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Il presidente Napolitano è tornato a Roma - Dal Regio ribadito l'impegno per sostenere l'Europa unita: "Superare la retorica degli interessi nazionali"

Il presidente Napolitano è tornato a Roma - Dal Regio ribadito l'impegno per sostenere l'Europa unita: "Superare la retorica degli interessi nazionali"
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di Andrea Violi

Ha lasciato Parma fra gli applausi della gente, il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Numerosi cittadini, sia prima sia dopo la cerimonia di questa mattina al Teatro Regio, si sono messi in attesa dietro le transenne lungo via Garibaldi e hanno atteso il passaggio del presidente. E un gruppetto di curiosi si è visto anche all'aeroporto: ha guardato la partenza dell'aereo presidenziale dal “Verdi” alle 14,40.
Sono stati due giorni intensi, quelli di Napolitano in città. Ha incontrato le autorità cittadine ma anche i giovani studenti del «Maria Luigia». Ha visitato la mostra del Correggio e ha conosciuto Parma più da vicino, anche se non è la sua prima visita. Infine ha inaugurato solennemente l'anno accademico 2008-2009 del Collegio europeo, parlando del futuro dell'Europa e del contesto internazionale. Sull'Europa, Napolitano e l'ex presidente della Commissione europea Jacques Delors hanno sostenuto la necessità di rafforzare le istituzioni dell'Unione, perché le tentazioni degli Stati di tornare a un approccio più intergovernativo minerebbe alla base l'Europa unita.

LA MATTINATA AL REGIO - Napolitano è arrivato a piedi dalla prefettura - passando per piazza Garibaldi - alle 10,28 al Teatro Regio, accompagnato da un lungo applauso. Soltanto una breve battuta con i giornalisti all'ingresso: il presidente ha sottolineato di essere già stato a Parma, città «sempre splendida», e di aver apprezzato molto la mostra del Correggio, restando in particolare affascinato «dalla volta del Duomo», che ha definito «impressionante».
Subito dopo, l'accoglienza da parte delle autorità cittadine nel foyer e l'ingresso nel teatro per partecipare all'inaugurazione dell'anno accademico del Diploma avanzato in studi europei del Collegio Europeo. Sono intervenuti il sindaco Pietro Vignali, il presidente della Provincia Vincenzo Bernazzoli e Cesare Azzali, presidente del Collegio Europeo (oltre che direttore dell'Unione parmense degli industriali: leggi la cronaca dei loro interventi.

A PARMA I DIPLOMATI DELLA «CLASSE DIRIGENTE EUROPEA». A metà mattinata Cesare Azzali ha consegnato i diplomi agli studenti che hanno terminato la loro specializzazione nell'anno 2007-2008. Provengono da numerosi Paesi: Italia, Argentina, Moldova, Egitto, Marocco, Spagna, Tunisia, Romania, Ucraina, Albania. Gli aspiranti studenti per il 2008-9 sono stati 184, da 43 Stati.

L'INTERVENTO DEL PRESIDENTE - Alla premiazione è seguita una tavola rotonda per presentare «Memorie», libro di Jacques Delors, importante presidente della Commissione per dieci anni. Ha partecipato, fra gli altri, l'ex commissario europeo Mario Monti.
A fine dibattito, ha preso la parola il presidente Giorgio Napolitano. Erano le 11.57. Napolitano si è detto felice di poter essere a Parma, «magnifica città esempio in Italia di splendore culturale, laboriosità e dinamismo». Napolitano, che ha detto di conoscere «da tempo i meriti e il ruolo del Collegio europeo di Parma», si è detto «preoccupato» per il risorgere in Europa di vecchie «illusioni e tentazioni», quelle che portano a ridurre tutto a «un puro approccio intergovernativo e alla retorica degli interessi nazionali che conduce inevitabilmente alla contesa e a un negoziato meschino e defatigante fra governi».  Napolitano ha richiamato il Libro Bianco di Delors del 1993. «Sento di poter garantire l'impegno europeista delle istituzioni nel nostro Paese attraverso il contatto diretto con quanti hanno rappresentato l'Italia - ha continuato il capo dello Stato -. Ma penso che abbiamo bisogno di una nuova formazione di europeisti, anche in Italia. Questo può dare splendidi frutti: l'abbiamo visto anche su questo palco (con la consegna dei diplomi agli studenti del Collegio europeo, ndr)».

LE "MEMORIE" DI JACQUES DELORS - La mattinata si è conclusa con l'intervento di Jacques Delors sul palco. «Dobbiamo scongiurare il pericolo di gettare alle ortiche il metodo comunitario», ha detto Delors, che ha guidato la Commissione dal 1985 al 1994. Si tratta, ha sottolineato ancora, di una delle cose più importanti che si è realizzata in Europa insieme «alle istituzioni comunitarie che rappresentano ciò che è duraturo dell’edificio europeo. Bisogna tornare alle istituzioni che - ha detto Delors - per prime devono difendere se stesse e devono essere salvaguardate da chi tiene all’unità europea». L'autore dello storico Libro Bianco del 1993, il presidente che diresse la commissione europea dal 1985 al 1995 ha fatto un’altra raccomandazione riguardo proprio al ruolo che spetta alla Commissione. A suo avviso non deve assumere poteri esecutivi, ma deve vigilare in applicazione delle regole e delle decisioni dimostrando di essere al servizio anche dei governi. La commissione - ha concluso Delors - dev'essere collegiale. Più sarà collegiale più i governi riconosceranno la sua importanza».

IL PRANZO NEL RIDOTTO DEL REGIO. Fra le 13 e le 14 il presidente Giorgio Napolitano ha pranzato con una novantina di selezionatissimi ospiti nel Ridotto del Regio. Il menu è stato curato da Massimo e Luciano Spigaroli dell'Antica corte pallavicina di Polesine. Metodo classico "Rosa di Corte" con piccola spuma di Parmigiano: questa è la prima voce del menu. In apertura sono stati serviti anche i nostri salumi tipici: prosciutto crudo di Parma, culatello di Zibello, salame di Felino. Il primo? Tortelli di erbette. E' seguito il cappone alle erbe con piccole verdure, seguito dal semifreddo agli amaretti e zabaione. Per finire, caffetteria, infusi di bacche e piccola pasticceria. I vini? Rubina Rosé, Nabucco 2006 e Malvasia frizzante dolce, tutti forniti da Monte delle Vigne.

NAPOLITANO LASCIA PARMA. Uscendo dal Regio, il capo dello Stato ha accettato di rilasciare alcune dichiarazioni sull'attualità, come l'Europa di fronte alla crisi economica e la crisi in Medio Oriente. Alle 14,20 è salito sull'auto che lo avrebbe accompagnato all'aeroporto "Giuseppe Verdi". Qui, come del resto in centro storico, polizia e carabinieri hanno svolto un imponente servizio d'ordine, mentre la polizia municipale ha controllato la strada d'accesso. Tempo una decina di minuti e Napolitano è arrivato al "Verdi", scortato da centauri e auto della polizia e accompagnato dal suo seguito, che ha viaggiato su un piccolo pullman. L'aereo del presidente era già pronto sulla pista: sono bastati pochi minuti per il saluto al prefetto e il decollo per Roma, alle 14,40.
Se molte persone hanno seguito Napolitano in centro, non è mancato chi ha cercato di vederlo "da vicino" proprio all'aeroporto. Fermi davanti alla rete che separa la pista dal parcheggio, sono arrivate alla spicciolata alcune persone che hanno osservato il corteo presidenziale e il decollo. «Non sono riuscita a vedere Napolitano di persona - dice una signora, arrivata con il figlio, che frequenta la prima media -. Ho seguito la diretta su Tv Parma, poi visto che abito a Baganzola ho pensato di venire a vedere la partenza...».
Pochi minuti e Napolitano torna nella capitale. La sua visita a Parma è già storia.

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