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Emergenza truffe agli anziani

Crescono le truffe agli anziani
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Luca Pelagatti

Ci sono il finto avvocato e il sedicente poliziotto, l'amico inventato e la ragazza che, senza motivo, si fa prendere dal turbine della passione.

C'è quello che agisce da solo, protetto solo dalla propria parlantina, e quelli che operano in coppia, pronti a garantirsi la frase che apre le porte e la via di fuga. C'è il tipo che alla prima occasione gira sui tacchi e svanisce ma anche quello che, se si vede messo alle strette, alza la voce. Sono molti e diversi tra loro. Ma una cosa in comune c'è sempre: sono truffatori della peggiore specie. Quelli che imbrogliano gli anziani. E colpiscono sempre più spesso.

Una statistica precisa non c'è: ma basta parlare con le forze dell'ordine per avere la conferma del fatto che il fenomeno non conosce crisi. Anzi, aumentano le denunce così come i sotterfugi inventati da questi balordi. Che purtroppo quando vengono pizzicati, sanno di rischiare poco. Troppo poco almeno per il male che fanno. Rubando soldi e gioielli ma, soprattutto, la fiducia e la speranza alle loro vittime coi capelli bianchi.

IL FINTO AVVOCATO

I truffatori infatti, a differenza di chi rapina, usano una diversa forma di violenza. Quella della parola. Il caso più eclatante, e di recente anche più frequente, è quello del falso avvocato. Nella nostra città i casi sono stati molti e tutti rispettano lo stesso clichè. Da cui in apparenza sembra facile difendersi anche se poi in tanti ci cascano.

Tutto nasce da una telefonata di un uomo che con l'aria sbrigativa di chi ha molto da fare racconta una situazione da brivido. «Sono un avvocato e rappresento suo figlio che è stato arrestato poco fa. Ha provocato un incidente e non aveva assicurazione. Insomma, è nei guai seri. Per aiutarlo ad uscirne occorrono soldi».

E qui scatta la beffa: il denaro serve per saldare l'assicurazione o per pagare una cauzione. In ogni caso servono alcune migliaia di euro. E subito. Facile immaginare lo stato d'animo di chi riceve questa chiamata che, talvolta, ha sfumature differenti. In certi casi infatti a presentarsi al telefono è un sedicente maresciallo dei carabinieri che ripete la storiella dell'arresto spiegando che nel giro di pochi minuti un avvocato, che difende il figlio nei guai, si presenterà alla porta della vittima. Per ritirare la somma necessaria.

Per chi, adesso, sta leggendo il giornale è facile sorridere: «Io non ci cascherei mai». Non è vero. Finire nella trappola è assai facile anche perché i truffatori sono assai abili. E prevedono ogni mossa.

Una delle prime reazioni infatti di chi viene preso di mira è la più istintiva: comporre il numero del figlio chiedendo spiegazioni e conferme. Ma i truffatori, come detto, conoscono la tecnica vincente. Il malvivente infatti finge di riattaccare ma invece resta all'apparecchio per tenere bloccata la linea.

La vittima quando compone (o meglio crede di comporre) il numero del figlio, si ritrova così a parlare allo stesso telefono che l’aveva chiamata. Ovvero con il truffatore il quale non deve fare altro che borbottare con tono severo di essere un carabiniere.

«Il telefono di suo figlio è stato sequestrato e lui non può parlare perché lo stiamo interrogando», è la conclusione pesante come una mazzata. Quella definitiva: di solito a questo punto la vittima, immaginando il figlio in caserma, capitola e cerca di procurarsi il denaro.

L'ACQUA AVVELENATA

Denaro e non solo: questi truffatori sanno bene che difficilmente una persona ha in casa migliaia di euro in contanti. Così, per fare in fretta e impedire che qualcuno abbia il tempo di fare riflettere la vittima, si dicono disposti anche ad accettare gioielli e oggetti di valore. Come se fosse possibile pagare una assicurazione con un anello. Ma i gioielli sono assai pratici da rubare: valgono come contanti e si nascondono facilmente.

Ed è proprio all'oro e ai preziosi che puntano altri truffatori: quelli che si fingono tecnici di Iren. La truffa parte sempre dall'annuncio di un guasto e non conta se si tratti di un problema idrico o all'impianto del gas.

Quello che serve è entrare in casa. Una volta nell'appartamento i finti tecnici iniziano a parlare a raffica: «Durante dei lavori sulle tubature si è verificato un guasto che potrebbe aver rilasciato mercurio nell'acqua. Devo controllare con l'apparecchio», è, di solito, la spiegazione ovviamente inventata che si trasforma in trappola: «Però c'è un'interferenza che mi impedisce di usare il mio strumento. Per caso lei ha degli oggetti d'oro in casa? Li deve mettere nel frigorifero in modo che non disturbino l'apparecchio».

Non serve aggiungere altro: basta un attimo al balordo per distrarre il padrone di casa che nel giro di pochi secondi si trova depredato di tutto. Ovviamente del mercurio nell'acqua nessuna traccia.

In altri casi invece il tecnico si presenta fingendo di dover controllare la bolletta del gas. E per colpire si serve di un complice: mentre uno dei due si attarda a guardare il documento, intrattenendo con mille parole le vittima, l'altro si intrufola in camera da letto. E' li che quasi tutti tengono le cose di valore. I ladri lo sanno bene: e infatti molto spesso se ne vanno con le tasche piene.

Questa lista vi sembra sconcertante? Beh, sappiate che è assolutamente parziale.

E che i malviventi sfruttano ogni cosa a proprio favore. Anche la paura che le loro azioni provoca.

GUARDIE E LADRI

La riprova arriva da una altra truffa che, purtroppo, quasi sempre funziona: quella del finto poliziotto che insegue un ladro. Qui il segreto è puntare sulla concitazione. E fare leva sul timore. In pratica uno o due persone, vestite in borghese ma con un tesserino taroccato in tasca, affrontano una persona anziana in casa o ancora meglio sulle scale.

«Siamo agenti di polizia - raccontano con il fiatone di chi sta sgambando sulle tracce di un ladro in fuga. - C'è stato un furto in questa casa e stiamo cercando di prendere i responsabili. Ci faccia vedere se in casa sua è tutto a posto».

E siamo alle solite: una volta dentro il gioco è pressoché fatto. I balordi fanno un po' di scena e suggeriscono alla vittima di controllare che i gioielli siano al loro posto: quando la padrona di casa apre il cassetto loro la distraggono un attimo e arraffano ogni cosa. Quando la vittima se ne accorge è troppo tardi. Ed è il momento di chiamare la vera polizia per denunciare il furto subito.

L'AMICO SCONOSIUTO

C’è poi un altro gruppo di truffatori: quelli, si potrebbe dire, che recitano con il sorriso, che si presentano come amici. Mentre di amichevole in loro non c'è proprio nulla. Solitamente questi banditi avvicinano le loro vittime per strada e iniziano a raccontare una storia strampalata. La loro abilità è renderla verosimile.

«Si ricorda di me? Ma si, dai, sono l'amico di suo figlio», è di solito l'attacco della recita che richiede per essere portata a termine grandi doti di recitazione. Perché è evidente che quel tale il figlio della vittima non sa neppure chi sia. Ma per essere credibile servono dettagli. E spesso sono proprio le vittime a fornirli. La persona presa di mira, ingenuamente, infatti si lascia scappare il nome del figlio o altri piccole informazioni che il balordo memorizza e usa per rendere più plausibile la propria versione. Lo scopo è semplice: conquistare la fiducia della persona da derubare, convincerla di essere, appunto, un amico. Poi, a seconda dei casi, si lanciano gli ami che finiscono sempre in una domanda di denaro: «Suo figlio mi deve questa somma e mi ha detto di farmeli dare da lei» oppure «Sta scandendo l'assicurazione dell'auto e suo figlio mi ha suggerito di venirli a prendere da lei. Poi oggi stesso glieli rende». Ovviamente non tutti abboccano ma se serve, spesso, i truffatori che sanno essere bravi attori rinforzano la loro parte.

«Se non ci crede lo chiediamo direttamente a lui», ammiccano allungando alla vittima un telefono cellulare con cui hanno finto di chiamare il figlio-amico. Dall'altra parte c'è uno sconosciuto, un complice: una voce sentita per strada, tra il rumore delle auto, in un cellulare basta talvolta a confondere le vittime. Che credono davvero di avere parlato con i loro familiari.

LE MALIARDE

Infine l'ultima moda in fatto di truffe: quelle messe a segno da graziose ragazze dell'Est con facce graziose e decoltè provocanti. Peccato abbiano anche mani assai veloci a fare sparire Rolex, collane o braccialetti.

Il tutto si svolge in strada, in pieno giorno. Quando uno non si sente quasi mai in pericolo. In particolare uomini di una certa età che vengono avvicinati da queste donne, con una scusa qualsiasi: un'informazione su una strada, una richiesta di indicazioni.

A quel punto, arrivata a portata di voce e di mano, la ladra fa scattare il secondo atto. Quello a luci rosse. La donna infatti sgrana gli occhi con aria lasciva e inizia a proporre all'interlocutore un approccio erotico. Proprio così: senza perdere tempo a girarci intorno la donna sfrontatamente si propone.

E per rendere più credibile e convincente la profferta allunga le mani. O meglio: prende la mano dell'uomo che ha di fronte e se la appoggia addosso, si fa palpeggiare il seno o le gambe. Qualcuno, è ovvio, si ritrae; qualcuno, ingenuamente, indugia e si compiace del contatto. In entrambi i casi il danno è già fatto perché le donne, che sono ben allenate, sono assai rapide nello sfruttare il momento in cui stringono la mano e il polso della vittima per sganciare in quella frazione di secondo il cinturino dell'orologio.

Dura un istante: ma quando la vittima controlla che ore sono scopre che è tempo di fare maggiore attenzione. Il Rolex è svanito e con il cronografo anche la fiducia nel prossimo. Un furto, quello della propria autostima, che è forse il peggiore e da cui ci si può proteggere in un solo modo. Non fidandosi mai. Nè dei tecnici con la pettorina gialla nè di sedicenti agenti, nè di amici mai visti e neppure di vezzose inspiegabilmente vogliose. Passerete forse per inguaribili misantropi. Ma questo è il prezzo che si paga a vivere in un mondo di ladri.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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  • Michele

    08 Dicembre @ 13.06

    mandra_sala@libero.it

    Truffe truffe truffe. Criminalità alle stelle. E Casa assessore alla sicurezza Cosa fa ? Si vantava aver sperperato 125.000 euro di LUCI di Natale. Soldi per la prevenzione alla criminalità non c'è ne sono.... ma per la CAMPAGNA ELETTORALE fatta conti soldi dei cittadini.... si.

    Rispondi

  • Vercingetorige

    08 Dicembre @ 12.18

    Questi , però , son tutti italiani , ma "voemose ben" !

    Rispondi

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