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IL CASO

Cimici dei letti in Oltretorrente

Cimici dei letti, sono tornate in Oltretorrente
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La cimice dei letti è arrivata a Parma? A segnalare un primo caso è una giovane residente dell’Oltretorrente, che a luglio si è trovata ad affrontare questo problema che da anni sembrava essere stato debellato in tutta Europa. Da qualche anno a questa parte la cimice dei letti sta nuovamente ripopolando le nostre case e, mentre si parla già di emergenza nella vicina Milano, a Parma si verificano le prime infestazioni, con tutti i problemi connessi al riconoscimento di un insetto praticamente sconosciuto.

«A fine giugno - racconta la giovane studentessa - mi sono trovata braccia, gambe e parte della schiena disseminate di piccole punture molto urticanti. In un primo momento ho creduto si trattasse di zanzare, ma con il passare dei giorni ho capito che la questione poteva essere più seria e ho deciso di rivolgermi al Pronto soccorso. Il problema è che anche i medici non avevano strumenti per riconoscere il morso delle cimici e mi hanno diagnosticato una reazione allergica agli acari. Col degenerare della situazione e il passare dei giorni ho cominciato a fare qualche ricerca in internet e alla fine per fortuna sono incappata nel responsabile di quanto mi stava accadendo: la Cimex lectularius, questo il nome scientifico»
Si tratta di un insetto di piccole dimensioni, gli adulti arrivano al massimo a 5 millimetri, con un corpo schiacciato che gli permette di vivere in piccoli nascondigli vicinissimi al posto in cui dormiamo: le doghe del letto, le cuciture dei materassi o i battiscopa sono alcuni dei luoghi preferiti da questo insetto. È sostanzialmente un parassita dell’uomo che si ciba del suo sangue e, seppur il suo morso non sia considerato portatore di malattie, ha un potere urticante superiore a quello delle zanzare e nella maggior parte dei casi più persistente. A causa delle sue abitudini non è sempre facile e immediato accorgersi della sua presenza perché esce dalle tane quasi esclusivamente di notte per cibarsi e le sue punture, che in molti casi sono ravvicinate, possono essere confuse con quelle di altri insetti rendendo difficile individuare immediatamente il problema. Le colonie di questo insettino tendono poi a crescere esponenzialmente e con rapidità arrivando a infestare tutti i luoghi nelle immediate vicinanze della loro preda: doghe del letto, materassi, comodini, battiscopa, prese della corrente, libri, moquette e armadi.
Il parassita è tornato a vivere in Italia da pochi anni determinando una vera e propria emergenza in particolare a Milano e nelle grandi città che hanno visto un’esplosione di casi. A Parma l’Ausl non ha ancora ricevuto segnalazioni.
«Bisogna stare in allerta - spiega il biologo Giacomo Serafini, disinfestatore bolognese tra i pochi nella nostra regione ad essersi specializzato nella lotta alle cimici dei letti - poiché è estremamente improbabile debellare questi insetti con i comuni insetticidi, al contrario si rischia di spingere le cimici a colonizzare altre zone della casa». Serafini ha cominciato ad occuparsi del fenomeno circa sei anni fa quando. Da allora nel giro di poco tempo è passato dal gestire pochi casi a oltre cento interventi all’anno. Alcune chiamate gli sono arrivate anche dalla nostra città: «Per lo più si tratta di alberghi, ma sono intervenuto anche in Oltretorrente».
Cosa fare dunque per evitare un incontro ravvicinato con questi parassiti? Le infestazioni non dipendono dalla scarsa pulizia o igiene, infatti le uova o le cimici si trasportano con valigie, indumenti o oggetti che entrano in contatto con queste; dunque treni, navi e alberghi sono alcuni dei luoghi in cui si possono nascondere gli insetti. Per questo controllare indumenti e valigie prima di rientrare in casa, lavare tutto a 60 gradi, possono essere accorgimenti utili.

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  • RENZ

    02 Settembre @ 12.48

    R E N Z

    Certo sui nostri TRENI REGIONALI, a giudicare dall'odore di stalla stantìa che vi domina, le cimici viaggiano alla grande.., tanto a NOI chiedono il biglietto, a LORO no.

    Rispondi

  • Carlo

    26 Agosto @ 22.23

    Anonimus deve essere un leghista in fregola di elezioni: c'è in tutti i post: dal circolo Arci "pincopallino" all'analisi computazionale, dai "clandestini" alla loro correlazione diretta col declino politico -sanitario dell'Italia (s'è dimenticato tutti i passaggi intermedi). L'obbiettivo "terroni" non desta più abbastanza terrore per essere sfruttato. Mentre Anonimus deve essere necessariamente sfruttato da qualcuno per avercela con tutti, quantomeno deve essere sfruttato da se stesso...

    Rispondi

  • navolta

    26 Agosto @ 00.00

    Figurati se non arrivavano i commenti dei fasciolini ignoranti...

    Rispondi

    • Biffo

      27 Agosto @ 04.13

      Illuminaci tu, con i tuoi commenti, falce e e martello de na volta! Con gli immigrati sono tornate malattie della pelle da assenza di igiene personale, pulci, pidocchi, cimici, tubercolosi e si sta all'erta per vaiolo e lebbra, da africani ed asiatici.

      Rispondi

      • Danilo

        01 Settembre @ 12.50

        @navolta: infatti quelli che al Cara di Mineo sono stati disinfettati perché avevano la scabbia l'avevano presa qui...

        Rispondi

        • Biffo

          05 Settembre @ 16.02

          Mettici anche la tubercolosi, che in alcune zone del Sud è stata riavviata proprio dagli immigrati.

          Rispondi

  • gigiprimo

    24 Agosto @ 14.34

    vignolipierluigi@alice.it

    come già scritto e a conferma di quanto posta anonimus. Qui bisogna 'mettersi al coperto' ma come se non sappiamo nemmeno contro quali virus? forse renzi e alfano con tutta la casta si salveranno o faranno la fine di don rodrigo e i bravi? ma si salverà sempre l'innominato?

    Rispondi

  • ANONIMUS

    22 Agosto @ 18.46

    Spero di sbagliarmi.ma non è che sia un "regalo"di clandestini che insieme a qualche malattia che in italia era scomparsa ci hanno portato un po di animaletti? Mi chiedevo ma l EBOLA non esiste piu? Perché non ne sento piu parlare. Come l AIDS sembra che il problema sia scomparso.

    Rispondi

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