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EDITORIALE

Tra poco è Natale. Ma non si può dire

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Un particolare della Natività di Gesù, Giotto

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Nei giorni scorsi il vescovo di Parma, monsignor Enrico Solmi, ha lanciato un appello che suonava più o meno così: «Fate il presepe, fatelo ovunque possiate». Ha fatto benissimo. Non bene: benissimo.
Ma l'aspetto su cui riflettere è che un appello del genere, per circa due millenni e solo fino a una decina-ventina di anni fa, sarebbe sembrato assurdo. Nel senso di superfluo. In tutto l'Occidente cristiano le settimane che precedevano il Natale erano sempre scandite dalla presenza di simboli cristiani per il semplice e ovvio motivo che il Natale è il giorno in cui si fa memoria della nascita di un certo Gesù di Nazaret. Si può credere o no che quel falegname giudeo fosse il Messia: ma è un fatto che quella nascita in un piccolo paese della provincia dell'Impero romano ha spezzato in due la storia la quale, da allora e per tutti, è divisa in avanti Cristo e dopo Cristo.
Fino alla mia generazione, il Natale per i bambini era appunto presepe, luminarie, calendari dell'avvento con i cioccolatini. Magari anche consumismo (pochi sanno che la “società dei consumi” nacque proprio un Natale, nel 1924, quando a Genova si riunirono i più grandi produttori del mondo di lampadine per decidere che nessuno avrebbe più potuto produrre una lampadina che durasse più di mille ore: veniva così introdotta l' “obsolescenza programmata”, poi estesa a tutti i prodotti, e funzionale ad aumentare i consumi) magari anche consumismo, dicevo: ma la letterina per chiedere i regali sotto l'albero la scrivevamo a Gesù Bambino, non a Babbo Natale.
Oggi invece bisogna fare un appello affinché ci si ricordi che il 25 dicembre è Natale. Il nostro mondo occidentale sta liquidando queste sue radici ormai da svariati anni: nelle scuole pubbliche guai a far cantare “Tu scendi dalle stelle” o tantomeno a fare il presepe, appunto: meglio parlare di festa della pace, o dell'inverno. La motivazione di questa rimozione è sempre la stessa: lo facciamo per non offendere i bambini musulmani. Ma è una balla colossale, per due motivi evidenti: il primo è che i musulmani non si offendono per nulla, tanto è vero che non si ha mai notizia di loro proteste contro le feste cristiane; il secondo è che a cercare di “depurare” il Natale dalle sue origini cristiane sono europei, occidentali che parlano in nome di una “laicità” intesa, a mio parere, in senso sbagliato, perché essere laici non vuol dire cancellare d'autorità una tradizione, una storia.
Perché di cancellazione si tratta. Una cancellazione che qui in Italia è solo all'antipasto, ma altrove sta già facendo tabula rasa. In Inghilterra la Bbc ha smesso di contare gli anni con b. C. (before Christ) e a. D. (anno Domini): molto meglio “befor Common era” e “Commom era”. In Francia, l'eutanasia del cristianesimo è stata magistralmente descritta, e con dolore, da uno scrittore ateo come Michel Houellebecq nel suo illuminante romanzo “Sottomissione”. Ho citato un ateo come Houellebecq proprio per far capire quello che intendo: e cioè che liquidare la nostra storia non è un errore solo dal punto di vista dei credenti. Ha scritto Dame Louise Casey, collaboratrice del governo di Londra, militante di Amnesty International, donna di sinistra e paladina dell'integrazione: «Cosa abbiamo mai trovato di offensivo nel celebrare il Natale con un albero? Dobbiamo essere molto più audaci nel celebrare la nostra storia, il nostro patrimonio e la nostra cultura».
michele.brambilla@gazzettadiparma.it

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  • Vercingetorige

    28 Novembre @ 18.27

    PRETENDETE , PRETENDETE , attraverso i Consigli d' Istituto e personalmente , che , nelle scuole dove vanno i vostri figli , specialmente gli asili , le elementari e le medie inferiori , si facciano Presepio ed Albero , e , se si organizza una festicciola , si cantino i tradizionali e secolari canti di Natale. I conigli finiscono alla cacciatora !

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    • Biffo

      28 Novembre @ 18.41

      Verci, ma dopo saresti additato e bollato come rasìsta fasìsta, senofobo, nimico dei slamici, dagli snob e radical-chic di Pèrma Belèrma.

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  • danniboy

    28 Novembre @ 17.52

    come non essere d'accordo con quello che lei scrive? è la sintesi della nostra mancanza di coraggio e dell'appiattimento dei valori. un gruppo di figurine che guardano una culla ci fà paura perché non sapremmo che rispondere in caso di una semplice domanda: che significato ha? molti l'hanno dimenticato, per pigrizia e per occuparsi di altro, gli auguri con un sms... Buon Natale, quello vero, con il pinetto, il presepe e gli abbracci.

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  • Vercingetorige

    28 Novembre @ 12.26

    L' Albania , dopo decenni di dittatura comunista , è un Paese fondamentalmente laico . Le pratiche religiose , se non proibite , erano fortemente scoraggiate. Ai bambini , nelle scuole , si insegnava che Dio era una favoletta per i gonzi. Però , se voi andate in Albania in questi giorni , atterrate all' aeroporto di Tirana , che è intitolato a " Nene Tereza" , madre Teresa , e ci trovate un alberone di Natale che arriva al soffitto . Ma , nelle suole italiane , secondo dirigenti scolastici , insegnanti ed alcuni genitori , non si può .

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    • Indiana

      29 Novembre @ 00.48

      Indiana

      L'Albania ha anche da poco beatificato le vittime del comunismo, cattolici e non. Da noi quando si farà?

      Rispondi

  • Daniela

    28 Novembre @ 12.12

    condivido totalmente l'articolo!!! alla faccia di quelli che vogliono soffocare il Natale per non "offendere"!

    Rispondi

  • Indiana

    28 Novembre @ 11.13

    Indiana

    Io non sono cristiana,ma la mia Religione non mi impedisce di partecipare alle feste delle altre. Il Natale mi piace tantissimo,anche perché ha sostituito il nostro Yule. Ma i simboli di Yule sono rimasti:la nascita,l'Albero Sacro ad esempio. E poi,anche per i laici,festeggiare la nascita di un bambino speciale che sia stato messia o no, che male fa? La cristianità fa parte delle tradizioni e della storia dell'occidente,piaccia o no. E se non dà fastidio a me,la cui Religione é stata soffocata nel sangue dall'avvento del cristianesimo,gli altri cos'hanno da dire? Sinceramente non ho mai capito questo accanimento:se qualcuno si sente offeso dalle tradizioni europee é liberissimo di tornarsene a casa sua!

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