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Il nuovo supermercato? No del Comune a causa dei camion

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La sala giochi non è previsto che arrivi (almeno per ora), ma il supermercato di via D'Azeglio è destinato a chiudere a fine anno. La proprietà dell'immobile aveva già trovato un accordo con un'altra catena della grande distribuzione, ma è saltato per il «no» del Comune a concedere il transito di camion di grandi dimensioni per rifornire il punto vendita.

Francesco Bandini

Chiusura del supermercato di via D'Azeglio e possibile arrivo di una sala giochi: dopo l'allarme lanciato dal consigliere comunale Giuseppe Pellacini e l'inchiesta di ieri della Gazzetta, le notizie sono quattro. Una buona e, purtroppo, tre cattive. Quella buona è che fino ad oggi non è mai stata nemmeno ipotizzata l'apertura di una sala giochi.

Quanto alle cattive notizie, la prima è che il supermercato Vivo ha effettivamente dato disdetta alcuni mesi fa al contratto di affitto e al momento la chiusura è prevista per il 31 dicembre. La seconda cattiva notizia è che una catena di supermercati tedesca, la Aldi, aveva già preso accordi con la proprietà per la gestione del punto vendita, ma la trattativa è naufragata di fronte al no del Comune a lasciar arrivare in via D'Azeglio camion di grosse dimensioni per rifornire il supermercato. Infine, la terza cattiva notizia, anche se per ora si tratta solo di un'ipotesi piuttosto remota: se non ci sarà alcun supermercato interessato a prendere il posto di Vivo, la proprietà non esclude che, piuttosto che tenere vuoti tremila metri quadrati di superficie commerciale in via D'Azeglio, si possa affittare anche a una sala giochi, nel caso qualcuno si faccia avanti (cosa che finora non è successa).

A spiegare queste circostanze è Giuseppe Zambello, commercialista di uno di quattro comproprietari dell'immobile, che precisa di parlare a nome di tutti e quattro. «Abbiamo un incontro lunedì (domani per chi legge, ndr) con un'altra catena della grande distribuzione interessata ad aprire un proprio punto vendita in via D'Azeglio, ma utilizzando una superficie inferiore rispetto a quella attuale». Al momento, infatti, dei tremila metri quadrati complessivi, duemila sono occupati dal supermercato e mille da un negozio di abbigliamento gestito da cinesi, che opera in regime di «gestione di reparto» (di fatto si tratta di un subaffitto, quindi la licenza è legata a quella del supermercato). Nel caso andasse in porto la trattativa di domani, chi subentrerà a Vivo aprirà un negozio di mille metri quadrati, vale a dire la metà di quello attuale; ma in questo caso il negozio di abbigliamento sarebbe disponibile ad ampliarsi, occupando gli altri duemila metri quadrati.

Non è comunque del tutto tramontata la trattativa con Aldi: «Ci hanno detto – spiega Zambello – che se il Comune concedesse una deroga per far arrivare i camion in via D'Azeglio, loro sono sempre interessati». E in quel caso il supermercato occuperebbe tutti i tremila metri quadrati, ingrandendosi rispetto all'attuale Vivo e prendendo il posto anche del negozio dei cinesi. Il problema è che il Comune ha già detto di no: l'attuale regolamento comunale non consente in quella zona il transito di mezzi di peso superiore ai 35 quintali, nemmeno di notte. Se invece venisse concessa una deroga rispetto a questo divieto, sarebbe praticamente già certa la permanenza in via D'Azeglio di un supermercato, scongiurando il rischio di impoverimento dei servizi del quartiere, che è ciò che residenti e commercianti temono maggiormente.

Senza contare che, se davvero naufragasse ogni trattativa per aprire un nuovo supermercato, non è esclusa l'ipotesi che quello spazio possa essere occupato da altre attività, compresa una sala giochi. «Smentiamo di aver avuto alcun contatto con sale giochi – chiarisce il commercialista – e anche da parte dei proprietari c'è la volontà di continuare ad avere in quegli spazi un supermercato, anche per dare un maggiore valore all'immobile». Tuttavia, aggiunge, se tramontasse questa possibilità, «piuttosto che lasciare vuoto un ambiente del genere, non so cosa potrebbero decidere i proprietari: sono persone anziane che di fatto vivono di questo affitto». La sala giochi? «Se qualcuno dovesse farsi avanti, non lo si può escludere a priori. Ma ribadisco che finora la questione non è mai stata affrontata».

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  • Gio

    12 Dicembre @ 21.01

    Giorgio R.

    Credo che i camion di approvvigionamento siano un falso problema. Anche a Parma si è iniziato a portare la merce con mezzi adeguati alle consegne in centro. In molti paesi lo fanno e funziona. Credo sia un servizio importante proprio perché in centro.

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  • Immanuel

    12 Dicembre @ 18.44

    Per i fans del supermercato : ai tempi d'oro della Billa, ne trovavi parcheggiati anche 4 o 5 nei borghi dietro e magari in simultanea arrivava anche un camion del rudo. E scaricavano tutti i giorni. Sabati compresi. Con il vivo mi sembrava un po' migliorato. So che ci sono state battaglie discrete con i residenti a suo tempo. E' un supermercato troppo grande per restare aperto in mezzo alle case. Certo, una sala slot è impensabile. Secondo me l'ideale sarebbe un bel negozio di elettronica

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    • marirhugo

      12 Dicembre @ 21.14

      io invce ci metterei una sezione del partito comunista dei lavoratori materiali e immateriali sezione della V INTERNAZIONALE COMUNISTA, con le casse sempre aperte 24 al giorno 368 giorni all'anno,, ( faremo la riforma del calendario: febbraio sempre 31 giorni e la filastrocca diventa "30 conta novembre con april giugno e settembre di 28 ce n'è nessuno tutti gli altri ne han 31")

      Rispondi

  • marirhugo

    12 Dicembre @ 00.11

    anch' io anch''io , il supermercatino mio

    Rispondi

  • Giancarlo

    11 Dicembre @ 17.38

    la cosa e talmente grossa che se fosse vera e penso lo sia ....ebbene sarebbe la dimostrazione della totale incompetenza ed arrogan za di questa giunta di inetti incapaci

    Rispondi

  • Angelo

    11 Dicembre @ 17.29

    E' evidente che se i nuovi imprenditori tedeschi che vorrebbero subentrare a Vivo nella gestione del supermercato intendono utilizzare grossi Tir e autoarticolati per rifornire la struttura in oggetto invece di utilizzare i mezzi ecologici che sono stati utilizzati per anni sia da Billa che da Vivo fino ad oggi e che vengono utilizzati dagli altri supermercati localizzati in centro a Parma, dagli artigiani, dai residenti così ricattando l'Amministrazione Comunale e i cittadini che vivono in Oltretorrente per me se ne possono stare in Germania perché non è sicuramente questo costo che può alterare il conto economico di un supermercato.

    Rispondi

    • silviococconi

      11 Dicembre @ 19.28

      Esatto ! ... Oltretutto quando c'era la "Billa" (altro supermercato di origini austriache) o peggio ancora la "Standa" di Berlusconi i camions venivano a scaricare (cmq. non più di 1 volta alla settimana); ma anche questo potrebbe essere superato sfruttando il servizio di mezzi ecologici del Centro Agroalimentare (C.A.L.) di proprietà anche del Comune ed in crisi da anni : ma poi dopo i proclami "grillini" della Giunta di non voler giustamente alimentare il "gioco d'azzardo" ed essendocene già 2 in zona, vogliamo metterne un'altra con giri di malintenzionati giocatori in questa zona ?! ... Bravo Casa , tra te e Folli non saprei chi scegliere in "argutezza" ...

      Rispondi

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