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Una serata da sogno

Emozioni dal cuore della curva. E dall'auricolare

Minuti e batticuore

Emozioni dal cuore della curva. E dall'auricolare
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Devo subito chiedere scusa al signor Calcio, non perchè pensavo fosse disonesto e scorretto, ma per averlo giudicato scontato e ovvio. I biscotti serviti più o meno su un piatto d'argento sul prato verde mediceo non c'entrano. Il Toro da una parte sbuffa con energia, vigore e carico di motivazioni, i viola dall'altra sono già sotto l'ombrellone del Forte. Sugli spalti i tifosi si abbracciano, cantano assieme dopo la festa per le vie del centro tra duomo e Uffizi davanti al sorriso del David. Una cornice che conosciamo bene, l'abbiamo vissuta – a tinte diverse – due settimane fa in Ghiaia e al Tardini. Facile, quindi, battezzare il match del Franchi. Tanti, in quei minuti, anzi, a quel punto, alle 10,35, hanno detto e pensato "lo sapevo" quando Cucchi da Firenze, per radio, annuncia: "Rigore per il Torino". Allo stadio, in curva, nessuno vede, ma al 94' la sentenza del tifoso allo scivolone di Roncaglia su Barreto, per mille motivi, è intuibile. Devo anche ringraziare (la lista delle persone che ieri sera mi ha detto di farlo, anche a nome loro, è sterminata) il signor Antonio Rosati da Tivoli per avermi fatto tornare sui miei (nostri) passi: quel tuffo sulla sinistra entra nella storia del Parma.
Emozioni che da anni la Curva non viveva. Mancano pochi minuti alle 10, Rossi, sì Pepito, il "nostro" Pepito porta avanti la Fiorentina dopo oltre un'ora priva di scosse. Al Tardini inizia il "mortale" gioco dei calcoli. Di fatto il Milan ha il biglietto per l'Europa. Ma Amauri non ci sta, glielo strappa con forza poco dopo. Il Tardini esplode per la seconda volta. Passano ancora pochi minuti e Larrondo rimette il bigliettone sul tavolo a disposizione di tutti.
Chi scrive ha avuto il piacere di vivere l'epoca delle radioline, quando "Tutto il calcio minuto per minuto" era la "bibbia" domenicale che dispensava emozioni fatte di voci e di boati che arrivavano dalle scatolette in plastica o dagli auricolari. Quando gli intro di Ameri o Ciotti regalavano gioie o dolori. Sembra una vita fa. E, per venti minuti, in quello spicchio di Tardini s'è vissuto un clima d'altri tempi. Dal pari del Toro in poi, occhi sul campo (del Tardini) e orecchie alla radio. Dovendo anche raccontare lì attorno che stava succedendo al Franchi. Andrea mi passa un auricolare, Moretti segna. Addio, è fatta, ci strappiamo dall'orecchio l'auricolare in segno di delusione. Attorno capiscono e imprecano. Un ragazzo addirittura se ne va. Rizzoli annulla, ma noi ce ne rendiamo conto un minuto dopo quando rimettiamo l'auricolare. Andrea rincorre il ragazzo e, dopo avergli detto che cosa era successo, si scusa. Giusto, le emozioni iniziano a farsi forti ed è meglio non scherzare. Avvertiamo anche il resto dei tifosi che ci circonda, riscusandoci. Lo spicchio di curva attorno a noi grida di gioia. Segna Rebic – lo segnaliamo con un'esultanza che non ha bisogno di spiegazioni - risegna Amauri. Finito? No, Kurtic riporta sotto i granata e prende il tuo stomaco in mano per stringerlo forte. E' il 39'. In pochi guardano il prato del Tardini. Lì attorno tutti guardano noi, i nostri volti. "E' finita?", "Quanto manca?", "Chi attacca?". Minuti? Ore. Hai l'urlo in gola, è il 44' e a Firenze dovrebbe finire, no? Hanno detto 4' di recupero. "Che succede?". Non vorresti più sentire la sua voce ma Cucchi interrompe addirittura con: "Rigore per il Torino". De Marco fischia la fine di Parma-Livorno e manco te ne rendi conto. Mi scusino i crociati. E lo spettro del biscotto è lì davanti. De Santis, Inter-Parma con Couto che viene cacciato ingiustamente, Dino Baggio che rotea i polpastrelli e perfino Pezzella, tutto, ricordi tutto in un respiro. Ma il calcio è il calcio, imprevedibile, e Rosati si distende. E' il mio urlo, quello di Andrea. Attorno capiscono. Eccome. E' festa. Il bigliettone è nostro. Grazie ragazzi. 

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  • danila

    19 Maggio @ 19.00

    comunque ho visto cerci piangere ed ho pensato che oltre ai soldi nel calcio vi è anche un'anima al di la del biscotto indiscutibile , ma è stato più agro che dolce

    Rispondi

  • parmigianoreggiano

    19 Maggio @ 18.00

    parmigianoreggiano

    ha voluto ricordare il nostri SANTI PROTETTORI che ci stanno seguendo dal PARADISO (e cioè i nostri CARI DEFUNTI), coloro che SOFFRONO CON NOI e che PROTEGGONO la nostra squadra. Come non ricordare su tutti SANT'ERNESTO CERESINI? Dobbiamo dunque TRARRE UN INSEGNAMENTO da questo campionato: d'ora in poi dobbiamo fare come SE TUTTO DIPENDESSE DA NOI sapendo che, in realtà, TUTTO DIPENDE DA DIO. Scusatemi se vi sto facendo un PREDICOZZO parrocchiale, ma come ben sapete uno dei miei nick è don parmigianoreggiano e OGGI PIÙ CHE MAI le mie corde spirituali sono entrate in RISONANZA grazie al finale di stagione che ha indubbiamente del MIRACOLOSO.

    Rispondi

  • parmigianoreggiano

    19 Maggio @ 17.55

    parmigianoreggiano

    Volevo farvi RIFLETTERE su una cosa: quest'annata è stata veramente EPICA nel VERO senso della parola, perché sembra stata scritta A TAVOLINO da un romanziere D'ALTRI TEMPI, quando si cantavano le GESTA degli eroi che -soli e IGNORATI dal mondo intero- riuscivano a realizzare IMPRESE MEMORABILI in maniera avventurosa ed AVVINCENTE. Io stesso durante tutto il finale di campionato non ho smesso un secondo DI IMPRECARE contro tutto e contro TUTTI perché non riuscivo a spiegarmi il motivo di un andamento così PARADOSSALE della squadra, pertanto cercavo le scuse più ASSURDE e più IMPROBABILI. Il finale di ieri sera però mi ha ILLUMINATO gli occhi e finalmente HO CAPITO che dietro alla nostra squadra c'è un PROGETTO che va BEN OLTRE quello dei dirigenti crociati. Come dite? Che sto iniziando a DELIRARE? Forse avete ragione voi, ma FORSE NO: non dobbiamo infatti ignorare i SEGNI DEL DESTINO e ieri abbiamo avuto dal destino un segnale GROSSO COME UNA CASA. Lo stesso Leonardi ASSAI SAGGIAMENTE

    Rispondi

  • VELENOSO

    19 Maggio @ 15.37

    Se Cerci segnava il BISCOTTO ERA SERVITO ma Rosati quel biscotto avvelenato, non se l'è mangiato. Cerci invece del biscotto, si è mangiato l'Europa.

    Rispondi

  • VELENOSO

    19 Maggio @ 15.37

    Se Cerci segnava il BISCOTTO ERA SERVITO ma Rosati quel biscotto avvelenato, non se l'è mangiato. Cerci invece del biscotto, si è mangiato l'Europa.

    Rispondi

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