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Luci al Tardini, buio sul campionato

Non solo Parma: un torneo sempre meno credibile

Stadio Tardini illuminato
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Mi costa parecchio ammetterlo, ma l'unica cosa seria e indiscutibile di questo campionato è il valore della Juventus (che gol ieri Tevez...!). E da parmigiani possiamo aggiungerci la consacrazione che si sta guadagnando sulla panchina il nostro Stefano Pioli.

Stop. Il torneo 2014-2015 si appresta infatti a passare alla storia come uno dei più brutti dal punto di vista dello "spettacolo". E, inevitabilmente, come uno dei meno credibili.

Ma non è solo la questione Parma. Ieri guardavo malinconicamente ciò che appare nella foto: le luci dello stadio Tardini che illuminano una serie A ormai perduta, e chissà quando la rivedremo. Però, alle luci del Tardini si abbina sempre più spesso un buio totale, soprattutto di credibilità, che va ben al di là del nostro stadio.

Avete visto, ad esempio, il rigore concesso al Milan contro il Cagliari del povero Zeman? Qui non si tratta di errore: con 5 arbitri in campo, e con la possibilità più o meno ufficiale di poter sapere in pochi secondi che cosa dicono le riprese televisive non esiste una decisione del genere. E qui i casi sono due: o malafede o incapacità macroscopica. E in entrambi i casi quello che una volta era il campionato più bello del mondo non può andare lontano.... Poi ci sono le proteste del Napoli, e c'è la stessa espulsione di Lucarelli.

Di fronte a episodi del genere, diventa difficile controbattere a chi (anche nella tifoseria crociata) chiede con voce sempre più forte di porre fine a questa agonia, tanto più in un contesto simile. In realtà sappiamo che non sarà così: non "potrà" essere così,  e solo per motivi di business televisivo (in questo momento è evidente a tutti che a decidere è Sky).

Personalmente, da ingenuo romantico vorrei che il Parma, e tutta Parma calcistica, vivessero queste settimane inseguendo un sogno, anche se impossibile: chiudere virtualmente questi 25 anni di serie A con l'ultimo scherzetto alla Vecchia signora: come riuscirono a fare Osio, Melli, Dino Baggio, Crespo..... Una partita come fosse una finale: basterebbe un pareggio, per suggellare nel modo migliore un quarto di secolo che mai avremmo osato sognare.

Ma più realisticamente, il dibattito fra i tifosi è destinato a proseguire: giusto che il Parma si presti a questa "recita" (pur dato atto a Donadoni e ai suoi di una indiscutibile serietà)? Ma anche al di fuori di Parma, nessuno si chiede se davvero ha senso questo finale o se al calcio italiano non converrebbe una pausa di riflessione, simboleggiata dal "ritiro" del Parma, per rivedere la propria organizzazione?

Noi lo avevamo scritto alcuni mesi fa, mentre invece il duo Ghirardi- Leonardi appoggiava una candidatura impresentabile (...) : questo, se si ama davvero il calcio, non è un paese per Tavecchi.

 

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  • federicot

    23 Marzo @ 15.45

    federicot

    articolo squallido e populista.

    Rispondi

  • Asterix

    23 Marzo @ 13.38

    Ricordate che si sta parlando di uno sport dove risulta lecito simulare falli (anzi dove per esperienza personale viene insegnato già ai bambini come si fa a simulare), dove le decisioni vengono prese da un arbitro che fa parte di un comitato dove le stesse società di calcio hanno il diritto di voto, le decisioni chiaramente sono esclusivamente prese in modo univoco senza contraddittorio (per chi segue il calcio il fallo di confusione sul gol di Cannavaro mi pare contro la Juve) e dove si spostano centinaia di migliaia di euro. Uno sport che obbliga la stessa società civile a spendere migliaia di euro per controllare le tifoserie che spadroneggiano per le città. Ma bastaaaaa ...

    Rispondi

  • alexparma

    23 Marzo @ 13.34

    Sig Balestrazzi, sono d'accordo sul contenuto, ma meno sui tempi; nel senso che non possiamo ora attaccarci al fatto che tutto è poco credibile e quindi di conseguenza è normale che il Parma si sia calato nel marasma generale quasi adeguandosi. Penso che il Parma ha percorso una discesa dissennata e pericolosa anche grazie ad un sistema inadeguato, ma che altre strade fossero percorribili (vedi Empoli, Udinese o Chievo) è dimostrato da quelle poche società virtuose che galleggiano comunque dignitosamente in Serie A proponendo a volte un calcio nuovo e piacevole. Che poi il livello tecnico sia basso e solo una squadra sia degna di essere annoverata come grande squadra, ciò era vero anche l'anno passato, quando il Parma arrivò sesto, ma nessuno sottolineava che tutto il sistema fosse da rifondare. Poi sono d'accordo che a questo punto, visti gli arbitraggi a dir poco ridicoli in cui si è imbattuto il Parma domenica scorsa e ieri sera, tanto valga lasciare vuota una casella e far finire il campionato a 19 squadre e che la Lega si accolli una bella penale da versare a Sky (così forse scatterà davvero la molla dicocntrolli più rigorosi e precisi in merito alle iscrizioni al campionato). In quanto al rischio serie D (piuttosto concreto purtroppo) penso che qui si sbagli di grosso a pensare al tutto con entusiasmo e carica; siamo sicuri che dopo le prime partite (seguite con curiosità e con la voglia di gridare Forza Parma) la gente andrà allo stadio, ci saranno migliaia di persone, o a metà torneo (magari se non andranno le cose come ci si augura) i presenti saranno poche centinaia, e finiremo tutti col trovarci un hobby domenicale diverso?

    Rispondi

    • calico

      23 Marzo @ 16.42

      Penso che chi vede nella D un'occasione di riscatto pensi alla Fiorentina in c2, con 13 mila abbonati e 3-4 mila persone in trasferta. Campionato stravinto e promozione non in c1 ma in B. Non è detto però che vada così anche per noi, e se comincieremo a giocarci regolarmente in quella categoria sarebbe poi normale trovare al Tardini solo qualche centinaio di appassionati. Sarebbe stato così anche a Firenze.

      Rispondi

  • Vercingetorige

    23 Marzo @ 12.39

    GIA' IERI SERA IL TARDINI ERA SEMIVUOTO , senza aspettare la serie "D" . Secondo me , a soffrire particolarmente di questa situazione , sono i giovani ; quelli che si sono avvicinati al Parma nella gloria della serie "A". Noi vecchi , che abbiamo visto i derby Parma - San Secondo e Parma - Parmense , certamente non siamo contenti , ma siamo un pò più preparati.

    Rispondi

    • cusparma

      23 Marzo @ 16.46

      ci va più gente da primi in classifica in D , che a vedere sempre perdere in A

      Rispondi

  • parmigianodelsasso

    23 Marzo @ 12.26

    Il calcio in Italia andrebbe azzerato, Lega compresa anzi, a cominciare dalla Lega; so benissimo che questo pio desiderio appartiene al regno dell'utopia. Spero che il Parma venga risanato mediante un nuovo inizio dalla serie D e che gli avvoltoi che vorrebbero piombare sul suo cadavere possano dileguarsi ancor prima di alzarsi in volo. Pama ai parmigiani.

    Rispondi

    • marco

      23 Marzo @ 14.10

      Ancora la serie D. Ma perché? Ma lo sapete che se andiamo in D non è matematico che torniamo almeno in B in 2 anni? Lo sapete che ci sono squadre che sono rimaste impelagate nelle serie inferiori per lustri e altre non ne sono più uscite? Ma lo sapete qual è il livello tecnico in D e in C? Ma se ci tenete così tanto provate ad andare a vedere il Fidenza qualche volta...

      Rispondi

      • Vercingetorige

        23 Marzo @ 17.12

        VA BENE MARCO ( e Danila ed altri..) ! ALLORA FACCIAMO COSI' : se voi trovate un sistema per avere un nuovo padrone che , entro il 30 giugno , paghi o riesca a rinegoziare un debito sportivo di 74 milioni , ce lo dite , e noi saremo ben contenti di restare in serie "B" !

        Rispondi

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