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Pozzi e Molinaro, debutto crociato

Presentati a Collecchio. Leonardi: "Portano esperienza e qualità. E i tifosi sappiano che per essere qui si sono ridotti lo stipendio"

Pozzi e Molinaro, debutto crociato

Pozzi e Molinaro, debutto crociato

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"Confido molto in Cristian Molinaro e Nicola Pozzi, penso che possano darci un grande aiuto sia per le loro qualità sia per la loro esperienza. Per il presente e il futuro del Parma". Così l’amministratore delegato del Parma, Pietro Leonardi, nel giorno della presentazione dell’esterno ex Stoccarda e dell’attaccante ex Samp. "Ci auguriamo si ambientino subito, sono giocatori noti, non stiamo presentando due ragazzini. Per me è fondamentale la competitività del gruppo: è stata la nostra forza quest’anno perchè nessuno ha il posto garantito - ha proseguito Leonardi -. Noi ci siamo resi conto che avevamo bisogno di un attaccante con caratteristiche diverse, un finalizzatore. Pozzi ha queste qualità da sempre, sente la porta e sente il gol. Mi ricorda Inzaghi. Noi siamo una squadra che esprime gioco, ma può migliorare in fase di finalizzazione, per questo ci sarà d’aiuto. Molinaro è utile sia per il 3-5-2 sia per il 4-3-3, più difensore rispetto a Mesbah. Ha caratteristiche diverse e più funzionali al nostro assetto tattico attuale. Tutti e due i giocatori si sono ridotti notevolmente i loro compensi per venire a Parma - è giusto che i tifosi lo sappiamo - a dimostrazione che nelle nostre scelte conta l’uomo prima del calciatore". Non sono stati giorni facili per il Parma, Donadoni non vedeva l’ora che finisse il mercato, eppure la squadra, come dimostrano i risultati, ha tenuto alta la concentrazione senza farsi distrarre dalle voci sulle possibili trattative.


Nicola Pozzi e Cristian Molinaro sono convinti di aver fatto la scelta giusta. La stessa convinzione del Parma che ha puntato sull'attaccante ex Sampdoria e sul terzino ex Juventus e Stoccarda. I due sono stati presentati oggi a Collecchio dall’amministratore delegato Pietro Leonardi. Sua l'idea di assegnare la maglia numero 10 all’attaccante. "Non ho certo quelle qualità tecniche, ma era libero, il direttore me lo ha anche consigliato - sorride -. La mia prima figlia è nata nel 2010. L’ho preso per quello, è una cifra importante sebbene non mi appartenga. Come caratteristiche sono un 9 classico, una punta". Sulla scelta di approdare in crociato spiega: "Sono molto felice di essere qua perchè dopo 5 anni alla Sampdoria era il momento per me di iniziare un’altra avventura e Parma, è la soluzione migliore che mi potesse capitare. Rappresenta una grande occasione, anche l’ultima di un certo tipo forse per me - continua l'attaccante classe 1986 -. Ne sono consapevole e spero sul campo di ripagare con i fatti la fiducia della società. Non è mai stata una priorità per me, in una squadra, essere un titolare fisso. Quando ci si sente partecipi, ci si sente importanti e motivati si può dare un contributo anche a gara iniziata. Entro in punta di piedi in un gruppo che sta girando a mille e già nella sfida del 22 dicembre a Marassi aveva dimostrato il proprio momento di forma. Sono entrato in uno spogliatoio nel quale conosco quasi tutti. Questo rende più facile l’ambientamento. Qualche problema fisico mi ha un pò frenato in passato è vero, ma gli infortuni mi hanno fortificato a livello caratteriale. Sono molto contento della mia carriera e di quello che faccio. Ora sono a Parma in una piazza molto gradita, non potevo trovare di meglio in questo periodo e cercherò di sfruttare al meglio questa occasione".
Da Pozzi a Molinaro che ha scelto la maglia numero 3 e che prima di ogni cosa ha ringraziato Leonardi e Ghirardi per la fiducia concessa e la possibilità di tornare a giocare in Italia: "Voglio ringraziare il direttore per l’opportunità che mi ha dato e con lui il mio agente, perchè è stata una lunga trattativa. Ho fatto diverse esperienze anche all’estero, ma era il momento giusto per rientrare in Italia. Non ci ho pensato due volte a dire sì - ha proseguito l’ex Stoccarda -, la società ha costruito in questi anni qualcosa di importante. Il Parma infatti sta lavorando bene, è un club prestigioso, quando si semina bene i risultati arrivano. Mi ha reso facile la scelta. L’esperienza in Germania è stata bellissima, con 4 anni molto intensi che mi hanno consentito di confrontarmi con un’altra cultura e di imparare un’altra lingua. Nella Bundesliga ho trovato una cultura del lavoro diversa e il livello si è alzato anche da loro. Hanno investito molto sulle strutture. Qui c'è un calcio più tattico. Non ho giocato molto nell’ultimo periodo, ma sono pronto a livello fisico per scendere in campo".

 

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