AEROPORTO

«Verdi», una "occasione per decollare"

Il Mall di 75mila metri quadrati che sorgerà a fianco dell'Ente fiere sarà parte integrante dell'aeroporto. Una delle novità più rilevanti del progetto di rilancio

«Verdi», l'aeroporto ha una "occasione per decollare"

L'aeroporto 'Giuseppe Verdi' di Parma

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La chiave di tutto sta in una percentuale: 60%. Questa è la quota del PIL italiano che viene prodotto in un raggio di 250 km intorno a Parma. Come dire: la ricchezza dell'Italia è a portata di mano. Peccato che tutto questo valore nasca qui ma poi finisca per decollare, con destinazione mondo, dalla pista di Malpensa. «Ecco la scommessa da non perdere: fare in modo che il nostro territorio sia in grado, oltre che produrle, anche di veicolare le proprie ricchezze». Guido Dalla Rosa Prati, il presidente della società di gestione del «Verdi», durante la presentazione del piano strategico di sviluppo dell'aeroporto è partito da qui. Da quella cifra, da una scommessa e da una sfida: ovvero smettere di guardare indietro, magari rimuginando sugli errori fatti. Per concentrarsi sul futuro.

D'altra parte l'atmosfera che si respirava ieri mattina nell'aerostazione durante la presentazione non era certo quella di un giorno come gli altri. Lo dimostra la presenza di così tanti rappresentanti del mondo industriale e produttivo locale e di quello delle istituzioni, non solo parmensi. A partire dal presidente della Regione, Stefano Bonaccini che nel suo intervento ha ribadito una promessa molto attesa: «pronto lo stanziamento di fino a dodici milioni per sostenere lo sviluppo dello scalo».

Ad introdurre gli ambiziosi contenuti del piano, che copre il quadriennio fino al 2020, è stato il direttore generale del «Verdi» Federico Wendler che è partito da un'analisi delle potenzialità della infrastruttura per entrare nel merito degli interventi. Che decolleranno su tre piste parallele. «Primo obiettivo la creazione della cargo city, ovvero un grande polo logistico collegato alla rete ferroviaria e con una pista di atterraggio allungata dagli attuali 2124 metri a 2960. In secondo piano lo sviluppo di un centro di aviazione executive: si tratta, in pratica, di uno spazio d'eccellenza per i jet privati che attualmente manca in Italia. Il terzo punto la nascita del nuovo terminal strettamente collegato al grande centro commerciale che nascerà a breve a fianco dello spazio delle fiere».

Un programma che in parte si sta già attuando come ha rimarcato Dalla Rosa Prati indicando il ciclopico manifesto marchiato Ethiad che campeggia sull'aerostazione. «Il contratto con la compagnia degli Emirati, la terza al mondo per il cargo, è già attivo. Per ora le merci vengono sdoganate qui a Parma e caricate su camion per andare a imbarcarsi a Malpensa. Appena pronti, e appena raggiunta la massa necessaria, gli aerei decolleranno dal Verdi». Una rivoluzione per uno scalo che, è stato ricordato, non ha mai goduto dei favori della Regione, ma che ora sta assumendo un nuovo ruolo «di estrema rilevanza per l'area vasta emiliano-romagnola, e non solo, visto che coinvolge e riguarda anche la Lombardia e i porti liguri».

Un cambio di rotta, una virata decisiva ottenuta anche grazie ad un sentimento condiviso come ha sottolineato il sindaco Pizzarotti dichiarando che il Comune è pronto «a partecipare con due milioni e mezzo provenienti da oneri per opere compensative, per realizzare infrastrutture necessarie a rendere funzionale il “Verdi”, che dovrà entrare in collegamento con la rete ferroviaria e le fiere». E' stata poi la volta del presidente della Provincia, Filippo Fritelli che ha spiegato come solo due anni fa «il futuro dello scalo era assai difficile e che solo uno scatto d'orgoglio del mondo economico-industriale ha saputo sbloccare la situazione dando vita ad un circolo virtuoso che dagli imprenditori di Parma è arrivato a coinvolgere la Regione».

Proprio la Regione, per voce del presidente, ha voluto ribadire come l'investimento previsto passi attraverso una valutazione molto precisa: «Non avremmo mai contribuito con soldi pubblici ad una compagine sociale in difficoltà. Ma al contrario siamo pronti a fare la nostra parte per aiutare un piano industriale che parta dalla specializzazione rendendolo importante per l'intero territorio. Per farlo intendiamo investire fino a dodici milioni già dal prossimo bilancio».

Una conferma molto attesa, per un impegno già preso, che Bonaccini ha usato come una battuta («così si finirà di dire che Bologna è lontana da Parma») ma che ha concluso di fatto la parte dei discorsi e dei progetti. Ora, è stato il commento finale, è tempo di agire e realizzare quello che è stato messo su carta trasformando il piano in azione. «Abbiamo avuto importanti contributi -ha concluso Dalla Rosa Prati. - Ad esempio il senatore Giorgio Pagliari ha avuto un ruolo fondamentale nell'ottenimento della concessione dello scalo e l'assessore regionale Raffaele Donini è stato al nostro fianco in molte circostanze». Tutti contributi risolutivi ma ora la cloche torna nelle mani della città.

«E' una scommessa per il nostro futuro. Dobbiamo crederci. Non possiamo non farlo».

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  • Funghetto

    11 Ottobre @ 20.41

    Continua a mancare la stima dei benefici per la collettività di questo mostro ecologico. Cioè, non è che a me se le merci partono da Parma o Malpensa cambi qualcosa in meglio. La logistica è un settore a bassissimo valore aggiunto ma con pesanti ricadute sul territorio. Fateci vedere due conti, anche scritti su un foglio a quadretti, visto che vengono spesi soldi pubblici e dovremmo sopportare un peggioramento della qualità della vita. Per di più anche il cargo non è una miniera d'oro come settore. Qui temo che il vero businness sia di tenere aperta la baracca in attesa del cinese con soldi da riciclare a cui mollare tutto. E poi perché mantenere per questa nuova impresa dei manager che hanno dimostrato di non sapere sviluppare l'attività ma che invece negli anni si sono spesi in migliaia di promesse e previsioni rosee e sbagliatissime?

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    • Vercingetorige

      12 Ottobre @ 11.46

      Arrampicata sugli specchi !

      Rispondi

  • Annalisa

    11 Ottobre @ 17.50

    Non voglio sembrare retrograda, ma solo e soltanto dubbiosa. Il piano industriale prevede una riconversione dell'aereoporto in scalo merci che si tradurrà per noi cittadini in tanti aerei sulla nostra testa e tanti Tir che dovranno raggiungere l'autostrada. Ora non mi è chiaro: quanti saranno i voli al giorno? una cosa era abitare vicino ad un piccolo aereoporto passeggeri con qualche volo giornaliero, un'altra è avere aerei che viaggiano tutto il giorno e magari anche la notte. Seconda cosa: quali saranno le rotte? potrebbe succedere che persone che hanno acquistato casa dove aerei non passavano ora se li trovino sulla testa? Tenuto conto che si tratta di una società privata la cui attività ha forti ripercussioni sui cittadini, non era giusto che venissero interpellati? Siccome non sono esperta del mestiere probabilmente mi preoccupo per nulla!!

    Rispondi

    • Vercingetorige

      11 Ottobre @ 18.22

      Signora Annalisa , al di fuori della retorica , non si governa con l' assemblearismo . Se lei prova ad interpellare dieci persone, non ne trova due che dicano la stessa cosa. Gli aerei passavano , passano e passeranno su Baganzola. In genere entrano ed escono dal circuito sulle Fiere.

      Rispondi

      • Annalisa

        12 Ottobre @ 09.43

        Signor Vercingetorige, non sarei proprio sicura...la settimana scorsa ero da un'amica a Vicofertile e ci è passato sopra a bassissima quota un aereo Ryanair. Ha chiamato l'aeroporto ed ha ricevuto solo male parole. Mi sarebbe piaciuto che il rappresentante dei cittadini nonché responsabile della salute avesse richiesto prima di aderire rassicurazioni specifiche e vincolanti sul numero di voli, sulle rotte e sugli orari. anche per chi vive a Baganzola un conto è sentire qualche areo durante il giorno, un altro è tutta la notte!! Penso infatti che i cargo preferiscano viaggiare durante la notte quando ci sono meno voli in giro, ma magari non è cosi?

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        • Vercingetorige

          12 Ottobre @ 11.44

          L' aereo Ryanair , come tutti gli altri , entra in finale virando sulle Fiere , a Baganzola , ed atterra per pista 2.0 . E' ovvio che , essendo in discesa per l' atterraggio , su Vicofertile non può essere ad alta quota . D' altronde , dove vuole si faccia l' Aeroporto di Parma , nel Fezzan ? La telefonata all' Aeroporto della sua amica ( a chi ? alla biglietteria ? al bar ? ) , è semplicemente ridicola ! Voleva che le facessero fare il controllore di volo , dalla torre ? Peraltro atterraggi , rotte e decolli , vengono effettuate dai controllori di volo e dagli equipaggi secondo precisi e predefiniti protocolli . Cosa voleva la sua amica ? Dire al pilota dell' aereo "spostati un po' , vai un po' più su , gira di là" ? Crede di essere in bicicletta ?

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        • Annalisa

          12 Ottobre @ 12.57

          Gentilissimo non è ovvio per niente!!!!! Di solito non passano da lì... Se è così informato perché non ci dice chi è invece di nascondersi dietro un nik: mi sembra che sia il suo lavoro e allora capisco perché lo difende tanto.

          Rispondi

  • Asterix

    11 Ottobre @ 17.04

    fantastiche le chiavi di lettura oggi la Libertà di Piacenza titolava "l'aeroporto di Parma Giuseppe Verdi decolla, mentre San Damiano resta a terra" ...

    Rispondi

  • Funghetto

    11 Ottobre @ 16.47

    Sarebbe interessante vedere i business plan di queste due trovate d'ingegno, l'aeroporto e il megacentro commerciale. Pizzarotti ci mette 2,5 milioni e la regione 12. Potremmo vedere una analisi costi - benefici? Benefici per noi comuni cittadini, si intende, perché è scontato che per qualcuno i benefici saranno ENORMI. I centri commerciali già esistenti stanno lavorando in perdita. Possiamo aspettarci la loro chiusura grazie al nuovo polo? Quanti aerei e di quali dimensioni transiteranno ogni giorno? C'è una mappa dell'inquinamento acustico che si verrebbe a creare? C'è uno studio sul deprezzamento immobiliare che certamente subirebbero le aree vicine?

    Rispondi

    • Vercingetorige

      11 Ottobre @ 19.10

      Infatti , "Milano Due" , che è praticamente a testata di pista di Linate , non vale più niente e Berlusconi è in "buletta schiscia" ! I Centri Commerciali sono di proprietà privata . Se non guadagnano , chiudono.

      Rispondi

      • Funghetto

        11 Ottobre @ 20.53

        A Milano infatti non si vantano del formaggio, del prosciutto e della qualità della vita. Stanno da schifo e una parmigiano normale dovrebbe essere pagato per andarci a stare. I centri commerciali e i negozi hanno mille motivi per lavorare in perdita. Chiudere una attività costa molto, tanti tirano avanti perché non hanno denaro per chiudere i fidi. C'è chi deve riciclare denaro e non gli interessa di perderne una fetta. Una volta chiuso si è perso tutto, meglio aspettare il cinese con la valigetta di contante, come a molti è capitato. Ma sopratutto c'è l'aspetto psicologico, non vogliono sentirsi dei falliti e non accettano la perdita. Per i centri commerciali invece vale la massima: se hai 1 milione di debiti è un problema tuo, se ne hai 100 è un problema della banca.

        Rispondi

  • Vercingetorige

    11 Ottobre @ 16.38

    Aspettate ! Ho visto il progetto , ed è un' opera veramente di rilevanza strategica . Speriamo che si riesca a realizzarla davvero ! Poi , da una cosa nasce l' altra . Vedrete che , quando l' aeroporto sarà rilanciato concretamente , arriveranno anche i voli passeggeri . Ha ragione "Xxl" , ci manca solo una fermata TAV ! Non ci sarà proprio niente da fare ?

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