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Parco Bizzozero

Donna presa a pugni dai tifosi pescaresi

Donna presa a pugni dai tifosi pescaresi
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L'hanno presa a pugni e hanno anche cercato di rubarle il marsupio. Una quarantenne tifosa del Parma racconta l'aggressione subìta al parco Bizzozero da parte di un «branco» di tifosi pescaresi.

Michele Ceparano

Terrore e dolore. E tanta rabbia. Questo ha provato una tifosa parmigiana di quarant'anni che sabato pomeriggio, dopo la partita del Tardini tra Parma e Pescara, mentre stava entrando al parco Bizzozero, ora Parco del Dono, per poi recarsi a casa, ha subìto un violento tentativo di rapina.

A colpirla, racconta la donna ancora piuttosto scossa, cinque persone, tutte più o meno fra i trenta e i quarant'anni. A contraddistinguerli un particolare: avevano tutti la sciarpa biancazzurra, i colori della squadra abruzzese che si era appena battuta contro i crociati, legata alla vita.

La donna non è stata però l'unica vittima della violenza di questo «branco». A fare le spese della loro furia anche un ragazzino, che passava da quelle parti in sella alla sua bici. E' riuscita invece, sempre stando al racconto della quarantenne, a scampare al gruppo un'altra persona, una ragazza anche lei in sella a una bicicletta. Era lei che probabilmente quei cinque stavano inseguendo.

Ma ecco i momenti di autentico terrore rivissuti dalla donna. «Uscita dallo stadio - racconta la quarantenne che chiede di non fare il proprio nome e cognome -, mi sono diretta a piedi verso viale Duca Alessandro per raggiungere la zona di piazzale Maestri, dove abito. Per tagliare ho preso per il parco Bizzozero, entrando appunto da viale Duca Alessandro. A un certo punto sento sfrecciare in bici vicinissima a me una ragazza con la sciarpa gialloblù al collo. Andava fortissimo e mi ha sfiorata. Lì per lì mi sono chiesta il motivo di tanta velocità».

Una domanda a cui purtroppo dopo qualche secondo la donna troverà la risposta. «Mi sono sentita tirare per il cappuccio della felpa - continua il suo racconto -, mi sono dovuta girare e ho visto di fronte a me cinque persone con delle sciarpe legate alla vita». Sciarpe di quale colore? «Biancazzurre - risponde con sicurezza -, erano del Pescara. L'ho capito anche dall'accento perché qualche parola sono riuscita a sentirla».

Un «branco» oltremodo violento. «Mi hanno dato due pugni nello stomaco e mi hanno buttata a terra - rivive quegli istanti -. Mi hanno tirata per i capelli e perfino sputato addosso, urlandomi offese di tutti i tipi». Poi, racconta del tentativo di rapina, questo però fortunatamente andato a vuoto. «Hanno anche cercato di rubarmi il marsupio - spiega -, ma non sono riusciti a sfilarmelo, perché ce l'avevo sotto la felpa».

La donna, a quel punto, si è così anche spiegata il perché la ragazza di prima andasse a tutta velocità. «Secondo me stavano inseguendo lei - riprende - perché aveva la sciarpa del Parma addosso. Ma non essendo riusciti a prenderla hanno ripiegato su di me. Devo dire però che io non ero riconoscibile come tifosa. Ma a loro questo evidentemente non importava».

La violenza non l'hanno però scatenata soltanto contro la donna, ma anche contro un altrettanto incolpevole ragazzini che passava, anche lui per uno sfortunato caso, di lì in sella alla sua bici. «Lo hanno fatto cadere dalla sua bicicletta - racconta ancora - e hanno sputato addosso anche a lui. Mi sembra che si sia fatto male a un ginocchio».

Nel frattempo stavano passando marito e moglie che hanno prestato i primi soccorsi ai due, mentre i cinque si dileguavano verso via Bizzozero.

«Non abbiamo chiamato l'ambulanza - puntualizza la quarantenne - ma oggi (ieri, ndr) devo dire che ho ancora molto dolore, ho un livido nel polso e anche un taglio. Inoltre, mi fa ancora molto male lo stomaco. Insomma, le botte che ho preso cominciano a farsi sentire».

La donna si interroga ancora sulla sua disavventura. «I miei aggressori - sospira - non erano gente della curva perché quelli vengono scortati all'uscita. Questi erano cani sciolti. A questo punto, però, mi chiedo: a cosa serve chiudere tutte le strade e blindare la città quando poi certa gente così pericolosa può circolare liberamente?».

Subito la donna, sotto choc per quanto le era appena accaduto, non ha neppure chiamato le forze dell'ordine per denunciare il fatto.

Potrebbe, comunque, farlo molto presto. «Magari potrebbero risalire ai colpevoli attraverso i biglietti venduti - conclude la quarantenne parmigiana -. Forse si può riuscire a trovare chi mi ha fatto del male».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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  • killer

    16 Ottobre @ 19.41

    Allora chiudiamo San Leonardo!

    Rispondi

  • PAOLO

    16 Ottobre @ 13.17

    Sì il problema che a San Leonardo è come se ci fosse la partita tutti i giorni..

    Rispondi

    • the mari

      16 Ottobre @ 15.06

      CHIUDIAMO GLI STADI DI CALCIO!

      Rispondi

  • the mari

    16 Ottobre @ 08.04

    beh dai... si tratta di agonismo calcistico... se fosse accaduto a San Leonardo e i tifosi lo fossero stati di una squadra africana allora avrebbe destato un diverso allarme sociale...

    Rispondi

    • filippo

      16 Ottobre @ 19.23

      tranquillo che a san leonardo ogni sera ci stanno problemi...almeno questi vengono 1 volta l'anno

      Rispondi

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