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Signor arbitro, ...

De Santis condannato per Calciopoli (anche per Lecce-Parma): "Non ci si può fidare della giustizia"

L'arbitro Massimo De Santis, condannato per Calciopoli
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Alla fine, uno dei pochissimi condannati di Calciopoli è lui. Massimo De Santis, l'arbitro che ha più volte incrociato (e quasi sempre in negativo) le vicende del Parma, ha rinunciato alla prescrizione, e ha quindi visto confermata dalla Cassazione la condanna a un anno.

Duro il suo commento: "Una grossa delusione verso la giustizia italiana - spiega a caldo De Santis - della quale ormai non ci si può più fidare. Non auguro a nessun italiano di capitare nelle mani di una giustizia di questo tipo". "Non mi aspettavo - prosegue - che potesse reggere questa tesi accusatoria. Aspetto con curiosità le motivazioni perchè sono rimasto l’unico arbitro coinvolto in questa associazione per due partite (Fiorentina-Bologna e Lecce-Parma, ndr), dove non riesco a capire perchè le telefonate postume valgono per tutti gli altri e non per me". 

.................................................

Signor arbitro,

in un certo senso questo epilogo di Calciopoli ci costringe a darle atto di una cosa: non rinunciando alla prescrizione, lei ha avuto il coraggio (spero non sia stato un semplice errore di calcolo) di affrontare il verdetto dei giudici senza il paracadute che oggi preserva i presunti burattinai Moggi e Giraudo da una condanna. Diciamo che lei ha avuto negli arbitri togati la stessa fiducia che noi sportivi abbiamo/avevamo in lei e nei suoi colleghi, fino a scoprire che invece l'arbitro non è sempre un giudice imparziale.

Le ripropongo un articolo che la Gazzetta di Parma pubblicò 9 anni fa, dopo una sua partecipazione televisiva. Nove anni dopo la giustizia è arrivata: se con la G maiuscola, come lei e noi speravamo, lo sa solo lei....

La faccia tosta di De Santis (Gazzetta di Parma 22-6-2006)

Sicuro di sé, sicurissimo: proprio come in campo. E a volte, forse, un po' troppo sicuro: al punto che per due-tre volte ribadisce che chi sta subendo un torto è lui, che non può essere in Germania per quei mondiali che aveva invece «meritato».

E' quasi mezzanotte quando sugli schermi di Canale 5 compare Massimo De Santis, il chiacchieratissimo ed ora indagato arbitro di calcio, sospettato di essere parte importante della «cupola» che, sotto la guida di Luciano Moggi, avrebbe diretto e condizionato l’esito di partite ed interi campionati. Una volta chiuse le indagini della giustizia sportiva, ha accettato l’invito di Enrico Mentana, ed ora è lì negli studi di «Matrix» per raccontare, per la prima volta, la sua verità. Avvertenza per i lettori: un cronista parmigiano che abbia un minimo di amore per il calcio non è forse il più indicato per un resoconto obiettivo, ma in fondo anche per De Santis (l'arbitro che fra i tifosi crociati ha sopravanzato in negativo perfino Arcangelo Pezzella, che sospese per nebbia un Parma-Bari 3-0 a sette minuti dalla fine) vale la presunzione di innocenza, giudiziaria e sportiva. E allora è giusto vedere e ascoltare.

Anche perché bastano pochi minuti per tingere la trasmissione di gialloblù (e di bianconero...). Eccolo lì, di nuovo moltiplicato dai replay, il famoso gol di Fabio Cannavaro allo stadio Delle Alpi di Torino: il corner pennellato da Marcio Amoroso e un colpo di testa pulito pulito, che si infila all’angolo opposto lasciando Van der Saar (lungagnone portiere bianconero di allora) come un baccalà. Ed eccolo lì il primo piano dell’arbitro di Tivoli che fischia: ma cosa fischia?, ci si chiede oggi come allora, mentre le immagini vanno su Cannavaro con le mani fra i capelli (allora non rasati) e su Malesani, tecnico gialloblù di quella stagione, che sgrana incredulo gli occhi e chiede al quarto uomo ragione di quell'incomprensibile annullamento.

Annullamento che costringerà il Parma a giocarsi allo spareggio (poi perduto contro l’Inter per le magìe di Baggio) una meritatissima Champions League, e che dovrebbe spianare alla Juve di Ancelotti la strada dello scudetto (ma proprio il clamore per quell'episodio porterà alla designazione di Collina, e al surreale finale di campionato sotto il nubifragio di Perugia, con sorpasso finale della Lazio di Cragnotti).
E che cosa dice oggi De Santis in studio? Dice (udite, udite): «con l’esperienza di oggi quel gol non lo annullerei». E perchè mai lo ha annullato allora? «Perchè mi è sembrato che Cannavaro spingesse Kovacevic», che in effetti si vede ruzzolare a terra, ma non certo per colpa di Cannavaro, che per colpire di testa compie due passi all’indietro, e quindi non può certo spingere in avanti il bianconero che gli sta arrivando alle spalle. Né sembra più convincente l’altra frase del direttore di gara: «Voglio anche precisare che quel corner per il Parma, in realtà, doveva essere una rimessa dal fondo per la Juve. Quindi, se avessi voluto, avrei potuto fermare già prima l’azione del Parma». Già: che consideri quello il suo vero errore?

Ma torniamo ai fatti. E ai giudizi non prevenuti: in certi momenti della trasmissione De Santis riesce ad essere perfino simpatico. Anche perché Mentana e i suoi ospiti, pur con qualche domanda scomoda, giocano di fioretto. E lo scambio più divertente è quando l’ex direttore del Tg5 chiede a De Santis per quale squadra tifasse prima di diventare arbitro. «Per l’Inter», risponde De Santis. E Mentana, notoriamente simpatizzante nerazzurro, è prontissimo: «Ma almeno qualche volta non se ne poteva ricordare?».
In effetti, anche altri episodi, proprio contro l’Inter (clamoroso un rigore negato a Ronaldo contro il Chievo) portano sempre lì: nella direzione prima imboccata solo dalle chiacchiere da Bar Sport ed ora anche dalle indagini dei magistrati, ovvero di un De Santis filo-juventino. E quando lui ricorda episodi di segno opposto, nelle ultime due stagioni, sono i giornalisti in studio a ricordargli le dichiarazioni raccolte dai magistrati secondo cui lo stesso De Santis avrebbe confessato di avere cambiato metro, nel dirigere la Juve, dopo avere avuto notizia delle prime indagini sugli affari poco chiari di Calciopoli.

Dalle partite-scudetto si passa a parlare di quelle legate alla retrocessione: riecco il Parma, con quel 3-3 di Lecce che complicò maledettamente il cammino-salvezza dei crociati, costretti ad uno spareggio con il Bologna in condizioni quasi disperate, per la lunga sfilza delle ammonizioni «scientifiche» degli uomini migliori di Carmignani. La moviola di Pistocchi si ferma a due episodi (Contini e Morfeo), e così le spiegazioni sembrano quasi accettabili («al ds Cinquini che mi rimproverava di non avere usato il buon senso ho risposto che avevo applicato ilo regolamento», «quando ho detto che mi sarei messo in mezzo fra le due squadre non era per pilotare il risultato, ma per evitare che la partita degenerasse»). E visto che poi qualcuno ricorda la protesta silenziosa di Zeman, che abbandonò la panchina intendendo che i suoi avessero smesso di giocare, e in studio si ricorda l’indagine avviata su quella gara anche in relazione al calcio-scommesse, verrebbe davvero da credere a De Santis quando parla di «pregiudizi nei miei confronti». Peccato che a nessuno venga in mente di chiedergli: perché mai, allora, quella frase al giocatore crociato Vignaroli: «Tanto questa partita non la vincerete mai»?

«Non ho mai sentito Moggi in vita mia - racconta ancora De Santis - l’ho incontrato con Giraudo ma perché prima e dopo le partite tutti i dirigenti, non solo loro, ci venivano a a salutare. Ma non ho mai sentito Moggi al telefono in tutta la mia vita». E tornando all’accusa di essere un arbitro gradito alla Juventus, emersa da certe dichiarazioni di Ancelotti, risponde: «se era al corrente di ciò, non doveva trarre benefici da questa situazione ma andare a denunciarla alla Figc». De Santis non ha nemmeno digerito tutto il polverone che è stato sollevato («comprare gli atti in edicola è stata una delle pagine più brutte dell’Italia, mi auguro di non comprare in edicola anche la sentenza finale») e sui contatti con Caselli e Mancuso precisa di averli incontrati «non per chiedere notizie su di me, ma perché le indagini della Procura napoletana riguardavano due miei amici, gli arbitri Gabriele e Palanca».
A quel punto è Mentana che sente il dovere di chiedergli: «Adesso non vorrà uscire da questo studio addirittura con l’aureola...». E De Santis aggiusta un po' il tiro: «No, ma aspetto la giustizia sportiva, e la giustizia con la “g” maiuscola». Anche noi, signor arbitro.

Gabriele Balestrazzi

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  • Marco

    24 Marzo @ 19.30

    Ottimo davvero. Godetti per la sua esclusione dal campionato del mondo 2006.

    Rispondi

  • Gio

    24 Marzo @ 15.54

    Giorgio R.

    Ecco perché non vogliono la prova tv come hanno nel rugby. Oppure la tecnologia del goal detector che è di invenzione italiana fra l'altro. Dicono che costerebbe troppo ma non calcolano quanti NON vanno più allo stadio a causa di certe assurdità oppure non vedono il calcio con la pay tv. Vedono solamente come Lotito la grande città che porta più soldi ma.......non è direttamente proporzionale se poi perdi decine di migliaia di altri spettatori e appassionati di quello sport. abbiamo la nausea di vedere e sentire certe assurdità. Se la tecnologia costa soldi è ora di investire anche in quella.

    Rispondi

  • Gio

    24 Marzo @ 15.49

    Giorgio R.

    Bravo Balestrazzi. Federicot capisca che il calcio lo seguono in tanti ed è fonte di guadagno per tanti e da' lavoro a molta gente comune e non solo ai giocatori. e' giusto che se uno è disonesto venga sbugiardato anche perché chi paga il biglietto e va allo stadio ha diritto alla dignità. Molto spesso ci siamo arrabbiati per atteggiamenti arbitrali "sbagliati" e caso vuole di frequente lo sbaglio è "tirato" addosso al parma. Nel dubbio o per coincidenza incredibile lo sbaglio è contro la parte del Parma. Altre volte lo si vede con altre squadre diciamo con con città pochi abitanti ?

    Rispondi

    • federicot

      25 Marzo @ 00.01

      federicot

      studia bene i bilanci delle società di calcio e poi vediamo....

      Rispondi

  • federicot

    24 Marzo @ 11.51

    federicot

    Ma è sicuro che dobbiamo sorbirci questa roba a Gratis sulla gazzetta on line? Non avete nient'altro da raccontare di gente che da pedate al pallone????? Se dessimo un filo filo ....ma giusto un filino meno importanza a queste cose , no?

    Rispondi

    • 24 Marzo @ 12.03

      REDAZIONE GAZZETTADIPARMA.IT - Federicot, dire che ti voglio bene è senz'altro troppo ma a volte sei anche riuscito ad essere simpatico, con commenti intelligenti e che in certi casi ci prendono in castagna. Ieri ti ho lasciato passare uno "squallido", altre volte anche peggio. Così oggi te lo dico una volta per tutte: tu non ti devi "sorbire" proprio niente. Non ti piace il calcio, che pure non è solo gente che dà pedate al pallone ma è un business immenso, tanto che l'ultimo presidente del Parma è in galera con sospetti di riciclaggio collegato per certi versi alla mafia? Leggi dell'altro: leggiti i numeri che abbiamo dato appunto sulla mafia, leggiti le sezioni sulla violenza alle donne, sugli stranieri, sul volontariato. Oppure fatti un sito tuo: è vero che rispondere ai tuoi commenti mi farà proporre per una laurea ad honorem in buddismo zen, ma alla fine non mi ha ordinato il dottore di ascoltare ogni giorno uno che ti disprezza. Non ti piace la gazzettadiparma online ? Trova o crea qualcosa alla tua altezza: ti prometto che ce ne faremo una ragione. Grazie

      Rispondi

      • federicot

        24 Marzo @ 15.52

        federicot

        Non hai capito. intanto sono tifosissimo, di altra squadra non del parma. Talmente tifoso che a volte non riesco a guardare le partite della mia squadra per il troppo stress. Solo che la partita per me finisce al 90esimo. CHIUSO. Non è che, per caso dare un filino meno di importanza al calcio possa fare bene al calcio stesso? Se smettessimo tutti di rimbambirci con gli appelli e i contrappelli i tikitaka ecc..magari certe cose nel calcio non succederebbero. Guardarsi la partita e stop....no?

        Rispondi

      • giorgiop

        24 Marzo @ 12.45

        giorgiop

        Regalategli un angolino con "la posta di federicot" poi vendiamo chi se lo fila.

        Rispondi

        • Giorgio

          24 Marzo @ 12.56

          Si troverà con Michele

          Rispondi

  • Vercingetorige

    24 Marzo @ 11.20

    BISOGNEREBBE TOGLIERE AGLI ARBITRI LA FACOLTA' DI DECIDERE IL RISULTATO DELLE PARTITE , ALTRIMENTI NON SE NE VIEN FUORI ! Ma è difficile da fare e comporta una strategia comune con le Federazioni Internazionali , per cui campa cavallo chè l' erba cresce ! Non capisco bene perchè De Santis abbia rinunciato alla prescrizione. Non so se possa entrarci il fatto che è ( e, forse, è ancora) , sottufficiale della Polizia Penitenziaria , ma , forse , non c' entra...........

    Rispondi

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