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Parma, ore decisive

Arriva Palmieri? Finora, però, nessun annuncio

Parma, ore decisive
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Tra oggi e domani il Parma sceglierà il nuovo direttore sportivo e poi, appena possibile, il successore di Apolloni. Il nome più caldo sembra al momento quello di Francesco Palmieri. Intanto Morrone ha ancora in mano la squadra che sta allenando al suon di due sedute al giorno.

Paolo Grossi

Il Parma ha sbagliato alcune partite, ora la società, o per meglio dire la proprietà, non deve sbagliare la prossima. Sono infatti le ore decisive per la ricostruzione dello staff tecnico. Tra oggi e domani arriverà il nome del nuovo direttore sportivo, e poco dopo, si spera, quello del nuovo allenatore. Queste mosse, assieme a un congruo restyling al mercato di gennaio, sono quelle che potranno rigenerare la squadra e restituirle un passo adeguato a inseguire la promozione in B.

Il problema di fondo sono le competenze di chi deve scegliere il diesse (dando per scontato che a lui sia demandata la scelta del tecnico). Tra i soci proprietari ci sono alcuni appassionati tifosi, illuminati imprenditori ma non propriamente esperti di calcio e in particolare di Lega Pro.

La decisione di delegare allo staff scelto da Nevio Scala tutte le scelte tecniche era corretta perché non si può vedere Berlusconi che prescrive sistemi di gioco ai suoi allenatori, per di più davanti ai microfoni. Se poi matura la sensazione che le scelte siano state sbagliate ci può stare, visto che chi decide paga di tasca propria, che si cambi strada, anche se la svolta è stata quantomeno brusca.

Pensar non è sapere

Ora però bisogna valutare competenze, carattere, conoscenze, e ingaggiare persone a cui si daranno in mano chiavi importanti. E il primo passo è stato falso, con la fumata nera dopo l'incontro con Delio Rossi.

E anche il nome di Palmieri sembra arrivare da esperienze per forza di cose limitate, senza nulla togliere alle potenzialità del personaggio che mastica calcio da una vita. In questa fase forse servirebbe un consulente fidato (magari non un procuratore) che possa suggerire e indirizzare sulla base di conoscenze profonde del territorio-Lega Pro. Poi è chiaro che a volte ci si può affidare a debuttanti e proprio Berlusconi lo ha insegnato con Sacchi e Capello. Però questa è una situazione di emergenza: la società sta prendendo tempo ma, come recita un vecchio adagio «il pensar non è sapere».

Silenzio stampa

Nel frattempo i giocatori si sono cuciti la bocca. Ha parlato a caldo dopo il ko di Ancona capitan Lucarelli e l'ultimo a farlo era stato Giorgino dopo Maceratese-Parma e su ben altri toni: «Avete visto un'altra partita, la prestazione è stata buona, siamo a un punto dalla vetta» e via dicendo. Ora è chiaro che non è facile andare davanti ai microfoni a dire quello che si pensa davvero, tanto più nel mondo del calcio, con i suoi codici d'onore non scritti. E allora forse fanno bene i giocatori a non rilasciare interviste in questo periodo. Solo che dopo due settimane ci si aspettava che al posto delle parole arrivassero i fatti, ma per quelli, evidentemente, serve altro tempo.

I restauri

Qualche tifoso ha accusato la passata dirigenza di aver fatto il mercato con l'album delle figurine. E' il senno di poi, ovviamente, ma per non ripetere l'eventuale errore adesso bisogna intervenire con il bisturi, andando ad asportare elementi inutili e innestandone altri che siano vitali. Si dovrà valutare quale budget mettere a disposizione dell'uomo-mercato e quali giocatori convincere ad emigrare. In rosa, è palese, ci sono molti attaccanti e pochi centrocampisti, specie se li vogliamo di personalità. Urge un riequilibrio, e nello stesso tempo il nuovo allenatore potrebbe suggerire la presenza tra i pali di un portiere più esperto di Zommers.

Chissà, magari facendo le valigie da Sassuolo Palmieri potrebbe convincere un ex come Pegolo a tornare al Parma. Pegolo che tra l'altro è stato allenato da Ermes Fulgoni al Verona e potrebbe fare da chioccia ai promettenti giovani colleghi in maglia crociata.

Il presente effimero

L'attualità è Morrone che, evidentemente in accordo con la società, sta torchiando i giocatori al ritmo di due sedute al giorno. Nessun ritiro punitivo insomma ma un giro di vite sul piano dell'impegno e delle ore trascorse sul campo. Non è dato sapere se sabato in panchina contro il Bassano ci sarà lui o un più esperto collega che però, proprio com'è successo a lui, farà fatica in pochi giorni a incidere su gioco e morale della squadra. Nel caso, il messaggio emerso da Ancona è che la difesa a quattro con Lucarelli e Canini non funziona. O cambiano gli uomini, o cambia l'assetto.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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  • Giorgio

    30 Novembre @ 10.26

    gioger@alice.it

    Chissà? Forse potrebbe essere davvero questo il vero "calcio biologico". Lo dico senza ironia sapete? Una proprietà non certo espertissima di calcio, che cerca di darsi da fare per quanto meglio può e nel miglior modo possibile. A me la conferenza stampa di Marco Ferrari è piaciuta cento volte di più di quella fatta a suo tempo dal quadrumvirato: non scordiamoci che tutti i guai del Parma come società sono partiti da lì e da quella assurda storia dell'indissolubilità.

    Rispondi

  • Vittorio

    29 Novembre @ 20.50

    come si criticano allenatore dirigenti e tutto tace per quanto riguarda la proprieta' che la vera responsabile di tutti questi casini? E' la peggior gestione da quando io seguo il Parma che purtroppo sono ormai decenni

    Rispondi

    • Filippo Bertozzi

      29 Novembre @ 21.19

      Peggiore del gatto obeso e della volpe con la onlus, non credo proprio.

      Rispondi

      • Vittorio

        29 Novembre @ 22.51

        almeno avevamo allenatore e dirigenti ,che poi fossero piu' o meno onesti e' un' altro discorsoc

        Rispondi

  • Max

    29 Novembre @ 19.29

    Come dice Grossi, Palmieri ha un'esperienza limitata, avendo sinora lavorato nei settori giovanili. Se la parola d'ordine è, come sembra, "esperienza", occorre un diesse che conosca questa categoria - e magari che sia anche già stato vincente - e anche quella immediatamente inferiore per sapere attingere giocatori di valore, tanto più se giovani. Ricordiamo, infatti, che sinora, a dispetto dei nomi altisonanti arrivati a Parma, il migliore acquisto si è rivelato essere Nocciolini, il quale se non fosse oltre modo limitato da compiti difensivi avrebbe probabilmente messo in mostra maggiormente le sue qualità di attaccante, incidendo ancor più nelle segnature. Ma allo stesso tempo il diesse deve conoscere molto bene anche le serie superiori, non potendo pensare che si rifaccia uno staff tecnico dopo avere conseguito una promozione, auspicabilmente già a giugno del prossimo anno. Un diesse che abbia le conoscenze giuste (sia tecniche, sia di rapporti personali), che abbia gli agganci giusti, che sia ben inserito nel panorama calcistico a livelli superiori. A mio avviso, un diesse con tutte le caratteristiche sopra descritte ha il nome di Doriano Tosi. Per di più "nostrano", come la proprietà, per rimanere il più possibile ancora in chiave parmigiana, cosa che non guasta.

    Rispondi

  • paolo

    29 Novembre @ 18.59

    ma siete cosi' sicuri di palmieri?forse non conoscete il personaggio.fate un sondaggio alle societa' di parma e provincia su palmieri,ne sentirete delle belle!!!!!!!!!!!!!

    Rispondi

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