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"Riprendiamocela"... la bellezza del calcio

Serie C:  il Parma del vittorioso spareggio a Vicenza contro l'Udinese (1973)
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La vera truffa  è stata quel "Riprendiamocela" lanciato ad inizio stagione, come se il Parma potesse davvero competere per riconquistare l'Europa ottenuta sul campo e poi svanita per una "ingiustizia". Una truffa sportiva: per quelle di altro genere decideranno ovviamente i giudici, ma se su illeciti o responsabilità  penali dobbiamo aspettare a giudicare, chi allora proclamava sapeva bene in che condizioni era davvero la società e che prospettive aveva quindi la squadra...

A capirlo ci abbiamo messo poco. Parlo della situazione sul campo e in classifica: sul resto arrivavano spifferi di preoccupazione, ma a una bancarotta, a un fallimento e a un nuovo viaggio Parma-Collecchio delle auto della Finanza a 12 anni dalle scene del crac Parmalat non avremmo davvero creduto. Giornalisti ingenui e ingenuamente tifosi? Ce lo stanno dicendo in molti, e ci sarà anche del vero: ma anche senza dribblare le nostre colpe è un po' eccessivo chiedere a noi quello che governanti del calcio, magistratura ecc. (ovvero quelli che nei bilanci potevano davvero mettere il naso, diversamente da noi) hanno iniziato ad approfondire solo da pochi giorni......

Ma anche questo è un discorso ormai già fatto e rifatto. Adesso si tratta anche di guardare avanti: a questo ultimo atto parmigiano sul palcoscenico del grande (o presunto tale) calcio italiano. E qui forse c'è l'occasione per lasciare un segno che valga come le coppe e i successi che hanno punteggiato questo sogno lungo 25 anni.

La squadra, in queste due settimane, si è guadagnata il plauso di tutti. Donadoni e Lucarelli (senza dimenticare lo sfogo tutto parmigiano di Sandro Melli) ne sono stati i simboli: adesso si tratta di farlo anche sul campo, senza obiettivi realistici ma proprio per questo con un impegno ancora più convinto. E magari, giusto per non tradire la più vissuta delle rivalità di questi anni, senza far differenze nella lotta-scudetto, dopo il pareggio strappato in casa della Roma........

Ma Parma può fare anche di più fuori dal campo. Da qui a fine campionato c'è tempo per pensare a qualche iniziativa particolare, che riprenda il filo della geniale Festa della squalificazione europea del dopo Cska Sofia 1991, e che faccia capire che non sarà una retrocessione (neppure brusca e vertiginosa) a toglierci il gusto del pallone, anche senza serie A, senza Juve e (men che meno) senza Tavecchio o Lugaresi....

Ci siamo divertiti per 25 anni: molto di più e molto più a lungo di quanto avremmo immaginato quando il gol di Melli siglò la promozione nell'indimenticabile derby del Tardini. Ma il calcio era bello anche con i Barbuti e i Rancati, con i Bertoni e i Bertozzi.... 

Ecco quello che Lotito, con quelle vergognose frasi sul Carpi, ha dimostrato di non capire: certamente è innegabile il fascino del calcio a colori e con gli effetti speciali di Sky, ma la bellezza del calcio - se lo si ama davvero - si può gustare anche in bianconero, come ai tempi della foto di Vicenza '73. Allora "riprendiamocela", quella bellezza: e lasciamo a Tavecchio e C. l'illusione di avere curato, con il finto "salvataggio" di ieri, un calcio appestato del quale Parma è oggi il più clamoroso simbolo, ma sicuramente non l'unico bubbone.

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  • Mary

    07 Marzo @ 23.47

    Grande redazione ...... abbiamo capito che il calcio che conta non esiste , solo il calcio marcio guidato dalle televisioni per fare cassetto, non capisco lugaresi ma se non erro anche lui non ha votato tavecchio quindi coerente nelle scelte (poi pensando che si troverà un defrel gratis da vendere capisco)..................ma spero che retroceda si lamenta però per il momento con il parma fatto sei punti per ora solo il deleritto milan riuscito nell'impresa , anche la corazzata giallorossa lasciato due punti con noi .........spero che da domani si comici a vincere per non falsare il campionato , qualche sassolino lo dobbiamo ancora togliere dalle scarpe (tipo 7-0 con i gobbi), con questo saluto e ringrazio il ..... di carpenedolo

    Rispondi

  • popsylon

    07 Marzo @ 23.22

    Potevate metterci una foto della squadra di Fabbri e Vycpalek. Guai a mettene una dei '90 non si sa mai che qualcuno del nord ovrst si senta male!

    Rispondi

  • federicot

    07 Marzo @ 23.10

    federicot

    Io non ho capito nulla di questo discorso. Bhohhhh??? L'unica cosa che posso dire è che quale viscido personaggio di Lotito ha, ahimè, ragione. Per fare la serie A ci vogliono tanti soldi da buttare via.

    Rispondi

  • Francesco

    07 Marzo @ 22.14

    purtroppo un grosso,grosso problema oltre a finire in "d",è che si ripartirà veramente da zero...sarà completamente distrutto e azzerato anche un settore giovanile su cui contare e difficile da rimettere in sesto....

    Rispondi

  • cusparma

    07 Marzo @ 20.23

    discorso un pò da perdenti. Finiremo in D , ma bisognerà di cercare di tornare nel calcio che conta, non accontentarsi delle serie minori perchè cosi si spende meno, perchè tanto son belle anche quelle. ma la cosa più assurda è che si parla fatalmente di un fallimento come fosse una cosa inevitabile. Ci sono società mai fallite, ve lo ricordo. E per colpa di due delinquenti che hanno distrutto tutto e la prospettiva di altri anni ad alto livello, ci troveremo con un pugno di mosche in mano.

    Rispondi

    • Medioman

      08 Marzo @ 01.00

      Signor cusparma, mi consenta un'osservazione: centomilioni di deficit fanno diverse migliaia di euro per ogni tifoso del Parma calcio, oltre ovviamente al costo di biglietti, abbonamenti, ed eventuali trasferte per seguire la squadra. Se le dicessero: se vuoi tornare a vedere il Parma in serie A devi sganciare un diecimila, che risponderebbe? E poi... e proprio sicuro che i delinquenti siano solo due? tutti gli altri non si sono mai accorti di niente??

      Rispondi

      • cusparma

        08 Marzo @ 12.35

        non ho capito bene dove vuole arrivare col discorso dei tifosi. I delinquenti magari son più di due, ma il Presidente e l'AD sono coloro che gestiscono la squadra. Fare le cose grame è un conto, non denunciarle un altro, tanto per cominciare. I responsabili, anche finanziari, del parma calcio chi erano? I tifosi? melli? chi?

        Rispondi

        • Medioman

          08 Marzo @ 17.54

          Chiedo scusa se, nella fretta di scrivere, a volte risulto poco comprensibile. Cercherò di chiarire. Per quel che ne so, la società Parma F.C. ha un deficit finanziario di parecchie decine di milioni (come tante altre squadre similari), ma, nonostante ciò, riescono ad avere credito da fornitori ed istituti finanziari; come mai? Forse perché, nell'ambiente, si sa che certi debiti verranno pagati "a babbo morto", e quindi non vengono presi in considerazione? Oppure, perché si sa che certi debiti sono "fittizi", creati solo per portare capitali all'estero? Comunque sia, prendendo per buoni i dati del passato, penso che nel futuro non ci sarebbero grossi cambiamenti; chi pagherebbe il deficit futuro, se si mantenesse la squadra in serie A? Per favore, non mi risponda "gli sponsor": sarebbe come supporters. Sono stato chiaro? dire "giocheremo al superenalotto"! Una risposta concreta (supponendo che dipendenti e giocatori non siano disposti a lavorare gratis) sarebbe: i supporters.E' chiaro?

          Rispondi

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