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Travolto da un'auto: grave 34enne ciclista

E si riapre la questione di attraversamenti e precedenze: dite la vostra

incidente
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Stava attraversando la strada con la sua bici: in serata un 34enne di origini nigeriane è stato travolto da un'auto. L'uomo è ricoverato in gravi condizioni al Maggiore.

........................

Sull'incidente di ieri sera altre informazioni sono pubblicate oggi sulla Gazzetta di Parma. Ma al di là delle cause che verranno accertate per questo specifico episodio, nello spazio commenti si è subito riacceso fra i lettori un vecchio dibattito, purtroppo ancora attualissimo. Proviamo a riassumerne alcuni temi:

1) Pericolosità ed equivoci degli attraversamenti stradali. Partiamo da quelli pedonali: qui i ciclisti non possono attraversare stando in sella alla bicicletta, ma devono scendere trasformandosi appunti in pedoni. Una regola che viene quotidianamente violata, come si può facilmente vedere girando per Parma.

2) Attraversamenti ciclopedonali. Qui la normativa è favorevole ai ciclisti: non solo possono attraversare restando in sella, ma sempre pedalando hanno anche la precedenza.

Anche qui, però, ci sono almeno due problemi: da una parte non è sempre facilissimo individuare a quale tipo di attraversamento ci si sta avvicinando (pedonale o ciclopedonale), e secondariamente ci sono troppi ciclisti che, sapendo di avere la precedenza, letteralmente si "buttano" sull'attraversamento, senza dare all'automoblista neppure il tempo di vederli e frenare.

3) Infine, soprattutto in questi giorni in cui è tornata la nebbia "di una volta", è allucinante vedere quanti sciagurati si muovono in bicicletta senza fanali, quando addirittura servirebbe - per farsi vedere - un giubbotto o altri accessori riflettenti. Diciamo sciagurati non solo perchè violano il codice, ma anche e soprattutto perchè è evidente che in caso di impatto è quasi matematico che abbia la peggio proprio il ciclista.

Ma una volta detto delle inadempienze dei ciclisti, non vanno sottaciute quelle di chi si muove in auto. In particolare...

4) Troppi automobilisti non rallentano in presenza delle strisce, o addirittura superano l'auto ferma proprio per concedere la precedenza a ciclisti o pedoni in attraversamento. Un'imprudenza/distraszione che troppo spesso si assomma all'idiozia di chi (se ne vedono davvero tantissimi) guida con un occhio a cellulare/sms.  Una condotta pericolosa per sè e per gli altri, che ha già portato a numerosissime sanzioni, ma che dovrebbe essere punita (così come le prime tre che abbiamo citato) ancor più severamente.

Dite la vostra sull'argomento, nello spazio commenti sotto questo articolo

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  • LaoTzu

    08 Gennaio @ 08.12

    Se gli automobilist rallentassero abitualmente ad ogni passaggio pedonale (visto che il codice della strada dice molto chiaramente che sono i pedoni che attraversano che hanno la precedenza) la maggior parte di questi incidenti non avverrebbe, nemmeno coi ciclisti che non attraversano a piedi con la bici a mano.

    Rispondi

  • Stefano

    11 Dicembre @ 16.16

    reinard.alfa@gmail.com

    Ho letto i commenti e mi sembra una lotta tra bici e auto e tutti vogliono avere ragione. Il problema è che manca il rispetto di base delle regole, ma soprattutto che quelle che chiamano piste ciclabili sono illogiche e assurde. Prima delle piste da san lazzaro al centro ci volevano 10 minuti, ora rispettiamo tutte le regole ce ne vogliono 30 e rischiamo sempre di investire qualche pedone che esce da casa. Invece di allargare i marciapiedi e restringere le carreggiate bisognava restringere i marciapiedi e disegnare una bella riga bianca a un metro dal marciapiede a uso esclusivo dei ciclisti, era più semplice e non si rischiavano incidenti come adesso, che guarda caso aumentano anche se sono diminuite le biciclette. In svizzera per esempio c'e' il limite dei 50 e ci sono le righe bianche, ma tutti indistintamente seguono le regole e sono prudenti. E' principalmente questione di educazione.

    Rispondi

  • Luciano

    11 Dicembre @ 11.49

    Io propongo la targa anche per le biciclette, però gli indisciplinati vanno sanzionati tutti, indipendentemente dal mezzo.

    Rispondi

  • legione

    11 Dicembre @ 11.31

    ne vedo ogni sera e con ogni stagione di tizi che - già di loro natura non godendo di grande visibilità notturna- vanno in giro comunque senza fari o giubbotti...poi delle bici kamikaze di parma ormai non mi meraviglio più, venendo da fuori ho potuto da tempo constatare l'arroganza del ciclista parmigiano medio che , solo per essere su due ruote, pensa di poter avere tutti i diritti di questo mondo (Anche quando non ce l'ha pretendendo di attraversare sulle strisce pedonali in sella) ...comunque specchio della città che abitano, dove troppo spesso le frustrazioni della lampadina del SUV fulminata vengono scaricate nel traffico. niente di nuovo, il problema è che poi questa gente bisogna pagarla per nuova.

    Rispondi

    • aldo

      11 Dicembre @ 14.11

      "l'arroganza del ciclista parmigiano medio che , solo per essere su due ruote, pensa di poter avere tutti i diritti di questo mondo (Anche quando non ce l'ha pretendendo di attraversare sulle strisce pedonali in sella) ...". Non lo fa per hobby. E' una persona che vuole recarsi dall'altra parte della carreggiata e dal momento che si presenta sulle strisce pedonali, tu tizio automobilista elevato che vieni da fuori, devi favorire il suo intento.

      Rispondi

      • Vercingetorige

        11 Dicembre @ 17.47

        Devo "favorire il suo intento" se il passaggio è ciclopedonale , se , invece , è "pedonale" , è lui che deve "favorire il mio intento" ! Comunque i ciclisti sono pericolose "mine vaganti" non solo a Parma. Anche altrove è così .

        Rispondi

        • gianlucapasini

          13 Dicembre @ 17.36

          Vercingetorige, hai ragione da vendere!

          Rispondi

        • aldo

          11 Dicembre @ 20.13

          Per fortuna che tanti automobilisti non sono come lei e si fermano a prescindere.

          Rispondi

        • costante

          12 Dicembre @ 13.46

          è una questione di fisica. un auto (e sono d'accordo con lei che comunque deve notevolmente rallentare in prossimità di incroci o attraversamenti pedonali) ha un'accelerazione diversa da un ciclista. quest'ultimo dovrebbe a sua volta rallentare in prossimità di una strada a percorrenza, non solo per buon senso ma anche per dare la possibilità all'automobilista di vederlo. che poi ci siano degli automobilisti di formula uno ai quali dovrebbe essere ritirata la patente a vita questo è indubbio.

          Rispondi

  • costante

    11 Dicembre @ 08.31

    A guardare bene, nei casi di divorzio le responsabilità della rottura sono sempre rilevabili da entrambe le parti: ognuno crede di aver ragione, ma poi con alterne percentuali ognuno ha avuto parte attiva nella vicenda. Non credo che il problema sia valutare se è colpa degli automobilisti o dei ciclisti o addirittura dei pedoni: tutti devono rispettare delle regole; regole dettate per tutti dal Codice della Strada ma anche dettate dal buon senso. Credo invece che il problemasia un altro: ormai facciamo fatica a condividere delle regole di convivenza sociale e civile; ognuno segue le proprie, come una sorta di rivalsa nei confronti di chi e cosa ci circonda. Esempi pratici: strada Repubblica. Credo che parte degli autisti motorizzati delle due e quattro ruote l'abbiano presa come una pista da corsa... del resto è un bel rettilineo... qualche semaforo, qualche attraversamento pedonale ma poco importa: si confida molto sul fatto che il pedone, nell'attraversare, si fermi in tempo oppure nella buona riposta dei freni. Altro esempio: non so se sia una leggenda metropolitana, ma qualcuno mi disse che in alcuni paesi europei è consentito, per i ciclisti, percorrere contromano le strade a senso unico. Se vera, pratica a mio avviso abbastanza pericolosa, ma forse, per quei paesi, condivisa da tutti ma non in Italia (qualcuno mi può correggere?). Un ciclista utilizza un mezzo di circolazione, indipendentemente dalla velocità, quindi sottoposto alle regole di viabilità. Se un autista percorre una strada a senso unico nella direzione giusta, non si aspetta certo di vedersi arrivare contromano (magari dopo una curva) nessun mezzo, tantomeno un ciclista; e magari questo ciclista va anche veloce e con figli al seguito. Chicca delle chicche: magari lo stesso ciclista, per evitare l'auto, si avventura su un marciapiede. Se vogliamo riprenderci quel senso di appartenenza ad una società civile (maciullato da anni di cialtroneria, menefreghismo, qualunquismo e chi più ne ha ne metta, di ogni ordine, grado e colore) dovremmo modulare un pò di più il nostro modo di vedere quello che circonda e ricordare che la mia libertà finisce dove inizia quello del mio vicino. L'alternativa è il deserto. Per noi e per i nostri figli.

    Rispondi

    • Vercingetorige

      11 Dicembre @ 18.17

      SIGNOR COSTANTE "qualcuno mi disse che in alcuni paesi europei è consentito , per i ciclisti , percorrere contromano le strade a senso unico " ! Non è una "leggenda metropolitana" , e non c' è bisogno del passaporto per vederlo ! I ciclisti di Parma lo fanno d' abitudine , sembra , addirittura , col permesso del Comune ! Ma ce n' è pure un' altra più bella ! Una ne fanno e cento ne pensano ! Quando , ad un incrocio , devono svoltare a sinistra , non vanno al centro del crocevia prima di svoltare , ma tagliano l' incrocio sull' angolo , in modo che l' auto che sopraggiunge se lo possa trovare sotto le ruote senza sforzo.

      Rispondi

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