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I Boys, la mamma e...Genny. E i Boys/2

I Boys, la mamma e...Genny. E i Boys/2
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UN “GRAZIE” MANCATO
Vi scrivo queste righe per dirvi "GRAZIE" anche se con molto ritardo. Circa un anno fa ho letto il ritaglio di un giornale appeso sulla bacheca del centro "fibrosi cistica" di Parma. Avevate regalato un macchinario al centro fibrosi cistica e c'era anche la foto di qualcuno di voi con la dott.ssa Pisi. A dire il vero sono rimasta un po' stupita anche perchè ho sempre pensato che i tifosi accaniti fossero solo dei "ragazzacci"che fanno casino allo stadio. Mi ero sbagliata e di grosso! Con quella azione ho capito che dietro quelle teste calde si nascondeva un cuore d'oro. In quel gesto ho visto il vostro essere altruisti, ho visto la vostra sensibilità verso chi ha dei problemi, ho visto una mano sempre pronta ad aiutare, ho visto una porta sempre aperta ad accogliere! E questo fa di voi dei gran tifosi della "vita", perchè avete messo insieme il sacrificio, l'impegno e la solidarietà per una vita migliore per chi è stato meno fortunato!

Grazie "BOYS" e Dio vi benedica!

Con rispetto

Una mamma...

(g.b.) - Abbiamo "rubato", ma con buone intenzioni, questa lettera pubblicata nei giorni scorsi sul sito dei Boys.

Partire proprio da qui, per affrontare un secondo spunto, significa non accettare (come non l'abbiamo mai accettata) l'immagine degli Ultras tutta al negativo e da cronaca nera. E il gesto citato nella lettera della mamma non è certo l'unico che ha visto protagonisti - assolutamente in positivo - i Boys: dalla famosa ambulanza dedicata alla Pubblica alle riffe e alle altre iniziative.

Ma proprio per questa loro diversità, pur senza mai negare - legittimamente - la loro "fede" Ultras, i tifosi della Nord ci hanno un po' stupito per quello striscione che reclamava (come si vede nella foto pubblicata sempre sul sito dei Boys ) "Gennaro libero".  Gennaro è "Genny 'a Carogna", come abbiamo imparato a conoscerlo dopo la surreale serata di Coppa Italia a Roma. E magari è vero ciò che i Boys hanno ripreso da un blog, ovvero che "quell'arresto serve a lavare le coscienze e adesso l’Italia media può stare più tranquilla".... Sì, sicuramente ci sono delinquenti anche peggiori e apparentemente irreprensibili. E l'atteggiamento dello Stato verso Genny è stato quanto meno ambiguo e contraddittorio. Però...

...però proprio per come abbiamo imparato a conoscere negli anni i Boys senza fermarci ai giudizi superficiali (chi non ricorda la grande e splendida festa di pochi mesi fa per il gemellaggio con i sampdoriani?), quello striscione è un po' una delusione. Proprio nella città in cui si dimostra che si può essere Ultras non solo senza violenza (anche se non sempre, purtroppo) ma anche con gesti di solidarietà, riconoscersi in quel modello è - per dirla calcisticamente - un autogol.   Da chi ha inventato con grande ironia la "Festa della squalificazione Uefa", sarebbe stato lecito aspettarsi un altrettanto ironico "Genny al cojòn", per rimarcare una filosofia che magari non si riconoscerà nello Stato ufficiale e nelle istituzioni, ma neppure in quelle culture troppo spesso sopra le righe se non al confine con violenze e illegalità.  Fra Genny e la mamma, insomma, speriamo che la Curva nord scelga sempre di fare gol nel cuore della seconda......

......................................................

NEW - Questa mattina (sabato 27) sul sito dei Boys è comparso questo articolo, che riportiamo integralmente. SEnza altri commenti, perchè era giusto che l'ultima parola fosse alla Curva Nord. E, naturalmente, conservando le nostre idee, anche se nel forum dei commenti ci sono anche nostre valutazioni sul caso Raciti e su altre tragiche vicende. Ecco titolo e testo dei Boys: 


I veri tifosi sono su premium 
Sabato 27 Settembre 2014 09:28
Pubblichiamo un articolo in merito al nostro striscione "Gennaro libero" esposto in occasione di PARMA-Roma di mercoledì 24 settembre.

COSTITUZIONE ITALIANA
Art.21
“Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.”

Questa non vuole essere una risposta a nessuno, cercheremo anche di essere brevi. Questa vuole essere una spiegazione dello striscione “Gennaro Libero” esposto in Nord durante Parma-Roma, spiegazione che di solito diamo per tutti gli striscioni che facciamo, sulla nostra fanzine.
“Gennaro Libero” ha fatto rumore: ma non ne avevamo dubbi, se no non l’avremmo fatto.
Gennaro detto “Genny ‘a carogna” è un tema caldo per i media italiani, lo è dalla finale di Coppa Italia Napoli-Fiorentina, finale della quale si ricorda quasi di più l’ultras napoletano in questione che i drammatici fatti di sangue che hanno portato alla morte di Ciro Esposito.
Si sa, quello che dicono i media è vero ed giusto, per giorni abbiamo sentito parlare di “Genny ‘a carogna”, l’abbiam trovato sulle prime pagine, abbiam visto servizi e scoop su di lui, sulla sua vita, sulla sua famiglia e chi più ne ha più ne metta, e per l’italiano media Genny è diventano un mostro, un problema. Ed è vero, dev’essere così: lo han detto in televisione.
E così anche la notizia del suo arresto ha fatto notizia e scalpore, sbandierata come una vittoria dello Stato contro il pericolo ultras.
Dai, cerchiamo di essere onesti: Gennaro non ha proprio una bella faccia, pieno di tatuaggi, sicuramente avrà precedenti penali. E’ detto “’a carogna”! Non può essere un caso! Poi è napoletano, e a Napoli c’è la camorra, poi ha osato ritardare una partita in diretta tv indossando, ciliegina sulla torta, una maglia con la scritta “Speziale Libero”.
Vi rendete conto? Speziale Libero? Speziale, ricordiamolo a tutti, è il giovane ultras catanese che ha ucciso l’ispettore di Polizia Filippo Raciti colpendolo con un lavello. Vi ricordate? Ci han fatto vedere il disegno anche in televisione! Poco importa se i Ris abbiano sostenuto che Raciti non fu ucciso dal lavello, poco importa la dichiarazione (poi ritrattata) di un collega che metteva il dubbio di avere colpito l’ispettore in retromarcia con un Discovery, poco importa le tante ombre del processo. Queste cose i media non le hanno mai affrontate, nessuno scoop, dunque non sono importanti: non le han dette in televisione.
Dunque Speziale è un assassino di un poliziotto e portare una maglia con la scritta “Speziale Libero” è uno scandalo, così come a ruota lo è la scritta “Gennaro Libero”: per la proprietà transitiva.
Noi non siamo amici degli ultras napoletani, anzi, non siamo di conseguenza amici di Gennaro, non lo conosciamo e non avremmo voluto nemmeno trattare questa storia ed entrare in dinamiche che non ci riguardano. Non sappiamo cos’abbia fatto e nemmeno ci interessa. Però il contorno a tutta questa vicenda, la solita caccia alle streghe, ci ha schifato, così come spesso accade quando i protagonisti sono ultras e tifosi, e “Gennaro Libero” è stata la nostra risposta provocatoria, così come molte tifoserie, italiane e non, esposero Speziale Libero dopo la finale di Coppa Italia.
Se Napoli-Fiorentina non fosse stata momentaneamente sospesa, se Genny non ci avesse messo la faccia (fra l’altro tenendo migliaia di ultras partenopei fermi al loro posto) e se non fosse finita in tv la maglia “Speziale Libero”, di lui e di conseguenza di un pezzo di stoffa di un metro per due nessuno ne parlerebbe. Negarlo è da ipocriti.
Adesso su di noi si riverseranno critiche e fiumi di parole, qualcuno arriverà a dire che non siamo tifosi.
Forse ha ragione: i veri tifosi sono su Premium.
Lo ha detto la televisione.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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  • eugenio

    28 Settembre @ 16.52

    Lo striscione è solo vergognoso

    Rispondi

  • Nacio

    28 Settembre @ 10.54

    Ma la maschera di chi???! Non avete capito quanto scritto dai Boys 1977. Non c'è problema. Il Parma siamo noi e solo noi. Ci vediamo ad Udine! Come dite? Ah già.

    Rispondi

  • hal

    28 Settembre @ 09.47

    BOYS PARMA 1977 FOREVER

    Rispondi

  • ixxo

    27 Settembre @ 23.11

    Direi che è caduta la maschera.....

    Rispondi

  • the mouser

    27 Settembre @ 13.37

    Redazione, sarebbe scoppiato il finimondo perchè era una sera particolare, ciò che era accaduto ad esposito poche ore prima poteva solo che far esplodere una bomba già innescata, quella sera le notizie c'erano ma erano frammentarie (soprattutto in una curva calda come quella del napoli) sarebbe bastato un nonnulla perchè ci scappassero altri feriti o probabilmente peggio. quella non era più una partita come le altre, aggiungo, purtroppo. Certo se andiamo a monte concordiamo, senza scontri non ci sarebbe stato questo concatenarsi di eventi successivi, come a catania, ma è un discorso vecchio di almeno 50 anni. si può provare ad affrontarlo ma ci sono talmente tante tematiche sociali e sociologiche dietro che forse qui non è lo spazio adatto, visti anche alcuni commenti precedenti. Per quanto riguarda la famiglia Raciti, sono dispiaciuto per i figli sicuramente, per la moglie bisognerebbe chiederlo a lei se la è o la è mai stata, visto come si è comportata dopo la morte del marito, ovviamente non in pubblico dove si presentava come la vedova inconsolabile. basta cercare un po' nel web su come si è rifatta una vita e perchè catania la ripudi. RISPONDE REDAZIONE GAZZETTADIPARMA.IT - Sulla moglie di Raciti credo non spetti a noi dare giudizi: quello che è certo è che ha perso il marito per una partita di calcio. Quanto alla prima parte hai già dato la risposta: il Genny che ha evitato il finimondo è parte della stessa cultura che ha provocato l'episodio di Esposito. Io, e spero che di questo me ne darai atto, rispetto molte parti della filosofia ultras: quello che non giustificherò mai è l'accettazione della violenza (Che sia verso la polizia o verso altrui tifosi). Essere a fianco di Genny oggi significa essere a fianco di una cultura di violenza, non di un eroe che ha evitato che accadesse ciò che la sua stessa cultura produce: per quello torno a parlare di autogol. Ma anche grandissimi difensori hanno fatto autogol: l'importante è prenderne atto e ripartire più forti di prima....

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