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L'EMERGENZA

Ancora violenza a San leonardo: donna aggredita in pieno giorno da tre uomini

La vittima: "Erano tutti dalla pelle scura. Sono sconvolta"

S. Leonardo sprofonda nel terrore: donna aggredita in pieno giorno da tre uomini
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Aggessione in pieno giorno nel quartiere San Leonardo. Vittima una 44enne che stava portando a spasso il cane nell'area verde tra via Bologna e via Verona: «Uno è sbucato da un cespuglio con i pantaloni abbassati: poi sono arrivati altri due che mi hanno bloccato. Erano tutti dalla pelle scura. Sono sconvolta da tanta ferocia».

«Il primo è sbucato da un cespuglio. Aveva i pantaloni calati e mostrava le parti intime: “Vieni qui, ti piace?” mi ha detto. Mi sono messa a urlare a pieni polmoni. Lui mi ha strattonata, ha preso a sferrarmi calci e pugni, nemmeno lo spray urticante è riuscito a fermare quella furia. Quando ho impugnato il cellulare me l’ha strappato di mano. Mi sono dimenata, ho risposto ai colpi, ma all’improvviso si sono materializzati altri due ragazzi e mi hanno bloccata».

Pieno giorno, pieno San Leonardo. Marika (la chiameremo così) ha 44 anni, accento dell’Est e la paura stampata in faccia. L’aggressione si è consumata sabato pomeriggio nello spicchio verde tra via Bologna e via Verona, e solo grazie all’intervento del marito la situazione non è precipitata.

«Gli aggressori avevano tutti e tre la pelle scura, penso fossero nordafricani. Del ricordo solo la ferocia negli occhi. Degli altri poco e nulla. Per fortuna ero a pochi metri da casa: mio marito ha sentito le grida e si è precipitato in strada, così com’era, a piedi nudi. Ha tentato di bloccarli, a quel punto sono riuscita a recuperare il telefonino e ho urlato che avrei chiamato la polizia. Solo allora sono fuggiti. Quello che sarebbe accaduto se non mi avesse sentito è facilmente intuibile. La mia colpa? Essere andata a passeggio col cane in un pomeriggio d’estate. Mi hanno insultata perché ero una donna, dunque di facili costumi» Marika rovescia tutto il suo livore.

Già, perché dopo la paura «ti assale la rabbia. Per quello che è accaduto, per chi stava affacciato alle finestre e non ha chiamato le forze dell’ordine, per il Comune e la sua “non politica” sull’integrazione. Se ci sono risorse per i migranti ben venga, ma vanno poi gestiti nel concreto».

La 44enne è un fiume in piena, mostra i referti medici suoi e del compagno: tre giorni per guarire una distorsione e i graffi di lei, cinque per lividi e ammaccature dell’uomo.

«Lasciamo perdere le ferite fisiche, sono lievi, ma per quelle al cuore accuso il sindaco Pizzarotti e tutti coloro che hanno il potere di cambiare le cose e non lo fanno».

Un j’accuse amaro, intervallato dalle lacrime, quello della 44enne che racconta quel che ha vissuto nella speranza «di aprire gli occhi a chi sta al potere. Non faccio che chiedermi cosa sarebbe accaduto se mio marito non avesse sentito le urla. O peggio, se al mio posto ci fosse stata una madre con una bambina. Lo spettacolo sconcio di un uomo con i calzoni abbassati sarebbe stato orribile, figuriamoci essere malmenate».

Marika abita nei dintorni del parchetto più volte finito agli onori della cronaca per la fauna non proprio rassicurante.

«Era sabato pomeriggio, ero a passeggio col mio cocker e stavamo rientrando a casa. Per fortuna sua, quando in giro non c’è nessuno lo lascio libero dal guinzaglio. Quando mi hanno assalita il cane era lontano, almeno non è stato picchiato anche lui».

Sull’accaduto stanno ora indagando gli uomini della Questura. La Volante, chiamata direttamente dalla vittima dell’aggressione, è approdata in via Bologna in pochi minuti. «Ma oltre il danno la beffa – Marika si toglie un ultimo macigno dalla scarpa –. Nonostante quest’area sia da tempo considerata “difficile” e la presenza di alcuni uffici dell’Ausl, non ci sono telecamere. Possibile che tra i tanti investimenti all’ordine del giorno non si sia pensato a far installare gli occhi elettronici qui?». E rilancia: «Almeno si potrebbe investire su corsi di autodifesa gratuiti per le donne, impartiti da esperti. Io ho 44 anni e il fisico non è allenato, ma ho coraggio da vendere. Mi chiedo come avrebbe potuto reagire un’altra donna».

«Dopo l'agguato qualcuno ha tagliato i cespugli»

A due giorni dall’aggressione rimangono solo l’aria pesante e i cespugli del parco fatti a pezzi. Qualcuno ieri ha potato freneticamente i tre arbusti dell’area verde fra via Bologna e via Verona, vicino all’ingresso degli uffici dell’Ausl e del Comune. Lì, dove si nascondeva il primo dei tre assalitori che hanno teso l’agguato a Marika. Forse per evitare nuove imboscate, forse per dare un segnale. Ad ogni modo il taglio drastico non è stata opera dell’Assessorato al verde pubblico. «Del resto che qui sia terra di nessuno è cosa nota, è probabile che qualcuno abbia deciso di agire». Gregorio, 20 anni e zaino in spalla, fa spallucce. «Ogni tanto trovi la gente che bivacca quando non addirittura dorme direttamente nel parchetto» dice piatto, senza emozione. Come qualche giorno fa, quando la polizia è stata chiamata per un giovane afflosciato tra l’erba bruciata dal sole. «Non reagiva, pensavamo fosse morto – racconta una ragazza con l’aria smarrita di fronte al taccuino –. All’improvviso si è rianimato: era in stato confusionale, sembrava alterato dalla droga, ma almeno era vivo». Una scena non proprio rassicurante e tantomeno rara per questa fetta di San Leonardo. Nei dintorni si oscilla tra apatia, rabbia, paura e rassegnazione. «Qui saettano gli spacciatori in bici e vengono a ubriacarsi sulle panchine» si sussurra nei bar, negli androni, nei negozi poco distanti dallo spicchio verde. Dove spesso e volentieri si materializzano le paure delle famiglie che vivono nel circondario. «Certo vado lì a passeggio col cane, ma se avessi un bambino non ci metterei piede – s’arrabbia Giovanna, che negli anni ne ha viste di cotte e di crude –. Troppo rischioso». Diverso è invece per una residente che accetta di parlare senza nome: «La situazione sembra migliorata dopo Natale, prima incrociavi sette o otto pusher fissi sulle panchine, c’era da aver paura. Adesso il numero si è ridotto drasticamente. Si radunano alla spicciolata la sera tardi e sono pochi». Segno che la geografia della droga cambia a seconda delle stagioni, e dei clienti. «Non è una questione di razzismo – sbotta Antonio, pensionato con un diavolo per capello –. Se ti ubriachi o infastidisci una donna non puoi passarla liscia. Questo parco è relativamente recente, e spesso diventa un immondezzaio a cielo aperto. Cartacce, bottiglie di birra, cestini trabordanti di schifezze rimangono lì per giorni. Non solo: viene da affrettare il passo per paura di incappare in qualche malintenzionato». Le mille lamentele di un quartiere troppe volte dimenticato valgono oggi come ieri. Ma c’è anche chi è scettico: «A che serve continuare a parlarne se non cambia mai nulla?». Ch.Poz.

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  • RENZ

    06 Settembre @ 16.16

    R E N Z

    Ci devono pensare in primo luogo i LEGISLATORI e governanti nazionali. Il Sindaco ha poteri limitati e sta facendo quel poco che può fare, ad es. pretendere che i Vigili, i quali credono che Polizia Urbana sia un titolo onorifico, lavorino in turni su 24 ore, modalità esclusa dal loro contratto sindacale .

    Rispondi

  • Indiana

    06 Settembre @ 10.44

    Indiana

    Ma qualcuno di voi si rende conto del trauma che ha subito questa donna? Ed è andata anche bene che non sia finita peggio! Ha detto bene:corsi di autodifesa gratuiti per le donne,spray al peperoncino,ma....Io pratico da più di vent'anni arti marziali miste,so usare diversi tipi di arma,ma quando ti assalgono tre o quattro uomini cosa si può fare??? I vigliacchi attaccano in gruppo,ne stendi due o tre,ma intanto puoi ferirti e ci sono gli altri. Grazie alla sinistra ci siamo ridotti a dover pensare a come poterci difendere da orde di immigrati incivili che,NOTARE BENE,ti insultano e ti aggrediscono perché sei una donna,da loro considerata debole e inferiore. Non sarebbe stato meglio evitare tutto questo? Non sarebbe meglio mettere un freno all'invasione e rimpatriare un bel po' di gente?

    Rispondi

  • Gio

    06 Settembre @ 09.04

    Giorgio R.

    SCHIFO ! VERGOGNA ! Da vent'anni a questa parte Parma NON è più Parma e ogni volta che accadevano certe cose TANTI a giustificare e a dire che erano sempre accadute a Parma ....compresi i questo ri e prefetti che si sono succeduti....dicevano c'è di peggio ...ci sono città con omicidi ecc. quello lo ha fatto per questo o quel motivo ...poverino non è colpa sua ecc. E' stato tutto un bel pacchetto di furbi che ci hanno portato a questa situazione di M. Sanzioni alle onlus che li ospitano o a chi li ha in affitto a spese degli italiani VIMINALE ogni volta che questi fanno atti contro la città e l'umanità e il quieto vivere. Troppo comodo prendere soldi dal Viminale e non avere la responsabilità di ciò che fanno sul territorio. tROPPO COMODO affossare un paese con le tasse e tanti non hanno soldi e lavoro per pagare affitti o mutui e allora ecco che si riempiono appartamenti a spese nostre Ma in che paese viviamo ? Invece di abbassare le tasse e far partire realmente il lavoro continuativo (troppi a tempo determinato) distruggono il tessuto sociale facendoci soccombere così. UNA VERGOGNA !

    Rispondi

  • patti

    05 Settembre @ 23.04

    Grilloparlante@....e quindi il sindaco che provvedimento dovrebbe adottare che non adotta?

    Rispondi

    • dvs

      06 Settembre @ 08.33

      controllo del territorio, presidio e pattugliamento anche della municipale (e non solo la sera, in zona san leonardo lo spaccio su strada avviene anche in pieno giorno), verifica che certi soggetti non usufruiscano di abitazioni / sovvenzioni pubbliche o comunali (da annullare immediatamente), in compagnia del prefetto controllo e denuncia di chi affitta in nero abitazioni a certe persone, controllo e segnalazioni ad associazioni/cooperative/altro che eventualmente ospitino certi personaggi (con sanzioni per mancati provvedimenti). Magari non sono tutte azioni dirette del sindaco, ma se si volesse dar una mossa potrebbe provare ad ottenere qualcosa. Al momento sarebbe già meglio del nulla che sta facendo. Anzi, peggio, se ne esce con dichiarazioni del tipo "modello di integrazione esportabile"

      Rispondi

    • Grillo Parlante

      06 Settembre @ 03.19

      potrei scrivere pagine sugli errori commessi dal Sindaco nella gestione della Polizia Municipale. Per fare solo un esempio, sempre dietro richiesta al Comandante della Polizia Municipale stessa, potrebbe esigere una presenza costante (24 ore su 24) di pattuglie formate da almeno tre unità in alcune zone calde della città: per iniziare Piazza Duomo, Viale dei Mille/Viale Vittoria, Piazzale della Stazione. Naturalmente dovrebbero essere unità addestrate: e qui casca l'asino. Quasi nessun componente della Polizia Municipale di Parma ha l'addestramento necessario per fronteggiare eventuali aggressioni fisiche. Ciò è frutto di scelte sbagliate del passato, sia in termini di assunzioni che di formazione, ma nulla vieta di porre rimedio, con una spesa assolutamente contenuta. Ho le competenze e l'esperienza necessarie per poterlo affermare.

      Rispondi

      • salamandra

        06 Settembre @ 12.03

        Sulle 24/24 hanno appena parlato i sindacati: ovviamente sono contrari. E poi quanti agenti possono stare sulla strada o, grazie a certificati medici tipo dermatite da smog, sono esentati dal servizio utile?

        Rispondi

  • Cristina

    05 Settembre @ 22.49

    Qui se non fa nulla il sidaco dovermo far qualcosa noi .... Almeno girar di sera con la pistola ... Forse è questo a cui vogliono che arriviamo....

    Rispondi

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