante ma la robustezza ancor di più, il mondo delle piste e di queste straordinarie macchine, dove tutto è al limite, è stata una splendida rivelazione. Farle rinascere, prepararle e poi vederle girare velocissime, un'immensa soddisfazione».

«Abbiamo stupito anche gli inglesi - aggiunge Barilla - convinti di essere gli unici depositari del sapere sulle auto da corsa storiche. Non credevano che a Parma potessimo rimettere a posto auto come queste, così bene. Ma, forse, non hanno pensato che questa è anche la città dell'ingegner Aldo Costa, un grande della F1 attuale, prima con la Ferrari e poi con la dominante Mercedes, tecnico geniale e grande amico. Ed è la città dell'ingegner Gian Paolo Dallara, che ha saputo superare gli inglesi sul loro stesso terreno, quello dell'aerodinamica e dei materiali; creando gioielli che hanno conquistato il mondo, quasi monopolizzando intere Formule prestigiose, anche negli Usa».

«Se abbiamo stupito gli inglesi ne sono felice - sorride Barilla - perché questo è solo l'ennesimo esempio di come Parma meriti un posto d'onore nel mondo dell'automobilismo. Le eccellenze, anche in questo campo, ci sono. Ed è giusto sottolinearlo».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Condividi
Clicca qui per leggere e commentare >>

Inviaci il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Gazzetta di Parma

Caratteri rimanenti: 2500

  • Ragastàs

    10 Ottobre @ 11.46

    Paolo Barilla ha iniziato a correre nei go-kart a San Pancrazio credo già dal 1975-76, per arrivare, dopo le categorie minori, addirittura a gareggiare per diversi anni in Formula Uno. Se non le sa usare lui, a Parma credo non ci sia nessun altro.

    Rispondi

Video

IL METEO NEL TUO COMUNE

Gossip, Fun, Spettacoli

Fiorella Mannoia: «Sto dalla parte delle donne»

Intervista

Fiorella Mannoia: «Sto dalla parte delle donne»

2commenti

Leonessa Kira abbraccia il suo salvatore

animali

La leonessa rivede l'uomo che l'ha salvata

1commento

Elena Novaresi: una carriera partita da «Amici»

Fidenza

Elena Novaresi: una carriera partita da «Amici»

Notiziepiùlette

Ultime notizie

Scopri il tuo oroscopo 2018 con Gazzafun

ASTRI

Scopri il tuo oroscopo 2018 con Gazzafun

Lealtrenotizie

Piene,la situazione migliora. In serata riapre il ponte di Sorbolo

parmense

Piene, la situazione migliora. In serata riapre il ponte di Sorbolo

emergenza

Colorno, una decina di evacuati e danni alla Reggia. Piazza e garage allagati Video 1-2

Sommerso anche il cortile della Reggia

1commento

tg parma

Colorno sott'acqua, i cittadini: "Non si poteva evitare?" Video

1commento

piena

Ecco com'è ridotta Lentigione: il video dall'elicottero

piena

Viarolo, auto in balia delle acque. Escluse persone all'interno

incidente

17enne investito sulla tangenziale a Sanguigna: è in Rianimazione

1commento

ospedale

A casa dopo 57 giorni il 15enne in arresto cardiaco salvato al Maggiore

3commenti

maltempo

Emergenza elettricità: 8mila utenze isolate nel parmense

1commento

copermio

Salvataggio in gommone di tre persone e un cane bloccati in un capannone Video

STORIA

Parma, le alluvioni e le piene del Novecento

L'evento più drammatico e disastroso resta lo straripamento del Po nel 1951

piena

Il sindaco di Sorbolo: "I cittadini non si mettano in pericolo: via dagli argini" Video

IL CASO

Via Cavour, 17enne aggredito e rapinato dal «branco»

6commenti

Brumotti

Arriva "Striscia la Notizia", fuggi fuggi di pusher in Pilotta e a San Leonardo Le foto

26commenti

Salsomaggiore

Maltempo, auto imprigionata con a bordo tre bimbi

TRASPORTI

Tep, revocato lo sciopero del 14 dicembre

AVEVA 46 ANNI

Fidenza, stazione più triste senza Luca, il suo giornalaio

Il giornale di oggi

sfoglia

abbonati

EDITORIALE

I bitcoin spiegati a tutti. Ecco perché sono da maneggiare con cura

di Aldo Tagliaferro

PARMA

Autovelox e autodetector: ecco dove saranno  

1commento

ITALIA/MONDO

luzzara/suzzara

Ha ucciso i due figli e tentato il suicidio: le condizioni migliorano

austria

Esplosione impianto di gas: interrotto il flusso tra Russia e Italia. Calenda: "Oggi stato d'emergenza"

SPORT

parma 1913

Giorgino e Coly, risoluzione consensuale del contratto Video: il gol nel derby

4commenti

Sport USA

NBA, altro infortunio per Gallinari

SOCIETA'

social

Esondazioni e black-out: è derby di solidarietà tra Parma e Reggio

fidenza

Coduro, 25 mici a rischio sfratto

MOTORI

VOLKSWAGEN

La Polo? Con 200 Cv diventa GTI Fotogallery

MOTO

Prova Kawasaki Z900RS