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Leonardi

"Il Parma non è in crisi: c'è, ma ha bisogno dei suoi tifosi"

"Mi carico la società sulle spalle per dare continuità: l'anno prossimo ci saremo con gli obiettivi di sempre"

"Il Parma non è in crisi: c'è, ma ha bisogno dei suoi tifosi"
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"Il Parma non è in crisi: c'è, ma ha bisogno di fiducia": Pietro Leonardi rassicura i tifosi ma proprio a loro chiede il supporto e l'aiuto per scendere in trincea in vista del prossimo campionato e, anche, per riaccendere la passione del presidente verso il calcio e farlo ritornare al timone. Già, Ghirardi è ancora il presidente della società, dimissionario e "deluso", ma ancora il catalizzatore di tutti i soci che "sono uniti" per guardare al futuro e al suo attuale pilota: "il gruppo azionario è con me".

Il futuro del Parma a 360 gradi in mezz'ora. L'ad inizia la conferenza stampa molto emozionato, sono stati giorni di attesa e di voci di ogni tipo. Di solidarietà ma anche di accuse e sospetti da parte dei tifosi. "Dopo le dimissioni del presidente potevo andarmene, ma questo comportamento non è nella mia indole. Per me è giusto prendermi le responsabilità e agire", Leonardi torna in un batter d'occhio quello di sempre e parte: "Mi carico la società sulle spalle per dare continuità - dice ai cronisti -. E se  ho la comunità di Parma con me tutto va bene".

Le dimissioni di Ghirardi Accuse e delusioni, veleni e futuro incerto? il "reggente" della società alza il tono di voce: "Si coglie la palla al balzo per mollare tutto? Non scherziamo, siamo professionisti e professionali. Alla base c'è una questione di emozioni. Un tifoso non può dimettersi da tifoso. Ma se un presidente non ha più emozioni perchè deluso, credo che nessuno gli possa dire qualcosa se reagisce così". L'appello è lanciato a tutta una città che, ora più che mai "deve rimanere unita e con noi per andare avanti" ma anche per far cambiare idea a Ghirardi e tornare sui suoi passi: "Passiamo da 9mila a 20mila abbonati.  "C'è bisogno di un'azione forte, un movimento collettivo d'affetto per far tornare il Presidente". Ma, anche in questo, l'ad si mette in prima fila: “La mia missione è far rivedere il pensiero del nostro presidente, ma se sono da solo ho poche possibilità: dobbiamo essere compatti, ci vuole la forza di tutta la gente di Parma”. Poi, ringrazia “Grazie per la vostra solidarietà – ha ringraziato – per i messaggi e le lettere. Ma adesso questa comunità deve passare all'azione”.  Un gruppo, quello di Ghirardi-Leonardi, accusato da alcuni di tradimento e di svendere la società e la squadra: "Bisogna rispettare le persone! Il Parma è sano. Non è in svendita ma, al limite, in vendita. In ogni modo non è terra di conquista. C'è continuitá. Dobbiamo stare uniti. Qui nessuno coglie la palla al balzo per vendere". Insomma, il messaggio è chiaro: "Il Parma Calcio c’è, lo dico con forza. E io continuerò ad operare nell’interesse dei tifosi e della proprietà".

Ricorso al Tas  "Rispettiamo la decisione della Figc e dell'Alta Corte di Giustizia del Coni, perché rispetterà sempre la giustizia sportiva. Ma il rispetto non vuole dire condivisione. Poiché siamo assolutamente convinti delle nostre ragioni, non lasceremo niente d’intentato. Abbiamo costituito un team di legali che sta valutando l’opportunità di presentare ricorso al Tas di Losanna. Non dico di più perchè non voglio che le mie parole possano essere strumentalizzate"

Le voci  Gli attacchi e le voci, Leonardi non ha peli sulla lingua e suona la carica: "Il Parma è una società sana, non ha debiti con il Fisco e con enti previdenziali. Abbiamo un parco giocatori invidiabile, così come lo sono le nostre strutture. Quando Ghirardi è arrivato qui a Collecchio c'era la ruggine, ora è un gioiello. Dal punto di vista sportivo, abbiamo avuto 10 preconvocati al Mondiale: ora, in Brasile, diamo 3 giocatori all’Italia e altri 3 vanno a giocare la manifestazione calcistica più importante del mondo con le loro nazionali. Se non è un record, ci manca davvero poco, perché è un risultato raggiunto con un potenziale economico ben diverso rispetto al Parma degli anni Novanta". E a chi parla di svendita dei giocatori l'ad mette in chiaro le cose: "Il nostro un mercato del bestiame? La nostra strategia ci ha condotto al sesto posto, con grande invidia di molti, abbiamo dato da mangiare a tanti giocatori. Non mi sembra un reato. Il Parma non si svende, non è in fallimento: è una realtà solida".  Poi una stoccata al Torino: "Perché vende un Immobile e nessuno dice nulla? Noi da sempre agiamo per potenziarci". 

Il futuro "Il prossimo campionato ci saremo: il 30 maggio abbiamo versato 10 milioni e il 25 giugno pagheremo l'ultima rata. Tutti i soci sono d'accordo. Nessuna scalata da parte di nessuno: siamo uniti". Poi spiega: "Con Energy TI Group stiamo studiando formule per incentivare i tifosi ad abbonarsi. E' il momento di fare i fatti, di passare all'azione, come comunità. Perché è il momento di esprimere ancora di più la vicinanza alla propria squadra così come la piazza, del resto, ha sempre fatto anche negli anni scorsi. Il tifoso del Parma ha sempre dato fiducia alla società, abbonandosi senza sapere per forza il nome dei giocatori che avrebbero composto la squadra". Bisogna essere sinceri, e Leonardi guarda negli occhi anche i tifosi che hanno partecipato alla conferenza stampa: "Non siamo mai partiti per vincere lo scudetto, i nostri obiettivi sono sempre gli stessi degli ultimi 5 anni: partiamo per mantenere la categoria, prima arriva, meglio è". 

Donadoni L'allenatore, condottiero della squadra che, sul campo, ha conquistato l'Europa, resta? "Da lui non ho avuto sensazioni negative", ha risposto l'ad.

Appoggio  "Ho incontrato il Comune - svela Leonardi - loro ci sono. Li ringrazio come ringrazio i giocatori e l'allenatore".

 

 

 

Ieri, intanto, il presidente dimissionario è tornato a parlare:

Ghirardi: "Spero che qualcuno compri il Parma"

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  • VELENOSO

    05 Giugno @ 19.12

    Amilcare tu dici che un esperto fiscalista, potrebbe trovare una soluzione all'azionariato popolare? Forse è vero, l'importante è non affidarsi a quello che non ha fatto pagare IN RITARDO, l'IRPEF a Ghirardi. Certo qui in Italia siamo sempere gli ultimi.Il Barcellona può fare l'azionariato e noi no? Che leggi abbiamo.

    Rispondi

  • amilcare

    05 Giugno @ 18.36

    Si, penso anch'io che l'azionariato popolare in italia non sia possibile, però è possibile quotare una società in borsa e in questo modo reperire risorse per gli investimenti. Sarebbe possibile lanciare un opa e mettere quindi sul mercato una parte o tutta la società e trovare in questo modo anche dei possibili nuovi compratori o nuovi soci. Dipende tutto dal volere dei soci attuali se cercare un nuovo compratore in modo tradizionale oppure affidarsi al mercato, sempre ammesso che vogliano vendere.. Sta di fatto comunque che in questo modo anche i semplici tifosi potrebbero avere una piccolissima parte della società in mano, poi in altre società quotate i piccoli risparmiatori si uniscono assieme e mandano un loro rappresentante nel consiglio di amministrazione per tutelare i loro interessi e controllare l'operato degli altri soci. Certamente un azionariato popolare tipo barcellona sarebbe molto più bello ed intrigante. Forse un esperto fiscalista potrebbe trovare una soluzione ad hoc per questo, perchè come ci può essere un solo proprietario di una casa allo stesso modo i propietari possono essere anche 5 o 10 od anche più. Allo stesso modo non penso che ci sia una legge che vieta che i proprietari di una società possano essere anche 100000. Bisogna vedere cosa vuole fare in realtà la società e come decide di operare. Ora l'unica cosa che possono fare i tifosi è sottoscrivere in massa l'abbonamento, questo sarebbe senz'altro un bel segnale di fiducia per tutto l'ambiente.

    Rispondi

  • Andrea

    05 Giugno @ 15.33

    Purtroppo l'azionariato popolare in Italia non si può fare, la legge non lo consente

    Rispondi

  • VELENOSO

    05 Giugno @ 14.08

    Manfredini, l'unica soluzione, non è stare uniti ma fare un azionariato popolare. Se troviamo 15.000 tifosi che sono disposti a sacrificarsi cambiando il loro tenore di vita per il Parma Cacio e il gioco è fatto. Redazione come mai non è stato pubblicato il modo che ho postato di come recuperare quei 10.000 euro o in alternativa recuperare almeno 1.000 euro a tifoso per avere così un fondo di 15 milioni? Io mi dio da fare per trovare la soluzione a questo impasse ma anche voi dovete metterci del vostro e ascoltare tutti i post anche i più stravaganti, l'importante che non si offenda e allora?

    Rispondi

  • VELENOSO

    05 Giugno @ 14.01

    Azionariato popolare. Azioni da 10.000 euro l'una. Io ne prenoto 5 e vedrete vinceremo tanto.

    Rispondi

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