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Scintille al Tardini: "5 anni per risanare il Parma"

Scintille al Tardini: "5 anni per risanare il Parma"
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Ancora tempo. Ancora poche certezze e parole. Nessuna certezza per la scadenza del 16 ma rassicurazioni: "Fidatevi di noi, abbiamo il via libera delle banche e un piano quinquennale per risanare il Parma. E se retrocediamo? La situazione si complica ma abbiamo un piano B.

Manenti e Alborghetti si presentano, nell'ennesima conferenza stampa "Dell'anno". Manenti: "Stiamo correndo e rincorrendo il tempo. Conto di arrivare per tempo ad adempiere alle scadenze". Alborghetti: "Stiamo procedendo alle carenze che c'erano". Sule cifre, Manenti, spiega: "Siamo riusciti a quantificare, grazie all'aiuto di Leonardi, i conti nell'immediato. Puntiamo ad intervenire ovviamente anche a lungo termine". Non c'erano i soldi per spalare i campi d'allenamento, i tifosi possono stare tranuilli? "Si", ha risposto secco Manenti. Il futuro: "Avevamo contattato e studiato il Parma già ad a ottobre. Abbiamo un piano quinquennale: otterremo risultati attraverso determinati step, con la ristrutturazione aziendale, lavorando sul marketing e sull'aspetto tecnico finanziario. In 5 anni vogliamo anche portare la rosa ad un certo livello. Abbiamo obiettivi da raggiungerre, coinvolgeremo investitori non solo italiani". I nomi degli investitori? "Mapi group -ripetono Manenti e Alborghetti più volte -. Investitori interessati non solo a Parma ma al tessuto produttivo della zona", precisano.  

A breve, la nuova proprietà assicura "non risolveremo tutta la questione economica, ma contiamo di non arrivare ad avere penalità per il campionato". Un aspetto importante: "Vogliamo salvarci, sembra un'utopia ma il nostro piano passa anche attraverso questo. Anche la retrocessione rientra nel piano, ma gli introiti della B non sono gli stessi della A".

Alle spalle "abbiamo diversi istituti bancari. Il 16 non finisce il mondo, ci toglierebbero dei punti e questo complica la questione salvezza. Nel breve, ripeto, puntiamo a non avere delle penalità". I pagamenti :"Abbiamo la firma, se non è oggi pomeriggio sarà domattina. Ai giocatori non abbiamo detto che domani avranno i soldi, se poi succede qualcosa rischiamo di passare per bugiardi... Comunque abbiamo spiegato alla squadra cosa sta succedendo. La situazione non ha influito sull'aspetto sportivo ma su quello psicologico. Erano comunque più sereni del primo giorno che li abbiamo visti".  Nessuna distinzione tra giocatori e dipendenti, nei pagamenti "abbiamo diviso in parti eque tra tutti". Con i fornitori "parleremo a presto per un rientro veloce".

La filosofia: "Del buon padre di famiglia: entrano i soldi, cerchi di non spendere e scialacquare". Ancora pagamenti e attacchi, dai giornalisti, sulle tante promesse mai mantenute finora: "Avremmo voluto arrivare oggi e mostrare i documenti con la prima tranche di pagamenti. Ma non è stato possibile". Soci occulti? "Non conta chi siano, il proprietario è Manenti e decide lui", risponde Alborghetti. Donadoni? "Abbiamo avuto un solo dialogo con lui, ha capito e ci è sembrato convinto. Come abbiamo detto anche i ragazzi erano confusi la prima volta. A loro non abbiamo promesso la luna, abbiamo detto le cose come stanno. Se i soldi non arrivano il 16 non vuol dire che arrivano il 28 o dopo. Arrivano il 16 o il 17 o il 18 ma secondo noi non arriveranno, per come stanno le cose, al 17. Secondo voi ci esponiamo a questo rischiando figuracce o sanzioni? Aspettate qualche giorno, non si parla di noccioline è un'operazione complessa. Se non facciamo quelle che diciamo, rischiamo, no?".

Un'altra richiesta di fiducia: "Verranno pagati tutti gli stipendi: nell'arco di qualche giorno. Se devo ricevere 10, se oggi ricevo 8, metto in mora la società?  Questi sono ragazzi seri e hanno capito".

Una parentesi con scintille da parte di Enrico Boni, poi Manenti e Alborghetti rispondono stizziti ad un giornalista che parla di documenti bancari e istituti. "Conosce Hsbc (e cita altri istituti)? lei  è male informato" la risposta. "Sono scatole vuote", incalza il giornalista. "Non è vero, non importa, il discorso si allarga e discutiamo per dei giorni", replica Manenti. "Mapi group se è stato ritenuto idoneo dal pool di banche, vuol dire che noi siamo seri e concreti", ancora Manenti. 

Manenti procede stizzito: "Se dobbiamo fare polemica chiudiamo. Monte dei Paschi accetterebbe se non fossimo seri e concreti?" "Non vediamo atti: che pagherete e che ci sono i soldi lo state dicendo voi", replica il giornalista. Alborghetti: "Sono qui per lavorare, se ci riesco bene, se non ci riesco giudicatemi. Io faccio da capofila. Se siamo qui a questo tavolo è perchè sappiamo fare bene il nostro lavoro". Quali soldi e da dove vengono? "Le domande fatele il 17. Non oggi". 

Interessi enogastronomici in Europa e America? Qualche nome, qualche bandiera? Chiedono i giornalisti "Le scatole vuote commerciano con l'Est Europa riso, parmigiano, prosciutto... Le bandiere degli investitori sono differenti, laddove ne coinvolgiamo di più aumentano le bandiere. Per ora conosco bene l'est Europa. Per ora c'è Mapi group, poi coinvolgeremo realtà locali, non solo del settore enogastronomico, come un'azienda reggiana di stufe, ad esempio, poi l'internazionalizzazione...". Manenti: "Fidatevi di me, non solo giudicando da qui al 16 ma anche nei prossimi 10 anni". Sul concreto: "Sondare il più possibile settori giovanili tipo Cina e California, poco seguiti. Ma anche guardare in altri stati dove non va nessuno, come La Polonia, Bulgaria: poche società investono lì, nazioni che conosciamo". Più volte Manenti cita, polemicamente, il termine "scatola vuota" parlando di Mapi group e delle sue attività e interessi. 

Serie B e salvezza, Manenti conclude: "I ragazzi non sono rassegnati. Sono convinto, finchè la matematica non ci condanna, che ce la giochiamo. Se retrocediamo non cambia nulla, abbiamo un piano B (rientrare il prima possibile in A, siamo tra le 7 società più blasonate in Italia) e punteremo su quello". 

Video TgParma: la conferenza stampa al Tardini

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  • Gio

    15 Febbraio @ 14.51

    Giorgio R.

    Solo gente senza faccia può tenere una conferenza stampa sul nulla. Non è abilità. Siamo pieni di gente senza faccia povera noi !

    Rispondi

  • aiupo

    12 Febbraio @ 21.13

    I soldi non esistono. Questo qua e' matto come un cavallo, quello che è incredibile e' che ne' lega ne' federazione fanno qualcosa. I soldi non arriveranno mai....

    Rispondi

  • StekkoPardo

    12 Febbraio @ 11.37

    Quello che verrà fatto è abbastanza elementare: un fallimento pilotato. Al 16 non verrà pagato nulla e verrà dichiarato fallimento della società. Subito dopo, però, verranno saldati TUTTI i debiti SPORTIVI: quindi calciatori. allenatori, ecc.., ma non i fornitori, banche, ecc. In questo modo, la società resterà in serie B (e non nei dilettanti) ed il nuovo presidente avrà una società di calcio spendendo un terzo.

    Rispondi

  • Franco

    12 Febbraio @ 08.54

    da quello che ho letto traspare che il 16 NON TUTTi gli stipendi verranno pagati, ma solo una parte... che tristezza.

    Rispondi

  • Pino

    11 Febbraio @ 22.53

    Volevo dire che con 96 milioni di euro l' aeroporto ci andrebbe avanti per più di 30 anni

    Rispondi

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